(Italia, 2011) di Massimo Venier, con Fabio Volo, Isabella Ragonese, Stefania Sandrelli, Lino Toffolo, Pietro Ragusa, Camilla Filippi, Roberto Citran, Valeria Bilello, Hassani Shapi

Il voto di Paolino è… 4

Giacomo (Fabio Volo) è un impiegato serio ma è anche un eterno scapolo. Le donne che passano dal suo letto sono tante, ma con nessuna ha mai avuto intenzioni serie. Ogni mattina sul tram però scorge una ragazza a cui non ha mai il coraggio di presentarsi (Isabella Ragonese). Proprio la mattina in cui decide di farsi avanti scopre che per lei, Michela, quello è l’ultimo giorno in Italia: da quello successivo infatti si trasferirà a New York per un nuovo lavoro e una nuova vita. Solo un bacio e un saluto quindi, ma quando a Giacomo propongono un viaggio d’affari in Sud America, il giovane, dovendo fare scalo nella Grande Mela, decide di andare a cercare la ragazza dei suoi sogni.

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Ormai è un indumento che fa Storia a sé. La camicia da montanaro di Christian De Sica pare essere il suo punto di forza, ciò che lo rende indistruttibile. Qualcosa da cui non separarsi mai.

Aggiorniamo l’elenco degli avvistamenti con l’ultimo in ordine di tempo, a fondo pagina (ingrandite le foto e analizzatele con cura, vedrete che è sempre e solo lei!):

Novembre 2008, foto col sottoscritto a Sorrento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dicembre 2008, servizio fotografico su “Tv Sorrisi e Canzoni”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dicembre 2009, presentazione alla stampa di “Natale a Beverly Hills”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi, novembre 2011: fotogramma preso dal trailer di “Vacanze di Natale a Cortina”, suo nuovo cinepanettone.

 

 

 

novembre 19th, 2011ANONYMOUS / recensione

Anonymous (Germania/Gran Bretagna, 2011) di Roland Emmerich, con Rhys Ifans, Vanessa Redgrave, Sebastian Armesto, Rafe Spall, David Thewlis, Edward Hogg, Xavier Samuel, Sam Reid, Jamie Campbell Bower, Joely Richardson

Il voto di Paolino è… 6-

William Shakespeare in realtà era un analfabeta, un attorucolo dedito all’alcol e alle puttane che trovò la sua fortuna potendosi spacciare per lo scrittore che ha incantato la Londra del 1600 e tutti i secoli a venire con le sue opere. Ma allora chi ha scritto veramente quei versi, e perché il vero autore non poteva farsi avanti preferendo rimanere nell’ombra? Tra intrighi di corte e rivolte popolari, la leggenda di Shakespeare riesce a mettere in bilico persino il trono della Regina Elisabetta I.

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Il concetto è un po’ quello del titolo. In Italia siamo costretti ad accontentarci del ritorno del varietà vecchio stampo sulla Prima Rete Rai come se fosse un passo in avanti rispetto alla mediocrità dilagante sulle nostre reti televisive nazionali, senza invece accorgerci che il risultato porta a dieci passi indietro.

Mentre molte piccole reti corollarie free con la diffusione del digitale terrestre si sono conquistate una fetta di mercato e di credibilità ampia (Real Time con produzioni proprie seguitissime, ma anche Cielo con la splendida versione italiana del talent culinario Masterchef), le principali faticano a diventare moderne, non pensano neppure a suddividere i palinsesti in slot fissi di 60 minuti all’americana e continuano inesorabilmente a programmare i loro show-fiume, 3-4 ore di interminabili dirette con bambini canterini, ospiti botulinati nati nell’era paleocristiana e nessuna voglia di sperimentare.

Lunedì sera 10 milioni di persone (un valore astronomico se paragonato ai numeri medi degli ultimi anni) hanno seguito Fiorello e il suo ritorno in Rai dopo 7 anni di assenza. Peccato che proprio lunedì sera lo showman abbia toccato forse il punto più basso della sua carriera televisiva: con quasi 10 autori a disposizione, Rosarione non è riuscito a fare nulla che avesse anche una minima parvenza di originalità. E’ finito persino a riproporre il classico, ripetitivo, stra-abusato monologo sulla pubertà e l’adolescenza, roba portata sui palchi pure dal più scarso dei comici di Colorado. Era da quando andai a vedere Paolo Hendel a teatro che non sentivo dei pezzi così privi di idee e di mordente. Come non essere d’accordo con la Menzani, che su Libero ha scritto: “Se certe battute le facesse il bistrattato Pino Insegno (‘Avremo un governo tecno… più free drink per tutti…’) l’autore sarebbe condannato a fucilazione sicura da parte della critica italiana. Se le fa Fiorello diventano gemme di rivoluzionaria ironia. Vorremmo fare un esperimento e doppiare uno show di Insegno con i testi di Fiorello ma la cosa è ovviamente impossibile, quindi non ci resta che arrenderci alla beatificazione dell’ex animatore del Karaoke di Italia 1″.

Il varietà, l’orchestra, il corpo di ballo, lo smoking, le autorità in prima fila. Al di là del talento dello showman in questione, tutto ciò mi ha messo una profonda tristezza. Fiorello è sempre stato un mattatore e un buon cantante, nonché un decente imitatore, ma la sua vera fortuna è sempre stata la schiera invisibile di personaggi che gli scrive i testi. Lunedì sera il suo show ha fatto sorridere, ha intrattenuto (ma ha anche stancato), c’era ironia ma non satira (guai!), ma era troppo lungo, troppo fuori tempo massimo, troppo vecchio, con troppa musica, con ospiti inutili (il tennista, protagonista di un siparietto penoso, lì solo perché amicissimo del conduttore)… Gran parte del pubblico italiano non aspettava altro: “Ma guarda quant’è bravo”, “Ma senti come canta”, “Lui sì è il Numero Uno”… Ma siamo sicuri che sia l’unico capace di fare cose di questo tipo? Io non credo. La sua più grande trovata è stata quella di centellinare le sue presenze in tv, per farsi desiderare come l’apparizione della Madonna di Lourdes. Fiorello è l’usato sicuro, ma piano piano, di passaggio in passaggio, la rottamazione pare avvicinarsi inesorabile.

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Breaking Dawn – Part 1 (Usa, 2011) di Bill Condon, con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Peter Facinelli, Kellan Lutz, Sarah Clarke, Ashley Greene, Jackson Rathbone, Elizabeth Reaser, Nikki Reed, Michael Sheen, Anna Kendrick

Il voto di Paolino è… 4

E’ il giorno del matrimonio tra Isabella Swan (Kristen Stewart) e il vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson). Umani, immortali e pure qualche licantropo sono insieme, riuniti, per celebrare un’unione attesa quanto pericolosa. Dopo il fatidico sì, Bella ed Edward partono alla volta del Brasile, per una romantica luna di miele e per il loro primo incontro carnale, durante il quale il vampiro teme di non potersi controllare. La vacanza si interrompe prima del previsto: Bella è incredibilmente rimasta incinta, ma il feto dentro di lei è una creatura che velocemente la sta lacerando dall’interno. La famiglia Cullen e persino Jacob (Taylor Lautner) tentano di dissuadere la ragazza dal tenere il bambino, ma Bella non sente ragioni.

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novembre 13th, 2011IMMORTALS / recensione

Immortals (Usa, 2011) di Tarsem Singh, con Henry Cavill, Mickey Rourke, Stephen Dorff, Luke Evans, Freida Pinto, Kellan Lutz, John Hurt, Isabel Lucas

Il voto di Paolino è… 6-

I Titani, imprigionati nel monte Tartaro dagli Dei in seguito alla Titanomachia, stanno per essere liberati. A voler compiere il folle gesto è Re Iperione (Mickey Rourke), che per attuarlo ha però bisogno di ritrovare un’arma andata perduta, l’Arco di Epiro. Alla ricerca della sacerdotessa che grazie alle sue visioni potrà rivelargli l’esatta ubicazione dell’oggetto, Iperione dovrà però fare i conti con Teseo (Henry Cavill), un umano ritenuto bastardo deciso a vendicare l’uccisione della madre. Ciò che Teseo non sa è che anche gli Dei, pur non potendo direttamente interferire in faccende terrestri, sono dalla sua parte.

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Moneyball (Usa, 2011) di Bennett Miller, con Brad Pitt, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Jonah Hill, Chris Pratt, Stephen Bishop, Brent Jennings

Il voto di Paolino è… 7½

In sala (pare) da venerdì 27 gennaio 2012

E’ il 2001. Gli Oakland Athletics, squadra media di baseball, ha appena concluso un anno fortunato, perdendo però la gara finale. Non potendo permettersi i grandi budget delle maggiori squadre avversarie, la dirigenza è costretta a vendere i tre giocatori migliori del team, mettendo la squadra su una strada impervia. Senza soldi e senza possibilità di acquistare campioni di spicco, spetta al General Manager Billy Bean (Brad Pitt) rimboccarsi le maniche per ricostruire un forte manipolo di giocatori da affidare al coach Art Howe (Philip Seymour Hoffman). Quando Billy si imbatte in Peter Brand (Jonah Hill), giovane neolaureato in economia che vede il campionato di baseball soltanto come un enorme numero di numeri e di statistiche da analizzare, rimane affascinato dalla sua teoria secondo la quale, anziché i nomi altisonanti, per vincere bastano giocatori che facciano punti. Billy mette così insieme una squadra di promesse mancate, di “fratelli di” e di scarti, contro l’opinione di tutti.

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No perché io c’ho una memoria un po’ di merda. Ero convinto di aver già scritto qualche riga su The Killing, poi mi sono accorto che questa settimana FoxCrime ha iniziato la programmazione italiana di questo telefilm targato AMC (la stessa rete che produce Mad Men e The Walking Dead, per dirne due) e mi sono reso conto che me n’ero scordato. Abbiate pazienza. In realtà tutto quello che voglio dirvi è: guardatelo.

The Killing è il remake americano di una serie danese ed è da tutti stato etichettato come la risposta moderna a Twin Peaks: in realtà le due serie poco hanno in comune, se non lo spunto iniziale, ovvero la scomparsa di una giovane ragazza. La nuova Laura Palmer si chiama Rosie Larsen, ed è una dolce adolescente di Seattle che una sera semplicemente non torna a casa dai suoi genitori Mitch e Stanley. Il caso viene assegnato a Sarah Linden, una risoluta detective prossima al trasferimento per seguire in una nuova città l’uomo che ama assieme al figlioletto avuto da un precedente uomo. L’uomo che dovrà sostituirla al dipartimento è il giovane Stephen Holder, che arriva dalla narcotici e ha dei metodi decisamente poco ortodossi. I due iniziano a lavorare insieme, e cominciano a capire che dietro la sparizione di Rosie si celano segreti che coinvolgeranno anche eminenti figure della città, tra cui il candidato sindaco Darren Richmond, che pare avere molti scheletri nel suo armadio.

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Warrior (Usa, 2011) di Gavin O’Connor, con Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Kevin Dunn

Il voto di Paolino è… 8½

In sala da venerdì 4 novembre

Pubblicata anche su Trailersland.com

La famiglia Conlon è a pezzi. L’ex marine Tommy (Tom Hardy) torna a Pittsburgh dal padre ex alcolista (Nick Nolte) sobrio però da più di tre anni. La madre di Tommy è morta di malattia qualche anno addietro, e suo fratello Brendan (Joel Edgerton), dopo aver troncato i rapporti con tutti i suoi familiari, vive  una tranquilla vita da insegnante di fisica con la moglie (Jennifer Morrison) e le sue due bambine. Il destino vuole che sia Tommy che Brendan abbiano bisogno di soldi, per motivi differenti, e che entrambi fossero in passato degli agili combattenti sul ring, così come il padre Paddy, che li allenava. All’oscuro l’uno degli intenti dell’altro decidono così di riprendere gli allenamenti e di presentarsi al più importante torneo di Mix Martial Arts del mondo, lo “Sparta”, dove il premio in palio è di 5 milioni di dollari e dove inevitabilmente finiranno, dopo anni, per reincontrarsi.

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The Adventures of Tintin (Usa, 2011) di Steven Spielberg

Il voto di Paolino è… 7

Il giovane reporter Tintin è famoso per la sua audacia e il suo temperamento, qualità che gli hanno reso possibile la scoperta e la cattura di molteplici bande di criminali.  Un giorno, sempre seguito dal suo fido cagnolino Lulù, trova e acquista in un mercatino di Parigi un modellino di nave che con orgoglio corre ad esporre a casa. Ma quell’oggetto è più prezioso di quanto potesse immaginare: Tintin si trova infatti invischiato in un mistero che lo porterà in giro per il mondo e gli farà conoscere nuovi amici e nuovi nemici.

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