Si è svolto a Riccione nei giorni scorsi il consueto incontro semestrale tra distributori ed esercenti (ribattezzato Ciné per motivi oscuri) in cui i primi presentano ai secondi i propri listini per la stagione successiva. Tutta la redazione di Paolino’s Life era presente al gran completo (…), ed ecco cosa è emerso.

L’ESTATE. L’estate cinematografica continua ad essere un concetto perverso per i distributori, che la snobbano e ne fuggono. Il caso più eclatante di quest’anno è Prometheus di Ridley Scott che è già uscito in quasi tutto il mondo (in Giappone arriverà a fine agosto) mentre in Italia sbarcherà solo il 19 ottobre, quando addirittura sarà già nei negozi l’edizione home video (con conseguenti ottime copie reperibili on-line). Insomma, un suicidio per la Fox, artefice di questa scelta assurda. La paura? Il caldo, gli Europei… Risultato? Dopo molti anni a questa parte, svariati cinema e piccoli multi/cityplex saranno costretti a chiudere per qualche settimana causa mancanza di prodotto. Dall’11 luglio (Biancaneve e il cacciatore) al 17 agosto (I  mercenari 2) non uscirà niente di appetibile commercialmente. Perfino la Warner Bros., che quattro anni fa si gloriò di aver portato in Italia Il cavaliere oscuro in piena stagione (era il 23 luglio 2008) e si dichiarò soddisfatta del risultato, quest’anno si ritira dalle corse e sposta il terzo capitolo a fine agosto. Anche in questo caso saremo gli ultimi al mondo a vederlo. Il problema è che molti distributori hanno un concetto particolare di “estate”. Per loro estate sarebbe il periodo “maggio-giugno”. Come la Disney ad esempio, che a Ciné ha dichiarato che per il 2013 “punterà sull’estate”, con conseguente applauso assurdo degli esercenti che non avevano capito una mazza: perché Disney farà uscire il sequel di Monsters & Co. a giugno 2013, The Lone Ranger con Johnny Depp il 3 luglio 2013, e poi più niente fino al 14 settembre 2013 (Planes: ma non doveva essere un direct-to-dvd?) Eccola, l’estate per i distributori. L’unica che pare provarci sempre è Universal, che aveva posizionato G.I. Joe 2 a fine luglio. Poi però il film è stato spostato dalla major statunitense al 2013 e così è stato rimpiazzato dal meno interessante Contraband con Mark Wahlberg.

E’ TUTTO DA LEONI. Ci sono dei titolisti italiani che pensano che mettendo “…da leoni” al termine di ogni titolo di film in uscita, il successo sarà assicurato perché tutti penseranno ad un sequel di quel “Una notte da…”  Chi glielo spiega che non è così? 

IL TREDDI’. Alcune case ci puntano ancora molto. La Disney ci ha mostrato la riconversione di Alla ricerca di Nemo (apparsa non eccellente, uscirà a novembre). Molto più convincente la terza dimensione originale di Ralph Spaccatutto e Monsters University. Fox ci ha mostrato una scena dell’attesissimo Vita di Pi di Ang Lee, papabile candidato ai prossimi Oscar: una storia incredibile, un racconto di sopravvivenza in alto mare che propone un 3D efficace. Sottolineo infine che più di una volta gran parte del pubblico ha guardato trailer di film che saranno in 3D, ma che al momento erano in 2D, con gli occhialini addosso. Senza accorgersene. Questi sono i professionisti del settore.

MEDUSA. Continuano le proposte a metà tra cinema d’autore americano e commedia di bassa lega italiana per Medusa Film. Perché assieme ai Coen (Gambit), a On The Road tratto dal romanzo Sulla strada di Kerouac e al nuovo film americano di Muccino (Playing The Field), il panorama sarà desolante. Il nuovo film di Bertolucci uscirà ad ottobre fuori tempo massimo, mentre doveva approfittare del suo passaggio a maggio al Festival di Cannes (stesso dicasi per Reality di Garrone, marchiato 01). L’esordio alla regia (!) del comico partenopeo Maurizio Casagrande, Una donna per la vita, è decisamente tremendo a giudicare dalle prime scene. Stesso dicasi di All’ultima spiaggia, commedia sulla crisi con un cast di soliti noti provenienti da Zelig e dintorni. Entrambi i film funzioneranno solo al sud. L’autore delle Winx torna con un film d’animazione originale, Gladiatori di Roma 3D, con cui dice di “voler puntare anche al pubblico adulto di Shrek” e di aver “concluso un accordo con la Paramount per la distribuzione americana in 3.000 cinema”. Io ci credo poco. Anche perché il film è tecnicamente poca roba, la sceneggiatura – dalle scene viste – sembra totalmente infantile e il doppiaggio di Belen Rodriguez è da ribrezzo. Per Natale infine Medusa punta al sequel de I soliti idioti (Zalone sarà pronto solo in febbraio). Scelta azzardata. Ma soprattutto: che fine hanno fatto Aldo Giovanni e Giacomo e Leonardo Pieraccioni? Se il secondo è in caduta libera e possiamo capire il suo ‘allontanamento dalle Festività, i primi con La banda dei Babbi Natale erano tornati sulla cresta dell’onda e non appaiono in listino neppure per il 2013. Uniche chicche del listino Medusa? Venuto al mondo, il nuovo film di Sergio Castellitto con Penelope Cruz e Emile Hirsch (prime scene molto intense e un ottimo e promettente respiro internazionale), e un trash-movie notevole, Bait 3D, con squali in un supermercato dopo lo tsunami. Chapeau.

LA PROMOZIONE SECONDO MOVIEMAX. C’è una piccola casa di distribuzione indipendente, la Moviemax, che compie dieci anni e si è ritagliata uno spazio notevole sul mercato. Complici acquisizioni oculate ma soprattutto ben vendute. Mi sento infatti di fare un plauso al reparto marketing di quest’azienda, che lavora straordinariamente. E si è visto benissimo soprattutto in occasione dello sbarco nella produzione italiana. Tralasciando la qualità del film, la promozione di Box Office 3D l’anno scorso è stata encomiabile: teaser trailer, full trailer, poster perfetti, marketing eccellente. Lo stesso sta per ripetersi con la commedia Come non detto, che parlerà di coming out e che già ha fatto centro con la scelta di affidare la parte del protagonista ad uno sconosciuto e non ai soliti noti. Inoltre il teaser trailer ora in rotazione è simpatico, ci sarà una canzone originale con un video ad hoc in programmazione da luglio e la prima immagine promozionale risulta decisamente riuscita: insomma, tutto appare assolutamente non italiano. E questo è un gran bene. C’è speranza.

THE BEST IS ON THE EAGLE. Il trailer più bello visto nei tre giorni? Sicuramente quello di The Impossibile, con Ewan McGregor e Naomi Watts (distribuzione Eagle Pictures), storia di una famiglia che viene letteralmente travolta e spezzata dallo tsunami del 2004. Il trailer, non ancora on-line (si trova solo un teaser spagnolo) è un concentrato di tensione e drammaticità. D’altronde l’ha diretto Juan Antonio Bayona, che viene dall’horror. In parole povere: si piange già con quei due minuti.

IL MALE DEL CINEMA ITALIANO. Durante queste giornate il Male ha avuto tre nomi: Giuseppe Piccioni, Silvio Soldini e Giorgio Diritti. Il primo ha presentato le prime scene di Il rosso e il blu (Scamarcio/Buy, distribuzione Teodora) ambientato in una scuola italiana. Il secondo quelle di Il comandante e la cicogna (Mastandrea/Rorhwacher, distribuzione Warner). Entrambi film provincialissimi, entrambi film senza verve (posso già metterci la mano sul fuoco). Diritti invece ha presentato Vanità (con Jasmine Trinca, distribuzione BIM), ambientato in Amazzonia. Presentandolo il regista ha dichiarato “E’ un film italiano diverso dal solito”… poi ha lanciato il trailer, che inizia con le parole “Cara mamma” …Fate voi. Il cinema italiano, con autori come questi, non andrà da nessuna parte.

OCCHIPINTI HA LE IDEE CONFUSE. Ad Andrea Occhipinti, patron della Lucky Red, noi si vuole bene. Però deve imparare a far passare meno tempo tra le uscite USA e quelle italiane delle sue acquisizioni, che vengono spesso azzoppate dalla pirateria (ultimo esempio in ordine cronologico: Killer Elite). Pare aver imparato la lezione visto che a gennaio dovrebbe far uscire ad una settimana di distanza dagli Stati Uniti l’atteso Scary Movie 5, per cui il tempismo sarà fondamentale. Arriverà troppo tardi però con Moonrise Kingdom di Wes Anderson (presentato a Cannes, da noi a dicembre). A settembre invece ci regalerà Magic Mike, il nuovo film di Steven Soderbergh ambientato nel mondo degli stripper e basato sulla storia vera del suo interprete, Channing Tatum. Presentando il film agli esercenti però Occhipinti l’ha sparata grossa, paragonando Magic Mike ad “un film sulla danza, tipo Il cigno nero”. Certo, come no. Inutile infine sparare sulla Croce Rossa commentando le prime immagini del film d’animazione su Pinocchio firmato Enzo D’Alò. Vale il discorso di cui sopra fatto su Piccioni, Soldini e Diritti.

WARNER CE L’HA DURO. Il listino che più di tutti ha riscosso consensi è stato quello di Warner. Da Spiderman a Batman, da 007 a Lo Hobbit, pare essere pieno di pezzi da 90. Anche i vari minuti di film visti del remake di Atto di forza, Total Recall, e soprattutto del nuovo film di Tarantino Django Unchained sono risultati assolutamente convincenti ed esaltanti. Warner distribuirà anche il nuovo Tornatore e il sequel diretto di La peggior settimana della mia vita. Unico neo? Appunto Il comandante e la cicogna, di Soldini.

DE LAURENTIIS PRODUCE. La notizia più sensazionale della tre-giorni riccionese è stata sicuramente l’annuncio da parte di Aurelio De Laurentiis che la sua Filmauro per tre anni si limiterà alla produzione e non più alla distribuzione dei suoi prodotti, che passerà nientemeno che alla Universal. Insomma, avremo un cinepanettone anticipato dal glorioso logo con il globo della major americana. A proposito del cinepanettone: quest’anno si chiamerà Colpi di fulmine, ma ancora ignoti cast (tranne il confermatissimo De Sica) e trama. Ciò che rimane oscuro è come si comporterà Filmauro con le sue acquisizioni straniere (tra cui jOBS – Get Inspired, il primo biopic su Steve Jobs con Ashton Kutcher): chi le distribuirà? E soprattutto, chi curerà il marketing delle produzioni Filmauro, visto che quel settore è sempre stato una tragedia?

LASSETER, THE GENIUS. A Riccione, a presentarci Ribelle – The Brave (che abbiamo visto, seguirà recensione) e i prossimi film Pixar c’era nientemeno che lui, l’uomo da cui tutto è iniziato: John Lasseter. Senza camicia hawaiana, ma lo abbiamo accettato ugualmente.

DE SICA SHOW. Premiato con una motivazione a casaccio, Christian De Sica ha colto l’occasione per parlare di ciò che vorrebbe ma non gli fanno fare. Come ad esempio un film su suo padre, di cui nessun produttore italiano vuole sobbarcarsi l’onere (pare ora che il regista americano Peter Chelsom e la francese Pathé siano interessati). In particolare ha detto che i producer italiani di oggi non osano più (raccontando svariati e divertenti aneddoti su chi faceva film in passato, ad esempio il produttore di Fellini che era analfabeta ma un genio). La sua miglior uscita? “I produttori italiani di oggi hanno tutti l’io sconvolto. Come dargli torto…