Never Let Me Go (Usa/Gran Bretagna, 2010) di Mark Romanek, con Carey Mulligan, Keira Knightley, Andrew Garfield, Charlotte Rampling, Sally Hawkins

Il voto di Paolino è… 7

Kathy, Ruth e Tommy sono tre bambini che, negli anni ’70, vivono in un rigido e severo collegio, sotto un regime sano fatto di buona alimentazione e attività fisica regolare. Ma, come tutti i loro compagni, non hanno e non possono avere alcun contatto con il mondo esterno. Questo perché non sono bambini come tutti gli altri, ma sono dei “cloni”, creati in laboratorio per poter fornire, in età adulta, dei “pezzi di ricambio” (organi, arti) ai loro gemelli del mondo reale. Questa particolare condizione di vita è spiegata loro fin dalla tenera età: crescono consapevoli di ciò per cui sono stati creati, e pronti a veder terminare la propria vita prima del normale. Seguiamo così, anche nei due decenni successivi e nel mondo reale, la crescita e la maturazione, gli amori e il distacco di Kathy (Carey Mulligan), Ruth (Keira Knightley) e Tommy (Andrew Garfield), nell’attesa che qualcuno reclami parti di loro stessi.

Non lasciarmi, il film che Mark Romanek (One Hour Photo, ma più noto come regista di videoclip) ha tratto dal romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro, lascia il segno pur non essendo cinematograficamente né brillante né tantomeno rivoluzionario, e soprattutto di non facilissima comprensione per chi non ha letto il libro originale. Il grosso lo fa la storia, una vicenda ambientata in un passato (e presente) alternativo, che colpisce per la rappresentazione così fredda, glaciale (anche dal punto di vista dei sentimenti) di questa sorta di “coltivazione” di umani a scopo chirurgico. E il gelo in sala, nello spettatore, si fa tangibile soprattutto perché nella nostra mente sappiamo che l’alternativa messa in scena nel film potrebbe non essere poi così inverosimile, in un mondo come il nostro. Credo non sia neppure un caso che sia i volti degli attori – soprattutto quello smunto e pallido del bravo Andrew Garfield – e i loro abiti, nonché i luoghi in cui vivono, ricordino da vicino le immagini dei campi di concentramento nazisti. Gli interrogativi, i dubbi che il film (il libro) pone sono inquietanti e allo stesso tempo molto attuali: difficile prevedere come ognuno possa reagire alla visione.

Allo stesso tempo, lo spettatore può comunque godere di un trio di giovani attori che ridà dignità a questa professione: Carey Mulligan è semplicemente fenomenale nel suo ruolo di ragazza ferita, costretta a vivere a stretto contatto con l’amore della sua vita – senza poterlo avere – ma costantemente osteggiata da una Keira Knightley che alterna dolcezza e cattiveria in maniera egregia. Il tutto impreziosito dalla piccola parte di Charlotte Rampling, e da una musica davvero efficace (firmata Rachel Portman, prima e temo unica donna ad aver mai vinto un Oscar per la colonna sonora, per il film Emma). Ma Non lasciarmi colpisce più per quello che non dice che per quello che dice, per quello che non mostra (mai vediamo come questi “cloni” vengono considerati dal mondo esterno) che per quello che mostra.

Segue il trailer.