gennaio 18th, 2012LA TALPA / recensione
Tinker, Tailor, Soldier, Spy (Gran Bretagna/Francia/Germania, 2011) di Tomas Alfredson, con Gary Oldman, Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Kathy Burke, Stephen Graham, Tom Hardy, Ciaran Hinds, Toby Jones, Mark Strong, Jared Harris
Il voto di Paolino è… 7½
Londra, 1973. In seguito all’insuccesso di una missione in terra ungherese, il capo dell‘intelligence britannica (John Hurt) è costretto alle dimissioni. Con lui lascia il gabinetto anche George Smiley (Gary Oldman), il quale però poco dopo viene convocato dal sottosegretario governativo per una missione delicata e importante: scoprire l’identità di un infiltrato filosovietico che siede proprio attorno al maggior tavolo del Circus.
Ho visto La talpa al Festival di Venezia lo scorso settembre. Ma non me la sono mai sentita di scriverne una recensione: perché il film – per stanchezza – non me lo sono goduto, e perché i lunghissimi e complicati intrecci fatti di miriadi di nomi e situazioni erano faticosamente seguibili cercando di star dietro ai sottotitoli. Risultato? La trama mi risultò ostica da comprendere, e a malapena riuscii a capire chi era questa “talpa”. Ciò di cui avrei potuto subito parlare era la straordinaria qualità tecnica del film, la colonna sonora perfetta e la valanga di ottime interpretazioni (Oldman su tutti, ma Firth, Hurt e Strong sono incredibili) che la pellicola portava con sé.
Rivisto oggi, La talpa conferma tutte le sue qualità: sotto l’occhio glaciale di Tomas Alfredson (il regista di Lasciami entrare, quello svedese), il film è un vorticoso girotondo di nomi e situazioni, flashback e rimandi, in cui è facile perdersi ma nel quale si naviga con infinito piacere. Pochissimo è spiegato, mentre alcuni degli accadimenti più importanti vengono solo accennati, o lasciati in secondo piano: è un gioco appassionante, una caccia alla spia condita da profumi inebrianti, ambienti sudici, fumo e alcol. Gary Oldman (che a mio parere rimane uno degli interpreti più sottovalutati della nostra Storia, meritevole di tutt’altre attenzioni) dona al suo Smiley una leggerezza fuori dal tempo, imperscrutabile e addirittura tenera. Se esistesse un Dio del cinema, avrebbe l’Oscar in mano. Ma mi sa tanto che non gli regaleranno manco la nomination.
gennaio 19th, 2012 at 00:41
“è un gioco appassionante, una caccia alla spia condita da profumi inebrianti, ambienti sudici, fumo e alcol” voto 7 1/2.
immagino che lei signor paolino non abbia mai visto un film del tipo: I SOLITI SOSPETTI. a quello cosa dava 10?
film ridicolo e appassionante 0. riceve nomination solo ai bafta perchè ha il cast inglese. scandalo
gennaio 19th, 2012 at 14:47
Ogni film va rapportato all’epoca storia, alla situazione generale… Allora ogni film di fantascienza di oggi dovrebbe essere valutato “zero” perché c’è stato “2001″… E’ un discorso che non regge, in ogni ambito artistico.
gennaio 20th, 2012 at 16:40
Io ti appoggio Paolo, anche se il film devo ancora vederlo!!Probabilmente andrò stasera, mi fido!
gennaio 21st, 2012 at 13:39
Hai dato lo stesso voto a Shutter Island, questo è scandaloso mai visto un film tanto piatto… Come fai a dire che Gay Oldman fa una bella interpretazione? Sembra una mummia, sempre la stessa espressione per tutto il film… Sembra abbia i muscoli del viso paralizzati!
In più non puoi costruire una storia non spiegando da dove vengono fuori i personaggi, come fanno a salvarsi o cose del genere… Cioè o stai raccontando una storia oppure metti insieme un pò di scene e le spacci per una storia, o no?
gennaio 21st, 2012 at 14:41
E’ chiaramente un film che divide, e un film non adatto a palati moderni ma a chi si è formato sui thriller anni ’70. Gary (ma il tuo nomignolo gli piacerà!) Oldman recita in sottrazione e a mio parere è magnetico ed esplosivo, proprio come il ruolo richiedeva. La sceneggiatura come ho anche scritto lascia molto al “non detto”, e in un’epoca di cinema straspiegato l’ho trovata una boccata d’aria pulita. Ti dà veramente l’idea che ci sia un passato di lotte e operazioni dietro ogni personaggio. Poi è tratto da un libro di Le Carrè, un maestro del genere spy. Comunque posso capire che sia difficilmente digeribile!
gennaio 24th, 2012 at 00:08
vi segnalo questa recensione
http://totanisognanti.blogspot.com/2012/01/la-talpa-di-tomas-alfredson-limportanza.html
la penso uguale!
gennaio 29th, 2012 at 16:05
Mamma mai, ne ho visti di film sconclusionati, ma come questo pochi!!!
ecco la mia recensione stroncante:
http://www.clapsbook.com/2012/01/la-talpa-tratti-fa-rimpiangere-la.html
gennaio 30th, 2012 at 12:50
Sarebbe interessante sapere se anche Le Carrè trova il suo complicato intreccio narrativo “sconclusionato”.