maggio 21st, 2011THE TREE OF LIFE
The Tree of Life (Usa, 2011) di Terrence Malick, con Brad Pitt, Jessica Chastain, Sean Penn, Fiona Shaw
Il voto di Paolino è… 8
Nel Texas degli anni ’50, tre bambini vivono sotto l’egida di una padre autoritario, dalle regole severe ma capace anche di atti di tenerezza (Brad Pitt) e con una madre costretta al silenzio quando il marito è in casa, che soffre nel vedere i propri tre maschietti governati come fossero in una caserma militare (lei è Jessica Chastain, semi-esordiente). Uno di quei tre bambini, Jack, lo ritroveremo ai giorni nostri (con il volto di Sean Penn), diviso tra il ricordo e il dolore. La tragedia che si abbatté sulla sua famiglia scatena in lui una lunga riflessione sulla vita, sulla morte, sulla Natura.
L’aura di mistero e di culto che circonda la figura di Terrence Malick (classe 1943, solo cinque film in quasi 40 anni, un perfezionismo maniacale, l’impossibilità di fotografarlo o di vederlo in apparizioni pubbliche) è notoria, così come i suoi capolavori sono impressi nell’immaginario comune (La rabbia giovane, I giorni del cielo, La sottile linea rossa, mentre The New World è considerato il suo meno riuscito). La sua poetica è fortemente impregnata nel rapporto tra l’uomo e la Natura, nella disperazione di personaggi travolti da avvenimenti storici, da passioni portentose, da tragedie umane. The Tree of Life racchiude tutto questo e anche di più: l’inizio e la fine sono un continuo andirivieni temporale tra passato e presente, enigmatico ed ermetico, tra sussurri fuori campo (chiamarle voci mi parrebbe generoso) e un’ambiente che sembra opprimere i personaggi anziché essere ospitale. Poi entriamo nel vivo del racconto, di questa famiglia texana colpita dalla peggior tragedia possibile: ed ecco che Malick si lascia andare a quasi 20 minuti di immagini superbe in cui mette in scena la sua personale visione dell’origine dell’universo e della vita, dallo spazio infinito fino ai dinosauri e alla loro estinzione: un viaggio in immagini emozionante e supremo, condito da musiche eccezionali (quelle originali sono firma di Alexander Desplat) e notevoli suggestioni. Infine, con un ritorno al passato, la pura, narrativa rappresentazione di una famiglia, una famiglia comune, con una storia comune, senza fronzoli, vista attraverso gli occhi di tre bambini, fino al finale, aperto a mille interpretazioni.
Cinema d’immagini, che non dice nulla di nuovo, che riprende il tema abusato del cerchio della vita riportandolo a grandiosi livelli. Con un’interpretazione esaltante di Jessica Chastain, un ottimo Brad Pitt e uno Sean Penn molto probabilmente sacrificato al montaggio (appare forse per una decina di minuti in totale), Malick anche stavolta ha saputo trasformare un film fatto di suggestioni comuni in pura arte visiva, in cinema di alta caratura. Anche se, scherzando, non si può non ammettere che nella lunga sequenza sull’origine del mondo non si abbia l’impressione di assistere ad un documentario del National Geographic. O, come invece ha suggerito il critico americano Fred Topel, ad uno screen saver.