gennaio 5th, 2011Il mio 2010 al cinema
Se qualcuno mi chiedesse com’è stato cinematograficamente il 2010, non risponderei certo in maniera entusiasta. Nessun capolavoro, pochi bei film che mi hanno fatto godere, quasi nessuna piacevole sorpresa. Il problema è che poi vai a spulciare le tante classifiche che a fine anno popolano i più importanti siti italiani e del mondo sul meglio dell’annata in sala (tipo questa, o questa, o questa, o questa, o questa), e scopri che la maggior parte dei titoli citati o da noi non sono ancora usciti (Winter’s Bone, Kick-Ass, Four Lions, Black Swan, 127 ore, I ragazzi stanno bene, Il Grinta, Il discorso del re) oppure più semplicemente sono stati visti in qualche piccolo festival e quindi non li vedremo mai. Insomma, aspettando la classifica del 2011 che forse sarà ben più interessante, vi propongo come di consueto (l’ho fatto anche qui per il 2008 e qui per il 2009) le mie considerazioni finali. E no, non troverete né Inception né The Social Network, ve lo dico subito.
I TOP DEL 2010
- TOY STORY 3 (recensione), CATTIVISSIMO ME e DRAGON TRAINER (recensione): perché è stato un anno strabiliante per l’animazione, e perché sono tre film che non potrebbero essere più diversi tra loro ma che incarnano in egual misura l’essenza del cinema.
- ANIMAL KINGDOM (recensione): l’unica bella sorpresa dell’anno, imperfetto ma duro e senza sconti.
- L’UOMO NELL’OMBRA (recensione): perché il maestro Polanski sa trasmettere brividi veri, anche in un thriller politico.
- IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI (recensione): perché è un film perfetto sotto ogni aspetto, guidato da un regista illuminato.
I TONFI DEL 2010
- CHE FINE HANNO FATTO I MORGAN? (recensione): come affossare due star, nella commedia più atroce e inguardabile dell’anno.
- IL FIGLIO PIU’ PICCOLO (recensione): il declino inarrestabile di Pupi Avati, in un film completamente sbagliato e figlio di un mondo inesistente.
- L’ULTIMO DOMINATORE DELL’ARIA (recensione): impensabile anche solo cercare di salvarne qualcosa. Il film peggiore di Shyamalan.
- SOMEWHERE (recensione): il Leone d’Oro veneziano è una sonora bufala priva di contenuti e profondamente ruffiana.
- MANGIA PREGA AMA (recensione): quando il nulla, ben illuminato e con ottime scenografie, diventa film.
MENZIONI SPECIALI
- A SINGLE MAN (recensione): Tom Ford stupisce tutti e con il suo primo film racconta una vita toccante, con un Colin Firth in stato di grazia.
- A-TEAM (recensione): il miglior action dell’anno, con buona pace di Stallone. Ironia, follia e divertimento da vendere.
- CELLA 211 (recensione): dalla Spagna, un film carcerario che inchioda alla poltrona e colpisce allo stomaco.
- HAPPY FAMILY (recensione): nulla di originale, tutto già visto in ottime commedie americane, francesi o inglesi, ma per l’Italia è un film anomalo e convincente.
- THE TOWN (recensione): fare meglio di Gone Baby Gone era impossibile, e infatti questo gli è sotto, ma Ben Affleck fa 2 su 2 e si conferma talento (solo registico) da seguire.
LE DELUSIONI DEL 2010
- ALICE IN WONDERLAND (recensione): se Tim Burton non si libera dall’orpello Disney e non ritrova la voglia di folleggiare, vedo la sua carriera seriamente finita.
- THE TOURIST (recensione): di sicura la più clamorosa occasione sprecata dell’anno, in un film assolutamente sbagliato sotto ogni punto di vista.
I SOPRAVVALUTATI DEL 2010
- AVATAR (recensione): spero che un giorno tutti quelli che hanno gridato al capolavoro si rendano conto della pochezza narrativa (non certo tecnica) del film di Cameron. Buono, ma nulla più.
- IO LORO E LARA (recensione): forse è piaciuto tanto a questa italietta cattolica perchè Verdone fa un prete simpatico e bonaccione, ma il film è veramente poca cosa.
- IO SONO L’AMORE (recensione): qui la cosa è seria, perché in America è piaciuto tantissimo, figura in tantissime classifiche e si è beccato pure la nomination ai Golden Globe come film straniero. Ma è francamente inguardabile e ignobile.
I SOTTOVALUTATI DEL 2010
- CITY ISLAND (recensione): forse la miglior commedia dell’anno è passata sottobanco, recuperatela appena potete.
- AMABILI RESTI (recensione): Peter Jackson, come Clint Eastwood, ormai pare condannato a dover fare solo ottimi film. Quando ne fa uno solo “buono” come questo, viene snobbato. Ingiustamente.
L’INVISIBILE DEL 2010
- SCOTT PILGRIM VS. THE WORLD (recensione): citazione doverosa, per un film che meriterebbe di stare anche tra i TOP di quest’anno. Superlativo in tutto.






