febbraio 2nd, 2013THE IMPOSSIBLE / recensione
Lo imposible (Spagna, 2012) di Juan Antonio Bayona, con Naomi Watts, Ewan McGregor, Tom Holland, Geraldine Chaplin
Il voto di Paolino è… 6
E’ la vigilia di Natale del 2004 e una famiglia di americani residenti in Giappone, sbarca in Thailandia per le vacanze invernali. La mattina del 26 dicembre però uno dei più devastati tsunami della storia recente inonda il sud-est asiatico. Maria (Naomi Watts) e il figlio maggiore vengono trascinati via dal gigantesco mare di acqua e fango, mentre Henry (Ewan McGregor) e i due figli più piccoli riescono a rimanere nei paraggi del loro resort aggrappandosi ad alberi e pali. Inizia una lotta per la sopravvivenza e la ricerca per rimettere insieme la propria famiglia.
La cosa più intelligente di tutto il film è il titolo. A nessuno infatti passerebbe mai per la testa che la storia raccontata possa non soltanto essere vera ma addirittura lontanamente verosimile. E invece è così. Lo recitano i poster, i trailer: è una storia vera. Assurda, ma accaduta. Lo spettatore è fermato in anticipo dal recitare tipo Santo Rosario durante la visione la fatidica frase “Ma dai è impossibile!”.
Il regista Juan Antonio Bayona (The Orphanage), spagnolo come la nazionalità del film, ci immerge nelle torbide acque killer con delle sequenze decisamente ben girate. E seppur parlare di “action” mettendo in scena un dramma di questa entità possa sembrare irrispettoso, Bayona riesce, grazie ad effetti speciali spaventosi di cui siamo curiosissimi di sbirciare la creazione negli extra del dvd, a creare la giusta dose di immedesimazione e suspense. E’ un peccato quindi che il contorno sia così vuoto e povero. I dialoghi sono di una pochezza allucinante, roba da recita di quarta elementare, e la scelta di adottare un punto di vista puramente “ricco” è discutibile: anche dopo il disastro infatti, tranne una rapida parentesi con della gente del luogo che si cura di Naomi Watts, sono solamente occhi occidentali quelli che vediamo in scena martoriati dal dolore o affranti per la perdita di qualche familiare. The Impossible decide quindi di concentrarsi più sul versante spettacolare che su quello umano, e tira fuori le lacrime a forza senza lasciare che lo spettatore possa decidere quando e se commuoversi. Piacerà, ma dentro non lascerà un granché.








