luglio 13th, 2012THE AMAZING SPIDER-MAN / recensione
The Amazing Spider-Man (Usa, 2012) di Marc Webb, con Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Denis Leary, Martin Sheen, Sally Field, Irrfan Khan, Chris Zylka
Il voto di Paolino è… 6
Quando i suoi genitori sono costretti a fare in fretta e furia armi e bagagli e fuggire verso una meta non precisata, Peter Parker, giovane ragazzino di sette anni, viene affidato alle cure degli zii May e Ben. Cresciuto e ormai al liceo, Peter (Andrew Garfield) è un asso nelle scienze e un abile fotografo, con una cotta malcelata per la compagna di classe Gwen Stacy (Emma Stone), figlia del capitano della polizia. Ma quando durante una visita ai laboratori della Oscorp guidati dal dottor Curt Connors (Rhys Ifans) un ragno morde il giovane Parker… beh, il resto lo sapete.
Sentimenti contrastanti nei confronti di The Amazing Spider-Man. Nulla contro i re-casting o i reboot, se questi però hanno un senso. Qui ci troviamo di fronte ad un nuovo inizio che in realtà è praticamente identico a ciò che è ancora fresco nella nostra memoria e che Sam Raimi aveva tratteggiato molto meglio. Sottilissime differenze nei particolari (Peter non è più uno sfigato ma ormai si sa che i nerd hanno scalato la piramide sociale) non riescono a mascherare il fatto che la storia è sempre quella, il ragno è sempre quello, la morte di zio Ben è sempre lì dietro l’angolo. Il film di Marc Webb è decente, ma anche terribilmente scivoloso e rattoppato.
Continua dopo il salto…
Andrew Garfield è un Peter Parker perfetto, così come lo sono Martin Sheen (grandioso) e Sally Field nei panni degli zii. Emma Stone è generalmente superba e bravissima ma qui è decisamente troppo chiaro che ormai l’età per sembrare anche solo vagamente una liceale l’ha superata da un pezzo, e la sua accoppiata con Garfield stride. Il villain poi è forse il più debole mai visto nella saga dell’Uomo Ragno. Tralasciando l’orribile lucertolona CGI (davvero mal concepita), il dottor Connors di Rhys Ifans soffre per dialoghi scarsi, motivazioni risibili e pathos nullo. The Amazing Spider-Man è un film che frena proprio mentre sembra che stia finalmente per ingranare la marcia, e Marc Webb, a cui vogliamo molto bene per averci regalato 500 giorni insieme, paga la sua inesperienza nei film d’azione offrendoci una regia non particolarmente ispirata. Infine chiarissimi sono i netti tagli al montaggio che il film ha subìto e che lo rendono monco, si dice perché non si rivelasse troppo sul destino dei genitori di Peter, storyline che sarà affrontata meglio nel prossimo episodio.
luglio 14th, 2012 at 09:29
Allora… non mi soffermerò sugli aspetti tecnici del film anche perchè ne sai sicuramente più di me e concordo pure sul fatto che lizard a livello di effetti speciali non è un granchè.
All’inizio anch’io non ero convinto sul fare un reboot neanche dopo 10 anni dall’uscita del primo film tuttavia va anche considerata una cosa che dico da sempre… cioè che i film basati su fumetti (con l’eccezione dei Batman di Nolan) vanno sempre valutati secondo canoni diversi da quelli di un film normale.
Tra alti e bassi leggo il fumetto dell’uomo ragno da circa 17 anni e posso dirti che, per come si era evoluta la trama della trilogia di raimi, il personaggio interpretato da tobey mcguire non aveva più nulla da dire senza contare che si erano discostati parecchio dalla storia originale del personaggio.
Voglio poi parlare di quello scempio che è stato spider-man 3? trama piena di buchi e coincidenze assurde, senso di ragno sparito senza una motivazione e sopratutto una recitazione scandalosa (l’unico che salvavo era james franco).
e diciamocelo… tobey è un bravo attore ma nell’interpretare peter parker non è mai stato credibile (sopratutto dal punto di vista dei fan); consideriamo poi che per fare Spidey 4 voleva un sostanzioso aumento dell’ingaggio.
Andrew Garfield invece è prima di tutto un fan del fumetto fin da piccolo ed è un uomo ragno PERFETTO se vogliamo paragonarlo alla sua controparte cartacea.
Il reboot è stato necessario perchè ripeto la trama della trilogia di raimi non aveva più sbocchi narrativi… se non altro adesso in questa nuova trilogia avremo come filo conduttore il mistero sui genitori di peter.
Il problema più che altro sai qual è?
che questo film non aggiunge nulla al personaggio ora come ora ma è una cosa da valutare coi prossimi film.
luglio 15th, 2012 at 03:40
Sono d’accordo più o meno su tutto, resta il fatto che operazioni come queste hanno bisogno di qualcuno dietro con la dovuta esperienza o con il giusto background. Webb non c’entra niente (o meglio, c’entra solo in parte), come non c’entrava niente Tim Story per i F4 (che difatti è sparito nel nulla).
luglio 15th, 2012 at 14:47
Infatti non so se Webb lo riconfermeranno come regista per il sequel che dovrebbe uscire tra neanche 2 anni… secondo me hanno voluto dargli “l’occasione della vita” dopo aver fatto quel gran bel (e semplice) film che è “500 days of Summer”.
novembre 16th, 2012 at 17:42
A me è piaciuta l’ultima scena, cioè proprio quella prima dei titoli di cosa con l’antropoaracnide che a mezz’aria eiacula al ralenty la sua tela.
E se mi è piaciuto solo questo del film ho già detto tutto.