Giugno 2nd, 2009MTV Movie Awards 2009

UPDATE: uno degli autori degli MTV Movie Awards ha confermato che Eminem sapeva tutto (potete leggerlo qui) ma anzi, che lui è stato la seconda scelta! In principio la malcapitata doveva essere Paris Hilton, che, dall’alto della sua proverbiale autoironia, si è ovviamente rifiutata. Eminem ha invece accettato. Bravo ragazzo!

Si sono svolti l’altra notte gli annuali MTV Movie Awards, premi che più che per la loro singola importanza si fanno notare per gli spassosi siparietti che gli si costruiscono intorno. Vincitore assoluto è stato Twilight (Miglior film, miglior rivelazione maschile R. Pattinson, miglior combattimento, miglior bacio, miglior performance femminile K. Stewart) ma anche High School Musical 3 si è difeso con la statuetta a Zac Efron come miglior interprete e ad Ashley Tisdale come miglior rivelazione femminile. Premiato Jim Carrey per la miglior interpretazione comica in Yes Man, Heath Ledger come miglior cattivo ne Il cavaliere oscuro, “The Climb” di Miley Cyrus come miglior canzone da Hannah Montana, e il film Baby Mama per il miglior momento “ma che c***o!”. Ben Stiller ha ricevuto il premio alla carriera.

Ma passiamo agli episodi più spassosi della cerimonia, con uno su tutti: l’entrata in scena di Brüno, il nuovo personaggio di Sacha Baron Cohen (Borat) protagonista di un nuovo film in uscita a luglio negli States. Lo stilista austriaco gay del comico americano è entrato in scena vestito (e tangato) da angelo, volando sulla platea e finendo in una posizione clamorosa sopra… Eminem!

Divertente anche il video musicale Cool Guys don’t look at explosions, in cui il presentatore della serata Andy Samburg nei panni di Bruce Springteen, Will Ferrell in quelli di Neil Diamond e… J.J. Abrams, ironizzano sul fatto che nei film d’azione i protagonisti se ne vanno sempre in slow motion indisturbati mentre dietro di loro esplode qualsiasi cosa…

Momento involontariamente più comico quello della premiazione a Kristen Stewart, a cui scivola il premio…


Per il resto, lode all’impacciatissimo Robert Pattinson che ritirando il premio per il miglior combattimento ha ringraziato dicendo “Ringrazio il mio stuntman, visto che ha fatto tutto lui”, e palma per la miglior tristezza alla performance in playback di Eminem di fronte ad un pubblico piuttosto allibito.

Night at the Museum: Battle of the Smithsonian (Usa, 2009) di Shawn Levy, con Ben Stiller, Owen Wilson, Amy Adams, Robin Williams, Hank Azaria, Christopher Guest, Alain Chabat, Steve Coogan, Ricky Gervais, Jonah Hill

Il voto di Paolino è… 5

Larry Daley non fa più il guardiano notturno al Museo di Storia Naturale di New York. E’ diventato famoso per aver inventato due o tre inutili oggetti per la casa, li vende in tv e i suoi affari vanno a gonfie vele. Non perde però occasione, ogni tanto, di notte, per andare a trovare i suoi “vecchi amici” che prendono vita tra le stanze del suo ex luogo di lavoro. Una sera scopre però che la struttura sta per essere smantellata per mancanza di fondi e che tutte le sue attrazioni saranno inscatolate e portate nei magazzini sotterranei dello Smithsonian di Washington, il più grande museo del mondo. Ovviamente non lo potrà permettere…

Tre anni dopo l’exploit del primo capitolo, Ben Stiller torna a fronteggiare giganteschi animali estinti, figure storiche del passato e miniature pasticcione un un sequel un po’ fiacco e con poche novità. Tanti nuovi personaggi (su tutte la Amelia Earhart della bravissima Amy Adams) si affiancano a quelli già visti, capitanati da Owen Wilson nei minuscoli panni di un cowboy e da Robin Williams (di cui Stiller è chiaramente l’erede artistico) in quelli di un “doppio” Teddy Roosevelt. Scalpore ha suscitato la versione italianizzata con un doppiaggio in vari dialetti (il povero Jonah Hill che parla in napoletano è da suicidio) e con battute cambiate appositamente per il nostro Paese, tra cui quella stranota su Berlusconi. Una barbarie da cinema di serie B anni ‘80 che periodicamente si ripropone sotto i nostri inorriditi occhi.

Per il resto delude la pochezza della trama, la totale perdita di ancoraggio alla realtà (che nel primo capitolo, malgrado l’argomento, c’era) e l’affollamento inusitato di personaggi inutili che rendono il film troppo confusionario (spunta pure Darth Vader, in un momento imbarazzante). I bambini si divertiranno, il film è per loro, ed è giusto così.

Segue il trailer.

Read the rest of this entry »

E’ tempo di promozione, negli USA, per le nomination ai prossimi Oscar. Le case di distribuzione stanno facendo uscire nei cinema i loro ultimi assi nella manica, e in rete sbarcano filmati per supportare attori e registi su cui Hollywood punta per l’ambita statuetta. Quelli che sono chiamati in gergo i filmati “For Your Consideration” vengono lanciati in tv e nel web direttamente dai produttori dei film, che cercano così di toccare le corde dei migliaia giurati dell’Academy.

Negli ultimi giorni, una di queste campagne riguarda Tropic Thunder e… Kirk Lazarus! Ebbene sì, la Paramount, con una scherzosa e divertente trovata, sta promuovendo la nomination a Robert Downey jr. in modo indiretto e fenomenale. Come Miglior attore non protagonista sarebbe perfetto, anche se dovrà quasi sicuramente vedersela con un certo Joker

Ben Stiller, negli scorsi giorni, ha dichiarato di essere il responsabile dell’idea. Ecco il video:


 

Ottobre 27th, 2008Tropic Thunder cult

Chi ancora non l’ha visto stia attento a non rovinarsi la sorpresa… Ma a chi non gliene frega nulla, o per chi già si è divertito a vederlo, ecco due chicche meravigliose dal film di Ben Stiller: il finto trailer del film “Satan’s Alley” con Kirk Lazarus (Downey jr.) e Tobey Maguire… e, dopo il salto, i titoli di coda tutti per un magnifico Tom Cruise produttore/pappone che è una gioia per gli occhi!

 

TRADUZIONE — In un tempo in cui essere diversi era una condanna/ e la condanna era la morte / un uomo scelse di ribellarsi al proprio Dio. / Dalla Fox Searchlight / il 5 volte premio Oscar Kirk Lazarus / e il vincitore dell’MTV Movie Awards per il miglior bacio Tobey Maguire / Vincitore dell’ambita Scimmia Urlante al Festival del cinema di Pechino / SATAN’S ALLEY…. “Sono stato un cattivo, cattivo ragazzo padre…”

Read the rest of this entry »

Ottobre 25th, 2008TROPIC THUNDER

Tropic Thunder (Usa, 2008) di Ben Stiller, con Ben Stiller, Jack Black, Robert Downey jr., Nick Nolte, Matthew McConaughey, Tom Cruise

Il voto di Paolino è… 8

Basterebbe il cast: Ben Stiller, Robert Downey jr., Jack Black, Matthew McConaughey, Tom Cruise, Nick Nolte. Rendiamoci conto. Più camei di Jon Voight, Jason Bateman, Tobey Maguire, Jennifer Love Hewitt, Lance Bass. Solo una grande compagnia di matti svitati come questa poteva mettere in piedi uno dei più divertenti film degli ultimi anni, Tropic Thunder, finalmente nelle sale italiane!

“Tropic Thunder”, nel film, è il titolo di un libro scritto da un veterano della guerra del Vietnam (Nolte) sulla sua esperienza guerrafondaia, dal quale il regista esordiente Damien Cockburn (Steve Coogan) sta traendo un film ad altissimo budget che comprende tre degli attori più famosi e “primedonne” di Hollywood: Tugg Speedman (Stiller), un tempo grande eroe d’azione stile Rambo e ora sull’orlo del declino professionale, Jeff Portnoy (Black), famoso per i suoi film beceri e volgarissimi, e Kirk Lazarus (Downey jr.), pluri-oscarizzato e pronto a tutto per imedesimarsi nei ruoli che interpreta. Non riuscendo ad entrare nella mentalità giusta per girare il film, i tre vengono a loro insaputa catapultati nella giungla del Sudest asiatico, dove ad attenderli troveranno dei veri fabbricanti di droga… che loro crederanno essere delle finte comparse per il loro film!

Dopo Zoolander, Stiller ha fatto centro un’altra volta con questa irresistibile farsa sui war movies, girata con incredibile maestria tecnica e piena di momenti già di culto. Per presentare i tre protagonisti, la scelta geniale è quella di farceli conoscere, prima che il vero film cominci, con altrettanti finti trailers di loro lavori del passato (tra cui un meraviglioso Satan’s Alley sulla relazione gay tra due fraticelli interpretati da Downey jr. e Tobey Maguire, che speriamo davvero di vedere al cinema prima o poi!). In seguito veniamo subito trasportati nella realizzazione del finto film, tra scene d’azione adrenaliniche, spruzzi di ettolitri di sangue e capricci da star. Pieno zeppo di citazioni, da Nato il 4 luglio ad Apocalypse Now, da Rambo a Quella sporca dozzina, Tropic Thunder vive di una vitalità rara in questo tipo di cinema, spesso troppo concentrato sulla singola battuta che sul contorno. Stiller non fa satira, non strizza l’occhio allo spettatore: racconta la sua storia, con un capo e una coda, contestualizzando azioni e personaggi (ovviamente volutamente sopra le righe, questo è ovvio) e cogliendo di sorpresa lo spettatore in continuazione. Alcuni discorsi sono, purtroppo, molto veri (ascoltate quello di Lazarus su come vincere un Oscar sicuro impersonando un minorato mentale) e ciò che succede negli uffici della produzione del film, con il capo supremo Les Grossman (uno stre-pi-to-so Tom Cruise) e l’agente di Speedman Rick Peck (McConaughey), sarà pur esagerato ma non si discosta molto dalla realtà di chi mette in ballo le proprie fortune e vuole vedersele tornare in tasca con gli interessi, a qualsiasi costo.

Nota a parte per una delle interpretazioni più sensazionali ed inaspettate degli ultimi anni: Robert Downey jr. offusca totalmente i suoi compagni compiendo un lavoro incredibile sulla mimica e la recitazione (già c’è chi parla di sicura candidatura all’Oscar, che per un film di questo genere sarebbe un traguardo insperabile). Stiller fa Stiller e Jack Black è purtroppo penalizzato da un ruolo non proprio eccelso, pur rifacendosi nel finale.

Un film memorabile. Segue il trailer.

Read the rest of this entry »

Negli USA, negli ultimi anni, ha preso sempre più piede un nuovo filone cinematografico, che in Italia (complice il fatto che i loro comici più famosi restano da noi degli emeriti sconosciuti) non ha mai avuto alcun successo. Parlo di un genere che definirei sportivo-demenziale: spassose prese in giro di competizioni più o meno famose, spesso messe in piedi da autori e comici del Saturday Night Live. Oggi ve ne presento tre.

Ricky Bobby: la storia di un uomo che sapeva contare fino a uno (Talladega Nights: The Ballad of Ricky Bobby, Usa 2006, di Adam McKay)

Tralasciando il sottotitolo italiano, che starebbe a significare che per il protagonista esiste solo la prima posizione sul podio, qui si raccontano le vicende di Ricky Bobby (Will Ferrell), che da semplice tecnico di scuderia riesce a diventare uno dei più grandi campioni automobilistici della NASCAR americana. Insieme al suo amico fraterno Cal (John C. Reilly), alla sua prosperosa mogliettina Carley e alla sua sgangherata compagnia di collaboratori, Ricky dovrà vedersela con un difficile trauma che metterà a dura prova il suo futuro sportivo e con un temibile avversario giunto dalla Francia per vedersela con lui: Jean Girard (Sacha Baron Cohen, ovvero Borat). Sboccatissimo soprattutto per merito dei due figlioletti di Ricky, pronti a prendersela soprattutto con il loro vecchio nonno imbecille, e coronato da gustosissimi siparietti comici tra Ferrell e Reilly (alcune loro conversazioni sono davvero esilaranti!), Ricky Bobby ha l’unica pecca di essere un po’ troppo lungo e di non avere una trama così originale. Per il resto, strappa più di una risata, con frasi del tipo “Stiamo per darci dentro? Perchè adesso ce l’ho duro come DiCaprio in Titanic!”…

Voto a “Ricky Bobby”: 6

Blades of glory (Usa 2007, di Josh Gordon e Will Speck)

E’ ancora Will Ferrell, che questa volta fa coppia con il giovane e bravissimo Jon Heder, il protagonista di questa presa in giro di uno degli sport maschili più gay-friendly che esistano: il pattinaggio artistico! Jimmy MacElroy e Chazz Michael Michaels sono due acerrimi nemici delle piste ghiacciate: il primo è un giovane di classe, perbene e impacciato, il secondo è un rude, gigantesco, volgarissimo, puttaniere ma geniale pattinatore d’esperienza. Dopo una brutta rissa che li vede protagonisti vengono esonerati a vita dal pattinaggio professionistico individuale, e saranno costretti, per tornare a gareggiare, ad unire le loro forze per partecipare alla sezione “di coppia”. Ferrell e Heder insieme fanno faville, e le risate vengono soprattutto dai doppi sensi a go-go (immaginate quali improbabili posizione potranno mai assumere i due pattinando…) e dai ridicoli personaggi che fanno loro da contorno. Irriverente e ben riuscito.

Voto a “Blades of glory”: 6½

Ma il migliore di tutti qual è? Lo scoprirete dopo il saltino.

Read the rest of this entry »


© 2007 Paolino's Life | Web Hosting by Shellrent.com | Powered by Wordpress