novembre 3rd, 2012SKYFALL / recensione
Skyfall (Usa/Gran Bretagna, 2012) di Sam Mendes, con Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Albert Finney, Naomie Harris, Berenice Marlohe, Ben Whishaw, Helen McCrory
Il voto di Paolino è… 8½
L’MI6 sta vivendo una crisi senza precedenti: un file contenente i nomi di tutti gli agenti infiltrati del mondo è finito nelle mani sbagliate e neppure 007 è riuscito a recuperarlo, cadendo ferito sotto un colpo di fuoco amico e dato per disperso. Il capo del dipartimento, M (Judi Dench), è chiamata a rispondere delle sue azioni davanti al Ministro in persona, ma proprio di ritorno da uno di questi incontri il suo ufficio viene fatto esplodere davanti ai suoi occhi. James Bond (Daniel Craig), per rispetto ad M, decide di tornare dal mondo dei morti e di rimettersi al Servizio di Sua Maestà. Ma prima di dover fare i conti con l’uomo dietro tutto questo, dovrà confrontarsi con il suo corpo e la sua mente, irrimediabilmente compromessi.
C’è tutto ciò che si poteva chiedere ad un Bond del 2012 in Skyfall, un film che in qualche modo conclude una trilogia, iniziata con l’avvento di Daniel Craig, che ci ha presentato le origini di 007, colmando una lacuna cinematografica importante: da oggi in poi si ritorna nel Mito. Un Mito che in Skyfall si concretizza riportando in scena i celeberrimi Q, Moneypenny, e perfino la Aston Martin DB5 di Conneriana memoria (pulsante per l’eiezione compreso). Se a tratti Skyfall può sembrare anche troppo citazionista, complici vari titoli di film passati rimessi in bocca ad un ammiccante Craig, la battuta sulla “penna esplosiva” con Q e perfino la riproposizione del leggendario “salto del coccodrillo” di Roger Moore, il film di Sam Mendes invece utilizza gli elementi più assodati della saga creata da Ian Fleming per rilanciare la posta e regalarci uno spettacolo a tutto tondo. Grazie anche all’apporto di artisti tra i più osannati del mondo (Roger Deakins, 9 volte candidato all’Oscar, alla fotografia e Stuart Baird al montaggio), il film si regala anche delle sequenze visivamente pazzesche come la lotta sul grattacielo di Shanghai o l’incredibile set del primo incontro con Silva (Javier Bardem).





