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	<title>Paolino&#039;s Life &#187; anteprime</title>
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	<description>La sempre più povera vita di un sempre più povero scemo</description>
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		<title>Anteprima: LA CHIAVE DI SARA / recensione</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:21:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Elle s&#8217;appelait Sarah (Francia, 2010) di Gilles Paquet-Brenner, con Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Niels Arestrup Il voto di Paolino è&#8230; 7+ In sala da venerdì 13 gennaio Julia Jarmond (Kristin Scott Thomas) è una giornalista americana che vive e lavora in Francia. Indagando su uno degli atti più inumani della Seconda Guerra Mondiale, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/lachiavedisara.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4818" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #9ab6ca; border-style: solid; margin: 10px;" title="lachiavedisara" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/lachiavedisara-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Elle s&#8217;appelait Sarah</strong> (Francia, 2010) di Gilles Paquet-Brenner, con Kristin Scott Thomas, Mélusine Mayance, Niels Arestrup</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7+</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>In sala da venerdì 13 gennaio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Julia Jarmond (Kristin Scott Thomas) è una giornalista americana che vive e lavora in Francia. Indagando su uno degli atti più inumani della <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong>, il rastrellamento di migliaia di ebrei condotto al <strong>Velodromo d&#8217;Hiver</strong> dalla polizia francese nel luglio del 1942, viene a conoscenza della storia di Sara, una <strong>bambina ostinata e coraggiosa</strong> che riuscì a fuggire dagli orrori della guerra per cercare di salvare il suo fratellino. Julia, seguendo le tracce di un&#8217;inchiesta che racchiude molti segreti non svelati, ricostruirà i passi della bambina e colmerà molte lacune della sua storia.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4519"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ho avuto la fortuna di vedere in originale questo film di produzione francese parlato però metà nella lingua d&#8217;oltralpe e metà in inglese. Dico fortuna perché, da quel che ho potuto capire dai trailer che stanno girando su internet, pare che in Italia sia le parti in francese che quelle in inglese siano state piallate e doppiate tutte in italiano (ma potrei sbagliarmi). Mentre lo vedevo mi chiedevo proprio cosa avrebbe deciso la distribuzione (<strong>Lucky Red</strong> in questo caso). Peccato, perché Kristin Scott Thomas è <strong>convincente in entrambe le lingue</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Passando al film, è una storia dall&#8217;impianto classico, che viaggia tra passato e presente e vive di piccoli, fortuiti eventi che fanno muovere il racconto e danno ritmo alla storia (facendo però talvolta storcere il naso: penso ad esempio alla scena in cui Sarah e un&#8217;altra bambina fuggono da sotto la rete del campo di concentramento aiutate da una guardia e non viste da un&#8217;altra a pochi passi: tutto molto favolistico ma ben poco realistico). Coincidenze e accadimenti a cui crediamo più per la forza e la convinzione con cui sono narrati che per la loro verosimiglianza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un <strong>ottimo montaggio</strong> crea una sempre più angosciante tensione che sfocia nel commovente, doloroso e persino inquietante finale. <strong><span style="color: #ff00ff;">La chiave di Sara</span></strong> non è un trattato di storia, non vuole esserlo: è solo il racconto dell&#8217;ostinazione di una donna e di come un&#8217;idea, una convinzione possano essere talmente forti da far passare in secondo piano anche cose decisamente più importanti (come la famiglia, nel caso di Julia).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Piccola nota: la casa di distribuzione italiana ha scelto di intitolare il film <span style="color: #ff00ff;"><strong>La chiave di Sara</strong></span>, malgrado il titolo originale (anche del libro da cui è tratto) fosse <strong><em>Elle s&#8217;appelait Sarah</em></strong> e il titolo internazionale sia <em><strong>Sarah&#8217;s Key</strong></em>. La H sarà anche muta, ma pare che per qualcuno sia particolarmente pesante.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XPy9vnVEnug?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/XPy9vnVEnug?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: SHAME / recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 15:54:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Shame (UK, 2011) di Steve McQueen, con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale Il voto di Paolino è&#8230; 7½ In sala da venerdì 13 gennaio Pubblicata anche su Trailersland.com Brandon (Michael Fassbender) soffre di dipendenza dal sesso. Ha un buon lavoro, una casa elegante, un portamento invidiabile, ma dentro di sé ribolle una pulsione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/shame.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4789" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: #25B9D9; border-style: solid; margin: 10px;" title="shame" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/shame-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Shame</strong> (UK, 2011) di Steve McQueen, con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7½</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/shame" target="_blank">In sala da venerdì 13 gennaio</a></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/shame" target="_blank">Pubblicata anche su Trailersland.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Brandon (<strong>Michael Fassbender</strong>) soffre di <strong>dipendenza dal sesso</strong>. Ha un buon lavoro, una casa elegante, un portamento invidiabile, ma dentro di sé ribolle una pulsione compulsiva che non gli permette di avere una relazione sana con le donne, quasi tutte prostitute. Nella sua vita torna un giorno la sorella Sissy (<strong>Carey Mulligan</strong>), bella ma fragile, che invece è alla costante ricerca di un affetto che neppure il fratello maggiore riesce a darle.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4527"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Osannato alla scorsa <strong>mostra di Venezia</strong>, dove l&#8217;esaltante Michael Fassbender ha meritato la <strong>Coppa Volpi</strong> come migliore attore, esce anche in Italia l&#8217;opera seconda di <strong>Steve McQueen</strong> (dopo <strong><em>Hunger</em></strong>, esordio ugualmente interessante). In entrambi i film siamo di fronte ad un cinema dallo stile alto, un cinema di corpo e di sguardi, <strong>di suoni e di silenzi</strong>. Un cinema finalmente non &#8220;spiegato&#8221;, ma &#8220;mostrato&#8221;, che si dipana dinanzi ai nostri occhi con gentilezza e lentezza, lasciando allo spettatore molte delle interpretazioni riguardanti i gesti, le azioni, gli impulsi del protagonista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Qual è la vergogna del titolo? E&#8217; quella dei nostri occhi nei confronti di una persona con questo tipo di disturbo o è quella celata nel cuore di Brandon? L&#8217;animo tormentato ma in fin dei conti innocuo (non fa del male a nessuno, ha solo bisogno continuo di contatto fisico) del personaggio di Fassbender, nero in apparenza ma sensibile nel profondo, è il centro del film, che non gode di una storia così originale (anche un po&#8217; forzata in alcuni punti, tragedia finale compresa) ma che intraprende <strong>un percorso di sopravvivenza</strong> più che di guarigione. E&#8217; il tentativo di un uomo disperato di vivere una vita normale, di avere degli amici, di cercare qualcuno che lo possa aiutare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;uragano Sissy, la sorella che ripiomba nella sua vita, smuove le acque e porta un po&#8217; di banalità di troppo al film, diventando una figura ingombrante salvata solo dall&#8217;interpretazione <strong>superba e ipnotica di Carey Mulligan</strong>. Ma impossibile non pensare a come sarebbe stato il film senza il suo personaggio, che ad un certo punto sembra voler rubare la scena a quello di Fassbender. Il lunghissimo trip finale finalmente riporta il film in carreggiata con un percorso notturno di Brandon decisamente tragico e attanagliante. Fassbender non ci mette solo il corpo: la sua interpretazione è eccellente in ogni senso, <strong>sofferta e drammatica</strong>. Le scene di sesso sono rudi e non gratuite, mantenendosi su un limite di buongusto che non sfiora mai neppure per un secondo la pornografia. Solo all&#8217;inizio quel pene sbattutoci in faccia piuttosto gratuitamente può far temere che il film voglia solo scandalizzare superficialmente, ma per fortuna bastano pochi secondi per rendersi conto che non è questo il caso di <span style="color: #ff00ff;"><strong>Shame</strong></span>.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/F_UiFq_d1mY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/F_UiFq_d1mY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: LE IDI DI MARZO / recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 14:43:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The Ides of March (Usa, 2011) di George Clooney, con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Jeffrey Wright, Max Minghella, Jennifer Ehle, Gregory Itzin Il voto di Paolino è&#8230; 7 In sala da venerdì 16 dicembre Pubblicata anche su Trailersland.com Negli Stati Uniti è tempo di primarie presidenziali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/leididimarzo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4724" style="border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 10px;" title="leididimarzo" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/leididimarzo-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>The Ides of March</strong> (Usa, 2011) di George Clooney, con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Jeffrey Wright, Max Minghella, Jennifer Ehle, Gregory Itzin</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7</span></span></p>
<div>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/le-idi-di-marzo-242" target="_blank">In sala da venerdì 16 dicembre</a></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/le-idi-di-marzo-242" target="_blank">Pubblicata anche su Trailersland.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Negli Stati Uniti è tempo di primarie presidenziali del Partito Democratico. Ma mentre sul palco il governatore <strong>Mike Morris</strong> (George Clooney), uno dei candidati, si sfida apertamente coi suoi antagonisti mostrando apparente fermezza e caparbietà, dietro le quinte il giovane e determinato Stephen Meyers (Ryan Gosling) cura la sua campagna dovendo tappare continuamente falle che potrebbero nuocere all&#8217;immagine e alla reputazione suo datore di lavoro. Affiancato dal ben più esperto Paul Zara (Philip Seymour Hoffman), Stephen ha modo di scoprire in pochi giorni <strong>tutto il marcio</strong> che si cela dietro una campagna presidenziale: dai favori che il candidato è costretto a promettere per assicurarsi dei voti importanti, alle notizie private che sarà compito del ragazzo mettere a tacere per non minare un percorso che potrebbe concludersi alla Casa Bianca.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4719"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Niente di nuovo, ma ben confezionato. E&#8217; un po&#8217; questo il riassunto critico che si può muovere alla <strong>terza prova registica</strong> di George Clooney. Certo, noi italiani partiamo svantaggiati: il film mette in scena degli &#8220;scandali&#8221; dietro un candidato alla Presidenza che sono delle <strong>quisquilie</strong> in confronto a cosette a cui ci ha abituati la politica di casa nostra. Per questo fatichiamo ad entrare nel <em>mood</em> necessario per essere totalmente e psicologicamente assorbiti da <strong><span style="color: #ff00ff;">Le idi di marzo</span></strong>. Ma tant&#8217;è: il compitino di <strong>Clooney</strong>, tratto da un&#8217;opera teatrale di <strong>Beau Willimon</strong>, è portato a casa con sapienza. Sotto la forma di un thriller politico, <span style="color: #ff00ff;"><strong>Le idi di marzo</strong></span> inscena un mondo che conosciamo bene, quello delle trattative segrete tra gli staff dei vari candidati, quello dei giornalisti pronti a tutto pur di assicurarsi uno scoop (e in questo il ruolo di <strong>Marisa Tomei</strong> è pura routine di scrittura), quello del fango da gettarsi addosso a vicenda davanti alle telecamere di una tribuna politica. Un gioco che, come riflesso da uno specchio, avviene specularmente anche dietro le quinte, dove il giovane e idealista Ryan Gosling non può che provare sulla sua pelle cosa in realtà sia la democrazia: <strong>un gioco di scambi</strong>, di compromessi, finanche di vita o di morte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Le idi di marzo</strong></span> è un film che assolve ad un compito prima di tutto intrattenitivo portando sullo schermo, grazie ad una regia sicura e d&#8217;impatto e ad una sceneggiatura cesellata con sapienza, delle performance attoriali <strong>tutte di prim&#8217;ordine</strong>, sia della giovane (Gosling, Wood) che della vecchia guardia (Giamatti, Hoffman); manca purtroppo qualcosa che non sia ovvio da un punto di vista prettamente contenutistico (e il finale, particolarmente spento, forse ne è la diretta conseguenza), ma dal film traspaiono comunque in maniera vivida <strong>l&#8217;amarezza e la preoccupazione</strong> per un mondo dai valori difficilmente recuperabili.</span></p>
</div>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1Y7bS0IF-Jo?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/1Y7bS0IF-Jo?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: MOSSE VINCENTI / recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 13:48:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Win Win (Usa, 2011) di Thomas McCarthy, con Paul Giamatti, Amy Ryan, Bobby Cannavale, Jeffrey Tambor, Burt Young, Alex Shaffer Il voto di Paolino è&#8230; 7 In sala da venerdì 9 dicembre Siamo in una cittadina di periferia del New Jersey. Mike (Paul Giamatti) è un avvocato squattrinato, con un ufficio che cade a pezzi, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/winwin.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4709" style="border-width: 2px; border-color: #184d20; border-style: solid; margin: 10px;" title="winwin" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/winwin-247x350.jpg" alt="" width="247" height="350" /></a>Win Win</strong> (Usa, 2011) di Thomas McCarthy, con Paul Giamatti, Amy Ryan, Bobby Cannavale, Jeffrey Tambor, Burt Young, Alex Shaffer</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7</span></span></p>
<div>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/il-gatto-con-gli-stivali" target="_blank">In sala da venerdì 9 dicembre</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Siamo in una cittadina di periferia del New Jersey. Mike (<strong style="text-align: justify;">Paul Giamatti</strong><span class="Apple-style-span" style="text-align: justify;">) è un avvocato squattrinato, con un ufficio che cade a pezzi, e che nel tempo libero si prodiga come allenatore di una squadra di lottatori adolescenti, che non gli dà particolare soddisfazione. Quando gli si presenta il caso di un anziano cliente, Leo, solo al mondo e costretto ad essere messo sotto tutela, Mike decide di sobbarcarsene la responsabilità per incassare così il beneficio di 1500 dollari mensili: invece di lasciarlo però nella propria casa seguendo le sue volontà, Mike lo spedisce in una casa di riposo. Un giorno, nella vita di Mike, irrompe Kyle, il nipote di Leo, in cerca del nonno e in fuga da una madre che disprezza. Quando Kyle scopre che il nonno non abita più nella sua casa, Mike decide di ospitarlo per un po&#8217; scoprendo che il ragazzo è un campione di lotta&#8230;</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4704"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">D&#8217;ora in poi è d&#8217;obbligo tenere d&#8217;occhio questo nome: <strong>Thomas McCarthy</strong>. E&#8217; uno di quei volti ricorrenti nei film americani di cui nessuno conosce il nome (i suoi ultimi ruoli sono stati in <em>Vi presento i nostri</em>, <em>Fair Game</em> e <em>2012</em>), ma da qualche anno ha intrapreso una carriera parallela dall&#8217;altra parte della barricata che finora non gli ha fatto sbagliare un colpo: infatti oltre ad essere stato uno degli autori del cartoon della Pixar <strong><em>Up</em></strong>, ha scritto e diretto gli osannati <strong><em>The Station Agent</em></strong> e <em><strong>L&#8217;ospite inatteso</strong></em> ed ora sbarca in sala con il suo terzo lavoro, sempre di stampo marcatamente indipendente ma con un cast invidiabile, su cui spicca un <strong>Paul Giamatti</strong> perfetto nel ruolo di uomo medio vessato e scontento, triste e segretamente disperato, che trova un nuovo motivo per cui vivere in un ragazzino che non è neppure figlio suo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Mosse vincenti</strong></span> <span style="color: #000000;">è uno di quei film che si fanno amare poco poco, che all&#8217;inizio sembrano non promettere alcun fasto ma che un po&#8217; alla volta formano davanti agli occhi dello spettatore un ritratto veritiero, onesto, <strong>spesso impietoso</strong> della condizione umana. Gli affetti e gli interessi personali si intersecano sfumando il punto in cui finiscono gli uni e iniziano gli altri, e facendo partecipare mentalmente anche noi (che siamo portati a pensare &#8220;Ma io cosa farei al suo posto?&#8221;): quando un film, con semplicità e un pizzico di amarezza, ti coinvolge fino a farti sentire partecipe di ciò che accade sullo schermo, è già a metà dell&#8217;opera. Mettiamoci anche una realizzazione efficace e, si diceva, interpretazioni notevoli e il risultato è un piccolo film che si lascia amare e <strong>matura col tempo</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
</div>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PJbKpAmDd4E?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/PJbKpAmDd4E?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: IL GATTO CON GLI STIVALI / recensione</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 13:07:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Puss In Boots (Usa, 2011) di Chris Miller, con la voce di Antonio Banderas Il voto di Paolino è&#8230; 7 In sala da venerdì 16 dicembre Pubblicata anche su Trailersland.com Il Gatto con gli Stivali torna alle origini. Abbandonato in una cesta quando era poco più che neonato, il micetto dagli occhi dolci viene cresciuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/gatto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4696" style="border-width: 2px; border-color: #1FDFC0; border-style: solid; margin: 10px;" title="gatto" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/gatto-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Puss In Boots</strong> (Usa, 2011) di Chris Miller, con la voce di Antonio Banderas</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7</span></span></p>
<div>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/il-gatto-con-gli-stivali" target="_blank">In sala da venerdì 16 dicembre</a></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/il-gatto-con-gli-stivali" target="_blank">Pubblicata anche su Trailersland.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il Gatto con gli Stivali torna alle origini. Abbandonato in una cesta quando era poco più che neonato, il micetto dagli occhi dolci viene cresciuto in una <strong>dimora per orfanelli</strong> e lì stringe amicizia con il classico reietto, l&#8217;ovetto <strong>Humpty Alexander Dumpty</strong>, da sempre alla ricerca dei leggendari <strong>fagioli magici</strong> che, se piantati, farebbero crescere una pianta talmente alta da permettere di raggiungere un antico castello tra le nuvole che ospita l&#8217;Oca dalle Uova d&#8217;Oro. Ma le strade di Gatto e Humpty sono destinate a dividersi, e il felino, ricercato dalle autorità nella città in cui è cresciuto, deve diventare un avventuriero <strong>solitario e misterioso</strong>, fino a quando, molti anni dopo, gli sarà offerta l&#8217;occasione per redimersi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4692"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Conosciuto in <strong><em>Shrek 2</em></strong>, il Gatto con gli Stivali (doppiato meravigliosamente, anche in italiano, da <strong>Antonio Banderas</strong>) è entrato nel cuore del pubblico grazie al suo irresistibile mix di arroganza sfacciata, <strong>fascino latino</strong> e dolce tenerezza. La verità è che era rimasto uno dei pochi punti a favore degli ultimi due episodi di Shrek, e quindi lo spin-off stavolta, anziché una pura operazione commerciale, è sembrato a tutti la giusta occasione per dargli lo spazio che merita. E il risultato è un&#8217;avventura elettrizzante, piena di azione, di trovate carine e di comicità spigliata. Una comicità che non è più però sberleffo o satira come la Dreamworks aveva &#8220;osato&#8221; fare in <em>Shrek</em>, ma è un&#8217;ironia più docile, dal taglio bambinesco. Solo in rari casi il Gatto sa uscire da situazioni compromettenti o pericolose con qualche <strong>trovata sovversiva</strong> più facilmente decifrabile da un punto di vista adulto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ciò che purtroppo manca nel film sono dei personaggi secondari che possano reggere il confronto con il protagonista: Humpty Dumpty, i furfanti Jack &amp; Jill e la gatta Kitty sono <strong>anonimi e poco incisivi</strong>, mentre l&#8217;unica figura che strappa sincere risate di approvazione (il <strong>gattino silenzioso</strong> che si stupisce con la zampa davanti alla bocca) è straordinaria ma compare per pochi secondi. L&#8217;animazione è ovviamente di altissimo livello, così come l&#8217;efficace 3D, e la colonna sonora è trascinante. Il risultato è film d&#8217;animazione soft nei toni che tralascia il politicamente scorretto per divertire con situazioni e avventure sfrenate: insomma, <strong>il Gatto non graffia</strong>, ma una nuova avventura con lui come protagonista la attendiamo volentieri.</span></p>
</div>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UZH7ZjQRfVk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/UZH7ZjQRfVk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: L&#8217;ARTE DI VINCERE &#8211; MONEYBALL / recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:52:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Moneyball (Usa, 2011) di Bennett Miller, con Brad Pitt, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Jonah Hill, Chris Pratt, Stephen Bishop, Brent Jennings Il voto di Paolino è&#8230; 7½ In sala (pare) da venerdì 27 gennaio 2012 E&#8217; il 2001. Gli Oakland Athletics, squadra media di baseball, ha appena concluso un anno fortunato, perdendo però la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/moneyball.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4604" style="border-width: 2px; border-color: #72B846; border-style: solid; margin: 10px;" title="l'arte di vincere poster" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/moneyball-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Moneyball</strong> (Usa, 2011) di Bennett Miller, con Brad Pitt, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Jonah Hill, Chris Pratt, Stephen Bishop, Brent Jennings</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7½</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>In sala (pare) da venerdì 27 gennaio 2012</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E&#8217; il 2001. Gli Oakland Athletics, squadra media di baseball, ha appena concluso un anno fortunato, perdendo però la gara finale. Non potendo permettersi i grandi budget delle maggiori squadre avversarie, la dirigenza è costretta a vendere i tre giocatori migliori del team, mettendo la squadra su una strada impervia. Senza soldi e senza possibilità di acquistare campioni di spicco, spetta al General Manager Billy Bean (<strong>Brad Pitt</strong>) rimboccarsi le maniche per ricostruire un forte manipolo di giocatori da affidare al coach Art Howe (<strong>Philip Seymour Hoffman</strong>). Quando Billy si imbatte in Peter Brand (<strong>Jonah Hill</strong>), giovane neolaureato in economia che vede il campionato di baseball soltanto come un enorme numero di numeri e di statistiche da analizzare, rimane affascinato dalla sua teoria secondo la quale, anziché i nomi altisonanti, per vincere bastano giocatori che facciano punti. Billy mette così insieme una squadra di promesse mancate, di &#8220;fratelli di&#8221; e di scarti, contro l&#8217;opinione di tutti.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4505"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">I film sullo sport sono sempre a rischio. Raramente vanno a buon segno, anche se quando capita sono spesso eccezionali, ma per lo meno danno ai loro interpreti buone carte per mettere in mostra il proprio talento. <strong>Sandra Bullock deve il suo Oscar</strong> (impensabile fino a qualche anno fa) ad un modesto film sul football, e anche <strong>Brad Pitt</strong> è sulla buona strada grazie ad una pellicola, che senza lui come protagonista, forse non avrebbe lo stesso impatto. L&#8217;attore ci regala infatti un&#8217;interpretazione da manuale, piena di sfaccettature e ambiguità, ben tratteggiata da una sceneggiatura possente (l&#8217;hanno firmata in prima battuta <strong>Steven Zaillian</strong> e in seconda <strong>Aaron Sorkin</strong>, un duetto da non credere) che ci regala anche squarci del suo passato per una volta non fini a sé stessi ma decisamente illuminanti per interpretare meglio le azioni dell&#8217;uomo adulto, i tic, le nevrosi, le paure, il motivo per cui, seppur GM della squadra, <strong>non guarda le partite</strong> e non è neppure allo stadio quando esse si svolgono. Il senso di inadeguatezza costante, il bisogno di rivalsa contro un sistema sbagliato che ha provato da ragazzo in prima persona sulla sua pelle, fanno del Billy Bean di Brad Pitt un personaggio profondo e completo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Di contorno c&#8217;è il baseball. Fatevi un infarinatura generica delle regole se ne siete a secco: non che sia essenziale per godersi il film, ma di sicuro lo è per vivere un&#8217;esperienza più coinvolgente. E se Pitt vale da solo il prezzo del biglietto, lo circondano <strong>Jonah Hill</strong> nelle simpatiche veste del nerd che mette a punto i sistemi statistici, e <strong>Philip Seymour Hoffman</strong>, stavolta però decisamente <strong>sottoutilizzato e sprecato</strong>, quasi invisibile (la sua partecipazione è probabilmente solo un ringraziamento al regista <strong>Bennett Miller</strong>, che gli ha regalato l&#8217;Oscar per <strong><em>Truman Capote</em></strong> qualche anno fa). Il tema del film, piuttosto lungo ma non stancante e soprattutto girato in maniera fluida e sicura, è che la forza di molti vale più di quella del singolo, e passa anche dalle piccole cose, come la decisione di non far più pagare le bibite del distributore nello spogliatoio. Non vi svelo se la filosofia, quasi la &#8220;poetica&#8221; di Pitt nel film alla fine pagherà oppure no (è storia, comunque), ma una cosa è certa: raramente capita di commuoversi per un film sportivo. Segno che <span style="color: #ff00ff;"><strong>L&#8217;arte di vincere</strong></span> è questo, ma molto di più.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8ZTURpVR0o4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/8ZTURpVR0o4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: WARRIOR / recensione</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 13:18:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Warrior (Usa, 2011) di Gavin O&#8217;Connor, con Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Kevin Dunn Il voto di Paolino è&#8230; 8½ In sala da venerdì 4 novembre Pubblicata anche su Trailersland.com La famiglia Conlon è a pezzi. L&#8217;ex marine Tommy (Tom Hardy) torna a Pittsburgh dal padre ex alcolista (Nick Nolte) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/warrior.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4578" style="border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 10px;" title="warrior" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/warrior-250x350.jpg" alt="" width="250" height="350" /></a>Warrior</strong> (Usa, 2011) di Gavin O&#8217;Connor, con Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Kevin Dunn</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 8½</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/warrior" target="_blank">In sala da venerdì 4 novembre</a></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.trailersland.com/recensione/warrior" target="_blank">Pubblicata anche su Trailersland.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La famiglia Conlon è a pezzi. L&#8217;ex marine Tommy (<strong>Tom Hardy</strong>) torna a Pittsburgh dal padre ex alcolista (<strong>Nick Nolte</strong>) sobrio però da più di tre anni. La madre di Tommy è morta di malattia qualche anno addietro, e suo fratello Brendan (<strong>Joel Edgerton</strong>), dopo aver troncato i rapporti con tutti i suoi familiari, vive  una tranquilla vita da insegnante di fisica con la moglie (<strong>Jennifer Morrison</strong>) e le sue due bambine. Il destino vuole che sia Tommy che Brendan abbiano bisogno di soldi, per motivi differenti, e che entrambi fossero in passato degli agili combattenti sul ring, così come il padre Paddy, che li allenava. All&#8217;oscuro l&#8217;uno degli intenti dell&#8217;altro decidono così di riprendere gli allenamenti e di presentarsi al più importante torneo di <strong>Mix Martial Arts</strong> del mondo, lo &#8220;Sparta&#8221;, dove il premio in palio è di 5 milioni di dollari e dove inevitabilmente finiranno, dopo anni, per reincontrarsi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4575"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In <strong><em>Miracle</em></strong>, il regista <strong>Gavin O&#8217;Connor</strong> raccontava la storia dell&#8217;allenatore di una problematica squadra di hockey su ghiaccio. In <strong><em><a title="PRIDE AND GLORY – IL PREZZO DELL’ONORE" href="http://www.paolinoslife.com/2008/11/03/pride-and-glory-il-prezzo-dellonore/" target="_blank">Pride &amp; Glory</a></em></strong>, qualche anno dopo, metteva in scena una famiglia spaccata in due dalla giustizia, all&#8217;interno della quale si nascondevano sia i buoni che i cattivi. In <span style="color: #ff00ff;"><strong>Warrior</strong></span>, una storia originale creata da lui e <strong>Cliff Dorfman</strong> (<em>Entourage</em>) è come se volesse unire le due tematiche, sforzandosi di eliminare da entrambe le componenti superflue puntando ad emozionare con un tema pericoloso &#8211; perché abusato &#8211; come quello del ring. E ci riesce, creando un <strong>cinema di corpi e passione</strong>, guardando a modelli quali <strong><em>Rocky</em></strong> (evidentemente un punto di riferimento) con rispetto e umiltà, potendo contare su un team di attori che definire solo tali è francamente riduttivo. Le performance di <strong>Joel Edgerton</strong> (<strong><em><a title="Anteprima: ANIMAL KINGDOM" href="http://www.paolinoslife.com/2010/10/25/recensione-in-anteprima-animal-kingdom/" target="_blank">Animal Kingdom</a></em></strong>) e <strong>Tom Hardy</strong> (<strong><em><a title="INCEPTION" href="http://www.paolinoslife.com/2010/09/24/recensione-inception/" target="_blank">Inception</a></em></strong>, <em>Il cavaliere oscuro &#8211; Il ritorno</em>) travalicano il senso stretto della recitazione per diventare pelle tumefatta, volti incassatori di violenti cazzotti, corpi da martoriare. <strong>Tom Hardy è un esplosione di silenzi</strong>: apparentemente impassibile ma ferocemente comunicativo, è un personaggio che non si dimentica facilmente. E <strong>Nick Nolte</strong>, perfetto come non mai, riesce ad essere tenero, protettivo, impacciato ma forte e risoluto senza mai strafare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La sceneggiatura, pur dovendo avvallare alcuni cliché e tematiche ricorrenti nel cinema sportivo e di riconciliazione familiare, riesce miracolosamente a farci accettare piccole imperfezioni avvicinando con attenzione e maestria le due storie parallele fino a farle congiungere (un po&#8217; troppo sbrigativamente forse) rendendo i due protagonisti <strong>sia avversari che intimi complici</strong>, in un finale che senza utilizzare la parola si fa soltanto <strong>silenzio e commozione</strong>. Una commozione che dalla metà del film in poi non ti abbandona mai, e che riesce a far vivere con trasporto ogni singolo match sul ring. Combattimenti girati da <strong>O&#8217;Connor</strong> con un&#8217;efficacia mostruosa, utilizzando camere a mano poste al di fuori della &#8220;gabbia&#8221; così che lo spettatore possa godere appieno dei movimenti e della lotta frutto di coreografie eccezionali, salvo poi stringere in piano piano sui volti doloranti e sui nervi tesi dei combattenti nei momenti in cui spetta alla loro forza e alla loro determinazione la scelta che potrebbe cambiar loro vita. Fino al doloroso trionfo finale. Ma in <span style="color: #ff00ff;"><strong>Warrior</strong></span>, tutto è un trionfo.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VfeRuzN_Zy0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/VfeRuzN_Zy0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: INSIDIOUS / recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 12:57:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Insidious (Usa, 2010) di James Wan, con Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Lin Shaye, Barbara Hershey, Leigh Whannell, Angus Sampson Il voto di Paolino è&#8230; 7½ In sala da venerdì 28 ottobre Pubblicata anche su Trailersland.com Josh (Patrick Wilson) e Renai (Rose Byrne) si sono appena trasferiti in una nuova casa. Hanno tre bambini, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/insidious_20110226_1732728860.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4556" style="border-width: 2px; border-color: #5e6d62; border-style: solid; margin: 10px;" title="insidious_20110226_1732728860" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/insidious_20110226_1732728860-236x350.jpg" alt="" width="236" height="350" /></a></strong><strong>Insidious </strong>(Usa, 2010) di James Wan, con Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Lin Shaye, Barbara Hershey, Leigh Whannell, Angus Sampson</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7½</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4ynv0xEs3X8" target="_blank"><strong>In sala da venerdì 28 ottobre</strong></a></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4ynv0xEs3X8" target="_blank">Pubblicata anche su Trailersland.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Josh (Patrick Wilson) e Renai (Rose Byrne) si sono appena trasferiti in una nuova casa. Hanno tre bambini, una neonata e due maschietti più grandicelli. Quando il più grande di loro finisce in un <strong>misterioso coma</strong> in seguito ad una caduta casalinga, in casa cominciano a manifestarsi strani avvenimenti e Renai inizia a scorgere, nel buio della notte, misteriose figure o entità attorno a lei. Le mura domestiche diventano così <strong>un inferno senza scampo</strong>, fino a quanto Josh e Renai decidono di abbandonare quella dimora e cambiare nuovamente casa. Ma le presenze demoniache li seguono&#8230;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4553"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il giovane gota del new horror si è riunito per <span style="color: #ff00ff;"><strong>Insidious</strong></span>, horror low budget che esce finalmente anche in Italia: alla regia <strong>James Wan</strong> (<em>Saw I</em>), alla sceneggiatura <strong>Leigh Whannell</strong> (<em>Saw I</em> e <em>III</em>), alla produzione <strong>Oren Peli</strong> (regista e creatore di<em> Paranormal Activity</em>). E il risultato dell&#8217;unione tra chi giocava d&#8217;eccesso (i primi due) e chi di rimessa (il terzo) si vede: <span style="color: #ff00ff;"><strong>Insidious</strong></span> è una ghost story coi fiocchi, che inchioda fin da prima dei titoli di coda, che finalmente non gioca col non-visto e non usa vecchi trucchi da cabina di montaggio per costruire lo spavento facile. <span style="color: #ff00ff;"><strong>Insidious</strong></span> rimescola i generi, e propone al pubblico innanzitutto qualcosa di cui aver paura ma soprattutto una storia a cui appassionarsi, non mero sadismo fine a sé stesso. Un film di cui Dario Argento, quello originale, quello di 30 anni fa, andrebbe orgoglioso e che viene infatti <strong>citato a mani basse</strong>, dall&#8217;uso dei colori alle musiche ossessive finanche ai caratteri gotici e giganti con cui il titolo del film ci viene presentato sullo schermo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per una volta la &#8220;casa infestata&#8221; non è la protagonista del film (come si teme fino ad un certo punto), ma serve solo e fortunatamente da incipit, da prima ipotesi, per accompagnare l&#8217;indagine del pubblico e dei personaggi alla soluzione finale, in cui non si tralascia una buona dose di ironia (con due improbabili &#8220;acchiappafantasmi&#8221; al limite della macchietta, uno dei quali è interpretato da Leigh Whannell stesso) e si rinuncia quasi del tutto al sangue per privilegiare le atmosfere e gli effetti, anche digitali. <span style="color: #ff00ff;"><strong>Insidious</strong></span> è un esperimento divertente, che ridà dignità ad un genere ormai inflazionato senza tirarsi indietro ma <strong>mettendosi in gioco</strong>, con macabre creature  di ogni tipo (molto deriso è stato quella specie di Darth Maul che si intravede anche nel trailer, ma vi assicuro che nel film fa il suo effetto) che non stonano proprio perché utilizzate alla perfezione da un regista che, evidentemente, ha dimostrato di aver fatto i compiti a casa.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4ynv0xEs3X8?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/4ynv0xEs3X8?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: UNA SEPARAZIONE / recensione</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[asghar farhadi]]></category>
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		<description><![CDATA[Jodaeiye Nader az Simin (Iran, 2011) di Asghar Farhadi, con Sareh Bayat, Sarina Farhadi Il voto di Paolino è&#8230; 8 In sala da venerdì 21 ottobre Nader e la moglie Simin sono prossimi al divorzio. Lei vuole abbandonare l&#8217;Iran con la figlia undicenne e trasferirsi in un Paese che dia loro un futuro migliore, ma lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><em><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/unaseparazione.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4529" style="border-width: 2px; border-color: #3c3734; border-style: solid; margin: 10px;" title="unaseparazione" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/unaseparazione-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a>Jodaeiye Nader az Simin </em></strong>(Iran, 2011) di Asghar Farhadi, con Sareh Bayat, Sarina Farhadi</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 8</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"><strong>In sala da venerdì 21 ottobre</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nader e la moglie Simin sono prossimi al divorzio. Lei vuole abbandonare l&#8217;Iran con la figlia undicenne e trasferirsi in un Paese che dia loro un futuro migliore, ma lui non vuole abbandonare l&#8217;anziano padre, malato di Alzheimer. Temporaneamente la moglie lascia la casa mentre la figlia resta con il padre. Serve così qualcuno che durante il giorno, mentre lui lavora, si occupi del genitore malato: per l&#8217;incarico viene trovata una donna, con figlia di 5 anni, che decide di occuparsi dell&#8217;anziano senza però rivelarlo al marito. Un giorno però, un litigio con Nader ha una grave conseguenza che porterà le due famiglie a doversi rivaleggiare in tribunale.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4516"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non ho sinceramente capito, dopo aver visto il film, perché il titolo abbia voluto dare così importanza al tema della &#8220;separazione&#8221; nel film. Certo, è l&#8217;elemento da cui tutto prende il via, è volendo anche la causa degli incidenti che si susseguono sullo schermo, ma l&#8217;opera di <strong>Asghar Farhadi</strong>, vincitrice dell&#8217;<strong>Orso d&#8217;Oro come miglior film</strong> a Berlino, è molto di più. Grazie ad una <strong>sceneggiatura sorprendente</strong>, quasi &#8220;occidentale&#8221; per quanto ad incastro, piena di colpi di scena e capace di un climax niente male, il regista iraniano confeziona un <strong>film completo</strong>, avvincente, spesso crudele. Un film in cui le donne, seppur costrette da una società fortemente maschilista a rimanere sempre in secondo piano nella vita sociale, a non poter compiere scelte indipendenti, a dover sottostare alle regole dei mariti e della religione, si dimostrano le figure più razionali e capaci. Mentre i capifamiglia giocano a fare i duri, a picchiarsi per difendere l&#8217;onore delle rispettive consorti, le loro mogli e figlie tacciono ma ragionano, finanche tessendo una tela di menzogne e falsità pur di uscirne pulite agli occhi della gente (e possibilmente di Dio).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Molta carne al fuoco in <span style="color: #ff00ff;"><strong>Una separazione</strong></span>, un film necessariamente politico ma soltanto sullo sfondo, che privilegia più che le tesi una solida narrazione, fatta di momenti eccezionali (di alta tensione gli incontri delle parti avverse dinanzi al giudice) e di un finale in cui lo spettatore, finalmente dentro alla vicenda, dovrà ancora porsi delle domande. Ottimi attori, ottima regia, per un film che non deve spaventare e che, vi assicuro, anche il pubblico occidentale <strong>non potrà che trovare coinvolgente</strong>.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ifEYcdbqeRA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ifEYcdbqeRA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Anteprima: SCIALLA! / recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 13:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[(Italia, 2011) di Francesco Bruni, con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni, Filippo Scicchitano Il voto di Paolino è&#8230; 7 In sala da venerdì 18 novembre L&#8217;ex professore Bruno Beltrame (Francesco Bentivoglio), dopo aver lasciato l&#8217;insegnamento, tira a campare dando svogliate ripetizioni a ragazzini del liceo e scrivendo, da ghost writer, biografie di attricette e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times   New Roman';"><strong><a href="http://www.paolinoslife.com/wp-content/scialla.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4501" style="border-width: 2px; border-color: #C73843; border-style: solid; margin: 10px;" title="scialla" src="http://www.paolinoslife.com/wp-content/scialla-245x350.jpg" alt="" width="245" height="350" /></a></strong>(Italia, 2011) di Francesco Bruni, con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Vinicio Marchioni, Filippo Scicchitano</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><span style="color: #3366ff;">Il voto di Paolino è&#8230; 7</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>In sala da venerdì 18 novembre</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;ex professore Bruno Beltrame (Francesco Bentivoglio), dopo aver lasciato l&#8217;insegnamento, tira a campare dando svogliate ripetizioni a ragazzini del liceo e scrivendo, da ghost writer, biografie di attricette e calciatori. Il suo talento di scrittore, che un tempo adoperava per scrivere opere di sua invenzione, oggi è solo al servizio delle vite degli altri, come quella di Tina (Barbora Bobulova), la pornostar polacca di cui sta scrivendo &#8220;l&#8217;auto&#8221;biografia. Uno dei ragazzi a cui Bruno dà ripetizioni è Luca (Filippo Schicchitano), un quindicenne pessimo a scuola solo perché profondamente svogliato, che nasconde dentro di sé però un&#8217;intelligenza e un rispetto per la vita (e per la madre single) che lo fa star lontano dal fumo, dalle droghe, dai brutti giri. E&#8217; proprio sua madre, costretta a partire per un lavoro in Mali, ad affidare Luca al professor Bruno, rivelando allo scrittore la sorprendente notizia: il ragazzo è suo figlio.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><span id="more-4497"></span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E&#8217; stato il film italiano più promosso all&#8217;ultimo <strong>Festival di Venezia</strong>, dove gareggiava nella sezione Controcampo italiano (che ha vinto). Ed è tutto dire. <span style="color: #ff00ff;"><strong>Scialla!</strong></span> infatti non è nulla più che un film leggero, carino, furbetto, non privo di difetti, che però nel panorama cinematografico di casa nostra rappresenta comunque una sorta di miracolo: <strong>pensate come siamo messi</strong>. Uno dei pregi del film del neoregista <strong>Francesco Bruni</strong> (già però stimato sceneggiatore di molti film di Virzì, di quelli di Ficarra e Picone e degli adattamenti televisivi di Montalbano) è quello di proporci la figura di un adolescente a cui, finalmente, <strong>crediamo</strong>. Non quelli finti da fiction Rai, perbenisti e felici, ma neanche quelli esagerati di certo cinema italiano, dalla canna facile e senza futuro: no, Luca è un ragazzo che ha testa, ma semplicemente <strong>ce l&#8217;ha altrove</strong>. Ha bisogno di essere rimesso in riga, di avere una guida che non gli tarpi le ali ma semplicemente gliele apra. Alcuni scambi di battute tra lui e Bruno sono davvero azzeccati, così come la digressione sui &#8220;froci&#8221; nella Grecia Antica o i siparietti col bidello della scuola (pardon, operatore scolastico).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dove un po&#8217; pecca il film di Bruni è nella figura della pornostar ravveduta e colta, quello sì un ruolo un po&#8217; fuori dal mondo, e in qualche piccola concessione alla banalità e al cliché (verso tre/quarti il film sbanda spostandosi su una faccenda di soldi rubati e cocaina, francamente evitabile, che culmina con un pianto di Luca a cui è davvero difficile credere, sia narrativamente che recitativamente). <strong>Bentivoglio</strong> nel ruolo di padre/mentore con marcato accento veneto (lo scontro con il romanesco di Luca è davvero effervescente) convince a singhiozzo ma è decisamente simpatico. Cinema onesto, senza sotterfugi, da premiare.</span></p>
<p><object width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ljKbqq-LzMY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ljKbqq-LzMY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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