E’ la moda del momento: riscoprire la religione. Al motto di “Convèrtiti e sarai ricompensato”, un mucchio di gente più o meno bisognosa di dindini sta riscoprendo la Fede in Gesù e in tutti i santi e gli arcangeli, alla disperata ricerca di qualche nuova comparsata in tv o di qualche stralcio sui giornali.

Antesignana tra tutti, la smunta Claudia Koll, che dopo essersi concessa all’occhio indiscreto di Tinto Brass in Così fan tutte (ma la ricordiamo anche con gioia in un fastidioso Sanremo con Baudo e Anna Falchi) è stata vittima di un’incredibile rinascita, dovuta ad una crisi violenta che la fece riavvicinare alla fede cattolica: durante un viaggio in Africa, nel mezzo di una meditazione new age, il maligno tentò di ucciderla. Che son sempre brutti momenti. Da lì il racconto della sua esperienza in un libro, “Vite trasformate”, in cui la sua storia si accompagna a quella di altri redenti celebri.

Nello stesso libro trova posto anche la vicenda di Paolo Brosio, altro noto ravveduto. Il bizzarro giornalista lanciato da Emilio Fede, protagonista di inarrivabili comparsate trash-televisive come inviato dell’Isola dei Famosi (si lamentava più dei naufraghi) e di Stranamore, conosce Dio nel 2008. Recita la sua biografia:

(…) il 18 settembre 2004 sposa con rito civile la modella cubana Gretel Coello, dalla quale si separa nel 2008. Brosio racconta che questo evento, cui si aggiungono la morte del padre Ettore ed un attentato incendiario al noto locale “Twiga Beach Club”, di cui è socio, lo avrebbero spinto verso un baratro di droga, alcool e sesso.

Capito? Droga, alcool, sesso e Brosio. Trovate l’intruso. Fattostà (che non è italiano ma tanto sto parlando di Brosio, mica di Umberto Eco) che il buon Paolo mi diventa devoto della Madonna di Medjugorje, come racconta nel libro “A un passo dal baratro: perché Medjugorje ha cambiato la mia vita” (2009), seguito pochi mesi fa dalla sua opera seconda, “Profumo di lavanda: Medjugorje, la storia continua”. Una sorta di sequel. Perchè Brosio è avanti. Oggi di lavoro, Brosio fa il P.R. per Medjugorje: organizza incontri, convegni, visite guidate. E si prende i dindini dei libri.

Sentendo l’approssimarsi della sua cremazione, Ornella Vanoni ha deciso a 72 anni di dedicare un suo album a Cristo: in copertina leggiamo la dedica “A Gesù, con tutto il cuore, noi sappiamo perché”. Roba che neanche nella baKeKa dell’amore di Cioè.

Chi si è davvero superata – e diciamocela tutta, si è giocata troppo presto una carta che poteva tenersi buona per qualche annetto a venire – è Lola Ponce: “Non più sexy ma casta” titolava il TgCom qualche mese fa, con tanto di servizio su Chi con lei in preghiera (no ma la fede è forte eh, come no… Vallo a dire al fotografo dell’immagine a sinistra, vallo). “La Bibbia è il mio punto di forza, nella Genesi ho trovato le risposte alle sofferenze”. Insomma, la Ponce pare davvero aver messo una bella serratura alla sua farfallina. E poco importa se tra pochi mesi la vedremo in tv in una fiction dal sapore sisteractesco che si intitola “Una cantante in convento”… I più maligni penseranno che sia già iniziata la promozione! E in effetti io sono maligno…

E arriviamo a lui, il Messia-tartarugone, l’ultimo in ordine di tempo ad aver capito che, quando la carriera latita, una vocazione spontanea è d’obbligo: Walter Nudo, dimenticatissimo (da tutti tranne che da Pappalardo, a cui ancora je rode) vincitore della prima Isola dei Famosi, barcamenatosi in questi anni in fiction dal sapore di mortadella affumicata e soap-opera dal sapore di… soap-opera. Nel suo primo libro, “Ho alzato lo sguardo”, Nudo ci spiega come “ritrovare la fede”, come “guardare davvero e andare al di là delle apparenze”. Di sicuro non avrebbe potuto spiegarci come diventare un attore.

Mancano all’elenco la bella e inutile Daniela Rosati, ex moglie di Galliani e conduttrice televisiva, che recentemente è entrata nell’ordine di Santa Brigida, senza dimenticare i calciatori LeGrottaglie (suo il libro “Ho fatto una promessa: perché la fede ha cambiato la mia vita”) e Cavani, tutti facenti parte dell’esclusiva elìte degli “Atleti di Cristo” (qui il sito ufficiale), che hanno voluto prendere le distanze dagli “Atleti per la figa” (qui il sito ufficiale).