Novembre 12th, 2009NEMICO PUBBLICO

publicenemiesPublic Enemies (Usa, 2009) di Michael Mann, con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, David Wenham, Stephen Dorff, Channing Tatum, Billy Crudup, Giovanni Ribisi, Carey Mulligan

Il voto di Paolino è… 6½

E’ il 1939, e a Chicago John Dillinger (Johnny Depp) è un criminale che rapina banche e gode di una straordinaria e benevole fama tra la gente comune. Sulle sue tracce si butta a capofitto l’agente Melvin Purvis (Christian Bale).

Il nome di Michael Mann non è certo uno di quelli che il pubblico comune conosce più facilmente. Non è uno Spielberg, non è un Burton. Eppure basta scorrere l’elenco degli appena dieci film che ha girato negli ultimi 28 anni per capire che non è certo uno che non lascia il segno. Suo è stato il merito di aver portato per la prima volta sullo schermo il personaggio di Hannibal Lecter in Manhunter (lo interpretava Brian Cox) ma è nel 1992 con L’ultimo dei Mohicani che Mann dà il via ad una sfilza di capolavori (o quasi) da far invidia all’Eastwood degli ultimi anni. In Heat mette a confronto De Niro e Pacino, Insider toglie il fiato e Alì permette a Will Smith di scrollarsi di dosso la sua etichetta da fancazzista. Ma è con Collateral (voto 10) e Miami Vice (voto 9) che il regista di Chicago dà vita ad un dittico superbo impreziosito da una tecnica di ripresa digitale unica nel suo genere. Tecnica che torna ad utilizzare anche in Nemico pubblico. Stavolta i risultati, però, sono decisamente al di sotto delle aspettative.

Si fa davvero fatica a parlarne male. La confezione è ottima (e ancora una volta gran merito al fotografo Dante Spinotti che utilizza luci naturali che incantano lo sguardo), la regia è sempre perfetta e mai banale (Mann è solito manovrare autonomamente la macchina da presa), le performance dei tre protagonisti principali sono buone (Depp, Cotillard) o ottime (il solito mostro Bale, penalizzato da un ruolo praticamente di sfondo) e un paio di momenti sono pura ed indiscutibile arte. Purtroppo però manca l’alchimia che renda tutto magico. Innanzitutto il collante che dovrebbe fare da ponte tra tutti questi elementi, la sceneggiatura, è il tasto più deludente: poca introspezione psicologica (perchè Dillinger fa quello che fa? perchè Purvis non ha altro che il suo lavoro?), scarsità di momenti cardine, una storia d’amore che nasce facendo storcere il naso e continua peggio, insomma una certa svogliatezza nel raccontare la storia. Quale storia poi? Perchè in fin dei conti non si capisce neanche tanto bene cosa Mann ci volesse raccontare nelle sue (decisamente troppe) 2 ore e 20′ di girato.

Si diceva che qualche momento è puro cinema (penso ad una straordinaria sequenza con le auto ferme al semaforo, una specie di duello western di una tensione pazzesca) ma in generale Nemico pubblico delude nel suo insieme, pur non potendo certo essere definito un brutto film. Ma visto chi c’era in cabina di regia, era lecito aspettarsi molto di più.

Segue il trailer.

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la-copertina-di-l-alba-della-liberta-dvd-98356Rescue Dawn (Usa, 2006) di Werner Herzog, con Christian Bale, Steve Zahn, Jeremy Davies, Zach Grenier

Il voto di Paolino è… 8

Nel 1966, quando la guerra in Vietnam è alle porte, l’aviatore americano ma tedesco d’origine Dieter Dengler (Christian Bale) viene incaricato di una missione segreta: bombardare alcuni obiettivi specifici nel Laos. Durante l’attacco però il suo aereo viene abbattuto e lui, fatto prigioniero, si ritroverà in un campo di prigionia con altri cinque detenuti, lì da quasi due anni, tra cui due americani. Dieter inizierà a progettare la fuga, per la quale bisognerà però aspettare la stagione delle piogge. Troverà un oppositore in Eugene (Jeremy Davies), convinto che gli aiuti arriveranno presto, ma quando un giorno sentiranno i loro aguzzini parlare di un loro probabile omicidio, tutti cercheranno di sbrigarsi a lasciare quella giungla sperduta.

La recente sortita in sala de Il cattivo tenente di Werner Herzog mi ha fatto ricordare di un suo film che attendevo molto ma del quale si erano perse le tracce dalla sua uscita nei cinema americani, nell’estate del 2007. Ho scoperto quindi che in Italia, pur non essendo passato per le sale, il film Rescue Dawn (reintitolato L’alba della libertà) era disponibile in DVD. Detto, fatto! E ho fatto bene! Perchè la storia vera di Dengler rivive sul grande schermo (dopo che Herzog gli aveva già dedicato un documentario negli anni ‘90) in un film corposo ed emozionante, un tuffo nella natura più selvaggia che appassiona e coinvolge, fa soffrire e commuove. Un ambiente opprimente che fa da sfondo ad una vicenda di uomini ad un passo dalla pazzia che lottano per un futuro, diretto con mano salda e forte senso della narrazione.

E poi c’è Christian Bale. Io non so più cosa dire di quest’uomo. Non so se sia più pazzo o più incosciente. Bale da anni sopperisce ad un talento recitativo non proprio eccelso con delle mimetizzazioni impressionanti nei personaggi che interpreta. Dopo aver perso quasi 30 chili per L’uomo senza sonno (e averli recuperati in fretta e furia con tanto di muscoli per Batman Begins), Bale è tornato per Herzog a trasformarsi fisicamente in maniera massiccia: così all’inizio del film lo vediamo bello aitante e paffutello, mentre alla fine è un vero fantasma. Tra l’altro subito dopo ha girato Il cavaliere oscuro, dove i muscoli c’erano eccome, e oggi è sul set di The Fighter per il quale è tornato scheletrico! Oltre al fattore peso, però, Bale è da ammirare in mezzo alla giungla, al fango, agli animali (osservare il suo incontro con un serpente per credere): un immersione totale nel personaggio, e pure pericolosa visto quello che combina in mezzo alle rapide di un fiume. Cosa che non si può dire invece della sua spalla nella seconda parte del film, Steve Zahn, abituato a ruoli ben più leggeri.

L’alba della libertà sarebbe da vedere solo per Bale. Ma anche il fatto che sia un gran bel film non guasta. Per dovere di cronaca, va detto che è stato attaccato da alcuni dei familiari degli veri prigionieri che hanno accusato il film di diverse inesattezze, soprattutto perchè Dengler viene descritto come l’unica mente del piano di fuga mentre in realtà esso era già stato progettato in buona parte dagli altri carcerati.

Seguono il trailer in inglese e due clip in italiano.

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Giugno 5th, 2009TERMINATOR SALVATION

Terminator Salvation (Usa, 2009) di McG, con Christian Bale, Sam Worthington, Moon Bloodgood, Helena Bonham Carter, Anton Yelchin, Bryce Dallas Howard, Jane Alexander

Il voto di Paolino è… 6½

E’ il 2018, il Giorno del Giudizio è avvenuto e le macchine hanno preso il controllo del pianeta. I piccoli manipoli di Resistenza sparsi tra le città cercano come possono di sopravvivere e di trovare una soluzione affinchè la razza umana possa tornare a prevalere. Leader riconosciuto, seppur non ufficiale, e motivatore per eccellenza degli umani è John Connor (Christian Bale), appena venuto in possesso di un file che trasmesso via radio può mandare in pappa il cervello elettronico dei robot. A complicare le cose però ci penserà l’arrivo del misterioso Marcus Wright (Sam Worthington), dal passato incerto, e soprattutto il fatto che Kyle Reese (Anton Yelchin), “futuro” padre di Connor, sia il principale obiettivo di Skynet.

Uno dei fattori lodevoli del franchise di Terminator è che non abbia bisogno di reboot, remake, prequel o sotterfugi simili per tornare sul grande schermo: giunta al quarto capitolo (il primo è datato 1984) la saga non fa altro che continuare seguendo la storyline originale e andando ad aggiungere tasselli al racconto. Dopo tre film (e una serie tv, The Sarah Connor Chronicles) in cui era sì il fulcro della vicenda ma non il protagonista, il personaggio di John Connor prende piena vita grazie al prezzemolino Christian Bale e al suo “esercito” di combattenti, impegnati a fronteggiare l’intelligenza artificiale. Ma la vera novità di Terminator Salvation è il personaggio di Marcus Wright, protagonista di un prologo ambientato nel 2003 in cui, condannato alla pena di morte, sta per essere giustiziato: come fa dunque ad essere ancora vivo nel 2018, e come mai non si ricorda nulla degli ultimi 15 anni?

Se c’è qualcosa da rimproverare a questo nuovo capitolo della serie è che il racconto non si smuove, alla fine della visione ci si chiede cosa sia cambiato dalla puntata precedente, non ci sono sviluppi tangibili che possano mettere allo spettatore curiosità per un eventuale quinto capitolo. Prima che la situazione si animi deve passare una buona oretta, anche se l’attesa è tutt’altro che noiosa visto che, malgrado la critica americana lo abbia massacrato, il film non è assolutamente da buttare: soprattutto stupisce la regia di McG, dal quale, visti i precedenti cinematografici (Charlie’s Angels 1 e 2), non ci si aspettava una simile, e giustificata, rozzezza del tocco, grazie ad un largo utilizzo della camera a mano e di scenari post-apocalittici davvero notevoli. E le scene d’azione, che nel trailer venivano appena abbozzate, sono in realtà ben più incalzanti di quanto ci potessimo immaginare.

Da parte degli attori (maschili) c’è molto impegno, e finalmente possiamo godere delle capacità di Sam Worthington, già nuova star di Hollywood, protagonista anche del prossimo Avatar di James Cameron e del già mitico Scontro tra titani di Louis Leterrier. Anton Yelchin, un giovane su cui punto moltissimo,  visto recentemente in Star Trek, incarna i giovani panni del padre di Connor e lo fa con sicurezza, mentre le donne restano molto sullo sfondo, anche per colpa di una sceneggiatura che non le valorizza (e che si inventa una liason discutibile tra Wright e una Resistente porcona). Ma molti di voi vorranno sapere di Schwarzenegger: c’è o non c’è? Ebbene sì, c’è, ricostruito digitalmente in una scena trashissssssssima (vedere lo spot che vi ho postato sotto per credere).

Segue il trailer e, appunto, lo spot con Schwarzy.

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Michael Mann ha girato alcuni dei film più belli della storia del cinema moderno americano: Manhunter, L’ultimo dei Mohicani, Heat – La sfida, Insider, Alì, Collateral (un capolavoro secondo me, voto 10), Miami Vice (che a dispetto del materiale di partenza si è rivelato uno dei polizieschi più belli della storia, voto 9!).

Quest’anno tornerà sul grande schermo, a luglio negli USA e ad ottobre da noi, con Public Enemies - Nemico pubblico - (peraltro già titolo di un film del 1998 con Will Smith e assonante alla pellicola Nemico pubblico n.1 in uscita questo venerdì nelle nostre sale: inventarsi qualcos’altro no eh?), nel quale ha diretto nientemeno che gente del calibro di Johnny Depp e Christian Bale. Il primo sarà lo storico John Dillinger, il rapinatore di banche che negli anni ‘30 divenne un po’ il simbolo della Grande Depressione: una specie di Robin Hood che bruciava i registri dei debiti quando rapinava gli sportelli bancari salvando a conti fatti i poveracci in canna a cui non era rimasto nulla. Bale sarà invece Melvin Purvis, l’agente dell’FBI alle sue costole. Nel cast anche il premio Oscar dello scorso anno Marion Cotillard, Giovanni Ribisi e il giovane Channing Tatum.

Ecco il trailer italiano, incentrato tutto sul personaggio di Depp (dimenticandosi completamente dell’altra star che il film contiene).

Luglio 24th, 2008IL CAVALIERE OSCURO

The Dark Knight (Usa, 2008) di Christopher Nolan, con Christian Bale, Heath Ledger, Aaron Eckhart, Gary Oldman, Michael Caine, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Cillian Murphy

Il voto di Paolino è… 9

E’ molto difficile per me scrivere un commento sul Cavaliere Oscuro cercando di non rovinarlo a chi lo deve ancora vedere. Perchè commentare insieme e nella loro totalità le scelte artistiche di Nolan, le sorti che toccano ai suoi personaggi, le complessità che il film presenta durante i suoi 150 minuti di durata, sarebbe molto, molto interessante. Mi limiterò quindi al dicibile.

La Gotham City che apre il film è glaciale. Molto più che in Batman Begins, la fantomatica città industriale dell’East Coast americana è assoluta protagonista della storia: fredda e impalpabile di giorno, angusta e pericolosa di notte. Batman (Christian Bale) la preserva, combatte le carogne, la mafia, i boss che controllano i traffici illeciti, i poliziotti corrotti e i giudici mazzettati… ma è stanco, attaccato da molti e senza speranza per il futuro suo e di tutti quelli che lo circondano. Senza contare che ci si è messo pure un pazzoide truccato da clown a rompergli le scatole e a reclamare la sua attenzione. Finalmente però un uomo, questa volta senza maschera, sembra rappresentare uno spiraglio di libertà per Bruce Wayne: il nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent (Aaron Eckhart) una figura salda, tutta d’un pezzo, decisa ed intenzionata a non fare sconti ai criminali della città. C’è solo un piccolo intoppo, e si chiama Rachel Dawes (non più Katie Holmes, ma Maggie Gyllenhaal). L’eterna amica (o qualcosa di più…) di Wayne, oltre che rara custode del suo segreto, è anche la nuova compagna di Dent, e i due sembrano fare proprio sul serio.

Tanta carne al fuoco ne Il Cavaliere Oscuro. Se Sam Raimi con Spider-Man 2 aveva scomodato il dramma shakespeariano, Nolan punta ancora più in alto regalandoci una visione del mondo moderno totalmente infausta e infelice. Non una trama lineare, ma una storia che continua a percorrere binari differenti, sviando, lasciando senza fiato e continuando a proporre chiavi di lettura diverse e sempre inaspettate. Batman Begins era in tutto e per tutto una grande epopea sulla nascita, esteriore ed interiore, di Batman, mentre qui l’Uomo Pipistrello deve fare i conti con la sua coscienza, con le sue responsabilità, e con il suo futuro da giustiziere mascherato, arrivando ad un certo punto, un po’ come Peter Parker, ad abbandonare il suo costume. Per fortuna c’è sempre il fido Alfred (Michael Caine) a supportarlo e consigliarlo. E poi c’è il tenente Gordon (Gary Oldman), che per il ruolo e l’importanza nella storia sembra più Robin che un semplice comprimario!

Ma voi vorrete sapere del Joker di Heath Ledger… Beh sì, è grandioso. Non da Oscar magari (i media esagerano sempre…), ma di sicuro una caratterizzazione straordinaria di un alienato di gran classe, capace di ficcare una matita nell’occhio di un mafioso e subito dopo di saltellare qua e là come un ragazzino ridendosela alla grande. E badate bene che Nolan non ha bisogno di giganti di sabbia, o di strani surfisti alieni, o di chissà quale altra invenzione fumettistica… No, Nolan fionda i suoi personaggi in una atroce realtà, e il Joker non è altro che un terrorista psicopatico e fantasioso che cerca di entrare in affari con la malavita organizzata… Quanto di più reale e tristemente attuale! La storica nemesi del Pipistrello è dura a morire, e non si dà per vinta: ogni momento è buono per una tetra risata, per una sinistra battuta o per un ghigno sornione. Persino per un travestimento da procace infermierina, in uno dei momenti più scanzonati del film (perchè nel film ci si diverte anche, tra le altre cose…)

Effetti speciali quasi azzerati, buoni solo quando totalmente indispensabili (straordinario il lavoro svolto su Due Facce), inseguimenti mozzafiato con un Batpod da urlo, un cast di lusso e una complessità morale oggi difficile da trovare in qualsiasi film drammatico, figuriamoci in un cinecomics! Episodi e situazioni che mettono di fronte i personaggi, e quindi anche lo spettatore, a dilemmi e nodi impossibili da sciogliere, fino ad un finale nero, avvolto nell’oscurità e totalmente pessimista, ma doveroso. Peccato non poter dire altro, se non che Il cavaliere oscuro va a formare con l’altrettanto straordinario Batman Begins un dittico di intensità ed efficacia che mai avremmo potuto immaginare. Un lavoro, quello di Nolan e del suo paio di sceneggiatori fidati, che potrebbe tranquillamente concludersi qui. Ma dopo gli incassi stratosferici che il film sta realizzando, difficilmente la Warner resisterà al cercare di riportare tutti sulla stessa barca per un terzo episodio…

Ci sarebbero tante altre cose da poter dire, sulla realizzazione tecnica, sulla colonna sonora strepitosa firmata da ben due dei più famosi compositori hollywoodiani (Hans Zimmer e James Newton Howard, 14 nomination all’Oscar in totale), sullo straordinario comparto di attori di seconda linea… Ma sono solo parole. L’unico consiglio che posso darvi, è quello di andare al cinema. Di film come questi, ogni tanto, se ne sente davvero il bisogno.

P.S: ho scritto il pezzo alle 3 di notte dopo 11 ore di massacro… Perdonatemi se c’è qualche svista, lo rileggerò domani! :)

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