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	<description>La sempre più povera vita di un sempre più povero scemo</description>
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		<title>DARK SHADOWS / recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:13:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dark Shadows (Usa, 2012) di Tim Burton, con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Michelle Pfeiffer, Eva Green, Jackie Earle Haley, Jonny Lee Miller, Bella Heathcote, Chloe Moretz, Christopher Lee Il voto di Paolino è&#8230; 5 Segregato in una bara per quasi due secoli, il vampiro Barnabas Collins viene liberato nel 1972 e trova la città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/darkshadows.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5219" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #1927c7; border-style: solid; margin: 10px;" title="darkshadows" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/darkshadows-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Dark Shadows</strong> (Usa, 2012) di Tim Burton, con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Michelle Pfeiffer, Eva Green, Jackie Earle Haley, Jonny Lee Miller, Bella Heathcote, Chloe Moretz, Christopher Lee</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 5</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Segregato in una bara per quasi due secoli, il vampiro <strong>Barnabas Collins</strong> viene liberato nel 1972 e trova la città che la sua famiglia aveva contribuito a costruire, decisamente cambiata. Il castello in cui un tempo viveva è in rovina ed ospita uno sparuto gruppo di suoi eredi, presso cui si insedia. Deciso a rimettere in sesto le finanze della famiglia Collins, Barnabas dovrà rivedersela con la <strong>strega Angelique</strong>, di lui pazzamente innamorata e responsabile del suo esilio forzato durato duecento anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">CANINI SMUSSATI.</span></strong> Diciamolo fuori dai denti: <span style="color: #ff00ff;"><strong>Dark Shadows</strong></span> è una palla colossale. Solo gli occhi riescono ad uscire soddisfatti dall&#8217;ennesimo film firmato <strong>Burton/Depp</strong> (quest&#8217;ultimo anche produttore): le scenografie, i costumi, le ambientazioni e la fotografia sono tutte di eccezionale livello. Ma manca la sostanza, il racconto, un&#8217;idea precisa dello stile da adottare. Commedia o thriller gotico? Pare non saperlo bene <strong>Tim Burton</strong>, che azzecca alcuni momenti (la scena di sesso tra Depp ed Eva Green, ma anche un colloquio spassoso tra il vampiro e <strong>Chloe Moretz</strong> e i primi minuti &#8220;nel futuro&#8221; del succhiasangue, tra insegne del McDonald&#8217;s e l&#8217;asfalto da testare) ma ne dilunga tremendamente altri. Soprattutto, per lasciare sotto i riflettori un <strong>Depp che ormai ripete stancamente sé stesso</strong>, si dimentica di avere per le mani il talento smisurato di <strong>Chloe Moretz</strong>, che si doveva assolutamente sfruttare di più. In generale ad uscire vincitrici dal film sono le donne: non solo la giovane attrice, ma anche <strong>Eva Green</strong> e <strong>Michelle Pfeiffer</strong> incantano e divertono. Peccato per la mancanza di un vero e proprio motore narrativo trascinante che possa lasciare soddisfatti alla fine della visione</span>.</p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5214"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></strong></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/L4cuu-3MIkI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/L4cuu-3MIkI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: CHRONICLE / recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:25:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chronicle (Usa, 2012) di Josh Trank, con Dane DeHaan, Alex Russell, Michael B. Jordan, Michael Kelly Il voto di Paolino è&#8230; 6½ Durante una festa, tre ragazzi trovano un piccolo cratere nel terreno. Scesi a qualche metro di profondità, vengono in contatto con uno strano cristallo che li dota di poteri telecinetici. Da subito riescono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/chronicle.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5206" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #73898C; border-style: solid; margin: 10px;" title="chronicle" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/chronicle-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Chronicle</strong> (Usa, 2012) di Josh Trank, con Dane DeHaan, Alex Russell, Michael B. Jordan, Michael Kelly</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 6½</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Durante una festa, tre ragazzi trovano un piccolo cratere nel terreno. Scesi a qualche metro di profondità, vengono in contatto con uno strano cristallo che li dota di <strong>poteri telecinetici</strong>. Da subito riescono a muovere e fermare in volo piccoli oggetti, ma col tempo, imparando ad usare e a controllare le loro nuove abilità, saranno in grado di far muovere qualsiasi cosa, nonché di volare e di creare travolgenti campi di forza. Ma tra i tre ragazzi, Andrew, il più instabile e fragile, inizia ad usare i propri poteri con cattiveria e sete di vendetta verso una vita che con lui è stata ingiusta. I suoi due amici cercano di fermarlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">FOUNDFOOTAMI STA FONCHIA.</span></strong> C&#8217;è così tanto di buono in</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>Chronicle</strong></span> <span style="color: #000000;">che quasi spiace soffermarsi subito sul lato negativo. Figlio di un doppio esordio (<strong>Josh Trank</strong> alla regia, e <strong>Max Landis</strong> &#8211; <strong>figlio di quel Landis</strong> &#8211; alla sceneggiatura),</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>Chronicle</strong></span> <span style="color: #000000;">sceglie di portare sul grande schermo uno spunto ottimo (anche se non propriamente originale) con la tecnica ormai abusata e pericolosa del &#8220;<strong>found footage</strong>&#8220;. L&#8217;espediente utilizzato è quello della passione del personaggio di Andrew, il classico emarginato, per le riprese amatoriali: è attraverso la sua telecamera, che poi lui impara a governare telecineticamente, che assistiamo a quasi tutte le scene del film. Ma non mancano gli occhi di telecamere a circuito chiuso, smartphone, tablet e, ma qui la corda è tirata al massimo, l&#8217;obiettivo di un&#8217;altra videocamera, quella di una blogger il cui ruolo nel film è <strong>decisamente superfluo</strong>. Soluzioni visive che riescono ad essere tanto efficaci nel modo sensazionale in cui viene ripresa l&#8217;azione (<strong>pazzesco tutto il duello finale</strong>, e per questo il talentuoso Trank va tenuto d&#8217;occhio) quanto irritanti quando, in scene di dialoghi o di momenti intimisti, la presenza dell&#8217;apparecchio amatoriale non è giustificato. Forse una strada più &#8220;ibrida&#8221; sarebbe stata più giusta.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5202"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>PRIMA TI MENO, POI TI ROVINO.</strong></span> Passando al film vero e proprio, <span style="color: #ff00ff;"><strong>Chronicle</strong></span> riesce a funzionare soprattutto per la breve durata e per l&#8217;interpretazione del giovane <strong>Dane DeHaan</strong>, capace di trasformare il suo personaggio da adolescente vessato ad antieroe omicida. Lucida cattiveria nei suoi occhi quando comincia a compiere le azioni più inique, anche nei confronti delle uniche persone che gli stavano accanto. Ma l&#8217;apocalittico finale, seppur risultando la parte più emozionante e tecnicamente strabiliante del film, appare <strong>narrativamente ingiustificato</strong>. Speriamo che il talento di Trank trovi presto uno script che possa rendere onore alle sue indubbie qualità artistiche.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dR1Cy1j6sG8?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/dR1Cy1j6sG8?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>AMERICAN PIE: ANCORA INSIEME / recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 19:17:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[American Reunion (Usa, 2012) di Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, con Jason Biggs, Alyson Hannigan, Chris Klein, Thomas Ian Nicholas, Tara Reid, Seann William Scott, Mena Suvari, Eddie Kaye Thomas, John Cho, Jennifer Coolidge, Eugene Levy, Jay Harrington Il voto di Paolino è&#8230; 6½ Si sono diplomati nel 1999, e da allora hanno preso strade [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/americanpieancorainsieme.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5189" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 10px;" title="americanpieancorainsieme" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/americanpieancorainsieme-236x350.jpg" alt="" width="236" height="350" /></a>American Reunion</strong> (Usa, 2012) di Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, con Jason Biggs, Alyson Hannigan, Chris Klein, Thomas Ian Nicholas, Tara Reid, Seann William Scott, Mena Suvari, Eddie Kaye Thomas, John Cho, Jennifer Coolidge, Eugene Levy, Jay Harrington</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 6½</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Si sono diplomati nel 1999, e da allora hanno preso strade diverse, che stanno per ricongiungersi in una delle famigerate &#8220;reunion&#8221; di classe. Jim e Michelle, lo sappiamo, sono sposati e ora hanno anche un pargoletto, mentre il padre di Jim è rimasto vedovo e ha bisogno di una spinta per rifarsi una vita. Kevin e Vicky si sono lasciati mentre Oz, diventato un <strong>vip di terz&#8217;ordine</strong> di quelli che partecipano a <em>Ballando con le stelle</em>, e Heather hanno trovato nuovi amori. Finch &#8220;pausamerda&#8221; gira il mondo in sella alla sua moto e Stifler&#8230; beh, <strong>è ancora Stifler</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">POTEVA ANDARE PEGGIO.</span></strong> Riprendere in mano una saga considerata morta e sepolta è sempre un rischio (<strong>ask Spielberg &amp; Lucas</strong>). Con il quarto capitolo di <strong><em>American Pie</em></strong> si può dire che il pericolo sia scampato: non perché il film brilli di una luce particolarmente favorevole, ma perché &#8211; tranne le prime rughe nei volti più o meno invecchiati dei protagonisti &#8211; sembra davvero essere stato girato la settimana dopo <strong><em>American Wedding</em></strong>. Lo spirito è rimasto lo stesso, i ruoli dei personaggi anche. Chi si aspetta sorprese o novità rimarrà deluso: in <span style="color: #ff00ff;"><strong>American Reunion</strong></span> tutti fanno quello che ti aspetteresti il loro personaggio facesse. Né più né meno. Qualche contrasto è decisamente ben riuscito (la festa di Stifler è decisamente diversa da quelle a cui eravamo abituati, mentre l&#8217;ingrediente &#8220;l&#8217;amore ai tempi di Facebook&#8221; è adoperato con dovizia) mentre qualche gag è decisamente tirata per i capelli (vedi <strong>Jim e Michelle in versione sado</strong>).</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5187"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>OPERAZIONE NOSTALGIA.</strong></span> Canzoni anni &#8217;90, balli scolastici e <strong>abiti fuori moda</strong> contribuiscono ad un sano amarcord, condito dai personaggi più amati (il padre di Jim è stratosferico) e da alcuni rientri che potevano decisamente essere gestiti meglio (la <strong>madre di Stifler</strong> fa la sua prima comparsata con una telefonata inutile, mentre si poteva far crescere l&#8217;hype in maniera ben più efficace). Se vi dicessi che c&#8217;è la voglia di vedere un quinto capitolo la settimana prossima mentirei, ma uno spensierato e goliardico ritorno come questo non farà male a nessuno.</span></p>
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		<title>La trasformazione del Ferretti (o: bisogna pur mangiare)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:41:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Da così&#8230; &#8230;a così &#8230;e quelli che gli hanno dato da presentare il Concerto del Primo Maggio lo sapranno? &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<h2><strong>Da così&#8230;</strong></h2>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iF0iMLTrPxQ?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/iF0iMLTrPxQ?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h2><strong>&#8230;a così</strong></h2>
<h2></h2>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nHZAhhQGHf0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/nHZAhhQGHf0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h2><strong>&#8230;e quelli che gli hanno dato da presentare il Concerto del Primo Maggio lo sapranno?</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anteprima: HUNGER GAMES / recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 12:47:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Hunger Games (Usa, 2012) di Gary Ross, con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Stanley Tucci, Wes Bentley, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Toby Jones, Lenny Kravitz, Donald Sutherland Il voto di Paolino è&#8230; 6½ In un futuro post-apocalittico, il territorio che un tempo era il Nord America oggi si chiama Panem, è diviso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/hungergames.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5160" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #892d19; border-style: solid; margin: 10px;" title="hungergames" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/hungergames-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>The Hunger Games</strong> (Usa, 2012) di Gary Ross, con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Stanley Tucci, Wes Bentley, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Toby Jones, Lenny Kravitz, Donald Sutherland</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 6½</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In un futuro post-apocalittico, il territorio che un tempo era il Nord America oggi si chiama Panem, è diviso in <strong>12 distretti</strong> (dal primo, il più ricco, sede di Capitol City, all&#8217;ultimo, poco più che un ghetto). Ogni anno il governo, presieduto dal presidente Snow (<strong>Donald Sutherland</strong>), organizza gli <strong>Hunger Games</strong>: per ogni distretto vengono sorteggiati un ragazzo e una ragazza di età compresa tra i 12 e i 18 anni che dovranno sfidarsi e uccidersi a vicenda in un&#8217;arena pubblica, sotto gli occhi delle telecamere. Il vincitore sarà solamente quello che rimarrà in vita. Per il dodicesimo distretto i &#8220;Tributi&#8221; sono Peeta (<strong>Josh Hutcherson</strong>) e Katniss (<strong>Jennifer Lawrence</strong>), che si offre volontaria al posto della sorellina minore. Le abilità da cacciatrice di Katniss e le astute idee di Peeta li faranno insperatamente avanzare nel gioco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">I</span></strong><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">L PALLORE DELLE MOSCHE.</span></strong> Non conoscevo il fenomeno editoriale nato dalla penna di <strong>Suzanne Collins</strong> e conosciuto come la trilogia di <em>The Hunger Games</em> (come d&#8217;altronde non conosco alcun fenomeno editoriale fino a quando esso non sbarca su grande schermo. Devo fare mea culpa?), ma quando sono incappato  nella trama del primo libro che stava per essere trasformato in film, mi sono chiesto come una trasposizione fedele sarebbe stata possibile. Violenza, omicidi tra adolescenti per il pubblico ludibrio. C&#8217;è qualcosa di profondamente disturbante in tutto ciò, ed infatti il cinema è sempre stato alla larga da messe in scena realistiche di questo tipo (la letteratura meno: si pensi a <em>Il signore delle mosche</em>, che infatti non ha mai avuto una trasposizione live action decente). Ecco, se <strong>Hunger Games</strong> fosse stato un film onesto, coraggioso e non obbligatoriamente &#8220;per tutti&#8221;, probabilmente saremmo stati di fronte a qualcosa di epocale. Purtroppo invece anche <strong>Gary Ross</strong> e il suo team di sceneggiatori (tra cui l&#8217;ottimo <strong>Billy Ray</strong>) si sono dovuti piegare alle regole di un cinema giovanilistico hollywoodiano che vuole parlare di violenza senza mostrarla, riuscendo così a staccare tickets su tickets ad adolescenti e preadolescenti.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5154"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>S</strong></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>ORRIDI PER LE TELECAMERE.</strong></span> La parte migliore del film è decisamente la prima ora, con la &#8220;Mietitura&#8221; (l&#8217;estrazione da cui escono i due nomi che devono rappresentare ogni distretto ai giochi annuali) e l&#8217;addestramento dei concorrenti, una preparazione non puramente atletica. Ogni partecipante infatti deve risultare il più possibile simpatico e accattivante per il pubblico e per gli &#8220;Sponsor&#8221;, che hanno la possibilità di aiutarlo durante il gioco con dei regali (cibo, medicine) che possono aumentare esponenzialmente le chance di vittoria. Per farlo, devono farsi conoscere attraverso delle interviste televisive pre-gara (curate da uno <strong>Stanley Tucci</strong> sopra le righe), ed è questa parte, con il contrasto deciso tra la paura di morire che si legge negli occhi di quasi tutti i Tributi, e la loro immagine pubblica, che deve necessariamente essere luccicante, addirittura divertente e sprezzante, il punto più intrigante e impressionante del film.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>M<span style="text-decoration: underline;">INESTRE RISCALDATE.</span></strong></span> Ma poi inizia il gioco vero e proprio, e iniziano anche le rogne. Il castello crolla, il coraggio cessa, la beffa ha inizio. <strong>Gary Ross</strong> sceglie camera a mano, immagini sincopate, corse forsennate tra i boschi per nascondere tutto e mostrare il nulla. La violenza è accennata e dimenticata, la confusione &#8211; e un po&#8217; di noia &#8211; iniziano a fare capolino. Se non fosse per la splendida e bravissima <strong>Jennifer Lawrence</strong>, il gioco non varrebbe la candela. La patina da cinema indipendente si mischia inesorabilmente col lato pop (uno dei protagonisti è <strong>Lenny Kravitz</strong>&#8230;) e il risultato comincia a non convincere più, tra scivoloni di sceneggiatura, scene d&#8217;azione girate in maniera tremenda e un finale raffazzonato. E alla fine ti passa per la mente che i look futuristici e folli della prima parte del film altro non sono stati che uno specchietto per le allodole, un modo di fingersi &#8220;avanti&#8221; quando in realtà la minestra è sempre la solita</span>.</p>
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		<title>THE AVENGERS / recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 16:10:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marvel&#8217;s The Avengers (Usa, 2012) di Joss Whedon, con Robert Downey jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Jeremy Renner, Tom Hiddleston, Clark Gregg, Cobie Smulders, Stellan Skarsgard, Samuel L. Jackson, Gwyneth Paltrow Il voto di Paolino è&#8230; 7½ E&#8216; Loki (Tom Hiddleston) il nemico contro cui lo S.H.I.E.L.D. guidato da Nick Fury [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/ivendicatori.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5147" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #45A4B9; border-style: solid; margin: 10px;" title="ivendicatori" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/ivendicatori-236x350.jpg" alt="" width="236" height="350" /></a>Marvel&#8217;s The Avengers</strong> (Usa, 2012) di Joss Whedon, con Robert Downey jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Jeremy Renner, Tom Hiddleston, Clark Gregg, Cobie Smulders, Stellan Skarsgard, Samuel L. Jackson, Gwyneth Paltrow</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7½</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">E<span style="color: #000000;">&#8216; Loki (Tom Hiddleston) il nemico contro cui lo <strong>S.H.I.E.L.D.</strong> guidato da <strong>Nick Fury</strong> (Samuel L. Jackson) non può far nulla. Tocca rispolverare l&#8217;idea, in un primo momento accantonata per i troppi rischi legati all&#8217;instabilità dei personaggi coinvolti, di un team di <strong>Vendicatori</strong> che possa respingere l&#8217;orda di alieni che sta per calcare il suolo terrestre. Iron Man, Thor, Captain America, la Vedova Nera, Occhio di Falco e Hulk sono così per la prima volta insieme e sono l&#8217;unica possibilità per la Terra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">MISSION: NOT IMPOSSIBLE.</span></strong></span><span style="color: #000000;"> E alla fine il progetto impossibile, l&#8217;idea irrealizzabile, la presunzione cinematografica più alta, è sotto i nostri occhi. Dopo aver tessuto una tela che, a posteriori, non si può altro che ammirare (le incongruenze ci sono, certo, ma sono ben offuscate), i <strong>Marvel Studios</strong> hanno tirato le somme riunendo gli eroi che hanno accompagnato le nostre estati cinematografiche recenti, prendendo da ogni storyline degli elementi piazzati nei film precedenti con cognizione (il <strong>Tesseract</strong>, il MacGuffin prescelto, ci era stato ben introdotto in <em>Thor</em> e <em>Captain America</em>, ma non mancano riferimenti ai due <em>Iron Man</em> e addirittura all&#8217;<em>Incredibile Hulk</em> di Louis Leterrier) e affidando il tutto nelle mani &#8220;da fan&#8221; di <strong>Joss Whedon</strong> (il creatore di <em>Buffy</em> ed <em>Angel</em>). Il risultato è uno dei migliori, se non il migliore, tra i film <strong>Marvel/Paramount</strong> (escludiamo quindi gli <em>Spider-Man</em>/Sony e gli <em>X-Men</em>/Fox).</span></p>
<p style="text-align: center;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5141"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>&#8220;</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>IO HO UN ESERCITO&#8221;. &#8220;E NOI ABBIAMO HULK&#8221;.</strong></span> Se i problemi maggiori dei film precedenti erano frutto degli script, stavolta tiriamo un deciso sospiro di sollievo. La penna di <strong>Joss Whedon</strong> è ironica, divertente, scanzonata, e soprattutto gustosa per i fan. Incolla tutti i pezzi alla perfezione, i dialoghi sono spesso frizzanti (lo showman chiaramente è <strong>Robert Downey jr.</strong>, e la scelta di far tornare anche <strong>Gwyneth Paltrow</strong> è stata vincente) e <strong>Hulk è finalmente&#8230; Hulk!</strong> A proposito del bestione verde, <strong>Mark Ruffalo</strong> (che prende il posto di Eric Bana ed Edward Norton) compie un finissimo ed eccellente lavoro quando fa rimettere piede a Bruce Banner nella &#8220;civiltà&#8221; dopo anni di esilio in Sudamerica. I suoi movimenti, le sue espressioni, le sue &#8220;attenzioni&#8221; ad evitare il contatto fisico per mantenere il più possibile la calma e non scatenare la Bestia sono straordinari</span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>L<span style="color: #000000; text-decoration: underline;">OKI 1, RESTO DELL&#8217;UNIVERSO ZERO.</span></strong></span><span style="color: #000000;"> Si diceva dell&#8217;ironia, mai troppo infantile (era il problema maggiore di <em>Thor</em>) e decisamente &#8220;fumettistica&#8221;: un esempio è una piccola gara tra Cap e il dio di Asgard a chi ne sa di più sulla Terra. E Downey jr. ci mette del suo, chiamando &#8220;Legolas&#8221; la new entry <strong>Occhio di Falco</strong> e dando vita ad un gustoso siparietto iniziale con la Paltrow. Tutti hanno il loro spazio (i più sacrificati sono forse Thor e Hulk), e l&#8217;intera parte centrale del film è un gigantesco raccordo, fatto di dialoghi che potrebbero stancare qualcuno ma che sono invece utilissimi a delineare le motivazioni dei personaggi, i rapporti tra di loro e a darci un&#8217;idea di ciò che non conosciamo, ovvero di quello che è accaduto tra un film e l&#8217;altro della saga. A far fronte agli eroi, un villain decisamente riuscito: <strong>Tom Hiddleston</strong> dona al suo Loki perfidia, tirannia e una barbarie di classe. <strong>Whedon</strong> dirige con uno stile, fatto di riprese estremamente angolari, che facilita il <strong>3D</strong> (anche se aggiunto a posteriori</span>).</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2JEA9XVYi5s?rel=0" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></p>
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		<title>TO ROME WITH LOVE / recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 13:29:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[To Rome With Love (Usa/Italia, 2012) di Woody Allen, con Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Greta Gerwig, Penelope Cruz, Ornella Muti, Judy Davis, Riccardo Scamarcio, Antonio Albanese, Alessandro Tiberi, Alessandra Mastronardi, Flavio Parenti, Corrado Fortuna Il voto di Paolino è&#8230; 4/5 Quattro episodi, ambientati tra le strade di Roma. Nel primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/20205.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5128" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #dcaf5f; border-style: solid; margin: 10px;" title="20205" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/20205-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>To Rome With Love</strong> (Usa/Italia, 2012) di Woody Allen, con Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Greta Gerwig, Penelope Cruz, Ornella Muti, Judy Davis, Riccardo Scamarcio, Antonio Albanese, Alessandro Tiberi, Alessandra Mastronardi, Flavio Parenti, Corrado Fortuna</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 4/5</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Q<span style="color: #000000;">uattro episodi, ambientati tra le strade di Roma. Nel primo una giovane turista americana si innamora di un avvocato italiano, e i genitori di lei arrivano nella Capitale per conoscere il futuro genero. Il padre di lei (Woody Allen) scopre che il padre di lui è un ottimo cantante lirico ma solo sotto la doccia, e decide di diventare il suo manager. Nel secondo episodio una coppietta di giovani sposini di Pordenone sbarca a Roma, ma le loro strade si dividono subito: lei (Alessandra Mastronardi) si perde tra le vie capitoline imbattendosi in alcune star del cinema, mentre lui finisce vittima di una prostituta iberica (Penelope Cruz). Nel terzo episodio, un giovane architetto americano (Jesse Eisenberg) incontra a Roma uno dei suoi colleghi più famosi (Alec Baldwin), mentre nel quarto un umile impiegato (Roberto Benigni) diventa famoso tutto d&#8217;un tratto e deve pagare il prezzo della notorietà</span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; text-decoration: underline;">P</span><span style="color: #000000; text-decoration: underline;">ORDENONE MI LEGGI?</span></strong><span style="color: #000000;"> E&#8217; davvero difficile, per me italiano, guardare</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>To Rome with Love</strong></span> <span style="color: #000000;">con occhi distaccati, senza soffermarmi sugli stereotipi e i cliché che <strong>Woody Allen</strong> mette in scena in questa sua cartolina romana. D&#8217;altronde anche i suoi film londinesi, spagnoli e francesi erano pieni zeppi di convenzioni e luoghi comuni, ma questi venivano in qualche modo ribaltati, o esorcizzati. Ok dipingere l&#8217;Italia ancora come quella del mandolino e delle bellezze artistiche, ma non si capisce perché i protagonisti italiani (dai due sposini pordenonesi al Benigni) devono essere vestiti tutti da campagnoli anni &#8217;70, mentre attorno a loro la gente si sposta con abiti moderni. Il senso è di fortissimo straniamento. Mentre l&#8217;unico barlume dell&#8217;allenesimo che speravamo sbarcasse nel nostro Paese appare nel momento in cui la prostituta-Cruz regala all&#8217;Italia ciò che ci meritiamo: &#8220;Il Vaticano? Ah lo conosco bene&#8230;</span>&#8220;</p>
<p style="text-align: center;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5126"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>T</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>I PRESENTO I MIEI.</strong></span><strong> </strong>Si sorride poco o niente in</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>To Rome with Love</strong></span> <span style="color: #000000;">(le uniche tre battute spiritose Allen le tiene per sé, nell&#8217;episodio più interessante ma decisamente sbrodoloso), e non si riflette per nulla. La vicenda di Benigni è <strong>tremenda</strong>: il discorso sulla notorietà improvvisa può essere attuale, ma almeno che questa notorietà sia giustificata! Nel film, Benigni è <strong>&#8220;famoso perché è famoso&#8221;</strong>. Fantascienza. Anche l&#8217;episodio più americano, seppur intrigante (Baldwin interpreta una sorta di spirito guida di Eisenberg, mettendolo in guardia dalle tentazioni carnali di Ellen Page), è decisamente mal scritto e scialbo. Un po&#8217; di aria fresca la portano <strong>Penelope Cruz ed Alessandra Mastronardi</strong>, decisamente le due protagoniste migliori dell&#8217;intero film: l&#8217;irriverenza scenica dell&#8217;attrice spagnola (che recita in italiano) e il candore dell&#8217;interprete dei <strong><em>Cesaroni</em></strong> sono manna dal cielo, anche se nel loro episodio non mancano tremendi scivoloni. Per dirne uno? <strong>Antonio Albanese</strong> (ce l&#8217;avete presente? Bene.) interpreta un attore definito <strong>&#8220;L&#8217;uomo più sexy di Roma&#8221;</strong>. Albanese!! Ora è vero che Allen per tutti gli anni &#8217;90 ci faceva credere che delle ventenni si potessero innamorare di lui, ma speravamo che questa sua strana idea di &#8220;bellezza maschile&#8221; fosse evaporata con la vecchiaia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">P<span style="text-decoration: underline;">ROSSIMA FERMATA: LA NOIA.</span></span></strong> La stanchezza e la pochezza del film sono un tremendo peccato, anche perché la struttura ad episodi, sulla carta, poteva essere vincente per un Allen che negli ultimi anni fatica a rendere vivace un&#8217;unica storia per tutta la durata di un lungometraggio. E invece, tra citazioni e riproposizioni di figure nevrotiche/sessuali già ben sviscerate nel suo cinema del passato, Allen sembra decisamente non credere in un progetto in cui peraltro è tornato a metterci la faccia (doppiato bene da Leo Gullotta, dopo la dipartita di Oreste Lionello). Forse il suo tour europeo è bene cessi qui, sperando che l&#8217;amata New York possa far ritrovare in lui la voglia di tornare a graffiare</span>.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9bu21FSDdHk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/9bu21FSDdHk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>UNA SPIA NON BASTA / recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 15:06:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[This Means War (Usa, 2012) di Mcg, con Reese Witherspoon, Chris Pine, Tom Hardy, Til Schweiger, Angela Bassett, Abigail Spencer Il voto di Paolino è&#8230; 3½ FDR (ma che cazzo di nome è?) e Tuck sono amici per la pelle, oltre che infallibile coppia di agenti CIA. Entrambi soli al mondo (FDR ha giusto una nonna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/unaspianonbasta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5114" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 10px;" title="unaspianonbasta" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/unaspianonbasta-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>This Means War</strong> (Usa, 2012) di Mcg, con Reese Witherspoon, Chris Pine, Tom Hardy, Til Schweiger, Angela Bassett, Abigail Spencer</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 3½</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">F<span style="color: #000000;">DR (ma che cazzo di nome è?) e Tuck sono amici per la pelle, oltre che infallibile coppia di <strong>agenti CIA</strong>. Entrambi soli al mondo (FDR ha giusto una nonna, Tuck è divorziato con figlio), passano il tempo nelle loro lussuose case in solitudine e vedendo qualche ragazza senza impegno. Fino a quando un gioco del destino vuole che i due inizino a corteggiare seriamente la stessa donna, Lauren. Per cercare di vincere questa sfida verso il cuore della bionda ragazza, i due useranno tutti i mezzi che un agente CIA ha a disposizione, dalle microspie alla sorveglianza satellitare</span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">G<span style="color: #000000; text-decoration: underline;">IULIETTA <span style="text-decoration: underline;">È <span style="text-decoration: underline;">&#8216;NA ZOCCOLA</span></span></span></span><span style="color: #000000; text-decoration: underline;">.</span></strong><span style="color: #000000;"> Partendo dal fatto che l&#8217;universo femminile non ci fa una gran figura in</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>Una spia non basta</strong></span>, <span style="color: #000000;">e che <strong>Reese Witherspoon</strong> (che, vale la pena ricordare, ha vinto un Oscar!) è <strong>odiosa ai massimi sistemi</strong>, il triangolo amoroso al centro del film è uno dei peggiori mai visti, sbagliato fin dalle scelte di casting. Chris Pine, <strong>bamboccio dalla testa enorme</strong>, può anche starci vista la sua totale inebetitudine, ma Tom Hardy&#8230; <strong>oh Tom, what the fuck!</strong> Nel suo primo film smaccatamente commerciale, Hardy è fuori luogo e fuori tono fin dal poster (vi prego!), e si vergogna vistosamente dei dialoghi poveracci che è costretto a pronunciare</span>.</p>
<p style="text-align: center;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5112"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>M</strong></span><strong>cG</strong>, il regista, non riesce a ripetere il mezzo miracolo di <strong><em>Terminator: Salvation</em></strong> e raffazzona due/tre scene d&#8217;azione confusionarie e mal dirette. Inoltre, ad affiancare il lato <em>romantic</em>, inserisce nella trama anche un incomodo &#8220;nemico&#8221; russo o giù di lì assolutamente indifendibile. Ok mettere da parte la credibilità (già scomparsa quando vediamo due agenti utilizzare completamente le risorse di un ufficio CIA per giocarsi una ragazza), ma in alcuni momenti si esagera non poco. <span style="color: #ff00ff;"><strong>Una spia non basta</strong></span> poteva essere salvato solo da uno script frizzante e folle, che invece si adagia sul già visto e il noioso e non regala mai alcun sorriso. E dopo 5 minuti capiamo subito chi alla fine starà con chi<span style="color: #000000;">.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ctog8S6gSDU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Ctog8S6gSDU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>BATTLESHIP / recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 10:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Battleship (Usa, 2012) di Peter Berg, con Taylor Kitsch, Liam Neeson, Alexander Skarsgaard, Brooklyn Decker, Rihanna, Jesse Plemons, Peter MacNicol, Tadanobu Asano Il voto di Paolino è&#8230; 6½ A Pearl Harbour sta avendo luogo un&#8217;esercitazione della marina militare americana congiunta alle flotte giapponesi, quando cinque oggetti non identificati piombano in mare giungendo dallo spazio. Uno sbarco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/battleship.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5101" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #3b5e72; border-style: solid; margin: 10px;" title="battleship" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/battleship-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Battleship</strong> (Usa, 2012) di Peter Berg, con Taylor Kitsch, Liam Neeson, Alexander Skarsgaard, Brooklyn Decker, Rihanna, Jesse Plemons, Peter MacNicol, Tadanobu Asano</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 6½</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A Pearl Harbour sta avendo luogo un&#8217;esercitazione della marina militare americana congiunta alle flotte giapponesi, quando cinque oggetti non identificati piombano in mare giungendo dallo spazio. Uno <strong>sbarco alieno</strong> in piena regola. Il marine Alex Hopper (<strong>Taylor Kitsch</strong>), giovane, inesperto e inaffidabile, si trova suo malgrado a diventare l&#8217;unico in grado di poter annientare le astronavi nemiche, dovendo però colpirle alla cieca in mezzo all&#8217;Oceano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000; text-decoration: underline;">TRANSFORMERS 4</span>.</strong></span> <span style="color: #000000;">Non capisco perché non l&#8217;abbiamo intitolato così. Alla fine questo è: gli alieni sono raffigurati esattamente come le macchine trasformabili (con l&#8217;eccezione che qui ci sono dei corpi umanoidi all&#8217;interno delle corazze). E <strong>Peter Berg si è trasformato in Michael Bay</strong>, creando sequenze d&#8217;azione decisamente <strong>deliranti</strong> e, quindi, fottutamente divertenti. I botti sono tanti, viene distrutta qualunque cosa, e personalmente sono impazzito per gli <strong>Yo-Yo giganti</strong>, invenzione fenomenale, mentre <strong>ero quasi bagnato</strong> durante un piano sequenza straordinario che segue la flotta della nave John Paul Jones mentre questa viene distrutta e tutti cercano di mettersi in salvo come possono. Svariati minuti di <strong>ottimo cinema d&#8217;intrattenimento</strong>. E sì, <span style="color: #ff00ff;"><strong>Battleship</strong></span> è tratto dalla Battaglia Navale della Hasbro, e ad un certo punto una felice invenzione, complici delle boe, rende il tutto esattamente uguale a quel gioco. Problemi a riguardo? Io no.</span></p>
<p style="text-align: center;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5094"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>IO TIFO PER GLI ALIENI.</strong></span> Non sono chiaramente tutte rose e fiori.</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>Battleship</strong></span> <span style="color: #000000;">è un giocattolone divertente ma decisamente stupido, con personaggi stereotipati, cameratismo ai limiti del fastidioso, dialoghi patriottici e varie scopiazzature. Ma, dicevamo, non si prende sul serio, è ironico e leggero. Certo, <strong>c&#8217;è Rihanna</strong>: e quando un alieno si mette a picchiarla, beh&#8230; <strong>fai decisamente il tifo per l&#8217;extraterrestre</strong>. Inoltre stavo per lasciare la sala quando nel prologo viene scomodata la celeberrima colonna sonora della <em>Pantera Rosa</em> per un&#8217;azione comico-intrusiva del personaggio di Taylor Kitsch. Ma come non gioire invece, verso la fine, quando entra in scena epicamente un <strong>gruppetto di arzilli vecchietti</strong> che saranno protagonisti del momento più ilare e spassoso dell&#8217;intero film?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>NONNO LIAM.</strong></span> <strong>Prezzemolino-Neeson</strong></span> <span style="color: #000000;">stavolta è defilato e per tutta la parte centrale del film non si vede lasciando spazio alla guardia più giovane. Scelta discutibile. E se <strong>Taylor Kitsch</strong> funziona (anche se la lotta per trovargli il taglio di capelli più adatto continua), la gnocca di turno, tale <strong>Brooklyn Decker</strong>, sembra tratta dall&#8217;enciclopedia per l&#8217;utilizzo della passera firmata &#8211; e rieccolo &#8211; Michael Bay. E poi c&#8217;è <strong>Rihanna</strong>, per cui già ho espresso la mia simpatia sopra. La sua partecipazione al film, con la sua monoespressione e la sua posa tamarra, rispecchia esattamente lo spirito del progetto:</span> <span style="color: #ff00ff;"><strong>Battleship</strong></span> <span style="color: #000000;"><strong>gioca a fare il film d&#8217;azione</strong>, e ci riesce piuttosto bene.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Cn6YcvBEp_Y?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Cn6YcvBEp_Y?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: THE RUM DIARY / recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:52:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Rum Diary (Usa, 2011) di Bruce Robinson, con Johnny Depp, Aaron Eckhart, Amber Heard, Michael Rispoli, Richard Jenkins, Giovanni Ribisi, Amaury Nolasco  Il voto di Paolino è&#8230; 4½ In sala da martedì 24 aprile Portorico, anni &#8217;60. Il giornalista Paul Kemp (Johnny Depp) sbarca sull&#8217;isola per iniziare a scrivere per l&#8217;unico giornale di lingua inglese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/therumdiary.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5085" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #e4d776; border-style: solid; margin: 10px;" title="therumdiary" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/therumdiary-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>The Rum Diary</strong> (Usa, 2011) di Bruce Robinson, con Johnny Depp, Aaron Eckhart, Amber Heard, Michael Rispoli, Richard Jenkins, Giovanni Ribisi, Amaury Nolasco </span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 4½</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>In sala da martedì 24 aprile</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Portorico, anni &#8217;60. Il giornalista Paul Kemp (Johnny Depp) sbarca sull&#8217;isola per iniziare a scrivere per l&#8217;unico giornale di lingua inglese. Le tensioni e la voglia di indipendenza del popolo portoricano sfociamo sempre più spesso in attentati e atti di violenza, nei quali Kemp finisce subito invischiato, grazie soprattutto alla sua <strong>passione per il rum</strong> che non manca di metterlo nei guai. Quando Kemp viene contattato da dei speculatori locali che lo vogliono usare per le loro manovre finanziarie, si imbatte in una <strong>donna fascinosa</strong>, fidanzata con uno dei suoi nuovi &#8220;datori di lavoro&#8221;, che gli farà perdere la testa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>BASTA CHE SIA UBRIACO.</strong></span> In fin dei conti non c&#8217;è personaggio, perlomeno recente, di <strong>Johnny Depp</strong> che non fosse dipendente da qualche sostanza o vizio. Già l&#8217;attaccamento al rum era stato esplorato in lungo e in largo nei quattro episodi della saga piratesca, m stavolta in The Rum Diary &#8211; dopo un inizio che fa ben sperare &#8211; la monotonia (leggi: la sobrietà) rendono il racconto meno frizzante di quando ci si potesse aspettare. Il problema è che abituati come siamo al Depp su di giri, quando l&#8217;attore è chiamato ad interpretare un uomo pacato, normale, subentrano decisi limiti nella sua recitazione (un esempio per tutti: The Tourist). Una gabbia da cui sta facendo fatica ad uscire.</span></p>
<p style="text-align: center;"><em>continua dopo il salto&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-5082"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>CI SARA&#8217; UN MOTIVO.</strong></span> Scritto e diretto da <strong>Bruce Robinson</strong> (amico di Depp ma soprattutto uno che non dirigeva un film <strong>dal 1992</strong>), The Rum Diary pecca un po&#8217; in tutto nel portare su schermo le disavventure di <strong>Hunter S. Thompson</strong> (anch&#8217;egli amico di Depp, che difatti ha comprato i diritti del romanzo e ha fortemente voluto produrre il film). La sceneggiatura non è affatto incisiva, a parte qualche rara battuta frutto probabilmente più degli scritti dell&#8217;autore originale che del suo adattatore. E mentre i riflettori dovevano essere puntati su Depp, si decide nella seconda parte di arare il tutto e di mettere in scena il solito triangolo amoroso tra lui, <strong>Amber Heard</strong> &#8211; una specie di sosia più magra di Scarlett Johansson &#8211; e <strong>Aaron Eckhart</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>INCHIAPPETTATE A PARTE</strong></span>. Poche scene divertenti, concentrate soprattutto nella parte centrale (una corsa assurda in auto con simil-inculata e una folle udienza in tribunale) e <strong>il resto è noia</strong>, condita da scarsa sapienza registica, personaggi piuttosto irritanti e idioti (quello di <strong>Giovanni</strong> <strong>Ribisi</strong> su tutti) e la sensazione di non sapere come arrivare in fondo. Alla fine l&#8217;immagine del vero Thompson che inaugura i titoli di coda ci fa solo pensare al film che sarebbe stato se effettivamente fosse stata messa in scena la sua vita. La sua vera vita</span>.</p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Elj_JnhFFBc?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Elj_JnhFFBc?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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