marzo 31st, 2012LA FURIA DEI TITANI / recensione
Wrath of the Titans (Usa, 2012) di Jonathan Liebesman, con Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Edgar Ramirez, Toby Kebbell, Rosamund Pike, Bill Nighy, Danny Huston, John Bell, Lily James
Il voto di Paolino è… 4
Dieci anni dopo gli eventi narrati in Scontro tra titani, Perseo (Sam Worthington) è rimasto vedovo con un figlio a cui badare e una vita umana da portare avanti. Ma quando il padre Zeus (Liam Neeson) viene fatto prigioniero dal fratello Ade (Ralph Fiennes) e dal figlio Ares (Edgar Ramirez) all’interno del monte Tartaro, Perseo è costretto a rimontare in groppa a Pegaso e a dirigersi alla volta degli Inferi per scongiurare il ritorno sulla Terra del padre di tutti gli dei, Chronos, la venuta del quale provocherebbe la fine del mondo.
L’AVETE MAI SENTITA QUESTA? Ci sono due inglesi, un australiano, un venezuelano e un italiano… No, non è l’inizio di una barzelletta sconcia, ma è il cast “variegato” di questo evitabile sequel di Scontro tra titani, che tra le polemiche (soprattutto legate al fattore 3D) era uscito con buon successo esattamente due anni fa. In effetti, se ricordate, quel film era stato il primo, eclatante caso di “3D fasullo“: era dunque lecito aspettarsi dal seguito una rivincita almeno sotto questo punto di vista. Invece niente, anche La furia dei titani è frutto di una riconversione postuma e malfatta. Evidentemente la lezione non era servita (ma quale lezione poi? Se il successo arriverà anche stavolta significa che i produttori furbacchiotti hanno ragione)
LA GENESI DI UN SEQUEL. Leggo su “Empire” di marzo, dall’intervista a uno dei realizzatori del film: “Il reparto marketing della Warner ci disse «Dateci un mostro più grande del Kraken»”. E così ecco Chronos“. La sceneggiatura? Un optional.
UN ATTORE TRISTE. Danny Huston torna anche in questo secondo film nei panni di Poseidone. Nel primo c’era ma praticamente non si vedeva, perché la sua parte era stata completamente tagliata al montaggio. Ora, Huston non è certo un dio della recitazione ma il suo nome qualcosina conta e difatti stavolta ha preteso la sua scena madre e un’uscita di scena dedicata e strappalacrime. Almeno sulla carta…
HO IL MUTUO, NON GIUDICATEMI. Ralph Fiennes si vergogna come un cane delle parole che gli tocca pronunciare, e si vede. Liam Neeson invece ormai è ovunque e ha deciso di diventare il nuovo Nicolas Cage (cit. @gniola)
IO QUESTO FILM L’HO GIA’ VISTO. Perché ad un certo punto succede l’incredibile: La furia dei titani diventa Il Signore degli Anelli! Zeus da Grigio diventa Bianco, Ade diventa Saruman e Chronos, beh, è uguale spiccicato a Sauron.
SONO UN DIO, NON CE LA FACCIO. Il film, veloce, scappa via tra una cavolata e l’altra, da un semidio che non riesce a liberarsi da una trappoletta fatta di rametti secchi del diametro di non più di 3 centimetri, al gigantesco Chronos che anziché spazzare un esercito di inermi umani con una semplice manata infuocata decide di temporeggiare per vedere com’è il tempo aspettando che Perseo lo colpisca con l’unica arma che lo può sconfiggere. Aggiungeteci delle scelte di casting infauste (il pacioccoso Edgar Ramirez – chi cazz’è? – chiamato a reggere sulle sue spalle un ruolo troppo grosso come quello del traditore Ares) e scene confuse e trascinate via con poca credibilità come quella tra Perseo e il Minotauro nel labirinto.
CAVE CANEM. Dulcis in fundo: ci sono anche dei ciclopi ridicoli che parlano un idioma tutto loro che ovviamente non è stato doppiato. Ecco, forse gli americani non se ne sono accorti ma quell’accozzaglia di suoni per loro insignificanti, produce ad un certo punto una chiarissima e ben assestata italica bestemmia.





