Burlesque (Usa, 2010) di Steve Antin, con Cher, Christina Aguilera, Eric Dane, Cam Gigandet, Julianne Hough, Alan Cumming, Peter Gallagher, Kristen Bell, Stanley Tucci, Dianna Agron

Il voto di Paolino è… 6+

Si chiama Ali Rose (Christina Aguilera), è una poveraccia dell’Ohio che si mantiene facendo la cameriera in una bettola e il suo sogno è cantare, su un palco, sotto un riflettore. Così parte per Hollywood in cerca di fortuna, con quattro soldi in mano e un talento smisurato. Presa una camera in un hotel, inizia a cercare impiego come corista quando si imbatte in un fatiscente locale dalla luccicante insegna: “Burlesque”. All’interno trova un mondo di piume e pailettes, ma anche di impegno e sacrificio, che pensava non esistesse più. Prega così la proprietaria (e prima star) del “Burlesque”, mrs. Tess (Cher, o ciò che ne rimane) di darle una possibilità…

Partiamo da alcune dichiarazioni del regista e sceneggiatore Steve Antin. Ad esempio “Non voglio che Burlesque diventi il nuovo Showgirl” (sbeffeggiatissimo film di Paul Verhoeven dall’impianto simile ma ambientato nei locali di lap dance, che fece incetta di Razzie Awards). Purtroppo per Antin, anche il suo Burlesque ha avuto pressoché lo stesso trattamento dalla stampa, e anche lo stesso numero di candidature alle Pernacchie d’Oro (ma la Aguilera si è miracolosamente salvata). Seconda dichiarazione: “Penso a questo film dal 2002!”. E ci credo, visto che sapete cos’era uscito proprio pochi mesi prima, nel 2001?? Moulin Rouge!, il capolavoro di Baz Luhrmann che Antin ha saccheggiato senza tanti grazie (viene addirittura usata una stessa canzone, la famosa Diamonds Are a Girl’s Best Friends, che cantava Marilyn Monroe) e al quale la Aguilera stessa partecipava con Lady Marmalade. Ma Burlesque non si limita a depredare Luhrmann, ma anche tutti gli altri musical moderni (anche se per la precisione questo non è un musical, è un film con canzoni): sfido qualunque appassionato a non riconoscere per esempio echi fortissimi di Queen Latifah che cantava When You Are Good to Mama in Chicago nel primo pezzo che canta Cher nel film, Welcome to Burlesque. Aggiungiamoci una trama stra-abusata (Le ragazze del Coyote Ugly dice niente?) e dei cliché incommensurabilmente noiosi. In effetti Burlesque potrebbe benissimo essere un film targato Disney, se non fosse ambientato in questo mondo così sculettante e ammiccante: di buoni sentimenti è stracolmo, le faccette sono tutte belle e pulite (beh a parte quella di Cher, che sembra la reincarnazione di Michael Jackson), i risvolti di sceneggiatura sono scontati e telefonati, per non dire spesso ridicoli (i ladri che le saccheggiano una camera d’hotel?) e pacchiani. Per non parlare della scusa più triste mai sentita per far partire un numero musicale (la seconda canzone di Cher).

Però, come già accaduto con Nine lo scorso anno, i numeri musicali si salvano, hanno ritmo da vendere e sono ben diretti e coreografati, le canzoni non deludono e sono ben interpretate. In definitiva Burlesque è un film tranquillo, che non irrita e si lascia guardare con un sorriso sornione e superiore. Fa tenerezza la coppia gaya Cher/Stanley Tucci (di nuovo in versione Diavolo veste Prada), mentre Christina Aguilera funziona nei numeri cantati ma la sua performance di attrice è atroce (e qualcosa che mi dice che il doppiaggio ci salva da una recitazione pessima). Peccato infine per il poco spazio (eufemismo) dato ad Alan Cumming, praticamente muto ed inutile. Il trucco è: portare pazienza mentre gli attori parlano del nulla, e godersi le tante canzoni. Così la sufficienza sarà garantita.

Curiosità: nel film compare anche una star di Glee, Dianna Agron. Ma, ironia della sorte, qui né balla né canta: fa soltanto la fidanzata gelosa del manzo di turno, Cam Gigandet.

Segue il trailer.