stefaniaorlandoillottoalleottoEbbene sì, la notizia è fresca fresca… Su RaiDue sta per tornare un programma che pensavamo fosse morto e sepolto dopo anni di pensionamento: Il lotto alle otto! Da lunedì 8 febbraio tornano le estrazioni in diretta, condotte da Tiberio Timperi, uno dei personaggi più odiosi e incapaci della tv dopo Adalberto Scanchirli e Floriano Stramurti, e da lei, la regina del Lotto, che segnerà così il suo importantissimi ritorno al piccolo schermo dopo anni passati a suonare e ballare fenomenali hit da combattimento in giro per  locali fatiscenti, feste della birra, compleanni pluricentenari e giornate degli anziani: Stefania Orlando! Ecco le sue dichiarazioni alla vigilia del debutto:

Sono la donna dei numeri, torno dopo alcuni anni ad una trasmissione richiesta proprio dai giocatori che volevano vedere le estrazioni in tv. Ho lasciato le estrazioni con il bambino bendato e ora trovo quelle automatizzate. La garanzia e la sicurezza i principi base della trasmissione. Il nostro percorso si muove tra innovazione e tradizione”.

Sembrerebbe quasi una cosa seria. E invece stiamo a parlare del Lotto! Io ho solo una richiesta: la sigla del programma deve essere affidata ad uno dei suoi pezzi! Sarebbe la sua consacrazione! Una cosa come questa, per dire…

ottobre 20th, 2009Tutti in fila al Parlomat

PARLOMATScopro stamane grazie a TvBlog un nuovo progetto che coinvolge la Gialappa’s Band, un giochino semplice e stupidotto ideato da quel simpaticone di Giovanni Benincasa (suoi erano il primo Libero di Mammuccari, Carramba che fortuna, Internet Cafè). Si tratta di Parlomat, un format di cui per adesso sono stati registrati alcuni sketch pilota (pubblicati sulla pagina di Facebook aperta per l’occasione) in attesa che qualche rete, satellitare o non, se ne interessi. Il meccanismo è molto semplice: vi serve un po’ di denaro liquido? Andate a farvi massacrare per 3 minuti dalla Gialappa’s Band, durante i quali spiegherete il motivo per cui vi serve quel denaro cercando di convincere il pubblico a casa a fare donazioni da 1 euro col cellulare. Quello che sarete riusciti a racimolare, vi verrà consegnato cash proprio allo scadere del tempo. In teoria, ma nei tre filmati qui sotto non si vede, il regolamente prevede anche che il concorrente debba tenere il cellulare acceso durante il suo colloquio con il trio e nel caso in quei 180 secondi ricevesse  una telefonata qualsiasi non solo perderebbe tutto “il montepremi” ma il malcapitato chiamante sarebbe messo in onda.

Un giochino semplice e discreto che sarebbe perfetto in strisce da 30 minuti, magari intervallando (come si vede nel filmato 3) veri concorrenti a sketch preconfezionati. L’unico dubbio che mi sorge è: ma siamo sicuri che il pubblico italiano, o anche solo poche centinaia di persone, sia così generoso da regalare anche un solo euro a gente sconosciuta qualsiasi?

Questi i tre filmati-prova (notare il numero di telefono palesemente finto) messi in rete. La Gialappa’s, accusata negli ultimi anni di svogliatezza o di non essere più graffiante come un tempo, ha sempre trovato pane per i suoi denti davanti agli “ultimi” della società: per questo un progetto così piccolo ed inusuale potrebbe calzarle a pennello.


ottobre 19th, 2009Un Paradiso di nome Maurizia

Maurizia_Paradiso_0005C’è un personaggio che popola i sottoboschi televisivi italiani che risponde al nome di Maurizia Paradiso, nata Maurizio nel 1955. Un destino già scritto alla nascita (è figlia di una prostituta) e una carriera che parte con il film Romance (1986) dove divideva la scena con Walter Chiari e Luca Barbareschi, e proseguita nei meandri delle reti locali private con programmi e programmini di dubbia finezza, intervallati ogni tanto da comparsate in pellicole erotiche (I segreti di Maurizia) o da veri e propri porno (Banana meccanica).

Anche le reti generaliste nazionali, complici alcuni anchorman che c’hanno l’occhio lungo (vedi alla voce Chiambretti), non se la sono fatta sfuggire, e ad oggi la Paradiso non si può dire non goda di una discreta popolarità. Inutile dire – e il mistero sul perchè tutti prima o poi ci provino resta fitto – che la nostra eroina abbia tentato di buttarsi anche nel mondo discografico: nel 1992 infatti, a nome Trans Girl, pubblica il singolo “Dai, dai, dai”, un deludentissimo e noioso tentativo di dance da discoteca il cui testo si riduce unicamente al verso “Dai, dai, dai, tu non vieni mai” ripetuto fino all’esasperazione.

La canzone la potete trovare su questa pagina di YouTube. Inutile dire che preferiamo di certo la Paradiso becera e triviale che tanto ci fa impazzire, la cui ultima scenata ha avuto luogo negli studi di Canale Italia dove era ospite in collegamento. Vedere per credere. Tra l’altro sono l’unico che vorrebbe vedere il giornalista che conduce quel programma semplicemente e definitivamente morto? Mi irrita, mi sa di persona falsa, finta e molto furba. Non so neanche come si chiami.

ottobre 16th, 2009Lo scherzone del mese

…o almeno credo lo sia! Godetevi questa chicca presa dal Tg1, un telegiornale ormai allo sbando. La giornalista gira il foglio e legge…

“Alzati e fai un…”

poi si blocca. “Ehhh dunque”… Dunque? Dunque me sa’ che t’hanno fatto ‘no scherzetto!

24season7cast423Dopo la pausa forzata nel 2008 causata dallo sciopero degli sceneggiatori e dai guai giudiziari di Kiefer Sutherland, il 2009 è stato l’anno dei grande ritorno di 24 con la sua settima stagione, sbarcata finalmente anche in Italia sul canale satellitare FX in attesa del debutto in chiaro previsto per l’inverno su Italia 1.

Anticipata dal film-tv 24: Redemption, ambientato in Africa e di cui già vi avevo parlato qui, il Day 7 di 24 parte proprio dalle conseguenze degli eventi narrati nel prologo: Jack Bauer è stato costretto a tornare sul suolo americano e ad essere così processato da una commissione del Senato per alcuni atti illeciti compiuti durante il suo servizio al CTU, ormai smantellato. Durante il dibattimento Jack viene però prelevato dall’agente dell’FBI Renée Walker (Annie Wersching) che lo reclama come informatore riguardante una situazione critica: la tentata violazione del firewall del CIP, un sistema che protegge tutte le infrastrutture della nazione. Se l’attentato andasse in porto, ogni tipo di telecomunicazioni, trasporti o reti elettriche sarebbe vulnerabile. E Jack conosce bene l’uomo che si presume essere dietro a tutto questo: il suo ex collega, e amico fraterno, Tony Almeida (Carlos Bernard). Ma è davvero tutto come sembra?

Ovviamente no… Nei 24 episodi della nuova serie Jack ne farà nuovamente di cotte e di crude, dovrà conquistarsi la fiducia del nuovo Presidente degli Stati Uniti (una donna, Allison Taylor, interpretata da Cherry Jones fresca di Emmy per questo ruolo), ritroverà i vecchi amici Chloe O’Brian (Mary Lynn Rajskub) e Bill Buchanan (James Morrison) e dovrà vedersela con un cattivo d’eccezione, il premio Oscar Jon Voight. Jack per salvare il proprio Paese metterà totalmente a rischio la sua salute, elemento che farà tornare nella storia per una manciata di episodi anche sua figlia Kim (Elisha Cuthbert).

Adrenalina? Colpi di scena? Azione? Gli elementi imprescindibili di 24 ci sono sempre, comprese le traversie familiari del Presidente USA che inevitabilmente finiranno per condizionare gli sviluppi della trama. Ma ormai tutto ciò non è più una novità, e al settimo anno anche io, che considero questa serie la mia preferita in assoluto e la migliore tra quelle ancora in produzione, devo ammettere che si comincia a tirare la corda. Bauer è giunto ad un punto di non ritorno, talmente acciaccato nel corpo e nel cervello da rendere ogni suo gesto sullo schermo una sorta di “ultimo gesto”. Manca lo spirito, manca la vitalità, manca la passione che trasmetteva durante i primi anni. Oggi tutto sembra più prevedibile, e questo è un peccato. Prima che la serie scada del tutto, meglio farla finire con onore.

L’ottava stagione, secondo molti l’ultima, inizierà in America il prossimo gennaio.

Voto alla settima stagione: 6-

settembre 12th, 2009Nonno Mike

ciao_mikeHo aspettato qualche giorno prima di dare il mio doveroso saluto a Mike Bongiorno perchè non volevo risultare banale e scontato. E invece è proprio quello che sarò, perchè in certi casi essere originali non serve a niente.

Lo faccio oggi nel giorno dei suoi funerali. Dal giorno della sua morte, non so se è solo un’impressione mia, ho avuto davvero l’impressione che l’evento abbia toccato i cuori di tutti, grandi e piccoli, amanti e non della tv. Molto più di altre morti celebri recenti come quella di Papa Woytila o di Michael Jackson. Leggevo su Facebook commenti commossi di ragazzini adolescenti che salutavano il “padre della tv” anche se per loro praticamente Mike è stato soltanto il nonnetto che faceva le televendite dei materassi su Retequattro e la spalla di un Fiorello che si divertiva a prenderlo per i fondelli. Era davvero uno di quelli di cui si dice “la fama lo precede”. In radio, sui giornali, nei salotti televisivi tutti hanno avuto un aneddoto su di lui, spesso per metterne in luce un carattere deciso e più irascibile di quanto si potesse pensare. Una mente lucida, sempre presente a sé stessa, che non si lamentava mai e andava dritta per la sua strada, anche se il successo di pubblico non c’era più come una volta. Per lui vendere pentole o condurre Miss Italia (magari sfuriando con Loretta Goggi) aveva la stessa pari dignità. Questo si chiama essere professionisti.

E’ stata mia nonna a passarmi la passione per tutto ciò che è spettacolo, facendomi restare alzato fino a tardi da piccolo per guardare con lei i quiz di Mike. D’altronde ho imparato a leggere a cinque anni per poter decifrare i testi di Tv Sorrisi e Canzoni! Non avrei mai pensato che potesse morire. Questo succede solo per le icone. L’Italia ha perso un nonno, un nonno comune, il nonno di tutti. Credo passerà del tempo prima che un intero popolo possa commuoversi così unanimemente per una figura pubblica. Ce ne ricorderemo a lungo.

Allegria, Mike!

agosto 29th, 2009La rivincita di Mastrota

Povero Giorgino Mastrota. E’ dal 1995 che fa solo televendite, con una parentesi più unica che rara quando nel 1999 gli fecero genialmente condurre Meteore su Italia 1 (ma nel 2003 è stato anche nientemeno che tronista a Uomini e donne!). Il 2009 però è stato l’anno della sua riscossa, visto che ogni mattina dalla scorsa primavera ha il suo show personale su Retequattro: Mercato italiano! Sempre di televendite si tratta, pentole & materassi, ma intervallate da sketch da consumato varietà con tanto di pubblico scalmanato da far invidia a quello di Gigione (una tipologia di cui abbiamo un valido esempio anche nella foto a fianco, sempre con pubblicità annessa). Recentemente il programma è poi intervallato dalla Ricreazione Casadei, un momento straordinario in cui l’orchestra di Mirko Casadei (nipote di Raul) intrattiene le casalinghe di Voghera con le hit più in voga nelle balere d’Italia! E Mastrota con loro, ad far dimenare le vecchie con il suo fare da showman consumato quale è (d’altronde permettetemi di dire meglio un Mastrota oggi che cento Ossini/Timperi/Giletti/Amadeus domani!)

Prima di gustarvi il video però vorrei soffermarmi su un particolare che Tvblog mette in evidenza: nei palinsesti televisivi, nelle guide tv o nel televideo il programma Mercato italiano… non esiste! Va in onda ogni mattina intorno alle 9.45 tra Vivere e Febbre d’amore, ma non è segnalato da nessuna parte! Che essendo in realtà un gigantesco spottone non possa godere di tale trattamento? Arrovellandoci su questo mistero, alzatevi e ballate anche voi con Giorgino!

Tempo di Emmy Awards, il premio televisivo più importante d’America con le sue sconfinate categorie. Trionfano tra le candidature il sempreverde 30 Rock (22!) e l’ottimo Mad Men (16). 24 si porta a casa quella per la non protagonista Cherry Jones nei panni del Presidente USA mentre Kiefer Sutherland si deve accontentare della nomina per il film-tv introduttivo 24: Redemption.
Da segnalare inoltre che per la prima volta dopo I Flintstones (era il 1961) una serie animata è stata candidata ad uno dei premi più importanti: I Griffin sono infatti nell’elenco delle migliori commedie. A bocca asciutta True Blood e Desperate Housewives, mentre dopo anni rimangono sempre sulla cresta dell’onda Lost, House, Entourage e The Office. A seguire tutte le (infinite) nomination nel dettaglio.

  • Miglior Comedy:
  • Entourage (Hbo);
    Weeds (Showtime);
    How I met your mother (Cbs);
    Flight of the Conchords (Hbo);
    30 Rock (Nbc);
    The Office (Nbc);
    I Griffin (Fox)

  • Miglior Drama:
  • Big Love (Hbo);
    Breaking Bad (Amc);
    Damages (Fx);
    Dexter (Showtime);
    House (Fox);
    Lost (Abc);
    Mad Men (Amc)

  • Miglior attore per una serie comedy:
  • Jim Parsons per il ruolo di Sheldon Cooper in “The big bang theory” (Cbs);
    Jemaine Clement per il ruolo di Jemaine in “Flight of the Conchords” (Hbo);
    Tony Shalhoub per il ruolo di Adrian Monk in “Monk” (Usa Network);
    Steve Carell per il ruolo di Michael Scott in “The Office” (Nbc);
    Alec Baldwin per il ruolo di Jack Donaghy in “30 Rock” (Nbc);
    Charlie Sheen per il ruolo di Charlie Harper in “Due uomini e mezzo” (Cbs);

  • Miglior attore per una serie drama:
  • Bryan Cranston per il ruolo di Walter White in “Breaking Bad” (Amc);
    Michael C. Hall per il ruolo di Dexter Morgan in “Dexter” (Showtime);
    Hugh Laurie per il ruolo di Gregory House in “Dr. House” (Fox);
    Gabriel Byrne per il ruolo di Paul in “In Treatment” (Hbo);
    Jon Hamm per il ruolo di Don Draper in “Mad men” (Amc);
    Simon Baker per il ruolo di Patrick Jane in “The Mentalist” (Cbs);

  • Miglior attrice per una serie comedy:
  • Julia Louis-Dreyfus per il ruolo di Christine in “La complicata vita di Christine” (Cbs);
    Christina Applegate per il ruolo di Samantha Newly in “Samantha chi?” (Abc);
    Sarah Silverman per il ruolo di sè stessa in “The Sarah Silverman program” (Comedy Central);
    Tina Fey per il ruolo di Liz Lemon in “30 Rock” (Nbc);
    Toni Collette per il ruolo di Tara Gregson in “The United States of Tara” (Showtime);
    Mary-Louise Parker per il ruolo di Nancy Botwin in “Weeds” (Showtime);

  • Miglior attrice per una serie drama:
  • Sally Field per il ruolo di Nora Walker in “Brothers and sisters” (Abc);
    Kyra Sedgwick per il ruolo di Brenda Leigh Johnson in “The Closer” (Tnt);
    Glenn Close per il ruolo di Patty Hewes in “Damages” (Fx);
    Mariska Hargitay per il ruolo del Detective Olivia Benson in “Law & order: unità speciale” (Nbc);
    Elisabeth Moss per il ruolo di Peggy Olson in “Mad men” (Amc);
    Holly Hunter per il ruolo di Grace Hanadarko in “Saving Grace” (Tnt);

  • Miglior attore non protagonista per una serie comedy:
  • Kevin Dillon per il ruolo di Johnny Drama in “Entourage” (Hbo);
    Neil Patrick Harris per il ruolo di Barney Stinson in “How I met your mother” (Cbs);
    Rainn Wilson per il ruolo di Dwight Schrute in “The Office” (Nbc);
    Tracy Morgan pr il ruolo di Tracy Jordan in “30 Rock” (Nbc);
    Jack McBrayer per il ruolo di Kenneth Parcell in “30 Rock” (Nbc);
    Jon Cryer per il ruolo di Alan Harper in “Due uomini e mezzo” (Cbs);

  • Miglior attore non protagonista per una serie drama:
  • William Shatner per il ruolo di Denny Crane in “Boston Legal” (Abc);
    Christian Clemenson per il ruolo di Jerry Espenson in “Boston Legal” (Abc);
    Aaron Paul per il ruolo di Jesse Pinkman in “Breaking Bad” (Amc);
    William Hurt per il ruolo di Daniel Purcell in “Damages” (Fx);
    Michael Emerson per il ruolo di Ben Linus in “Lost” (Abc);
    John Slattery per il ruolo di Roger Sterling in “Mad Men” (Amc);

  • Miglior attrice non protagonista per una serie comedy:
  • Kristin Chenoweth per il ruolo di Olive Snook in “Pushing Daisies” (Abc);
    Amy Poehler per vari personaggi in “Saturday night live” (Nbc);
    Kristin Wiig per vari personaggi in “Saturday night live” (Nbc);
    Jane Krakowski per il ruolo di Jenna Maroney in “30 Rock” (Nbc);
    Vanessa Williams per il ruolo di Wilhelmina Slater in “Ugly Betty” (Abc);
    Elizabeth Perkins per il ruolo di Celia Hodes in “Weeds” (Showtime);

  • Miglior attrice non protagonista per una serie drama:
  • Rose Byrne per il ruolo di Ellen Parsons in “Damages” (Fx);
    Sandra Oh per il ruolo di Christina Yang in “Grey’s anatomy” (Abc);
    Chandra Wilson per il ruolo di Miranda Bailey in “Grey’s anatomy” (Abc);
    Dianne Wiest per il ruolo di Gina in “In treatment” (Hbo);
    Hope Davis per il ruolo di Mia in “In treatment” (Hbo);
    Cherry Jones per il ruolo di Allison Taylor in “24″ (Fox);

  • Miglior show animato (della durata inferiore ad un’ora):
  • American Dad, episodio “Sixteen-Hundred Candles” (Fox);
    Robot Chicken, episodio “Robot Chicken: Star Wars Episode II” (Cartoon Network);
    I Simpson, episodio “Gone Maggie Gone” (Fox);
    South Park, episodio “Margaritaville” (Comedy Central);

  • Miglior show animato (della durata di un’ora o più):
  • Afro Samurai: Resurrection (Spike Tv);
    Destination Imagination- Foster’s Home For Imaginary Friends (Cartoon Network);

  • Miglior doppiatore/voice over:
  • Ron Rifkin per il ruolo del Narratore in “American Masters”, episodio “Jerome Robbins: Something To Dance About” (Pbs);
    Seth MacFarlane per il ruolo di Peter Griffin ne “I Griffin”, episodio “I Dream of Jesus” (Fox);
    Seth Green per vari ruolo in “Robot Chicken”, episodio “Robot Chicken: Star Wars Episode II” (Cartoon Network);
    Hank Azaria per il ruolo di Moe Syzlak ne “I Simpson”, episodio “Eeny Teeny Maya, Moe” (Fox);
    Harry Shearer per vari ruoli ne “I Simpson”, episodio “The Burns And The Bees” (Fox);
    Dan Castellaneta per il ruolo di Homer Simpson ne “I Simpson”, episodio “Father Knows Worst” (Fox);

  • Miglior miniserie:
  • Generation Kill (Hbo);
    Little Dorrit (Pbs);

  • Miglior film per la tv:
  • Coco Chanel (Lifetime);
    Grey Gardens (Hbo);
    Into the storm (Hbo);
    Prayers for Bobby (Lifetime);
    Taking chance (Hbo);

  • Miglior regia per una serie comedy:
  • Julian Farino per Entourage, episodio “Tree Trippers” (Hbo);
    Tree Trippers per Flight of the Conchords, episodio “The Tough Brets” (Hbo);
    Jeff Blitz per The Office, episodio “Jeff Blitz” (Nbc);
    Millicent Shelton per “30 Rock”, episodio “Apollo, Apollo” (Nbc);
    Beth McCarthy per “30 Rock”, episodio “Reunion” (Nbc);
    Todd Holland per “30 Rock”, episodio “Generalissimo” (Nbc);

  • Miglior regia per una serie drama:
  • Michael Rymer per “Battlestar Galactica”, episodio “Daybreak- parte 2″ (SyFy);
    Bill D’Elia per “Boston Legal” , episodi “Made in China” e “Last call” (Abc);
    Todd A. Kessler per “Damages”, episodio “Trust me” (Fx);
    Rod Holcomb per “E.R.”, episodio “And in the end” (Nbc);
    Phil Abraham per “Mad men”, episodio “The jet set” (Amc);

  • Miglior regia per una miniserie o film-tv:
  • Susanna White per “Generation Kill”, episodio “Bomb In The Garden” (Hbo);
    Michael Sucsy per “Grey gardens” (Hbo);
    Thaddeus O’Sullivan per “Into the storm” (Hbo);
    Dearbhla Walsh per “Little Dorrit- prima parte” (Pbs);
    Ross Katz per “Taking Chance” (Hbo);
    Philip Martin per “Wallander: One Step Behind” (Pbs);

  • Miglior attore per una miniserie o film-tv:
  • Kevin Kline per il ruolo di Cyrano de Bergerac in “Cyrano de Bergerac-Great Performances-” (Pbs);
    Brendan Gleeson per il ruolo di Winston Churchill in “Into the storm” (Hbo);
    Sir Ian McKellen per il ruolo di King Lear in “King lear- Great Performances” (Pbs);
    Kevin Bacon per il ruolo di LtCol Mike Strobl in “Taking Chance” (Hbo);
    Kiefer Sutherland per il ruolo di Jack Bauer in “24: Redemption” (Fox);
    Kenneth Branagh per il ruolo di Kurt Wallander in “Wallander: one step behind” (Pbs);

  • Miglior attrice per una miniserie o film-tv:
  • Chandra Wilson per il ruolo di Yvonne in “Accidental Friendship” (Hallmark);
    Shirley MacLaine per il ruolo di Coco Chanel in “Coco Chanel” (Lifetime);
    Drew Barrymore per il ruolo di Little Edie in “Grey gardens” (Hbo);
    Jessica Lange per il ruolo di Big Edie in “Grey gardens” (Hbo);
    Sigourney Weaver per il ruolo di Mary Griffith in “Prayers for Bobby” (Lifetime);

  • Miglior sceneggiatura per una serie comedy:
  • Flight Of The Conchords, episodio “Prime Minister” (Hbo);
    30 Rock, episodio “Reunion” (Nbc);
    30 Rock, episodio “Apollo, Apollo” (Nbc);
    30 Rock, episodio “Mamma Mia” (Nbc);
    30 Rock, episodio “Kidney Now!” (Nbc);

  • Miglior sceneggiatura per una serie drama:
  • Lost, episodio “The Incident” (Abc);
    Mad Men, episodio “A Night To Remember” (Amc);
    Mad Men, episodio “Six Month Leave” (Amc);
    Mad Men, episodio “The Jet Set” (Amc);
    Mad Men, episodio “Meditations In An Emergency” (Amc);

  • Miglior sceneggiatura per una miniserie o film-tv:
  • Generation Kill, episodio “Bomb In The Garden” (Hbo);
    Grey gardens (Hbo);
    Into the storm (Hbo);
    Little Dorrit (Pbs);
    Taking chace (Hbo);
    Miglior programma per bambini:
    “Hanna Montana” (Disney Channel”;
    “iCarly” (Nickelodeon);
    “Wizards Of Waverly Place” (Disney Channel);

  • Miglior reality:
  • The Amazing Race (Cbs);
    American Idol (Fox);
    Dancing With the Stars (Abc);
    Project Runway (Lifetime);
    Top Chef (Bravo);

    Prendete la rete via cavo HBO, che negli ultimi anni ci ha dato Sex & the City, I Soprano, Deadwood e Roma. Prendete poi Alan Ball, scrittore rivelazione di American Beauty e poi sviluppatore, sempre per HBO, di quel capolavoro di Six Feet Under. Mischiate il tutto ed otterrete una nuova grande serie cult, True Blood, della quale negli Stati Uniti è attualmente in onda la seconda stagione mentre in Italia si sta concludendo la prima ogni lunedì su Fox (SKY).

    Basta una conoscenza solo superficiale degli scritti di Alan Ball per sapere quale sia il tema principe dei suoi lavori: la morte, coniugata in tutte le sue sfumature, e intrisa di umorismo nero e sadico cinismo. Mentre in Six Feet Under aveva a che fare con dei cadaveri inermi, in True Blood i cadaveri sono… viventi! In un ipotetico e prossimo futuro infatti, i vampiri usciranno allo scoperto e si mischieranno alla gente comune. Ciò sarà possibile grazie alla messa in commercio di una nuova bevanda, il True Blood appunto, sorta di sangue sintetico che renderà loro possibile la “vita” senza dover dissanguare alcun umano. Inutile dire che il dibattito terrà banco a livello mondiale, tra chi, più aperto, auspicherà una loro pacifica coabitazione, e chi non potrà scordare di essere pur sempre vicino a corpi senza cuore battente, che non possono stare sotto il Sole e che riposano nell’umida terra.

    Nella tranquilla cittadina di Bon Temps, in Louisiana, vive la cameriera Sookie (Anna Paquin, La 25a ora, la trilogia di X-Men),  assieme al fratello Jason e all’amorevole nonna. Incredibilmente, Sookie è dotata di un dono soprannaturale: riesce a captare i pensieri della gente attorno a lei. Una sera si presenta alla porta del bar in cui lavora l’elegante e gentile Bill Compton, dalla pelle biancastra: un vampiro in piena regola. E’ lì che Sookie si accorge che i suoi poteri telepatici non funzionano con quelli dell’”altra specie”. Tra i due sboccerà una relazione contrastata e pericolosa, che porterà a Bon Temps dissidi, malumori… e un mucchio di morti.

    Sesso esplicito e sfrenato, droghe di tutti i tipi (tra cui il famigerato “sangue di vampiro”, protagonista di una brutta avventura per Jason), violenza, crimini, omicidi, orgie tra vampiri… Ma anche romanticismo, amicizia, buona battute. True Blood è un prodotto che si lascia guardare con attenzione e appassiona, lentamente. Non godrà probabilmente di una regia così accorta, e non si può dire neppure che il casting sia riuscitissimo (anzi affermo tranquillamente che è uno dei peggiori degli ultimi anni…) ma è una serie adulta capace di vari colpi di scena e di discorsi per nulla scontati.

    Abbastanza inquietante la somiglianza del nome dell’attore che interpreta il vampiro Bill (Stephen Moyer) con quello dell’autrice dei libri di Twilight, Stephenie Meyer. Poco male, pochi giorni fa Moyer ha definito il vampiro di Robert Pattinson “una fighetta”.

    Voto alla prima stagione: 7

    Negli ultimi anni, in un panorama seriale americano orfano di sit-com che riescano a lasciare realmente il segno, una ventata d’aria fresca è arrivata con 30 Rock, telefilm ideato e interpretato da Tina Fey, volto e penna storici del Saturday Night Live.

    Al numero 30 di Rockefeller Plaza in New York ha sede la rete NBC, ed è proprio in quegli uffici che ha luogo la serie: Liz Lemon (Tina Fey) è l’autore-capo del programma televisivo comico chiamato (inizialmente…) The Girlie Show (realmente ispirato al Saturday) e deve cercare di mettere d’accordo l’insicura diva dello spettacolo Jenna Maroney (Jane Krakowski, sempre irresistibile), l’irascibile e svitato nuovo attore imposto dalla rete (Tracy Morgan, vera B-star che interpreta se stesso) e il team di sceneggiatori e produttori, uno più alieno dell’altro. L’arrivo del nuovo capo del network, Jack Donaghy (nientemeno che Alec Baldwin), piazzato a dirigere la rete per soli motivi pubblicitari, scombussolerà non poco l’assetto dello show, costringendo Liz, single sola e lunatica, a farsi in quattro per accontentarlo. Impagabile anche il personaggio di Kenneth, l’educatissima guida degli NBC Studios costretto ad un lavoro umile ma che ama.

    Tanti sono stati i tentativi di mettere in scena, in un telefilm, i retroscena del mondo dello spettacolo, e 30 Rock è sicuramente il più riuscito (mentre non capisco come possa piacere quell’orrore di Entourage). Episodi da 20 minuti, veloci e brillanti, scritti magistralmente e con trovate geniali. Fortemente ancorata alla realtà, con continui riferimenti alla vita sociale e politica del Paese, 30 Rock può vantare anche un gruppo ingente di vere star che fanno la fila per parteciparvi: Steve Buscemi, Whoopi Goldberg, Isabella Rossellini, Conan O’Brien, Al Gore, David Schwimmer, LL Cool J, Sean Hayes, Oprah Winfrey, Steve Martin, Jennifer Aniston sono solo alcuni dei nomi coinvolti in qualche episodio dello show. E’ un prodotto per palati piuttosto fini, inutile negarlo, che fa della satira e della battuta pungente il suo cavallo di battaglia, mettendo spesso alla berlina situazioni e personaggi riconducibili alla vita comune.

    Ad oggi il suo palmarés conta 5 Golden Globes (3 per Baldwin, uno per la Fey e uno come Miglior serie comica del 2009) e 9 Emmy Awards. In autunno debutterà negli USA la quarta stagione, mentre in Italia le prime due sono state trasmesse dal canale digitale terrestre Lei. Cercate di farlo vostro, in qualsiasi modo…

    Voto alle prime due stagioni: 8


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