Brandon (Michael Fassbender) soffre di dipendenza dal sesso. Ha un buon lavoro, una casa elegante, un portamento invidiabile, ma dentro di sé ribolle una pulsione compulsiva che non gli permette di avere una relazione sana con le donne, quasi tutte prostitute. Nella sua vita torna un giorno la sorella Sissy (Carey Mulligan), bella ma fragile, che invece è alla costante ricerca di un affetto che neppure il fratello maggiore riesce a darle.
Sotto le Feste, e il 2011 non ha fatto alcuna eccezione, siamo inondati di colonne sonore natalizie piene di gioiose campanelle e di trillini angelici, cantate e suonate per noi dai Bocelli, dalle Maraie, dai Bublei, dalle Wilmedeangelis… Eppure le alternative ce stanno! Ce stanno eccome! Citofonare ad esempio a casa Jan Terri!
Jan Terri è una simpatica centenaria di Chicago divenuta famosa (nel suo quartiere) negli anni ’90 quando incise due dischi VERY ROCK facendosi notare addirittura da Marylin Manson che la volle come artista d’apertura di uno dei suoi concerti. Da circa 15 anni se ne erano però perse le tracce: chi diceva si fosse reincarnata nella cuoca Spisni della Prova del Cuoco, chi invece era sicuro di averla vista in Downton Abbeynei panni della (sempre cuoca) Mrs. Patmore. E invece il 2011 l’ha vista invece resuscitare e tornare prepotentemente sulla scena musicale con una canzone natalizia (e un video) da adorare e preservare per le generazioni future come le cadute dai tacchi di Simona Ventura! Come sarà cambiata negli anni la budinosa Jan? Curiosi eh?
Intanto conosciamola quando era sulla cresta dell’onda, con due pezzi del 1993/94, “Rock and Roll Santa” e la irresistibile “Losing You”… Mentre se siete curiosi di sapere com’è diventata oggi e come sia cambiato il suo spirito natalizio con l’avvento dell’HD, recatevi di buona lena dopo il saltino!
Siamo qui anche quest’anno a salvare il salvabile. Anno cinematografico senza botti, senza idee, senza novità, senza gioielli. Ecco le mie classifiche del 2011.
I TOP DEL 2011
127 ORE (recensione): perché con un’interpretazione straordinaria e una regia misurata e moderna, incolla e colpisce duro.
IL GRINTA (recensione): personaggi, ambientazioni, toni: tutto è prezioso e malinconico nel film dei Coen.
DRIVE (recensione): quando è una regia a fare un film. Magico e cupo, come le vere favole.
IL DISCORSO DEL RE (recensione): il cinema classico non passa mai di moda e riesce ancora a coinvolgere quando i risultati sono come questo.
KICK-ASS (recensione): violento, ironico, strafottente, per cinefili incalliti.
WARRIOR (recensione): appassiona, commuove, incanta per la qualità della recitazione. Cinema di cuore fatto coi pugni.
I TONFI DEL 2011
DYLAN DOG (recensione): dal regista delle Tartarughe Ninja e da un protagonista comodino come aspettarsi qualcosa di buono?
I TRE MOSCHETTIERI (recensione): anche nel cinema fantasy bisogna rimanere coi piedi per terra. Sempre.
SUCKER PUNCH (recensione): stavolta la presunzione di Zack Snyder ha affossato un film insulso, brutto, noioso.
THE NEXT THREE DAYS: offensivo per l’intelligenza dello spettatore, improponibile per la sceneggiatura idiota.
MENZIONI SPECIALI
X-MEN: L’INIZIO, CAPTAIN AMERICA, L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE, SUPER 8: quando a Hollywood c’è ancora speranza.
INSIDIOUS (recensione): l’horror della stagione, attanagliante e pauroso.
CARNAGE (recensione): magnifiche prove attoriali per un film “da camera” che era impossibile sbagliare.
THIS IS ENGLAND (recensione): dovendo scegliere un film d’essai scelgo questo, letteralmente una mattonata sullo stomaco. Impressionante.
THE ARTIST: non è superlativo e alcuni passaggi mi hanno fatto storcere il naso, ma è la dimostrazione che nulla muore. Neanche il cinema muto.
LE DELUSIONI DEL 2011
LANTERNA VERDE (recensione): in casa Warner/DC sembrano non voler imparare la lezione Nolan.
UNA NOTTE DA LEONI 2 (recensione): tanto eravamo stati felici per primo episodio quanto questo secondo ci ha letteralmente scoraggiati.
VIVA L’ITALIA (o VEDETE VOI COME SIAM PRESI)
SOTTO IL VESTITO NIENTE – L’ULTIMA SFILATA
IL PADRE E LO STRANIERO
MANUALE D’AMORE 3
IMMATURI
BOX OFFICE 3D
BACIATO DALLA FORTUNA
BAR SPORT
QUALUNQUEMENTE
ecc.
I SOPRAVVALUTATI DEL 2011
THIS MUST BE THE PLACE: una storia intimista non ha bisogno della ridondanza registica di Sorrentino e di un Penn conciato da denuncia.
TERRAFERMA (recensione): un film povero, vuoto, dove due belle immagini tentato di colmare le presunzioni di una sceneggiatura scadente.
I SOTTOVALUTATI DEL 2011
THE GREEN HORNET (recensione): non eccezionale e un tantinello scollato e sconclusionato, ma i momenti e le idee divertenti sono molte.
MR. BEAVER (recensione): l’interpretazione di Mel Gibson e una storia toccante meritavano più attenzione.
L’INVISIBILE DEL 2011
EASY GIRL: fortunatamente un film che sta avendo una seconda vita fuori dalle sale, perché è una commediola imperdibile.
P.S. Paolino quest’anno ha mancato l’appuntamento con molti film che voleva vedere e che non è riuscito a beccare (vedi Melancholia di Lars von Trier, o il Faust di Sokurov)… Chissà se avrebbero trovato posto in questi elenchi!
(Italia, 2011) di Neri Parenti, con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Ricky Memphis, Giuseppe Giacobazzi, Dario Bandiera, Valeria Graci, Katia Follesa, Ivano Marescotti
Il voto di Paolino è… 6
Allora, prima considerazione: non sono mai stato un denigratore dei cinepanettoni. Io sono un denigratore dei brutti film, ma almeno li guardo prima di dire che sono tali. In tutto il mondo esistono film di questo genere (in USA si veda il fenomeno tutto afro di Tyler Perry e dei suoi otto film su Madea, una donna obesa che interpreta lui stesso, che negli ultimi 10 anni sono stati tutti massacrati dalla critica ma hanno incassato cifre esagerate).
Insomma, il genere del film comico di bassa lega esiste in tutto il mondo, ha ragione di esistere ed è giusto che il pubblico possa sceglierlo. Poi si può giudicarne la qualità, e il sottoscritto (basta controllare le recensioni degli ultimi tre in ordine cronologico) non gli dà la sufficienza da un bel po’ di tempo. L’anno scorso gli incassi si erano piuttosto ridimensionati, e Aurelio De Laurentiis ha pensato ad un cambio di rotta e di cast: fisso Christian De Sica, richiamata Sabrina Ferilli, nuovi (soprattutto comici di Zelig) tutti gli altri. Inoltre ha rivoluto Carlo ed Enrico Vanzina alla sceneggiatura dopo quasi un decennio, e ha riportato tutto dove è iniziato: sulle nevi di Cortina. Non è un remake del primo Vacanze di Natale (anche se il nome del personaggio di De Sica è lo stesso), ma una rivisitazione più moderna, che, con tutti i limiti del caso, funziona.
Sherlock Holmes: A Game of Shadows (USA, 2011) di Guy Ritchie, con Robert Downey jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Rachel McAdams, Stephen Fry, Kelly Reilly
Il voto di Paolino è… 7
Bombe di anarchici esplodono a Strasburgo e a Vienna. Industriali e uomini potenti vengono trovati morti. Le nazioni europee sono nel caos. Eventi casuali o frutto di un piano ben architettato? Sherlock Holmes (Robert Downey jr.) è convinto della seconda ipotesi e sa benissimo chi si cela dietro una tale macchinazione: il professor Moriarty (Jared Harris). Così strappa alla neomogliettina il suo fidato compagno Watson (Jude Law) e inizia una corsa contro il tempo per smascherare un uomo senza morale che vuole far scoppiare una guerra mondiale soltanto per proprio tornaconto.
The Ides of March (Usa, 2011) di George Clooney, con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Jeffrey Wright, Max Minghella, Jennifer Ehle, Gregory Itzin
Negli Stati Uniti è tempo di primarie presidenziali del Partito Democratico. Ma mentre sul palco il governatore Mike Morris (George Clooney), uno dei candidati, si sfida apertamente coi suoi antagonisti mostrando apparente fermezza e caparbietà, dietro le quinte il giovane e determinato Stephen Meyers (Ryan Gosling) cura la sua campagna dovendo tappare continuamente falle che potrebbero nuocere all’immagine e alla reputazione suo datore di lavoro. Affiancato dal ben più esperto Paul Zara (Philip Seymour Hoffman), Stephen ha modo di scoprire in pochi giorni tutto il marcio che si cela dietro una campagna presidenziale: dai favori che il candidato è costretto a promettere per assicurarsi dei voti importanti, alle notizie private che sarà compito del ragazzo mettere a tacere per non minare un percorso che potrebbe concludersi alla Casa Bianca.
Siamo in una cittadina di periferia del New Jersey. Mike (Paul Giamatti) è un avvocato squattrinato, con un ufficio che cade a pezzi, e che nel tempo libero si prodiga come allenatore di una squadra di lottatori adolescenti, che non gli dà particolare soddisfazione. Quando gli si presenta il caso di un anziano cliente, Leo, solo al mondo e costretto ad essere messo sotto tutela, Mike decide di sobbarcarsene la responsabilità per incassare così il beneficio di 1500 dollari mensili: invece di lasciarlo però nella propria casa seguendo le sue volontà, Mike lo spedisce in una casa di riposo. Un giorno, nella vita di Mike, irrompe Kyle, il nipote di Leo, in cerca del nonno e in fuga da una madre che disprezza. Quando Kyle scopre che il nonno non abita più nella sua casa, Mike decide di ospitarlo per un po’ scoprendo che il ragazzo è un campione di lotta…
Il Gatto con gli Stivali torna alle origini. Abbandonato in una cesta quando era poco più che neonato, il micetto dagli occhi dolci viene cresciuto in una dimora per orfanelli e lì stringe amicizia con il classico reietto, l’ovetto Humpty Alexander Dumpty, da sempre alla ricerca dei leggendari fagioli magici che, se piantati, farebbero crescere una pianta talmente alta da permettere di raggiungere un antico castello tra le nuvole che ospita l’Oca dalle Uova d’Oro. Ma le strade di Gatto e Humpty sono destinate a dividersi, e il felino, ricercato dalle autorità nella città in cui è cresciuto, deve diventare un avventuriero solitario e misterioso, fino a quando, molti anni dopo, gli sarà offerta l’occasione per redimersi.
L’avevo annunciato (sulla pagina ufficiale di Paolino’s Life su Facebook, mica cazzi), ed infine è arrivato! Eccolo il nuovo singolo della nostra IDOLA Stefania Orlando: “A Troia”. Ed ecco la sorpresa: siamo di fronte ad un tentativo di alta autorialità, e soprattutto la buona Stefania sembra finalmente aver incontrato su YouTube il sommo Immanuel Casto, visto che questo brano è chiaramente debitore nei confronti del Poeta del PornGroove.
A Troia / con gioia / incontri il tuo boia
Il lusso e la voglia / si trovano a Troia
Ahò, sto ritornello mi è rimasto in testa per giorni! Il brano è un’accusa alla mercificazione del corpo delle donne (dolce formosa intraprendente / non far capire che sei anche intelligente), ad un sistema corrotto e alla mancanza di meritocrazia. Certo però il video Stefanietta mia…