Los ojos de Julia (Spagna, 2010) di Guillem Morales, con Belen Rueda, Lluis Homar, Pablo Derqui

Il voto di Paolino è… 4½

Si dice che due gemelli, anche se lontani, possano percepire distintamente se qualcosa di male sta succedendo alla loro “metà” opposta. E’ ciò che prova Julia quando l’identica sorella Sara, cieca ormai da tempo, si impicca nella sua cantina. Con il marito Isaac, Julia scopre il cadavere della sorella, una sorella che nascondeva forse degli inquietanti segreti. Perché si era impiccata se non era depressa e soprattutto se era in attesa di un trapianto che avrebbe potuto ridarle la vista? Julia inizia ad indagare…

Il meccanismo è semplice: il protagonista non può vedere + il pubblico può vedere ciò che il protagonista non può vedere = tensione assicurata. Un giochino di sicuro effetto, con precedenti illustri (il migliore resta il finale de Il silenzio degli innocenti, ma c’è anche The Eye), che Con gli occhi dell’assassino non fa altro che riprendere, con la differenza di voler essere più un thriller investigativo che un horror. Pochi spaventi (e la cosa è positiva), molti intrighi, quasi tutti i personaggi con dei segreti nascosti che dovrebbero continuamente “sconvolgere” il pubblico. In realtà ben poco di tutto questo va a segno e il tutto è abbastanza prevedibile: Con gli occhi dell’assassino risulta un’interminabile e soporifero tentativo di coniugare il mystery con il melodramma, con una suspense molto spesso costruita a tavolino e tanti, troppi scivoloni di sceneggiatura (penso ad esempio alla bambina con le gambotte nel finale, totalmente fuori luogo e senza senso). Da salvare ci sono alcune atmosfere ben costruite e poco altro, e la recitazione è da fiction televisiva.

La versione italianizzata del titolo è come al solito totalmente fuorviante e, a posteriori, clamorosamente sbagliata. Ma tanto chi protesterebbe mai per scempi del genere?