aprile 29th, 2011SOURCE CODE
Source Code (Usa, 2011) di Duncan Jones, con Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Michael Arden, Russell Peters, Craig Thomas
Il voto di Paolino è… 7
Un uomo (Jake Gyllenhaal) si risveglia su un treno di pendolari, ma non sa né come né perché vi sia finito. La sua dirimpettaia di poltrona (Michelle Monaghan) lo chiama Sean, tutti attorno lo conoscono come il professore di storia che ogni mattina si siede in quel vagone, ma lui è convinto di chiamarsi Colter Stevens e di essere un pilota di elicotteri di stanza in Afghanistan. Che ci fa allora in un convoglio diretto nel centro di Chicago? Quando si guarda allo specchio, vede riflessa un’immagine che non è la sua. Poco dopo una bomba sul treno esplode, ma Colter non muore: si risveglia in una stretta capsula dove un ufficiale dell’esercito (Vera Farmiga) lo informa su chi sia veramente e su quali siano i suoi compiti.
Ci sono molte anime in Source Code, molte vie che il film percorre e molte fonti dalle quali trae ispirazione. L’inizio ci immerge in un’atmosfera che Hitchcock avrebbe adorato (i titoli di testa sono in perfetto Intrigo Internazionale style), e le prime scene saranno di sicuro impatto per i pochi che andranno in sala all’oscuro di ogni indizio sulla trama. Poi si prende decisi la strada della fantascienza (lo stretto cubicolo in cui Jake Gyllenhaal è costretto parrebbe quasi una navicella spaziale…) mentre piano piano il film si trasforma in una corsa all’ultimo minuto e in thriller ad alta tensione. Insomma: c’è tutto ciò che può rendere un film appassionante, grazie anche alla spigliata e accorta regia di Duncan Jones (alla sua opera seconda dopo il plurilodato Moon), ad una delle migliori interpretazioni di Gyllenhaal e, non da meno, ad una durata striminzita che rende il tutto più digeribile.
Se delle critiche vanno mosse, non possono che riguardare anche un’altra dei (troppi?) binari che Source Code percorre ma di cui potevamo fare facilmente a meno: il lato sentimentale. Innamorarsi in otto minuti di Michelle Monaghan, quasi mandare all’aria un’importante operazione per tentare di salvarla dall’esplosione (e il finale che, se si fosse stoppato al suggestivo fermo-immagine sul treno sarebbe stato da applausi e che invece diventa solo banalotto…): insomma, la ragazza è il tipico personaggio ingombrante. Non riuscitissima neppure la figura di Vera Farmiga, un’ufficiale che si dimostra troppo tenera e confusa. Lode invece alla lentezza con la quale, pezzo dopo pezzo, ci viene raccontata la vera storia passata di Colter Stevens, fino alla cruda immagine finale che rimane debitamente impressa nei nostri cervelli.
Poteva essere sensazionale, invece qualche scelta troppo prevedibile non gli rende giustizia. In ogni caso, avercene di film così.
aprile 29th, 2011 at 21:42
uuh mi ispira
aprile 30th, 2011 at 00:49
Vale una visione, senza dubbio.
maggio 3rd, 2011 at 10:09
Ho visto il trailer settimana scorsa prima di vedere Drive Angry (che tamarrata mondiale, tra l’altro!). All’inizio ho pensato “Figata!” ma poi, sarà stato il montaggio del trailer, non so, ho avuto come l’impressione che fosse una cagata pazzesca alla Skyline. Però se gli dai 7 a sto punto mi incuriosisce assai, e allora devo fare in modo di vederlo. Dopo Fast and Furious 5, naturalmente.
maggio 3rd, 2011 at 12:18
Tra l’altro, vedendo le reazioni di altri recensori sia italiani che esteri, sono uno di quelli che si è tenuto più “strettino”, per i motivi di cui sopra che mi hanno fatto storcere il naso. L’entusiasmo generalmente è stato decisamente maggiore, quindi te lo consiglio senz’altro. Dopo Fast and Furious 5, naturalmente
maggio 3rd, 2011 at 21:23
Beh ma è chiaro che sarà una merda per noi ultrapro dell’informatica. Già quando leggi che il programma è stato chiamato source code preludi al fallimento. Però sembra originale almeno.
maggio 3rd, 2011 at 21:39
Bah non calcano più di tanto la mano sull’aspetto informatico. Quindi penso ti risparmierai movimenti di stomaco inopportuni.
maggio 4th, 2011 at 11:27
Beh dai. Comunque ci sarà qualche cagata, me lo sento.
maggio 4th, 2011 at 12:27
Max cazzo sei il solito pessimista-hype killer. Pero’ stavolta non ti do contro, perche’ quando ho sentito il generale di stocazzo dire “Questo e’ il Source Code!” la mia mano e’ scattata verso la mia faccia in un Automated Facepalm. Pero’ fottesega dei dettagli strettamente tecnici, basta che sia un buon film.
maggio 4th, 2011 at 20:41
Essere hype-killer è il grosso difetto di appartenere ad un gruppo elitario.
maggio 5th, 2011 at 12:08
lol, ma resta pur sempre un difetto.
maggio 6th, 2011 at 15:16
Bisogna sempre fare dei sacrifici.
maggio 10th, 2011 at 00:47
Comunque mi sono sparato Fast Five, e adesso toccherà a Source Code. E se devo dirla, sono andati oltre i limiti del consentito.
marzo 2nd, 2012 at 12:08
Molto in ritardo ma posso dire che…
è una cagata pazzesca!
!! SPOILER ALERT !!
Hai davanti una missione importantissima dove sono in gioco milioni di persone (e già qua…), hai i minuti contati e tu ovviamente cosa fai?! Non spieghi un cazzo di niente a colui che deve salvare il mondo. Beh ovvio. Ma per favore…
Poi il boss del progetto. Dovrebbe essere il “cattivo” immagino, ma non sprigiona il minimo di personalità. E perchè la stampella? Cos’è, volevano farcelo vedere più… credibile?
E poi dove sarebbe il thriller? Il caso si conclude in 3 tentativi, di cui l’ultimo assolutamente banale: stacca il telefono, chiama, profit.
E sul finale, che dire? Pienamente d’accordo con Paolo. Il fermo-immagine era da paura! Soprattutto per la scelta del protagonista di terminare la propria esistenza in un vagone sorridente.
!! FINE SPOILER !!
E mi sono trattenuto sull’aspetto tecnologico perchè è sorvolabile per un film del genere. Però è evidente che non si sono proprio sforzati nel renderlo credibile. Una spiegazione così sbrigativa con paroloni che fanno scena non funzionano più ormai.
VOTO: 6 per l’originalità
NEEEEEEEEXT
marzo 2nd, 2012 at 16:22
Qui si apprezza anche un bel tuffo nel passato di tanto in tanto! Bene così!