locandina_BackwardDa un’idea di Stefano Tacconi.

Basterebbe questa intro sbandierata nel trailer a farvi capire da che parti va a parare questo film, che sta per sbarcare nelle sale italiane (poche per fortuna) dal prossimo 7 maggio 4 giugno. E se non bastasse, ci aggiungiamo il cast: Randi Ingerman (già protagonista di un altro trash-cult indimenticabile per chi frequenta da anni Paolino’s Life: “Bastardi”), Fabio Bonini (da “Vivere” con furore), Max Bertolani (meriti artistici: è il palestrato ex di Pamela Prati), Tony Sperandeo, Gerardo Placido (il fratello sfigato), Ugo Conti, Rudmilla Radchenko, Luca Dorigo, Mascia Ferri, Rosario Rannisi: se non ho fatto male i conti due vengono dal Grande Fratello, una dalla Talpa, uno dalla Fattoria e uno da Uomini e Donne.

La trama di questo thriller ambientato nei campi di calcio racconta delle vicende di Marta, una giovane manager italoamericana (che ha ereditato dal padre prematuramente scomparso un team calcistico), e Gianni un famoso ex portiere di livelli mondiali (sic! così recita la sinossi ufficiale) ora ridotto a gloria del passato: un uomo integro moralmente ma umanamente dannato dal vizio del bere. Accanto a Gianni e Marta si muove tutto l’universo provinciale di una piccola squadra di calcio semiprofessionistica.

Cito alcuni stralci del comunicato stampa di presentazione del film:

“Intenso”, “carico di vita”, “fortemente emozionale” lo hanno definito quelli che hanno letto la sceneggiatura ed è proprio così il film: semplice, onesto, senza pretese intellettualistiche ma mai banale.

Un film forte, vero, chiaroscurato e dipinto con i colori desaturati che riflettono l’anima contrastata dei protagonisti: dalle silenziose colline dell’Alta Langa alle caotiche ombre dei grattacieli di Dowtown.

E dalla biografia del regista Max Leonida: “Amante del grande cinema (Kubrick, Scorsese, Coppola) ma anche del rigore formale di Visconti, della visionarietà di Fellini, della drammaturgia pasoliniana… Max Leonida vuole realizzare un ambizioso progetto di film stilisticamente intenso ed insieme popolare…Il suo punto di forza, oltre ad una profonda conoscenza tecnica derivante dalla gavetta, è l’appassionato lavoro con gli attori.”

Da dove cominciare a spalare merda su questo capolavoro? Io direi che non ce n’è bisogno. Ringraziate la Film Commission del Piemonte per aver supportato il progetto e pregate di non venirne mai a contatto (per fortuna la distribuzione, solo per via digitale nel circuito Digima, sarà pressoché inesistente). Intanto godetevi le immagini del trailer e la straziante locandina.

settembre 18th, 2009Italian Trash Movie: BARBAROSSA

Non la sentite la fibrillazione nell’aria? Come perchè? Perchè il 9 ottobre sbarcherà nelle sale italiane l’orgoglio padano con il tanto vituperato kolossal italiano Barbarossa! Costato qualcosa come 30 milioni di euro (e pronto ad incassarne, se tutto va bene, giusto il 5%), Barbarossa è stato voluto e girato da Renzo Martinelli, un tale che si ostina a sfornare megaproduzioni che costano un sacco di soldi e non incassano una cippa (Vajont, Il mercante di pietre, Carnera). E’ e resterà per sempre uno dei più grandi misteri registici italiani.

Nel 1158 Federico il Barbarossa ha già assoggettato a sé quasi tutto il Nord Italia, ma per poter espandersi al centro e al sud ha bisogno per prima cosa di conquistare Milano. Il giovane Alberto Da Giussano, figlio di un fabbro, si proclamerà capo della resistenza.

Il cast è da paura: Rutger Hauer (già, quello di Blade Runner), F. Murray Abraham (attore feticcio di Martinelli), Raz Degan e Kasia Smutniak. Ragazzi godetevi gli otto minuti di film che vi propongo qui sotto. Sono quelli che hanno fatto piangere Umbertone Bossi a Pontida.

Peter Jackson trema! Martinelli è tornato!

settembre 2nd, 2009Napoli, scenari d’orrore

Parlando di Mastrota qualche giorno fa mi è tornato alla mente un film memorabile al quale anche lui partecipò come attore. E’ il 1999 e Ninì Grassia, storico realizzatore di musicarelli napoletani (e autore nel 2004 anche de Il latitante con Karim Capuano) porta sul set la nuova e la vecchia generazione del genere neomelodico strappavene in una sorta di passaggio di consegne tra Mario Merola e Gigi D’Alessio! Il film si intitola Cient’anne e racconta di un giovane di nome Gigi, appunto, che suona al piano-bar di un hotel gestito dal suo padre adottivo (che metafora velata…) Mario. Praticamente neanche i nomi dei personaggi avevano cambiato per non indisporre l’acculturato pubblico a cui la pellicola sarebbe stata indirizzata. Il sogno di Gigi è quello di incidere un disco e di diventare famoso, ma deve fare i conti anche con il dolore provocato dalla morte della fidanzata in un incidente d’auto da cui lui è miracolosamente uscito illeso. Gigi scopre anche di essere figlio naturale del proprietario del suo albergo, interpretato da George Hilton storico protagonista di spaghetti western, che è anche padre di un suo rivale in amore (Mastrota!). Alla fine Merola viene colpito da infarto e durante il suo trasporto in ospedale i due cantano il brano Cient’anne

Vi prego di godere appieno delle due scene del film che vi presento. La prima è quella del flashback dell’incidente automobilistico, una pillola di orrore assoluto e di poraccioneria inguardabile! La seconda è il momento clou del film, il duetto finale… Le facce di D’Alessio sono da antologia del trash!

Lasciatevi trasportare dai sentimenti…


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