marzo 12th, 2011Avvocati per ogni stagione #1: “The Defenders”
In tv come al cinema tutto può essere etichettato. Tra i telefilm americani, i sottogeneri più gettonati sono ovviamente i medical drama (House, Grey’s Anatomy) e i crime drama (i vari CSI, Bones, Dexter). Ma tosto come un mulo, seppur considerato “minore” rispetto ai suoi colleghi, resiste il legal drama, che a dircela tutta è un po’ il genere che preferisco. C’è un solo uomo, un geniale autore che ha fatto la storia dei legal (sia nel versante drama che comedy) negli anni ’90 e che ha debuttato sugli schermi americani col suo nuovo show da qualche settimana, ma ve ne parlerò la prossima volta. Oggi mi voglio soffermare invece su un prodotto in onda ormai da diversi mesi: The Defenders.
Quando un autore crea un legal show, la prima cosa che deve decidere è lo stato americano in cui ambientarlo: da quello dipenderà molto della struttura dei casi trattati. Pensate per esempio ad uno show su casi giudiziari ambientato a… Las Vegas! Lo hanno scritto Kevin Kennedy e Niels Mueller, ispirandosi a due avvocati realmente esistenti nella capitale del gioco d’azzardo, su cui la CBS stava realizzando un documentario, e riprendendo il titolo di una serie della stessa rete andata in onda negli anni ’60 (in Italia si chiamava La parola alla difesa). Ma se pensate che tutto ciò sia comunque di una noia immane, la coppia di attori scelti come protagonisti potrebbe farvi cambiare idea: Jim Belushi (La vita secondo Jim) e Jerry O’Connell (meno famoso, ma i tanti appassionati di “commedie sporcaccione” lo ricorderanno sicuramente, e al momento è al cinema in Piranha 3D…)

Nella serie interpretano due avvocati difensori, fondatori di uno studio di successo, che con il loro fare spavaldo, la loro faccia tosta e, in più di un’occasione, con il loro charme affabulatore, riescono a salvare i loro clienti da situazioni pericolose. Nick Morelli (Belushi) è il socio più anziano, quello con più esperienza e meno apertura mentale. Spesso accettare casi che possono risultare rognosi non lo esalta affatto, e la sua difficile situazione privata (una moglie che ha chiesto il divorzio e un figlio che vede sporadicamente) non gli rende la vita facile. Pete Kaczmarek (O’Connell) invece è giovane, spigliato, amante della bella vita (lo sono entrambi a dire il vero) e delle donne: ha fascino ed entusiasmo da vendere. Molti dei loro casi hanno ovviamente a che fare in maniera diretta con casinò, debiti di gioco e tutto ciò che a Vegas è routine, ma non mancano omicidi e inchieste più importanti.
La serie, francamente, non è assolutamente nulla di eccezionale dal punto di vista della scrittura e della realizzazione. Non c’è, almeno fin’ora, un’interessante timeline orizzontale, ma solo casi che si autoconcludono nell’arco di un episodio. Giunta negli Stati Uniti al diciassettesimo episodio (in due compare Dan Aykroyd nei panni di un giudice) e non ancora confermata per l’anno prossimo (ma gli ascolti non sono deludenti) prosegue tra alti e bassi, con episodi più e meno riusciti e senza una forte identità ben precisa. Ma la chimica tra i due protagonisti è innegabile, e i loro battibecchi, le loro avventure in coppia, rendono appetibilissimo il programma, che si appoggia praticamente solo sulle loro quattro spalle. Non c’è nulla di geniale, ma è intrattenimento non irritante.
Eccovi una sneak peek:
Voto alla prima stagione: 6