The Amazing Spider-Man (Usa, 2012) di Marc Webb, con Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Denis Leary, Martin Sheen, Sally Field, Irrfan Khan, Chris Zylka

Il voto di Paolino è… 6

Quando i suoi genitori sono costretti a fare in fretta e furia armi e bagagli e fuggire verso una meta non precisata, Peter Parker, giovane ragazzino di sette anni, viene affidato alle cure degli zii May e Ben. Cresciuto e ormai al liceo, Peter (Andrew Garfield) è un asso nelle scienze e un abile fotografo, con una cotta malcelata per la compagna di classe Gwen Stacy (Emma Stone), figlia del capitano della polizia. Ma quando durante una visita ai laboratori della Oscorp guidati dal dottor Curt Connors (Rhys Ifans) un ragno morde il giovane Parker… beh, il resto lo sapete.

Sentimenti contrastanti nei confronti di The Amazing Spider-Man. Nulla contro i re-casting o i reboot, se questi però hanno un senso. Qui ci troviamo di fronte ad un nuovo inizio che in realtà è praticamente identico a ciò che è ancora fresco nella nostra memoria e che Sam Raimi aveva tratteggiato molto meglio. Sottilissime differenze nei particolari (Peter non è più uno sfigato ma ormai si sa che i nerd hanno scalato la piramide sociale) non riescono a mascherare il fatto che la storia è sempre quella, il ragno è sempre quello, la morte di zio Ben è sempre lì dietro l’angolo. Il film di Marc Webb è decente, ma anche terribilmente scivoloso e rattoppato.

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Andrew Garfield è un Peter Parker perfetto, così come lo sono Martin Sheen (grandioso) e Sally Field nei panni degli zii. Emma Stone è generalmente superba e bravissima ma qui è decisamente troppo chiaro che ormai l’età per sembrare anche solo vagamente una liceale l’ha superata da un pezzo, e la sua accoppiata con Garfield stride. Il villain poi è forse il più debole mai visto nella saga dell’Uomo Ragno. Tralasciando l’orribile lucertolona CGI (davvero mal concepita), il dottor Connors di Rhys Ifans soffre per dialoghi scarsi, motivazioni risibili e pathos nullo. The Amazing Spider-Man è un film che frena proprio mentre sembra che stia finalmente per ingranare la marcia, e Marc Webb, a cui vogliamo molto bene per averci regalato 500 giorni insieme, paga la sua inesperienza nei film d’azione offrendoci una regia non particolarmente ispirata. Infine chiarissimi sono i netti tagli al montaggio che il film ha subìto e che lo rendono monco, si dice perché non si rivelasse troppo sul destino dei genitori di Peter, storyline che sarà affrontata meglio nel prossimo episodio.