UPDATE: CON I VINCITORI E I MIEI COMMENTI! Beccàti 13 su 19, purtroppo risultati molto scontati (tranne il premio per la regia), quindi i miei tentativi di immaginare che qualcosa non sarebbe andato come previsto sono andati a vuoto.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Come ogni anno non mi posso certo esimere dal fare la mia consueta figuraccia. Rieccomi quindi a pronosticare vincitori e sconfitti della Notte degli Oscar, che avrà luogo nella notte tra domenica e lunedì a Los Angeles, in una cerimonia che si preannuncia divertentissima ad opera degli spigliati James Franco ed Anne Hathaway. Vediamo quante ne azzeccherò (di solito pochissime, anche perché non ho neppure visto tutti i film nominati…)
Vince “Il discorso del re”, un film che è riuscito a mettere d’accordo tutti. — Miglior film: punto su Il discorso del re. Se fino a un paio di mesi fa The Social Network sembrava non avere rivali, i recenti premi di categoria hanno dimostrato le grandi potenzialità del suo antagonista. E anche il mio gusto personale va verso il film di Tom Hooper, la cui vittoria mi farebbe felice per il secondo anno consecutivo (dopo The Hurt Locker). Utopia?
La sorpresa della serata: il premio va a Tom Hooper per “Il discorso del re”. Francamente esagerato. — Miglior regia: è il premio più combattuto dell’anno e dal risultato più incerto. E’ raro che il film che vince il premio maggiore non si porti a casa anche la statuetta per il regista, che in questo caso, secondo logica, dovrebbe andare a Tom Hooper. Ma siccome metà dei votanti si chiederà “Ma da dove cazzo è saltato fuori ‘sto Hooper?” (giustamente), io punto su David Fincher. E sarebbe meritata: The Social Newtork non mi ha entusiasmato più di tanto, ma dal punto di vista tecnico/stilistico è ineccepibile.
Colin, che discorsi. — Miglior attore protagonista: Colin Firth non ha rivali.
Natalie, ovviamente. — Miglior attrice protagonista: Natalie Portman, stesso motivo di cui sopra.
Bale, come previsto. Banale, ma strameritato. — Miglior attore non protagonista: Christian Bale per The Fighter. E’ l’ipotesi più scontata ma anche la più realizzabile per premiare finalmente un interprete che si sta rovinando (il corpo) con le sue radicali trasformazioni fisiche film dopo film.
Vince Melissa Leo, come da previsione. Ma c’erano prove migliori della sua. — Miglior attrice non protagonista: qui, chi fa i pronostici di mestiere, punta su Melissa Leo (The Fighter). Ma queste mie previsioni stanno diventando così banali e scontate da farmi pensare ad un’ipotesi alternativa: la Leo potrebbe pagare il prezzo per essere candidata in questa categoria con un’attrice del suo stesso film (Amy Adams), e se la Jackie Weaver di Animal Kingdom deve già gioire per la candidatura e i bambini (Hailee Steinfeld) hanno sempre poche chance, allora non mi resta che dire Helena Bonham Carter, che si appaierebbe a Colin Firth. Sarebbe una bella doppietta.
Vince “Il discorso del re”, premio importante. — Miglior sceneggiatura originale: Il discorso del re non dovrebbe avere problemi. Anche se mi devono spiegare perché questo film, che si basa su fatti realmente accaduti, è inserito nella categoria “originale”, mentre Toy Story 3, la cui storia è stata ovviamente inventata di sana pianta, è finito in quella dei “non originale” per la sola colpa di essere un sequel con personaggi quindi già esistenti.
Infatti, Sorkin vince. — Miglior sceneggiatura non originale: Aaron Sorkin e il suo script di The Social Network, senza dubbio.
Vince “Toy Story 3″, premio scontato. — Miglior film d’animazione: per qualcuno dovrebbe essere anche il miglior film dell’anno in generale (e la nomination ce l’ha anche in quella categoria), ma di sicuro Toy Story 3 almeno questo premio se lo porterà a casa.
Vince “Inception”. — Miglior fotografia: c’è un tale, di nome Roger Deakins, che ha avuto ben 9 nomination senza mai vincere la statuetta. Probabilmente la vincerà quest’anno, per Il Grinta, lavoro ottimo ma non il suo migliore. Io però, che lo voglio vedere premiato per qualcosa di più tosto l’anno prossimo, dico Danny Cohen, per Il discorso del re. E sono pronto a pentirmene.
Vince “Wolfman”, la scelta era francamente imbarazzante (negativamente). — Miglior make-up: tra i tre discutibili nominati (La versione di Barney, The Way Back e Wolfman) dico Wolfman perché la statuetta andrebbe così a Rick Baker.
Vince “Inception”, il suo premio più meritato. — Migliori effetti visivi: e qui finalmente Inception dovrebbe portarsi a casa il premio della staffa…
Vince “Alice in Wonderland”. Surprise. — Migliori scenografie: se tutto va come dovrebbe andare, Il discorso del re non può certo accontentarsi solo di due premi principali, e dovrebbe quindi portarsi a casa anche questo.
Vince “Alice in Wonderland”, e anche qui l’ho beccata! — Migliori costumi: e se qui Il discorso del re fosse gabbato da Alice in Wonderland? Sì, io dico Alice in Wonderland e me ne assumo le responsabilità!
Vince “The Social Network”, ottima scelta! — Miglior montaggio: deve vincerlo The Social Network, non voglio sentire scuse.
E infatti sorrido. Scelta controcorrente ma eccellente per “The Social Network”. — Miglior colonna sonora: qui la sfida è interessante… Quelle de Il discorso del re sono belle ma molto tradizionali, e Alexandre Desplat è già alla sua quarta nomination senza vittorie. Quindi voto per lui. Anche se sorriderei per un premio a The Social Network.
E vince “Toy Story 3″, che il suo autore ha però massacrato sul palco degli Oscar durante la cerimonia. — Miglior canzone: visto che non può vincere altro se non il suo premio di categoria, diamo almeno quest’altra soddisfazione a Toy Story 3.
Vince “Inception”, meritato anche questo. — Miglior montaggio effetti sonori: qui scendiamo molto sul tecnico, ma dico Tron: Legacy
Bingo! Vince “Inception”. — Miglior sonoro: e qui vado – a cazzo, come titolo del post impone – su Inception.
Tralascio di sparare a caso nelle categoria documentari e film straniero (ne ho visto 1 su 5). Quanti ne azzeccherò? Pochi, come al solito. Appuntamento a lunedì mattina per scoprirlo (o, se volete, seguite con me la diretta della cerimonia su Twitter).