febbraio 7th, 2011IL DISCORSO DEL RE
The King’s Speech (UK/Usa/Australia, 2010) di Tom Hooper, con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Derek Jacobi, Michael Gambon, Guy Pearce, Timothy Spall
Il voto di Paolino è… 8½
Inghilterra, anni ’30. Il regno di re Giorgio V (Michael Gambon) sta per giungere al termine, e i suoi due figli maschi si preparano alla successione. Il primogenito (Guy Pearce) è uno sprovveduto dedito soprattutto alle donne e ai viaggi. Diventerà re, si farà chiamare Edoardo VIII, ma resterà al trono solo per pochi mesi, quando sarà costretto ad abdicare per poter sposare una donna pluridivorziata: tocca quindi al secondogenito, Duca di York (Colin Firth), diventare re. Ma la sua voce è claudicante: Bertie è affetto da grave balbuzie, e in un’epoca in cui i discorsi si cominciano a tenere alla radio e davanti a dei microfoni tutto ciò che un re deve avere è la sicurezza della sua voce. Le tecniche poco convenzionali dell’attore di terz’ordine Lionel Logue (Geoffrey Rush) saranno un rimedio non soltanto per la sua favella.
Seppur uscito negli schermi italiani da ormai dieci giorni, ho voluto aspettare per vedere Il discorso del re, anche dopo le 12 nomination all’Oscar che il film ha ottenuto. Il motivo è presto detto: lo volevo vedere in lingua originale. Non sono un purista, né contro il doppiaggio in senso assoluto, ma ci sono dei prodotti come questo che con le voci non originali vengono necessariamente snaturati. Lo dice il concept stesso del film, il titolo: tutto si basa sullo “speech”, che non vuol dire soltanto “discorso”, ma anche “modo di parlare”. E ho fatto bene ad aspettare, perché l’interpretazione di Colin Firth è una delle più struggenti, emozionanti e commoventi performance di un attore che io abbia mai visto negli ultimi anni. Questo straordinario attore inglese, da me in passato sbeffeggiato più di una volta, dopo A Single Man sorprende nuovamente e a questo punto negargli l’Oscar sarebbe impensabile. Statuetta che andrebbe consegnata subito anche al suo contraltare/antagonista/amico Geoffrey Rush, eccentrico, spigliato, fenomenale, divertentissimo anche in un ruolo più semplice e convenzionale.
Ma il film è notevole in tutto: nelle opprimenti e straordinarie scenografie, nella favolosa musica (di Alexandre Desplat), e in una regia che si fa amare piano piano, e che disegna ogni inquadratura come fosse un dipinto: immobile, ma incredibilmente affascinante. La perfetta architettura della sceneggiatura poi fà in modo che la vicenda del “discorso del re” non offuschi il periodo storico, l’angoscia e la paura dell’intervallo tra le due Guerre, l’avvento di Hitler (“che parla benissimo”, fa notare Bertie), i piani per l’Europa (c’è anche uno straordinario Winston Churchill firmato Timothy Spall) e il bisogno per il popolo di essere guidati da un sovrano deciso, sicuro di sé e convincente nelle sue orazioni. Toccherà, come noto, proprio a lui, a Giorgio VI.
Con questo, sono arrivato a vedere solamente quattro dei dieci film nominati per il maggior premio agli Oscar di quest’anno (usciranno tutti dalla prossima settimana in poi), ma se il lavoro di Tom Hooper venisse riconosciuto come il migliore del 2010 non opporrei certo resistenza.
Segue il trailer.
febbraio 8th, 2011 at 11:08
Dio mio….ma le recensioni chi te le scrive?tua nipote che fa le elementari? non ho mai letto così tante banalità tutte insieme ed espresse con un vocabolario così ridotto, un continuo autoreferenziarsi, pessimo, banale e chiaramente (e tristemente) wannabe.
Devo segnalare questo blog alla mia amica Betty Moore che saprà darti la notorietà che cerchi e che senz’altro meriti….
febbraio 8th, 2011 at 14:35
Ma hai ragione! e vivaddio finalmente qualcuno che mi critica!! ultimamente mi arrivavano troppi complimenti… finalmente qualcuno che mi riporta coi piedi per terra! Thanks man!
Ma chi è Betty Moore?? Una con un nome così la voglio conoscere!
febbraio 11th, 2011 at 18:25
there’s a troll in the dungeon!
febbraio 12th, 2011 at 00:25
No ti prego lasciamelo!! Tutte visite che colano
febbraio 12th, 2011 at 12:25
Considerato il mordi e fuggi che ha fatto direi che ha ragione ale.
Che poi ti conosce visto che fa espliciti riferimenti a tua nipote?
febbraio 12th, 2011 at 15:35
forse è un compagno di classe di sua nipote ?!
febbraio 12th, 2011 at 17:43
Date il tempo alle mie nipoti di fare l’asilo almeno… Ne manca di tempo perché arrivino alle elementari…
No no non è un troll, anche perché mi sono documentato su Betty Moore (che ha un blog, http://www.malvestite.net/) e tutto torna. Libertà d’espressione su Paolino’s Life!
Anche per chi non è iscritto! Anche perché sennò il povero Max…
Che poi potrò anche autoreferenziarmi, visto il nome del blog no??
febbraio 12th, 2011 at 17:50
Ma qui nessuno mette in dubbio la libertà di espressione.
Quanto all’iscriversi… devo ancora trovare un vantaggio nel farlo.
febbraio 18th, 2011 at 22:40
complimenti per aver aspettato di vederlo in inglese. È imbarazzante da quanto bravo è. Però la storia è abbastanza diversa dai fatti reali. Rimane un gran film.