Era la prima volta per me, al Taormina Film Fest, giunto alla 57esima edizione e diretto per il quinto anno dalla tosta Deborah Young. L’occasione è giunta grazie alla possibilità di far parte della Giuria della Gioventù, un gruppo, promosso dal Ministero della Gioventù, composto da circa 40 ragazzi provenienti da tutta Italia, che aveva il compito di vedere e giudicare tutti i film delle due sezioni principali e della sezione collaterale dedicata a dei cortometraggi di registi siciliani.

Al Festival di Taormina tutto è più semplice, più ridotto, più “seguibile” rispetto ad altri appuntamenti italiani più importanti. Una sola sala per le proiezioni (enorme ma architettonicamente orrenda) al Palazzo dei Congressi, e la splendida (ma gelida) cornice del Teatro Greco, utilizzabile ovviamente solo la sera. Due o tre film al giorno quindi, un programma smilzo e chiaro. Peccato per la mancanza di repliche, magari al mattino, per chi si fosse perso qualche proiezione.

Punto di forza del Taormina Film Fest sono le cosiddette Masterclass. Protagonisti del cinema italiano e internazionale incontrano il pubblico e si lasciano intervistare senza filtri, per alzata di mano: al bando i giornalisti. Ecco quindi che le domande possono essere sì serie e noiose, ma anche divertenti e imprevedibili. Il personaggio sotto i riflettori deve quindi far uscire tutta la sua personalità per appassionare le circa mille persone presenti in sala: il primo giorno Jack Black è stato irresistibile, ha più cantato che parlato (si è esibito addirittura in un Gloria per ricordare a tutti che da piccolo cantava nei cori religiosi) e le domande andavano da “Cosa c’è ora nel tuo iPod?” a “Credi in Dio?” (la sua risposta è stata “Fatemi domande più facili”) Qui trovate un estratto della sua intervista. Di tutt’altro stampo l’incontro successivo, con una Monica Bellucci in vena di banalità. “Ma quanto è bella la Sicilia”, “Ho sempre lavorato bene con tutti”, “Scelgo solo i film che mi piacciono”… un’ora di aria fritta. Oliver Stone il giorno dopo è apparso molto a disagio, lamentandosi per le luci e per il caldo. Tra un appello per votare al referendum e la solita frecciatina ai due Bush, si è però rifiutato di rispondere a una domanda su Obama e Berlusconi. Per il resto il discorso si è quasi interamente concentrato sul suo Alexander. Il giorno successivo la parola è andata all’attrice italiana Maya Sansa, ma la vera Masterclass (termine un po’ fuori luogo: si tratta più di conferenze stampa senza la stampa) è stata quella del grande regista francese Patrice Leconte, che con simpatia e gentilezza ha dimostrato cosa significhi davvero essere un director artigianale, semplice, conscio dei proprio limiti. “Quando un mio film non piace al pubblico io me ne vergogno. Non è il pubblico che non ha colto l’essenza del film in questione, è stato il regista ad averlo sbagliato.” “Odio gli storyboard, per me sono il contrario del cinema. Sono statici, immobili. Io quando dirigo non mi siedo dietro ai monitor, ma maneggio direttamente la macchina da presa”. Un’ora di altissimo interesse, e di grande divertimento. Intervenuto anche l’attore inglese Matthew Modine che ha presentato l’interessante cortometraggio da lui diretto Jesus Was a Commie (Gesù era comunista).

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Cari amici e cari timorati di Misseri, da oggi e fino a domenica 19 giugno il vostro buon Paolino si troverà in quel di Taormina (che non è in Toscana, né in Lazio, né in Campania, come la maggior parte  di voi ha pensato in questi giorni) per il 57esimo Taormina FilmFest. Sarò uno dei 40 ragazzi (sì, c’è ancora qualcuno che mi considera un ragazzo) della cosiddetta Giuria della Gioventù, che sarà chiamata a consegnare i Campus Gioventù Awards esprimendo giudizi su lungo e cortometraggi divisi in tre sezioni e blablabla. Tutte le info qui sul sito ufficiale, mentre potrete seguire le mie scorribande cinefile su Twitter.

Ma non vi preoccupate, ho pensato a voi. Durante gli otto giorni di mia assenza, ogni volta che entrerete in questa home per cercare news, aggiornamenti, nuove recensioni, beh vi accoglierà lui, l’idolo di noi giovani (oh non rompete, sto in Giuria della Gioventù, ergo sono giovane), il trascinatore delle folle, un mix mal riuscito tra Lady Gaga e la nonna di Lady Gaga (allo stato attuale di decomposizione). Osvaldone nostro se ne è infatti uscito col suo ultimo singolo, Like This, di cui vi propongo il video ufficiale.

Ma insieme vi pongo anche un quesito: mi sapete dire perché quando andai per la prima volta a saggiare la nuova hit del Supino, i banner pubblicitari di youtube mi fecero la proposta che potete vedere sotto? Era una specie di richiesta d’aiuto? Del tipo “Diventate operatori sociali per salvare bambini disastrati come quello che sta cantando ora?” …eppure c’è chi lo compra. Allora chi bisogna salvare prima?

A presto!

 

Or bene, questo breve post solo per informare i miei assidui lettori che da domani e fino a venerdì mi troverò in quel di Sorrento per partecipare alla Giornate Professionali di Cinema 2008. Cinque giorni di convegni in cui tutte le case di distribuzione presenteranno i nuovi listini 2009, cinque giorni di trailer, cinque giorni di forum sullo stato del cinema in Italia, cinque giorni di anteprime (Madagascar 2, La duchessa, Viaggio al centro della terra 3D, Frost/Nixon e altre…). Saranno anche consegnati i Biglietti d’Oro ai film che hanno incassato di più nella stagione scorsa, e saranno presenti registi e star italiane per promuovere i loro futuri progetti. Insomma, per cinque giorni non ci sono per nessuno (non farò di certo come il tipo nella foto!!)

Per non farvi sentire la mia mancanza, però, vi ho preparato un tuffo nella storia trash della nostra tv, con estratti da vecchi programmi gialappiani e mostri abominevoli pescati da youtube! Ogni giorno un mito, ogni giorno una scoperta! E noi ci risentiamo nel week-end!

agosto 31st, 2008Larompicoglioni

Mi siedo al posto che la bigliettaia mi ha assegnato. Sto per vedermi un horror brasiliano di cui conosco solo il titolo. Facendo la coda per entrare avevo dietro di me una signora che non la smetteva un attimo di blaterare. Sulla quarantina, sola ma in attesa di qualcun altro, come intuisco durante una sua conversazione telefonica urlata ai quattro venti. Entro in sala, mi siedo, sono tra i primi. Aspetto.

Entra lei. Oh no! La sua accompagnatrice è arrivata. Salgono i gradini della platea, me le vedo arrivare vicino, stanno proprio venendo incontro a me, signore mio fa che non si siedano proprio al mio fianco… Tiè, eccole lì. Sala mezza vuota, e la simpatica bigliettaia imbecille mi ha appioppato la quarantenne blaterante proprio a fianco! Questa parlerà per tutto il film, me lo sento.

All’inizio della proiezione manca ancora un buon quarto d’ora. Le due parlano tra di loro, ad alta voce. No anzi, gridano proprio. La sguaiata è sulla quarantina, formosa, sicuramente zitella, si lamenta di tutto: del clima, della fila, del film che deve ancora vedere, del mondo intero. Scopro dopo poco che la donna sui 35 che è arrivata con lei, con enorme borsone pieno di acquisti freschi, è la sorella.

La rompicoglioni, che d’ora in poi chiamerò Larompicoglioni, vuole vedere cosa si è comprata la sorella. E la sorella, che mi viene da chiamare Miranda, e non chiedetemi perchè, non vuole. Si rifiuta. Anzi è proprio scocciata per le pressanti e insistenti richieste. Il motivo? Non si sa. Alla fine si convince, e, sempre a fianco a me, le due si mettono a scartare dal borsone delle enormi bottiglione di profumi e unguenti. Miranda spiega che le sono costate un casino di soldi, che sono pregiate e che servono per la sua casa. E qui cominciano i primi screzi. Larompicoglioni accusa la sorella di spendere troppo, e soprattutto, badate bene, di non aver comprato nulla come regalo per lei! Ovviamente Miranda si scoccia, le dice che la casa è sua e che fa quello che vuole.

Le due poi si mettono a parlare della madre: capisco che a conti fatti c’è un problema su chi se la deve pigliare durante l’estate. E qui cominciano a volare parole grosse: “Deve venire da te che è più fresco”, “Ma no tu hai più spazio”, “Ma io non ci penso proprio”… In un climax martoriante fino al botto finale: Miranda si incazza, si alza, prende il suo borsone di profumi, mi fa alzare per poter passare e se ne va a sedere qualche fila più avanti, tutta sola. Il gelo. E io gioisco: se le due stanno separate, potrò godermi il film in santo silenzio. Fuori una!

Mo’ che succede? Larompicoglioni che farà? Intanto comincia a borbottare, tra i farfugliamenti comprendo solo l’epiteto “stronza”. E per far vedere che lei ha le palle, prende il cellulare e chi chiama? La mammina! Per lamentarsi del fatto che la sorella l’abbia lasciata tutta sola in sala!! Si sprecano frasi come “Te l’ho sempre detto che hai sbagliato tutto con lei”, “E’ una deficiente” e amenità simili. Una telefonata di cinque minuti buoni, durante la quale coglie anche l’occasione per spifferare alla genitrice che la figlia minore ha appena fatto acquisti ingenti, ovviamente inutili e soprattutto molto costosi! Sticazzi!

Fine della telefonata. Ormai la gente intorno a me non sa più che pesci pigliare: chi se la ride, chi commenta, chi si gira a controllare chi è la pazza che tiene banco in sala. Passano alcuni interminabili minuti, il film deve ancora iniziare. Ed ecco che Larompicoglioni in un impeto di sentimentalismo prende, si alza, e in una scena strappalacrime degna di “Pierino contro tutti” va incontro alla sorella desaparecida, per sotterrare l’ascia di guerra e godersi il film ben quattro file davanti a me! Esiste un Dio a questo mondo!

Di tutto questo inquietante siparietto, resterà una mitica frase pronunciata da Larompicoglioni in merito al fatto che si riempie i polsi di braccialetti, pietrine e sfranciaglie varie: “Mi riempio di amuleti perchè dalla vita merito di meglio!”.

luglio 5th, 2008Paolino Quarto

E chissà che questa sia la volta buona! E’ il quarto blog, degno di tale nome, che per un motivo o per l’altro mi tocca aprire. I miei numerosi fans ormai saranno addirittura stanchi di seguirmi! Perdere i miei ultimi 4 mesi di articoli è stata una batosta che mi ha provocato un dolore simile a quello che provai quando Al Bano e Romina si separarono… Ma tant’è, la vita va avanti, e prima della mia dipartita, che avverrà non prima del nuovo decennio, spero di avere ancora tempo e modo di stupirvi con nuovi e mirabolanti effetti speciali.


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