Dylan Dog: Dead of Night (Usa, 2011) di Kevin Munroe, con Brandon Routh, Anita Briem, Sam Huntington, Peter Stormare, Taye Diggs, Brian Steele

Il voto di Paolino è… 4

Dylan Dog (Brandon Routh) è sempre stato una sorta di pacificatore, giudice super partes nelle diatribe terrene tra vampiri, licantropi e tutto ciò che di oscuro popola il Mondo la notte. Lui però, umano, da tempo ha abbandonato questa “professione” a causa della perdita di una persona cara, e oggi si dedica a una più tranquilla attività di investigatore privato per stanare corna e frodi fiscali. Ma l’assassinio di un facoltoso collezionista, e la morte del suo fidato collaboratore (ma no, non è Groucho), lo convincono a tornare in pista.

Credo che i fan dell’opera originale di Tiziano Sclavi (nominato spesso, in un ridicolo omaggio, durante il film) abbiano capito da tempo che non dovevano aspettarsi nulla da questa caratterizzazione apocrifa del loro eroe preferito. Ma anche il pubblico più “generalista”, a cui poco importa se questo film rispetta o meno gli stilemi originali e si recherà a vedere il film di Kevin Munroe come vedrebbe qualsiasi altro thriller sull’occulto, difficilmente potrà trovare sollazzo o divertimento in un’opera che ha davvero poco, pochissimo da offrire. Brandon Routh, se fosse un attore, sarebbe stato una buona scelta per impersonare l’investigatore dell’occulto: ma visto che in quanto ad inespressività è secondo forse solo al nostrano Gabriel Garko, la sua fissità e il suo sguardo imbambolato in ogni situazione irritano pesantemente. Patetici i personaggi di contorno: il villain è monodimensionale, la bambola imbecille è imbecille sul serio oltre che incapace e la “spalla comica” è irritante e fastidiosa, e protagonista di siparietti tristi che si espandono all’infinito. Infine, il trucco delle creature fa rimpiangere quello dei mostriciattoli dei Power Rangers, e la regia non offre alcuno spunto decente (se non, forse, un piccolo flashback “fumettistico” con protagonista una strage compiuta in passato da Dylan per vendicare l’assassinio della sua ragazza).

Insomma, questo Dylan Dog non è più che una puntata allungata di Buffy – L’ammazzavampiri, ma completamente privo di ironia e di qualsivoglia caratteristica che possa fare presa sul pubblico. Da dimenticare.

Unica particolarità: l’Italia ha “l’onore” di essere il primo Paese al mondo a distribuire questo film. Negli Stati Uniti uscirà a fine aprile. Segue il trailer.