agosto 22nd, 2011Italian Trash Movie: COCAPOP. Un etto d’accusa. Abbondante.
Sì, perché doveva essere un atto d’accusa contro l’uso delle droghe pesanti, ma a giudicare dalle prime immagini si direbbe che il salumiere (in questo caso anche regista, Pasquale Pozzessere) abbia avuto la mano un pochettino pesante, tanto da sfornare il primo, e già osannato, Italian Trash Movie della nuova stagione!
Cocapop (che se siete dalle parti del Nuovo Cinema Aquila di Roma potrete vedere da mercoledì 24 agosto) è un racconto in tre episodi ambientati tutti nello stesso appartamento sui colli romani. La sinossi ufficiale recita in modo abbastanza criptico:
Il racconto si svolge in un arco di tempo “circolare” in cui ogni personaggio potrebbe vivere o aver vissuto la vita dell’altro, attraversando tre generazioni dai 20 ai 70 anni.
Mi ha appena chiamato Christopher Nolan, dicendomi che persino lui non c’ha capito niente. Poi si dà il caso che alcuni degli attori che si sono prestati a questa simpatica porcata non siano neanche tanto dei decerebrati: di Anita Caprioli e Stefano Dionisi ho una certa stima, e spero che la loro partecipazione a questa fiera dell’ilarità sia dovuta a qualche legame di amicizia da non poter perdere. Peccato per Lisa Gastoni e, udite udite, Arnaldo Ninchi (meglio noto come il dottor Cane di Boris) coinvolti nella pagliacciata. “Sono succede cose incomprensibili” dice lui durante il trailer: è la stessa cosa che pensa il pubblico mentre guarda questi due interminabili minuti di promo, fatti di momenti di tensione pura e di dialoghi struggenti sui massimi sistemi tipo questo:
- “Dove l’hai messa la mia agendina?”
- “Ma non l’ho mai vista la tua maledetta agendina!”
Ecco. Come potete vedere la recitazione è coerente con il tema del film: sembrano tutti sotto l’effetto di droghe. Che poi non ho mai capito una cosa: nei film, quando uno deve far finta di tirare di coca, cos’è che aspira col naso in realtà?





Signore e signori, amici e amice del trash (l’errore è voluto, non rompete), inchinatevi al capolavoro. Si intitola “Grazie Padre Pio”, è datato 2001 e nasce sotto l’ala protettrice di due volti ben noti agli internauti di Paolino’s Life: Gigione e Jò Donatello! (
Ma Donatello, oltre a guidare, sa pure cantare (“E’ figlio di QUEL padre”, afferma l’altra sgallettata): ecco quindi che usciti dal ristorante parte la prima canzone, a squarciapalle sugli scogli! Ed è già amore, dopo solo ‘na capasanta. Ma qui, il colpo di genio: finita la canzone, la ragazza è restia a concedersi. E la motivazione è di quelle che ti segnano per sempre: lui le chiede se è per caso triste, e lei risponde “No, è che penso a tutta quella gggente che soffre e combatte quotidianamente per la libbbertà”. Tiè. E che je voi dì? E come usciranno i due secondo voi dall’empasse? Questo dovete scoprirlo da soli… hahaha so’ crudele!


