Sucker Punch (Usa, 2011) di Zack Snyder, con Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone, Vanessa Hudgens, Jamie Chung, Carla Gugino, Jon Hamm, Oscar Isaac, Scott Glenn

Il voto di Paolino è… 4½

Lei è Baby Doll, o almeno così la chiamano. Erede del patrimonio di famiglia dopo la morte della madre, la giovane ragazza, per difendersi da un padrino in vena di abusi, uccide per errore e dopo essere stata accusata ingiustamente di aver ucciso la sorellina minore, viene rinchiusa in un istituto mentale. Qui Baby Doll inizia da subito a meditare la fuga, ma per estraniarsi dal mondo reale si inventa un bordello immaginario nel quale lei e le sue compagnie di prigionia devono danzare per dei facoltosi clienti per essere scelte. Durante le sue danze poi Baby Doll si immerge in un mondo di battaglie, giganteschi robot e combattimenti che le ostacolano la via di fuga.

Verrebbe da dire che Zack Snyder l’ha fatta un pochino troppo in alto stavolta, e si è bagnato i pantaloni. Al suo primo soggetto originale (i suoi film precedenti sono stati un remake e adattamenti di fumetti o di libri non suoi) il regista mette in scena una sceneggiatura a compartimenti concatenati che – forse – in mano ad un Christopher Nolan sarebbe anche potuta diventare più seguibile e lineare, ma che in questo Sucker Punch è solamente pesante e mal realizzata. I primi dieci minuti del film sono un autentico capolavoro: un prologo non parlato, con un ralenti straordinario e una musica possente. Poi tutto finisce, e inizia la confusione: lobotomizzazioni e balli sexy, oggetti da recuperare e nazisti da sconfiggere. Nulla è chiaro, e soprattutto nulla è interessante né tantomeno divertente in questo film, che spreca anche il fascino di Jon Hamm in un mini ruolo francamente assurdo.

Il pubblico difficilmente può riuscire a mandar giù con piacere questo minestrone piuttosto acido: certo, a livello effettistico Sucker Punch si lascia andare a trovate iperboliche e intriganti, che alla fin fine però sono sprecate, perché dopo l’iniziale stupore del pubblico, il tutto diventa così barocco ed eccessivo da tramutarsi velocemente in noia. E che dire del finale, con un paio di morti ammazzati così a casaccio e una risoluzione che fa decisamente storcere il naso? Snyder l’ha voluto fare e l’ha fatto, visto anche un investimento non così alto per un film di questo genere (80 milioni di dollari) e un cast poco costoso, fatto di sole donne, cazzute e determinate, che potevano davvero rivelarsi una piacevole sorpresa per ribaltare i canoni di un genere testosteronico solitamente riservato ai colleghi maschietti. Purtroppo così non è stato. Ora Snyder sta lavorando al nuovo Superman, con Nolan supervisore e produttore a mettergli un freno.

Segue il trailer.