febbraio 6th, 2011FEMMINE CONTRO MASCHI

(Italia, 2011) di Fausto Brizzi, con Claudio Bisio, Nancy Brilli, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Emilio Solfrizzi, Luciana Littizzetto, Francesca Inaudi, Serena Autieri, Wilma De Angelis, Giuseppe Cederna, Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Chiara Francini, Lucia Ocone, Alessandro Preziosi, Paolo Ruffini, Carla Signoris, Nicolas Vaporidis, Giorgia Wurth, Hassani Shapi, Gigio Alberti, Enzo Salvi

Il voto di Paolino è… 5½

Anna (Luciana Littizzetto) fa l’urologa, ha gusti raffinati ma è sposata con Piero (Emilio Solfrizzi), un benzinaio pugliese volgare, tifoso sfegatato e che la tradisce. Quando l’uomo, dopo aver sbattuto contro un lampione, perde la memoria, tocca a sua moglie ricreargliela… a proprio piacimento. Anche Valeria (Francesca Inaudi) e Diana (Serena Autieri) vorrebbe cambiare i loro uomini, eterni Peter Pan (Ficarra e Picone), mentre gli ex coniugi Marcello (Claudio Bisio) e Paola (Nancy Brilli) sono costretti a fingere di essere ancora sposati per non dare un dispiacere alla madre morente di lui (Wilma De Angelis).

I co-protagonisti del primo diventano protagonisti del secondo, e viceversa. Per un commento su Femmine contro maschi vi rimando direttamente alla recensione che ho fatto di Maschi contro femmine qualche settimana fa, visto che l’impressione è la stessa: buona scorrevolezza, regia sciolta e ad ampio respiro, ma sceneggiatura scarsissima (da quando si perde la memoria dando una bottarella ad un lampione??). Se possibile però questo secondo capitolo, o meglio questa seconda parte del dittico targato Fausto Brizzi, è anche più deboluccio del primo, soprattutto per colpa del cast. Ficarra e Picone sono due buoni teatranti, e nei film di propria produzione non sfigurano nei ruoli di novelli Arlecchino e Pulcinella: ma qui vengono elevati a “uomini comuni”, sposati e fidanzati, seppure eterni bambinoni, e i due non riescono a risultare credibili, penalizzati anche da due attrici al loro fianco in vacanza-premio. Il migliore del gruppetto è lo scatenato Emilio Solfrizzi, mentre l’episodio Bisio/Brilli è sì forse il più riuscito e dolce (soprattutto per il rapporto tra la nonna e i nipoti) ma non riesce comunque ad andare al di là della gag da avanspettacolo.

Velo pietoso sui “Beatles” di Ficarra e Picone. Segue il trailer.

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novembre 6th, 2010MASCHI CONTRO FEMMINE

(Italia, 2010) di Fausto Brizzi, con Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, Sarah Felberbaum, Chiara Francini, Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Alessandro Preziosi, Paolo Ruffini, Carla Signoris, Nicolas Vaporidis, Giorgia Wurth, Claudio Bisio, Nancy Brilli, Giuseppe Cederna, Luciana Littizzetto, Emilio Solfrizzi

Il voto di Paolino è… 6

Sì, a me Fausto Brizzi sta simpatico. Sto ragazzone cresciuto a Spielberg e Star Wars è decisamente nato nel paese sbagliato, almeno per le sue velleità, che sono tutt’altro che “italiane”. Classico caso di “vorrei ma non ce la faccio”, Brizzi ha dato il via in Italia non ad un filone in particolare, ma ad un tipo di cinema che – finalmente – sa buttare il sasso al di là della staccionata. Peccato che A) lo faccia comunque solo lui, e B) i risultati non siano poi così eclatanti. Notte prima degli esami, il suo esordio, rimane il suo esperimento più felice, mai raggiunto negli anni a venire né dal suo sequel né tantomeno da Ex, forse il suo più debole. In realtà Brizzi più che essere un buon sceneggiatore è un abile “venditore di prodotti”: confeziona dei trailer divertenti e ben fatti (miracolo nel nostro Paese!), si inventa escamotage perfetti per ottimizzare i costi di promozione e avere doppi incassi (ha infatti girato un dittico: a febbraio uscirà Femmine contro maschi, con lo stesso cast), fa distribuire il primo film dalla Rai e il secondo da Medusa (!!!!) per poter attingere dal parco-attori di entrambe le case, e soprattutto – ma non ditelo in giro – rende il tutto appetibile al pubblico giovane, al costo di perdere per strada qualche ottuagenario. In più riesce a confezionare storie estramente esportabili: nei suoi film infatti sono banditi cliché nord/sud o argomenti tipicamente italiani. Non a caso Ex è stato un buon successo in Spagna ed è stato vendutissimo in giro per il mondo.

Insomma, tutto questo per dire che siamo di fronte ad un’ottima operazione commerciale, che purtroppo non trova riscontro in altrettanto buoni esiti qualitativi. Siamo un pelo sopra Ex, si diceva, ma la sceneggiatura resta il punto debole di questo e di tutti i prodotti brizziani. Non una scena madre che rimanga simpaticamente impressa nella memoria, non una gag che faccia scompisciare dalle risate né tantomeno un momento emozionante che possa far commuovere. Tutto è piatto, un compitino eseguito senza infamia e senza lode, insomma il classico 6. E il povero Brizzi ce la mette anche tutta per cercare di far spiccare il volo al suo film portandolo fuori dalle tipiche “quattro mura” che fanno da set al 95% dei prodotti italiani. Il budget non consente una trasferta in Antartide? E allora io ti giro la scena all’idroscalo (tanto per dire) davanti a dei bei green screen, e in post-produzione vado giù di effetti speciali addirittura aggiungendo la condensa digitale che esce dalle bocche della Cortellesi e di Preziosi quando parlano! E non contento, via di scena action in motoscafo! Tutto inutile? Certo che sì. Ma vivaddio, un po’ di roba nuova…

Tra le storie che meglio funzionano, c’è quella sulla “crisi di mezza età” tra Carla Signoris (perfetta da un punto di vista estetico, purtroppo ancora troppo teatrale e impostata nella sua recitazione) e l’ottimo Giuseppe Cederna, mentre ritroviamo finalmente un Nicolas Vaporidis in forma dopo degli ultimi anni troppo appannati. Il latin-lover Preziosi che corteggia la no-global Cortellesi è tirato per i capelli, mentre Fabio DeLuigi non stona ma non eccelle nei panni di un fedifrago poco felice di esserlo. Ruoli minori per Claudio Bisio, Nancy Brilli, Luciana Littizzetto ed Emilio Solfrizzi che però saranno invece i protagonisti del prossimo capitolo, in sala per San Valentino, assieme anche a Ficarra e Picone e a… Wilda De Angelis!!!

Segue il trailer.

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gennaio 26th, 2010NINE

nineNine (Usa/Italia, 2009) di Rob Marshall, con Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Kate Hudson, Nicole Kidman, Penelope Cruz, Judi Dench, Sophia Loren, Fergie, Ricky Tognazzi, Giuseppe Cederna, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Martina Stella, Roberto Nobile

Il voto di Paolino è… 6-

Roma, 1965. Negli anni della Dolce Vita il regista Guido Contini (Daniel Day-Lewis) sta affrontando un empasse dovuto alla mancanza di idee riguardo al suo nuovo film che dovrebbe cominciare a girare di lì a giorni. Il produttore (Ricky Tognazzi) gli sta col fiato sul collo, i giornalisti (tra cui Kate Hudson) vogliono risposte, la sua musa (Nicole Kidman) vuole un copione. Sotto pressione, Guido fugge e si rifugia in un hotel di Anzio, sperando in qualche illuminazione e chiedendo costante aiuto alla madre defunta (Sophia Loren), mentre a complicargli la vita ulteriormente ci pensano la moglie Luisa (Marion Cotillard) e l’amante focosa (Penelope Cruz). Perchè forse prima di poter scrivere il suo nono film, dovrà riconciliarsi con tutte le donne della sua vita.

Criticatissimo e destinato ad un flop stra-annunciato, Nine non delude su tutti i fronti. Innanzitutto andrebbe punita quella critica che non sa slegare prodotti come questo dalla sua origine: è vero che è tratto, seppur lontanamente, da 8 e 1/2, è vero che il personaggio di Guido Contini non si rifà ad altri se non a Federico Fellini, è vero che la regia mostra – invano – di tendere ad alcune caratteristiche cardine del cinema dello storico regista riminese. Ma è pur vero che Nine è anche tutt’altro, che starebbe in piedi anche senza tutto questo background e che va giudicato come film a sé stante, perchè è logico che al confronto ne uscirebbe distrutto.

Ad essere poco funzionale nel film di Rob Marshall è la struttura narrativa. L’idea che i numeri musicali non si inseriscano nel racconto (come accadeva nello splendido Chicago) ma abbiano tutti luogo nella mente di Contini, e per questo vengano ambientati tutti nel medesimo set, il teatro di posa nel quale dovrebbe iniziare le riprese del film, è deleteria per quello che è uno dei fini ultimi del genere musicale su grande schermo: il continuo stupore, la continua sorpresa. Non solo sappiamo dove avranno luogo i numeri musicali, ma dopo un po’ capiamo anche che ne è previsto quasi meccanicamente uno per ogni donna del protagonista, in maniera sequenziale e poco intrigante. E se già Nine si apre con una sequenza di presentazione pericolosissima e straniante per lo spettatore, prosegue per tutta la sua durata senza la giusta soluzione di continuità.

Non sono però da buttare via molti singoli momenti: alcuni numeri sono notevoli (ottimo il momento di Kate Hudson, estrema l’apertura “alare” della burrosa Penelope Cruz, violenta la performance di Fergie dei Black Eyed Peas), l’interpretazione di Marion Cotillard è straordinaria e passionaria, e Judi Dench ci mette la sua solita, tagliente ironia. Su Daniel Day-Lewis sono combattuto: sono convinto che il suo vocione profondo sia stato terribilmente penalizzato dal doppiaggio italiano di Pierfrancesco Favino e meriterebbe quindi una seconda chance, ma di sicuro il physique du role da cantante e ballerino gli manca. Da dimenticare le performance di due mummie egizie che passavano per caso sul set e rispondevano al nome di Nicole Kidman e Sophia Loren.

Il progetto era rischioso e mastodontico fin dal cast, che racchiude ben sei premi Oscar. Ma pur non diventando una pietra miliare nel suo genere di riferimento, il film si lascia guardare. Segue il trailer.

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maggio 25th, 2009Trailer of the week: NINE

Qua le cose sono due: o questo film sarà un capolavoro, o sarà una pacchianata immensa.

Daniel Day-Lewis (sì avete letto bene, quello del Petroliere), Nicole Kidman, Kate Hudson, Marion Cotillard (Oscar lo scorso anno), Penelope Cruz, Judi Dench e Sophia Loren. Un cast epocale per il rifacimento in musical dello storico 8 ½ di Federico Fellini.

Day-Lewis sarà esattamente Guido Contini (interpretato nell’originale da Marcello Mastroianni), regista di fama mondiale che piomba in una depressione personale e creativa. Attorno a lui, tutte le sue donne: la moglie (Cotillard), l’amante (Cruz), la musa (Kidman), la confidente (Dench), una giornalista (Hudson), una prostituta (Fergie dei Black Eyed Peas) e la madre defunta (Loren). Le canzoni vengono dall’omonimo spettacolo di Broadway andato in scena a partire dal 1982.

Regia di Rob Marshall, uno che ha riportato il musical ai fasti di un tempo con lo straordinario Chicago. Incrociamo le dita… il film uscirà negli States a fine novembre (con probabile anteprima al Festival di Roma, visto che è stato in gran parte girato a Cinecittà con vari camei nostrani, da Martina Stella a Ricky Tognazzi, da Elio Germano a Giuseppe Cederna fino a Valerio Mastandrea), mentre noi dovremo aspettare probabilmente l’inizio del 2010.

Eccovi il primissimo trailer.

marzo 18th, 2009Anteprima: DIVERSO DA CHI?

(Italia, 2009) di Umberto Carteni, con Luca Argentero, Claudia Gerini, Filippo Nigro, Francesco Pannofino, Antonio Catania, Giuseppe Cederna

Il voto di Paolino è… 7

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Che succederebbe se uno spensierato e convinto omosessuale si trovasse a fare i conti con degli inediti sentimenti… per una donna?
Lui si chiama Piero (la star in ascesa Luca Argentero, Solo un padre, Saturno contro), ha 35 anni, è un politico in carriera felicemente gay che lotta apertamente per il “diritto alla diversità” ed ha appena vinto per una tragica fatalità le primarie che lo hanno portato ad essere il candidato sindaco di una città del “profondo nord” (che è Trieste, anche se il film non lo specifica). Da una vita convive orgogliosamente con il suo ragazzo Remo (Filippo Nigro, Le fate ignoranti), e con lui la vita non potrebbe essere più gioiosa. Il partito di Piero però, spaventato dalle reazioni del freddo popolo “nordico” di fronte ad un candidato omosessuale, gli affianca come vice la più moderata Adele (Claudia Gerini, Grande Grosso e Verdone), detta “la furia centrista” per le sue idee tradizionaliste, contrarie persino al divorzio. Inizialmente tra i due saranno scintille, ma una serata di lavoro ed un bacio galeotto daranno vita ad un triangolo singolare, tra dubbi, sotterfugi e mille peripezie.

Una boccata d’ossigeno puro nel panorama delle recenti commedie italiane. Diretto con brio e ritmo da vendere dall’esordiente Umberto Carteni, che utilizza al meglio gli spazi a disposizione e infarcisce il film di chicche musicali finalmente non scontate, e scritto da uno sceneggiatore che è ormai una sicurezza (Fabio Bonifacci, autore di Si può fare, Lezioni di cioccolato e Notturno Bus), Diverso da chi? finalmente affronta il tema della diversità in maniera semplice e scanzonata, colpendo nel segno quando i classici pregiudizi degli eterosessuali nei confronti dei gay vengono ribaltati ed analizzati dal punto di vista contrario. Toccante è in questo senso il rapporto tra il candidato sindaco e il proprio padre che, inizialmente contrario alla condotta sessuale del figlio, oggi si dispererebbe se venisse a scoprire che Piero ha un rapporto con una donna.
Ma è soprattutto il versante brillante a convincere a pieno, grazie ad alcuni sprazzi satirici ben assestati (“La questione sicurezza è pura propaganda, nessun sindaco può farci nulla”, “I centristi parlano di famiglia e poi vanno a puttane”) e ad uno sgangherato entourage elettorale very british capitanato dagli impagabili Antonio Catania e Giuseppe Cederna che presenta anche alcune trovate esilaranti nella loro semplicità, come quella del silenzioso ma onnipresente sondaggista Pavan (Antonio Bazza). Tra i due attori protagonisti sono scintille vere e il feeling è indiscutibile, ma è soprattutto l’ottimo Filippo Nigro a convincere su tutti grazie ad un ruolo non facile e portato avanti con serietà e senza macchiettismi.

Probabilmente in Inghilterra o negli Stati Uniti riderebbero dietro le nostre spalle se sapessero che consideriamo un film leggero, e che farà storcere il naso a molti soprattutto per il finale, come Diverso da chi? una conquista per il nostro Paese, ma per il momento, ai tempi di Povia, questa è una triste verità ed è meglio accontentarsi.

Il film esce nelle sale venerdì 20 marzo. Seguono il trailer e due clip dal film.

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febbraio 28th, 2009ASPETTANDO IL SOLE

(Italia, 2009) di Ago Panini, con Claudio Santamaria, Claudia Gerini, Raoul Bova, Gabriel Garko, Vanessa Incontrada, Corrado Fortuna, Giuseppe Cederna, Rolando Ravello, Bebo Storti, Alessandro Tiberi, Michele Venitucci

Il voto di Paolino è… 6-

Italia, anni ’80. In una notte qualsiasi, in una periferia qualsiasi, tre ragazzotti in vena di alcol e baldoria si imbattono in un fatiscente e sperduto hotel, il Bellevue. Sperando di trovare al suo interno l’aggancio giusto per delle buone “coperte” (leggasi mignotte) due di loro, mentre il terzo ronfa allegramente in macchina, entrano non sapendo cosa li aspetterà… E non dico di più, se non che mentre i due balordi (Claudio Santamaria e Michele Venitucci, strepitosi!) avranno di che spaccare i coglioni al povero portiere di notte Santino (Giuseppe Cederna, straordinario e premiato per questa interpretazione al Festival del cinema italiano di Annecy), le stanze di quell’albergo continueranno a vivere popolate dai più disparati personaggi: c’è la bollente Claudia Gerini in vena di sesso selvaggio; c’è la famosa attrice porno Kitty Galore (Vanessa Incontrada) intenta a girare un nuovo film con il giovane e timido Corrado Fortuna sotto la regia di Bebo “Uguccione” Storti; c’è l’inquietante Rolando Ravello che accudisce il suo cagnolino; c’è Raoul Bova disperato per amore; c’è il rapinatore Gabriel Garko (con inedita zeppola) al telefono con un venditore televisivo. E per tutti loro ci sarà un destino comune…

Ago Panini, debuttante nel lungometraggio, firma un prodotto anomalo per il nostro cinema, e per questo meritevole d’attenzione. Aspettando il sole è un noir metropolitano, una commedia dai toni cupi, un ritratto di personaggi sbandati ma dal cuore d’oro (anche se tra di loro c’è pure un insospettabile assassino…) impreziosito da un cast corale che oltre a riunire alcuni tra i più grossi talenti nostrani (Santamaria, Ravello e Fortuna in primis) utilizza anche i più glamour Bova, Garko, Gerini e Incontrada in ruoli al limite ed insospettabili. Certo, il film è imperfetto ed alcuni angoli si sarebbero dovuti smussare leggermente di più (in particolare alcune cose sono poco credibili, come il porno girato con attori vestiti, o un sonno un po’ troppo pesante del ragazzo addormentato in macchina) ma il film è talmente coraggioso e grezzo da far uscire piuttosto soddisfatti dalla sua visione. Seppur il voto sia una sufficienza stiracchiata, è di questo tipo di cinema che l’Italia avrebbe bisogno per uscire dal baratro psicologico-sociale in cui i nostri autori sono piombati negli ultimi anni.

Aspettiamo al varco il regista con la sua opera seconda. Segue il trailer.

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