Bitch Slap (Usa, 2009) di Rick Jacobson, con Julia Voth, Erin Cummings, America Olivo, Michael Hurst, Kevin Sorbo, Ron Melendez, William Gregory Lee, Lucy Lawless

Il voto di Paolino è… 4

Pieno deserto. Tre ragazze piuttosto svestite arrivano in auto alla ricerca di un tesoro sepolto. Chiuso nel loro bagagliaio c’è Gage, un trafficante che conosce il luogo preciso in cui sono sepolti i diamanti che Trizie, Camero ed Hel stanno cercando. Con il fiato sul collo a causa di uno spietato killer, Mr. Pinky, che sta loro alle calcagna, le tre ragazze hanno i minuti contati per recuperare il bottino e fuggire a gambe levate.

Un film che nasce cult fin dal primissimo teaser trailer, per non dire dal plot di partenza. Bitch Slap, che arriva in Italia con un notevole ritardo avendo permesso così a migliaia di ragazzini brufolosi (e non più) di procurarselo per vie traverse e di godere dei suoi… panorami, è un film che racchiude in sé tutto il bello e tutto il brutto del cinema e della cultura pop degli ultimi 20 anni. Potrebbe tranquillamente sembrare un porno se lo beccaste su Italia 7 Gold a notte fonda, se non fosse che le scene saffiche sono così caste e veloci da risultare quasi parrocchiali; potrebbe essere uno splatter-movie al femminile, visto che di sangue ce n’è parecchio; potrebbe essere un omaggio ai B-movies che tanto sono tornati in auge grazie a Tarantino e soci, ma non si può considerare un omaggio essendo questo stesso un B-movie con qualche sorta di velleità. Realizzato probabilmente con due spicci, utilizzando un unico set “vero” (il deserto e una roulotte) mentre tutte le altre ambientazioni che fanno da sfondo ai numerosi flashback sono realizzate interamente su green screen con una tecnica così casalinga da far tornare alla mente i vari Sensualità a corte televisivi, Bitch Slap è un condensato – anche piuttosto becero, certo – dell’immaginario softcore che soddisfa i guilty pleasures di un pubblico abituato più all’home video che al theatrical: donne seminude che combattono tra loro, la storia che viene interrotta solo per poter dare inizio ad una scena tipo Miss maglietta bagnata in cui le nostre tre eroine iniziano a prendersi a secchiate d’acqua senza un perché, addirittura una scena lesbo tra due suore e chi più ne ha più ne metta.

Il regista Rick Jacobson richiama sul set tutti i personaggi cult delle serie televisive a cui ha lavorato per anni, Kevin Sorbo e Michael Hurst (Hercules e Iolao), Lucy Lawless e William Gregory Lee (Xena e Virgilio) e riempie il film di espedienti estetici che se un tempo potevano fare la differenza (ralenti, split screen, racconti a ritroso) oggi sono così inflazionati da poter trovare posto anche in una sorta di compendio poveraccio come questo. Come a dire: se io ho fatto un film e ci ho messo dentro tutta sta roba usata pure da gente tipo Raimi, Snyder e Bay, allora con un computer scassato e due troiette potete farlo anche voi.