Da quando è stato mandato in onda durante lo scorso Superbowl, lo spot Volkswagen con il bambino che, travestito da Darth Vader, cerca di usare i superpoteri in casa, è diventato uno dei più cliccati, famosi e citati degli ultimi anni. Ebbene, parodiandolo (e badando bene di nascondere eventuali marche automobilistiche), la Marvel ha creato qualcosa di simile per la promozione di Thor, che negli Stati Uniti uscirà il prossimo week-end. Qui sotto, per i pochi che non l’avessero mai visto, lo spot originale, dopo il saltino quello targato Marvel. Da notare i particolari: il cane di nome Loki, la tazza Stark e la targa dell’auto…

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Una cosa si può dire di J.J. Abrams, piacciano o non piacciano i suoi film: è uno a cui piace rischiare. Debutta alla regia con un franchise che in molti credevano già sepolto e lo resuscita (Mission: Impossibile 3); riporta al successo una saga fantascientifica che sapeva di vecchio già dal nome (Star Trek); dà vita al fenomeno Cloverfield, e da autore… beh: Lost, ma anche Alias, Fringe, ecc.

Oggi torna sugli schermi con la sua opera terza, di cui è anche unico sceneggiatore, la cui promozione iniziò ben prima del via alle riprese, prima addirittura dell’annuncio del cast, prima addirittura dell’annuncio del progetto stesso: un teaser (LINK) che fece impazzire milioni di fan in tutto il mondo, e un titolo, Super 8, che lasciò tutti nel mistero. Poi le prime informazioni, il casting, le riprese, e ora il film è pronto ad uscire il prossimo giugno e, senza 3D o una forte saga alle spalle, dovrà vedersela con colossi tipo X-Men: l’inizio e Lanterna Verde. Ambientato nell’estate del 1979, racconta di un gruppo di ragazzini dell’Ohio che assiste ad uno spettacolare incidente ferroviario mentre stanno girando un film amatoriale in Super 8. Misteriose sparizioni ed eventi inspiegabili iniziano ad accadere attorno a loro: cosa conteneva quel treno deragliato?

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UPDATE: CON I VINCITORI E I MIEI COMMENTI! Beccàti 13 su 19, purtroppo risultati molto scontati (tranne il premio per la regia), quindi i miei tentativi di immaginare che qualcosa non sarebbe andato come previsto sono andati a vuoto.

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Come ogni anno non mi posso certo esimere dal fare la mia consueta figuraccia. Rieccomi quindi a pronosticare vincitori e sconfitti della Notte degli Oscar, che avrà luogo nella notte tra domenica e lunedì a Los Angeles, in una cerimonia che si preannuncia divertentissima ad opera degli spigliati James Franco ed Anne Hathaway. Vediamo quante ne azzeccherò (di solito pochissime, anche perché non ho neppure visto tutti i film nominati…)

Vince “Il discorso del re”, un film che è riuscito a mettere d’accordo tutti. — Miglior film: punto su Il discorso del re. Se fino a un paio di mesi fa The Social Network sembrava non avere rivali, i recenti premi di categoria hanno dimostrato le grandi potenzialità del suo antagonista. E anche il mio gusto personale va verso il film di Tom Hooper, la cui vittoria mi farebbe felice per il secondo anno consecutivo (dopo The Hurt Locker). Utopia?

La sorpresa della serata: il premio va a Tom Hooper per “Il discorso del re”. Francamente esagerato. — Miglior regia: è il premio più combattuto dell’anno e dal risultato più incerto. E’ raro che il film che vince il premio maggiore non si porti a casa anche la statuetta per il regista, che in questo caso, secondo logica, dovrebbe andare a Tom Hooper. Ma siccome metà dei votanti si chiederà “Ma da dove cazzo è saltato fuori ‘sto Hooper?” (giustamente), io punto su David Fincher. E sarebbe meritata: The Social Newtork non mi ha entusiasmato più di tanto, ma dal punto di vista tecnico/stilistico è ineccepibile.

Colin, che discorsi. — Miglior attore protagonista: Colin Firth non ha rivali.

Natalie, ovviamente. — Miglior attrice protagonista: Natalie Portman, stesso motivo di cui sopra.

Bale, come previsto. Banale, ma strameritato. — Miglior attore non protagonista: Christian Bale per The Fighter. E’ l’ipotesi più scontata ma anche la più realizzabile per premiare finalmente un interprete che si sta rovinando (il corpo) con le sue radicali trasformazioni fisiche film dopo film.

Vince Melissa Leo, come da previsione. Ma c’erano prove migliori della sua. Miglior attrice non protagonista: qui, chi fa i pronostici di mestiere, punta su Melissa Leo (The Fighter). Ma queste mie previsioni stanno diventando così banali e scontate da farmi pensare ad un’ipotesi alternativa: la Leo potrebbe pagare il prezzo per essere candidata in questa categoria con un’attrice del suo stesso film (Amy Adams), e se la Jackie Weaver di Animal Kingdom deve già gioire per la candidatura e i bambini (Hailee Steinfeld) hanno sempre poche chance, allora non mi resta che dire Helena Bonham Carter, che si appaierebbe a Colin Firth. Sarebbe una bella doppietta.

Vince “Il discorso del re”, premio importante. — Miglior sceneggiatura originale: Il discorso del re non dovrebbe avere problemi. Anche se mi devono spiegare perché questo film, che si basa su fatti realmente accaduti, è inserito nella categoria “originale”, mentre Toy Story 3, la cui storia è stata ovviamente inventata di sana pianta, è finito in quella dei “non originale” per la sola colpa di essere un sequel con personaggi quindi già esistenti.

Infatti, Sorkin vince. — Miglior sceneggiatura non originale: Aaron Sorkin e il suo script di The Social Network, senza dubbio.

Vince “Toy Story 3″, premio scontato. Miglior film d’animazione: per qualcuno dovrebbe essere anche il miglior film dell’anno in generale (e la nomination ce l’ha anche in quella categoria), ma di sicuro Toy Story 3 almeno questo premio se lo porterà a casa.

Vince “Inception”. — Miglior fotografia:  c’è un tale, di nome Roger Deakins, che ha avuto ben 9 nomination senza mai vincere la statuetta. Probabilmente la vincerà quest’anno, per Il Grinta, lavoro ottimo ma non il suo migliore. Io però, che lo voglio vedere premiato per qualcosa di più tosto l’anno prossimo, dico Danny Cohen, per Il discorso del re. E sono pronto a pentirmene.

Vince “Wolfman”, la scelta era francamente imbarazzante (negativamente). — Miglior make-up: tra i tre discutibili nominati (La versione di Barney, The Way Back e Wolfman) dico Wolfman perché la statuetta andrebbe così a Rick Baker.

Vince “Inception”, il suo premio più meritato. — Migliori effetti visivi: e qui finalmente Inception dovrebbe portarsi a casa il premio della staffa…

Vince “Alice in Wonderland”. Surprise. — Migliori scenografie: se tutto va come dovrebbe andare, Il discorso del re non può certo accontentarsi solo di due premi principali, e dovrebbe quindi portarsi a casa anche questo.

Vince “Alice in Wonderland”, e anche qui l’ho beccata! — Migliori costumi: e se qui Il discorso del re fosse gabbato da Alice in Wonderland? Sì, io dico Alice in Wonderland e me ne assumo le responsabilità!

Vince “The Social Network”, ottima scelta! — Miglior montaggio: deve vincerlo The Social Network, non voglio sentire scuse.

E infatti sorrido. Scelta controcorrente ma eccellente per “The Social Network”. — Miglior colonna sonora: qui la sfida è interessante… Quelle de Il discorso del re sono belle ma molto tradizionali, e Alexandre Desplat è già alla sua quarta nomination senza vittorie. Quindi voto per lui. Anche se sorriderei per un premio a The Social Network.

E vince “Toy Story 3″, che il suo autore ha però massacrato sul palco degli Oscar durante la cerimonia. — Miglior canzone: visto che non può vincere altro se non il suo premio di categoria, diamo almeno quest’altra soddisfazione a Toy Story 3.

Vince “Inception”, meritato anche questo. — Miglior montaggio effetti sonori: qui scendiamo molto sul tecnico, ma dico Tron: Legacy

Bingo! Vince “Inception”. — Miglior sonoro: e qui vado – a cazzo, come titolo del post impone – su Inception.

Tralascio di sparare a caso nelle categoria documentari e film straniero (ne ho visto 1 su 5). Quanti ne azzeccherò? Pochi, come al solito. Appuntamento a lunedì mattina per scoprirlo (o, se volete, seguite con me la diretta della cerimonia su Twitter).

La più bella serie televisiva italiana comica mai scritta, e ripeto scritta, intendo proprio SCRITTA, e non “alla cazzo di cane” come direbbe il suo protagonista René Ferretti (Francesco Pannofino), sbarca al cinema. La risposta italiana a 30 Rock (se mi sente Tina Fey mi spara alle palle) sarà nelle sale dal 1° aprile, con un cast delle grandi occasioni. Purtroppo il successo non credo sarà così grande (resta pur sempre un prodottino di nicchia da tv satellitare), ma la gioia di vedere Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti), la Cagna (Carolina Crescentini), Biascica, Duccio, Seppia e tutto il cucuzzaro su grande schermo sarà enorme! Con la partecipazione straordinaria di Nando Martellone, ovviamente!

gennaio 5th, 2011Il mio 2010 al cinema

Se qualcuno mi chiedesse com’è stato cinematograficamente il 2010, non risponderei certo in maniera entusiasta. Nessun capolavoro, pochi bei film che mi hanno fatto godere, quasi nessuna piacevole sorpresa. Il problema è che poi vai a spulciare le tante classifiche che a fine anno popolano i più importanti siti italiani e del mondo sul meglio dell’annata in sala (tipo questa, o questa, o questa, o questa, o questa), e scopri che la maggior parte dei titoli citati o da noi non sono ancora usciti (Winter’s Bone, Kick-Ass, Four Lions, Black Swan, 127 ore, I ragazzi stanno bene, Il Grinta, Il discorso del re) oppure più semplicemente sono stati visti in qualche piccolo festival e quindi non li vedremo mai. Insomma, aspettando la classifica del 2011 che forse sarà ben più interessante, vi propongo come di consueto (l’ho fatto anche qui per il 2008 e qui per il 2009) le mie considerazioni finali. E no, non troverete né InceptionThe Social Network, ve lo dico subito.

I TOP DEL 2010

  • TOY STORY 3 (recensione), CATTIVISSIMO ME e DRAGON TRAINER (recensione): perché è stato un anno strabiliante per l’animazione, e perché sono tre film che non potrebbero essere più diversi tra loro ma che incarnano in egual misura l’essenza del cinema.
  • ANIMAL KINGDOM (recensione): l’unica bella sorpresa dell’anno, imperfetto ma duro e senza sconti.
  • L’UOMO NELL’OMBRA (recensione): perché il maestro Polanski sa trasmettere brividi veri, anche in un thriller politico.
  • IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI (recensione): perché è un film perfetto sotto ogni aspetto, guidato da un regista illuminato.

I TONFI DEL 2010

  • CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN? (recensione): come affossare due star, nella commedia più atroce e inguardabile dell’anno.
  • IL FIGLIO PIU’ PICCOLO (recensione): il declino inarrestabile di Pupi Avati, in un film completamente sbagliato e figlio di un mondo inesistente.
  • L’ULTIMO DOMINATORE DELL’ARIA (recensione): impensabile anche solo cercare di salvarne qualcosa. Il film peggiore di Shyamalan.
  • SOMEWHERE (recensione): il Leone d’Oro veneziano è una sonora bufala priva di contenuti e profondamente ruffiana.
  • MANGIA PREGA AMA (recensione): quando il nulla, ben illuminato e con ottime scenografie, diventa film.

MENZIONI SPECIALI

  • A SINGLE MAN (recensione): Tom Ford stupisce tutti e con il suo primo film racconta una vita toccante, con un Colin Firth in stato di grazia.
  • A-TEAM (recensione): il miglior action dell’anno, con buona pace di Stallone. Ironia, follia e divertimento da vendere.
  • CELLA 211 (recensione): dalla Spagna, un film carcerario che inchioda alla poltrona e colpisce allo stomaco.
  • HAPPY FAMILY (recensione): nulla di originale, tutto già visto in ottime commedie americane, francesi o inglesi, ma per l’Italia è un film anomalo e convincente.
  • THE TOWN (recensione): fare meglio di Gone Baby Gone era impossibile, e infatti questo gli è sotto, ma Ben Affleck fa 2 su 2 e si conferma talento (solo registico) da seguire.

LE DELUSIONI DEL 2010

  • ALICE IN WONDERLAND (recensione): se Tim Burton non si libera dall’orpello Disney e non ritrova la voglia di folleggiare, vedo la sua carriera seriamente finita.
  • THE TOURIST (recensione): di sicura la più clamorosa occasione sprecata dell’anno, in un film assolutamente sbagliato sotto ogni punto di vista.

I SOPRAVVALUTATI DEL 2010

  • AVATAR (recensione): spero che un giorno tutti quelli che hanno gridato al capolavoro si rendano conto della pochezza narrativa (non certo tecnica) del film di Cameron. Buono, ma nulla più.
  • IO LORO E LARA (recensione): forse è piaciuto tanto a questa italietta cattolica perchè Verdone fa un prete simpatico e bonaccione, ma il film è veramente poca cosa.
  • IO SONO L’AMORE (recensione): qui la cosa è seria, perché in America è piaciuto tantissimo, figura in tantissime classifiche e si è beccato pure la nomination ai Golden Globe come film straniero. Ma è francamente inguardabile e ignobile.

I SOTTOVALUTATI DEL 2010

  • CITY ISLAND (recensione): forse la miglior commedia dell’anno è passata sottobanco, recuperatela appena potete.
  • AMABILI RESTI (recensione): Peter Jackson, come Clint Eastwood, ormai pare condannato a dover fare solo ottimi film. Quando ne fa uno solo “buono” come questo, viene snobbato. Ingiustamente.

L’INVISIBILE DEL 2010

  • SCOTT PILGRIM VS. THE WORLD (recensione): citazione doverosa, per un film che meriterebbe di stare anche tra i TOP di quest’anno. Superlativo in tutto.

E’ tratto da un comic-book (e nun te poi sbajà), perchè pare che accoppiate del genere possano saltare in testa solo ai fumettari. Del tipo che sta guardando un western con Clintone Eastwood e ad un certo punto il fumettaro pensa “E se mo’ invece di un messicano dal baffo irsuto gli piombassero addosso degli alieni incazzosi??” e si inventa il fumetto. Tanto a lui bastano una matita, un po’ di carta, anche stropicciata, e del buon tempo da perdere. Se poi qualcuno – nel qual caso il regista dei due Iron Man e i creatori di Lost e Transformers - il fumettaro lo prendono pure sul serio e convincono Steven Spielberg a produrre la cagata, non possiamo certo dare la colpa a chi l’idea originale l’ha incautamente avuta una sera dopo che aveva mangiato pesante.

E’ così che la prossima estate ci toccherà Cowboys & Aliens. Considerando che sarà da qualche buon decennio che un film anche vagamente a tema western non incassa più di due pomodori al botteghino, mi chiedo quale possa essere il coniglio nel cilindro di Jon Favreau. Non credo punti su Daniel Craig, che la faccia da beota del West ce l’ha tutta ma non si può dire che porti le masse al cinema; potremmo pensare che punti su Olivia Wilde, la cui figaggine sarà anticipata al cinema da Tron: Legacy tra poche settimane e che quindi per luglio sarà bella che pronta da sfornare (ma Megan Fox nel floppone Jonah Hex deve fare pur far testo in qualche maniera). Invece la vera chicca sarà un’altra: Indiana Jones! Perchè se ci pensate bene, Jones non era altro che un cowboy nell’epoca sbagliata! Quindi lunga vita ad Harrison Ford! Il top sarebbe che facesse fuori un alieno nella stessa maniera in cui fece fuori lo spadaccino arabo nei Predatori (ma voi la sapete la genesi di quella scena? del cagotto di Ford e tutto il resto? E’ storia ragazzi…)

A voi il teaser, sottotitolato dai miei amiconi di TrailersLand.

ottobre 17th, 2010Qualcuno abbatta Adrien Brody

Ormai è più forte di me: mi sono preso a cuore la carriera in picchiata di Adrien Brody. L’Oscar per Il pianista gli deve aver portato una sfiga pazzesca se oggi non riesce a trovare un suo percorso artistico e continua a svendersi al miglior offerente comparendo il qualsiasi film gli venga proposto. Andiamo ad analizzare la sua filmografia degli ultimi tre anni:

Primavera 2008: esce in Italia Il treno per il Darjeeling, fantastico film di Wes Anderson su tre fratelli in viaggio spirituale verso l’India. BRODYOPINION: Bravo Adrien, avanti così!

Maggio 2009: esce negli USA e in tutto il mondo The Brothers Bloom, commedia stralunata su una famiglia di truffatori in cui recita a fianco di Rachel Weisz e Mark Ruffalo. Inedito in Italia, promosso dalla critica. BRODYOPINION: Bene bravo bis!

Maggio 2009: esce in Italia in mezza sala Cadillac Records, biopic in cui Brody interpreta Leonard Chess, cofondatore della storica etichetta discografica Chess Records. Buone critiche, incassi pietosi. BRODYOPINION: Hai lasciato il carisma sul comodino, Adrien?

Tardo 2009: la collaborazione che non ti aspetti. Adrien Brody & Dario Argento, in Giallo, un film ambientato a Torino e che tutti si vergognano di comprare. Solo il Giappone si incarica di un’uscita nelle sale, in tutto il resto del mondo esce direttamente in home video. In Italia arriverà il mese prossimo. Qui il trailer. BRODYOPINION: No, quel pizzetto no Adrien!

Aprile 2010 (ma prodotto nel 2007): esce in Italia Manolete, in cui interpreta il torero Camomillo che se la spassa con Penelope Cruz. Un flop mostruoso in tutto il mondo, uscito solo in qualche paesucolo europeo. BRODYOPINION: Il rosso non ti dona Adrien, correggi la rotta finchè puoi.

Luglio 2010: esce Predators. Nella mente del produttore Robert Rodriguez, Brody era un’ottima scelta così il pubblico non avrebbe fatto paragoni con Schwarzenegger. Risultato? Il pubblico Schwarzenegger l’ha rimpianto. Malgrado i muscoli pompati messi su da Adrien nel giro di 7-8 minuti. Però almeno è tornato a incassare qualcosa. BRODYOPINION: cioè vuoi fare sul serio, Adrien??

Agosto 2010: nelle sale italiane arriva Splice. Il personaggio potrebbe risultare interessante: uno scienziato cervellone, non necessariamente bello, non necessariamente aitante, solo vagamente intelligente. Brody ci si butta, sarà il suo riscatto, ne è sicuro. Non poteva sapere che Natali lo avrebbe fatto vestire da una costumista 12enne e decisamente demente, e che la sceneggiatura avrebbe avuto in serbo per lui un’atroce scena di sesso con la creatura mostruosa. BRODYOPINION: Buco nell’acqua Adrien, ma stavolta non è colpa tua.

Autunno 2010: ocio alla chicca. Adrien Brody è protagonista insieme ad un altro a cui l’Oscar ha portato male ma male tanto (Forest Whitaker) del remake americano del tedesco The Experiment, nel quale 26 uomini sono scelti per partecipare ad un gioco/studio psicologico in cui dovranno recitare le parti di prigionieri e detenuti in una finta prigione, in cambio di soldi. Il tutto scritto e diretto dal creatore di Prison Break. Banalità saltami addosso. Anche in questo caso, solo l’Estremo Oriente opta per la release nelle sale, mentre il film finisce direttamente negli scaffali dei negozi di tutto il mondo. Qui il trailer. BRODYOPINION: barbuto ci piaci, ma hai fatto buca anche stavolta. Non è ancora finita Adrien! L’ora della riscossa è vicina!

Autunno 2010: Brody comincia a circolare in vari festival del mondo con una commedia indipendente intitolata High School nella quale interpreta il ruolo di uno spacciatore che aiuta uno studente in un’impresa ardua: far assumere stupefacenti a tutta la sua scuola in modo che nessuno possa passare il test antidroga. Il nome del personaggio di Brody è Psycho Ed. Qui il trailer CHE DOVETE ASSOLUTAMENTE VEDERE PER LA SUA EPICA MINICOMPARSATA. BRODYOPINION: non bastava la barba, ora pure i rasta e i tatuaggi! Tu hai fatto Il pianista, Adrien? Che ti dice il cervello??

E per il 2011 che ha in serbo il nostro stakanovista Adrien?? Altri quattro film! Wrecked (qui il trailer), che si inserisce nel filone claustrofobia today alla Buried e 127 ore e racconta di un uomo che si risveglia pestato a sangue e intrappolato in un auto incastrata nel fondo di un burrone; poi Detachment dove interpreta un professore che si affeziona ad un’adolescente senzatetto costretta a prostituirsi; poi Waco, con Kurt Russell (!) e Sharon Stone (doppio !!) e infine la somma chiamata da Woody Allen, con un ruolo nel suo nuovo Midnight in Paris. BRODYOPINION: fermatelo, vi scongiuro. Basta! Chiamate un cecchino. Ma uno bravo.

settembre 27th, 2010L’ULTIMO DOMINATORE DELL’ARIA

The Last Airbender (Usa, 2010) di M. Night Shyamalan, con Noah Ringer, Dev Patel, Nicola Peltz, Jackson Rathbone, Shaun Toub, Cliff Curtis

Il voto di Paolino è… 3½

Io non rinnego il mio rispetto per M. Night Shyamalan. Ho nel cuore i suoi primi quattro film, Il sesto senso e Signs su tutti, Unbreakable e The Village per molti aspetti. Con Lady in the water arrivò la mazzata che non volevo arrivasse. Si pensava tutti che si fosse trattato di un mero passo falso, ma con E venne il giorno, pur tentando di risalire la china, Shyamalan non ce l’aveva fatta a riguadagnarsi l’appoggio dei suoi fan. Ora è arrivato questo pasticciato tentativo di fantasy per bambini dalla sceneggiatura imbarazzante e senza un minimo di filo logico. Sono troppo triste. Questa serie di vignette apparse qualche mese fa su Cracked.com rispecchia a grandi linee ciò che penso.

settembre 5th, 2010Trailer of the week: 127 ORE

A Danny Boyle non va proprio giù l’idea di adagiarsi sugli allori. Dopo una carriera costernata di film che mai hanno messo tutti d’accordo, o che pur lodati dalla critica hanno sempre creato controversie (da Trainspotting a The Beach, da 28 giorni dopo a Sunshine), il buon regista inglese si è portato a casa 8 Oscar (scandalosamente aggiungo io) per The Millionaire. E come sempre le proposte gli sono fioccate numerose. Per il suo lavoro post-premio ha deciso di giocarsi la carta della storia vera, puntando tremendamente a fare il bis. 127 Hours si basa sulla reale vicenda capitata ad Aron Rolston, esperto alpinista statunitense che precipitò in un crepaccio nello sperduto Utah e il cui braccio destro finì incastrato sotto una roccia. L’uomo rimase intrappolato tra le viscere della Terra per 127 ore (cinque giorni e poco più) finendo per, tanto lo leggerete dappertutto, amputarsi il braccio e finalmente uscire dalla sua trappola mortale.

James Franco interpreta l’uomo intrappolato, e il film, in uscita negli USA a novembre, dovrebbe aver avuto la sua anteprima mondiale al Toronto Film Festival la prossima settimana. Invece a sorpresa regista, cast e il vero Ralston si sono presentati ieri al Telluride Film Festival (che aveva già portato fortuna a The Millionaire) per una proiezione non ufficiale. Abbiamo così i primi pareri, tutti ugualmente entusiasti: si parla di una regia sorprendente, con riprese addirittura dall’interno della bottiglia dalla quale Franco beve l’ultima goccia di acqua a sua disposizione. In conferenza stampa si è anche parlato di come si sono svolte le riprese, con l’attore lasciato solo con un cameraman per periodi di tempo lunghissimi, dando vita ad un’interpretazione già definita sorprendente. Molto clamore ha poi suscitato l’altroce scena dell’amputazione: l’Hollywood Reporter scrive “sì, è straziante da guardare, anche se tutti noi sapevamo che si sarebbe amputato il braccio, perché Boyle e Franco l’hanno girata in maniera molto realistica. Il pubblico gemeva e si divincolava. Ma è il design dei suoni a catturare perfettamente la divina agonia della sofferenza di Ralston, quello che ha fatto è una specie di miracolo.”, mentre il Los Angeles Times scrive “La cinepresa penetra il suo braccio, quando il coltello viene fermato dall’osso. Entra nel sacco che mette sulla sua testa per ripararsi dal freddo della notte. Nel fare questo film, Boyle sapeva che se il pubblico avesse chiuso gli occhi nel momento in cui Ralston si spezza le ossa e taglia i tendini, i nervi e i muscoli, 127 Hours sarebbe fallito. Ma pochissimi non hanno voluto guardare.”

Tutto questo, e il trailer qui sotto, fanno di 127 ore uno dei film più attesi della stagione.

Chi conosce Chatroulette alzi la mano! Nessuno vero? Certo, certo… Vabbè, faccio finta che non ne sappiate niente e vado a spiegarvi che si tratta di un sito nel quale, se hai una webcam collegata al tuo computer, vieni automaticamente messo in contatto rigorosamente a caso con un altro utente connesso in quel momento. Sta poi a te (o a lui) iniziare una conversazione o passare al successivo. Perché vi dico tutto ciò? Perchè volevo mostrarvi una simpatica trovata promozionale architettata dai responsabili marketing della campagna promozionale del mockumentary, prodotto da Eli Roth, The Last Exorcism, che questo weekend è uscito nelle sale americane debuttando al primo posto.

Praticamente poteva capitare che su questo sito di incontri degli ignari utenti si trovassero di fronte ad una ragazzina ben disposta a mostrarsi come mammina l’aveva fatta… Salvo poi pentirsene. A voi le reazioni. Che siano reali? Che sia tutto architettato? Via alle ipotesi…


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