Febbraio 28th, 2010Anteprima: ALICE IN WONDERLAND

aliceinwonderlandAlice in Wonderland (Usa, 2010) di Tim Burton, con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Crispin Glover, Stephen Fry, Alan Rickman, Timothy Spall, Michael Sheen

Il voto di Paolino è… 5/6

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Comincia a mostrare la corda la pluridecennale collaborazione tra Tim Burton e Johnny Depp. Le variazioni sul tema “mostro dal cuore tenero”, che hanno dato vita a gioielli come Edward mani di forbice e La sposa cadavere sembrano ormai essersi esaurite, così che anche in questo Alice in Wonderland il personaggio del Cappellaio Matto è godibile artisticamente (trucco, acconciature, vestiario) ma scarso di vero fascino. Ed è solo uno dei vari problemi del film con cui Burton, coadiuvato dalla sceneggiatrice Linda Woolverton (che tutti citano giustamente come scrittrice de La bella e la bestia e Il Re Leone, ma che viene spontaneo chiedersi anche anche cos’altro abbia compiuto dal 1994 ad oggi…), ha voluto dare forma ad una specie di sequel delle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, facendo tornare l’ormai diciannovenne fanciulla inglese (interpretata qui da Mia Wasikowska, Amelia, Defiance) a Sottomondo. Ci sono proprio tutti ad aspettarla, dal Brucaliffo (creato in motion capture sulle movenze di Alan Rickman, il Piton di Harry Potter) allo Stregatto, dalla perfida Regina Rossa che tiene in scacco tutto il mondo magico (Helena Bonham Carter) alla dolce Regina Bianca che vorrebbe riportare la pace nel regno (Anne Hathaway).

Altro tasto dolente è il versante tecnico. Del 3D parleremo tra poco, ma intanto soffermiamoci sui set, tanto fantasiosi quanto poco fotorealistici, così come tantissime creature che popolano il film. L’impressione è che si sia voluto dare un tocco cartoonesco al progetto (altrimenti non si spiegherebbero lo Stregatto e il Bianconiglio realizzati in maniera così insoddisfacente), purtroppo però in contrasto con personaggi “troppo” reali come Alice e il Cappellaio. Ancor peggiore è il tentativo di creare pessime vie di mezzo come il Fante di Cuori Ilosovic Stayne, interpretato da Crispin Glover, con testa umana e corpo digitale. E per il versante tridimensionalità? Vi do un consiglio, perchè vi voglio bene: andate a vedere il film in 2D, risparmierete qualche soldino, il vostro naso non dovrà sopportare torture inutili e lo spettacolo sarà pressochè invariato. Il problema della riconversione in 3D post-girato (il film è stato realizzato in 2D, e lo stesso problema sono sicuro si ripresenterà anche a breve in Scontro tra titani) porta ad uno dei peggiori risultati in questo ambito da quando la tecnica è risorta a nuova vita. Pochissima profondità di campo, attori completamente sfocati in molti momenti che interagiscono con creature digitali – evidentemente “create” fin da subito in 3D – perfettamente a fuoco. Insomma un totale fallimento, che dopo i fasti di Avatar non può essere tollerato.

In generale comunque il film divertirà i più piccoli e probabilmente molti adulti, ma non si può non ammettere che manchi di appeal  e di forza narrativa e che la giovane protagonista sia poco in parte. Molto meglio la straordinaria Regina Rossa della Bonham Carter, capace di alternare perfidia e tenerezza in maniera splendida. Peccato che il colpo definitivo allo stomaco arrivi quando il drago contro cui Alice deve fronteggiarsi nell’ultima parte del film si metta a parlare con la voce di Optimus Prime! Ci pensa alla fine la folle (e gratuitissima) “deliranza” di Johnny Depp a rasserenare lievemente gli animi e a ricordarci il film che potrebbe essere stato ma che non è.

Alice In Wonderland uscirà nei cinema italiani mercoledì 3 marzo, e in quelli statunitensi venerdì 5.

Novembre 12th, 2009NEMICO PUBBLICO

publicenemiesPublic Enemies (Usa, 2009) di Michael Mann, con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, David Wenham, Stephen Dorff, Channing Tatum, Billy Crudup, Giovanni Ribisi, Carey Mulligan

Il voto di Paolino è… 6½

E’ il 1939, e a Chicago John Dillinger (Johnny Depp) è un criminale che rapina banche e gode di una straordinaria e benevole fama tra la gente comune. Sulle sue tracce si butta a capofitto l’agente Melvin Purvis (Christian Bale).

Il nome di Michael Mann non è certo uno di quelli che il pubblico comune conosce più facilmente. Non è uno Spielberg, non è un Burton. Eppure basta scorrere l’elenco degli appena dieci film che ha girato negli ultimi 28 anni per capire che non è certo uno che non lascia il segno. Suo è stato il merito di aver portato per la prima volta sullo schermo il personaggio di Hannibal Lecter in Manhunter (lo interpretava Brian Cox) ma è nel 1992 con L’ultimo dei Mohicani che Mann dà il via ad una sfilza di capolavori (o quasi) da far invidia all’Eastwood degli ultimi anni. In Heat mette a confronto De Niro e Pacino, Insider toglie il fiato e Alì permette a Will Smith di scrollarsi di dosso la sua etichetta da fancazzista. Ma è con Collateral (voto 10) e Miami Vice (voto 9) che il regista di Chicago dà vita ad un dittico superbo impreziosito da una tecnica di ripresa digitale unica nel suo genere. Tecnica che torna ad utilizzare anche in Nemico pubblico. Stavolta i risultati, però, sono decisamente al di sotto delle aspettative.

Si fa davvero fatica a parlarne male. La confezione è ottima (e ancora una volta gran merito al fotografo Dante Spinotti che utilizza luci naturali che incantano lo sguardo), la regia è sempre perfetta e mai banale (Mann è solito manovrare autonomamente la macchina da presa), le performance dei tre protagonisti principali sono buone (Depp, Cotillard) o ottime (il solito mostro Bale, penalizzato da un ruolo praticamente di sfondo) e un paio di momenti sono pura ed indiscutibile arte. Purtroppo però manca l’alchimia che renda tutto magico. Innanzitutto il collante che dovrebbe fare da ponte tra tutti questi elementi, la sceneggiatura, è il tasto più deludente: poca introspezione psicologica (perchè Dillinger fa quello che fa? perchè Purvis non ha altro che il suo lavoro?), scarsità di momenti cardine, una storia d’amore che nasce facendo storcere il naso e continua peggio, insomma una certa svogliatezza nel raccontare la storia. Quale storia poi? Perchè in fin dei conti non si capisce neanche tanto bene cosa Mann ci volesse raccontare nelle sue (decisamente troppe) 2 ore e 20′ di girato.

Si diceva che qualche momento è puro cinema (penso ad una straordinaria sequenza con le auto ferme al semaforo, una specie di duello western di una tensione pazzesca) ma in generale Nemico pubblico delude nel suo insieme, pur non potendo certo essere definito un brutto film. Ma visto chi c’era in cabina di regia, era lecito aspettarsi molto di più.

Segue il trailer.

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Ottobre 28th, 2009PARNASSUS

theimaginariumThe Imaginarium of Doctor Parnassus (Francia/Canada/UK, 2009) di Terry Gilliam, con Heath Ledger, Christopher Plummer, Lily Cole, Tom Waits, Andrew Garfield, Verne Troyer, Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrell

Il voto di Paolino è… 6/7

Parnassus è gay. Ah no scusate quello è Osv… cioè no volevo dire Bruno! Intendevo Bruno… Ero rimasto alla recensione precedente… Meglio se ricomincio.

Parnassus non è gay. O forse sì, macheccefrega. Di sicuro è immortale, dono che ha vinto scommettendo nientemeno che con il Diavolo (che ha il volto di Tom Waits, mai scelta più azzeccata). Peccato però che le scommesse non si siano fermate alla prima, così da secoli i due continuano ad incontrarsi e ad alzare la posta in gioco. Nel frattempo Parnassus (Christopher Plummer), ormai decrepito, gira per Londra con uno sfatto carrozzone in compagnia di sua figlia Valentina (Lily Cole), del giovane Anton di lei innamorato (Andrew Garfield) e di un nano (Verne – MiniMe - Troyer) cercando di racimolare qualche moneta offrendo ai pochi spettatori che hanno il coraggio di fermarsi dinanzi a loro un’emozione, in realtà, unica. Attraversando infatti lo specchio di Parnassus, ogni persona sarà catapultata direttamente nelle sue più fantasiose e recondite immaginazioni, che possono venire però interrotte proprio dall’incursione di tentazioni malefiche messe in atto dal Diavolo, alias Mr. Nick. Un giorno questa sgangherata compagnia incontra il fuggitivo Tony (Heath Ledger), che si unirà a loro portando una ventata d’aria nuova al gruppo ma anche parecchi disagi.

Chissà come sarebbe stato Parnassus se Heath Ledger non fosse morto durante le riprese. Non lo sapremo mai. Per quanto ci riguarda ci troviamo così di fronte ad un ibrido, un film che a metà della sua corsa è stato costretto a deviare scopi e orizzonti e a diventare, probabilmente, ciò che non doveva essere, ovvero un inno alla vita e all’immaginazione i cui echi del lutto che l’ha colpito si sentono ad ogni scena. La celebrazione della vita come un’eterna partita a scacchi con la Morte, cinica e spietata, dalla quale ci si salva solo voltando lo sguardo, ogni tanto, verso lidi migliori ed insperati. Il film di Terry Gilliam è imperfetto, rozzo, confuso, pesantuccio se vogliamo, tutti aggettivi che ben si addicono anche al suo autore, che con determinazione e caparbietà ha portato a termine questo lavoro grazie all’aiuto di Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law, amici di Ledger e pronti a sostituirlo nelle scene che non è riuscito a portare a termine. Visionariamente il film tocca buone vette (anche se il livello tecnico degli effetti digitali non è eccelso ma ben si addice al tono sarcastico della pellicola), mentre la (scarsa) caratterizzazione dei personaggi mi ha fatto tornare alla mente gli ambienti bohemienne di Moulin Rouge! per una certa surrealtà di fondo che poco ha da spartire con la Londra grigia e snob dentro cui il film è ambientato.

Gilliam (che continua ad essere snobbato dagli americani che lo costringono a trovarsi fondi in Europa per i suoi film) potrebbe avere ancora molto da dire, se qualcuno glielo lascerà fare e se il Fato non si metterà nuovamente a mettergli i bastoni tra le ruote. Segue il trailer.

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Ecco finalmente le prime immagini (addirittura in italiano) di Alice in Wonderland (pare che il titolo non verrà tradotto…), film di Tim Burton di cui vi ho parlato poco tempo fa.

Che dire, si riconosce il suo tocco (anche se ho trovato fuori luogo strombazzare nel trailer il solo nome di Johnny Depp, primo perchè lo si riconosce benissimo e secondo perchè non è certo lui il protagonista…)

Sugli schermi, in 3D, dal 6 marzo 2010. Per ovviare alla scarsissima qualità del filmato, l’unico doppiato disponibile in rete, consiglio vivamente l’HD.

So che farò felici molti di voi pubblicando le prime immagini promozionale dell’adattamente dei due romanzi Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, firmato Tim Burton. Il film alternerà riprese in live action, animazione digitale e sarà in 3D, per Walt Disney Pictures. La storia è la solita ma leggermente rinfrescata: Alice ha 17 anni, vive in una lussuosa villa vittoriana e centinaia di pretendenti chiedono la sua mano. Disgustata, decide di scappare inseguendo un coniglio bianco giù per la sua tana, e finendo in un luogo incantato che aveva già visitato dieci anni prima ma di cui non ricorda molto…

Ecco le straordinarie foto (ingranditele cliccandoci sopra): apriamo con Johnny Depp nei panni del Cappellaio Matto (avrà gli occhi ingranditi e ingialliti) e con Alice, interpretata dalla sconosciuta Mia Wasikowska.

L’immancabile, nei film di Burton, Helena Bonham Carter interpreta la Regina di cuori. Notare la testa ingrandita rispetto al corpo. Mentre Anne Hathaway è la Regina bianca.


Pinco Panco e Panco Pinco sono creati in motion capture seguendo i movimenti dell’attore Matt Lucas.

Infine tre artwork che vi daranno l’idea delle ambientazioni del film. In uno si vede il bianconiglio. Mancano ancora all’appello il Brucaliffo di Alan Rickman (Piton in Harry Potter) e lo Stregatto di Stephen Fry.

Il film uscirà negli Stati Uniti il 5 marzo 2010.

Michael Mann ha girato alcuni dei film più belli della storia del cinema moderno americano: Manhunter, L’ultimo dei Mohicani, Heat – La sfida, Insider, Alì, Collateral (un capolavoro secondo me, voto 10), Miami Vice (che a dispetto del materiale di partenza si è rivelato uno dei polizieschi più belli della storia, voto 9!).

Quest’anno tornerà sul grande schermo, a luglio negli USA e ad ottobre da noi, con Public Enemies - Nemico pubblico - (peraltro già titolo di un film del 1998 con Will Smith e assonante alla pellicola Nemico pubblico n.1 in uscita questo venerdì nelle nostre sale: inventarsi qualcos’altro no eh?), nel quale ha diretto nientemeno che gente del calibro di Johnny Depp e Christian Bale. Il primo sarà lo storico John Dillinger, il rapinatore di banche che negli anni ‘30 divenne un po’ il simbolo della Grande Depressione: una specie di Robin Hood che bruciava i registri dei debiti quando rapinava gli sportelli bancari salvando a conti fatti i poveracci in canna a cui non era rimasto nulla. Bale sarà invece Melvin Purvis, l’agente dell’FBI alle sue costole. Nel cast anche il premio Oscar dello scorso anno Marion Cotillard, Giovanni Ribisi e il giovane Channing Tatum.

Ecco il trailer italiano, incentrato tutto sul personaggio di Depp (dimenticandosi completamente dell’altra star che il film contiene).

Agosto 12th, 2008Orsù, parliamo di morti!

Questo 2008 si sta rivelando davvero una mannaia per il mondo del cinema, e dello spettacolo in generale. Da gennaio ad oggi sono davvero tante le scomparse eccellenti, premature e non. Oggi voglio rallegrarvi la giornata elencandovi le più degne di nota, per il sottoscritto.

Il 15 gennaio muore a Los Angeles Brad Renfro (foto), a 25 anni, per overdose da eroina. Renfro era stata una precocissima promessa, esordendo a 12 anni ne Il cliente con Tommy Lee Jones e Susan Sarandon. Altri suoi film erano stati Sleepers, L’allievo e The Jacket. Sta per uscire nei cinema americani il suo ultimo film, The Informers, in cui ha recitato con Winona Ryder, Kim Basinger e Billy Bob Thornton.

Il 23 gennaio tocca a Heath Ledger, per accidentale overdose di farmaci. Immagino non debba spiegarvi chi è. Il suo ultimo film, The Imaginarium of Doctor Parnassus di Terry Gilliam, sarà nelle sale prossimamente. Dato che non è riuscito a concludere le sue riprese, sarà sostituito, tramite un espediente, da ben tre attori diversi che reciteranno in sua memoria: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell.

L’11 febbraio è morto in Arkansas a 75 anni per un mieloma multiplo Roy Scheider. Tutti lo ricordiamo come il protagonista de Lo squalo di Spielberg, ma era stato anche nominato all’Oscar due volte, per Il braccio violento della legge e per All That Jazz.

Il 18 marzo un’altra morte scioccante: a 55 anni si spegne Anthony Minghella, uno dei più famosi registi inglesi, per un’emorragia in seguito ad un’operazione per rimuovere un cancro dalle tonsille. Suoi Il paziente inglese (Oscar per la miglior regia), Il talento di Mr. Ripley, Ritorno a Cold Mountain.

Il 5 aprile, a 84 anni, si è spenta una leggenda: Charlton Heston. Ben Hur, I dieci comandamenti, Il pianeta delle scimmie… e Bowling a Columbine, in cui Michael Moore lo attaccava perchè era un convinto sostenitore dell’uso libero delle armi negli Stati Uniti.

A 73 anni se n’è andato Sidney Pollack (foto), sempre per un cancro. Regista premio Oscar per La mia Africa, ma realizzatore anche di Tootsie, Il socio, The Interpreter. Era anche attore, soprattutto brillante: era il padre di Will nella sitcom Will & Grace, ed era recentemente apparso anche in Michael Clayton e Un amore di testimone.

Il 15 giugno, per un mieloma multiplo, si spegne a 62 anni il re degli effetti speciali Stan Winston. Quattro volte premio Oscar, ha creato gli effetti visivi di Terminator 2, Jurassic Park, Aliens, Edward mani di forbice. Sua anche l’armatura di Iron Man. Stava lavorando al prossimo Terminator.

L’ultima morte inaspettata avviene solo l’altro giorno: muore a 50 anni, per una polmonite, Bernie Mac (foto), uno dei più famosi comici e attori americani. Oltre ai suoi spettacoli televisivi e teatrali, Mac era conosciutissimo per essere uno della banda di Clooney nella trilogia di Ocean’s Eleven e seguenti, ma si era visto anche in Babbo Bastardo, Charlie’s Angels 2 e Indovina chi. In Transformers, lo scorso anno, era il rivenditore di auto da cui si reca Shia LaBeouf col padre.

Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street (Usa/UK, 2007) di Tim Burton, con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen

Il voto di Paolino è… 6+

Johnny Depp è Benjamin Barker, un barbiere incriminato di un falso crimine da un giudice che progetta di portargli via moglie e figlia. Dopo 15 anni di prigione, torna con un nuovo nome, Sweeney Todd, e con una tremenda sete di vendetta. Florilegio di gole tagliate, pasticci di carne (umana) preparati dall’amorevole Mrs. Lovett e una divertente disputa con il suo nuovo concorrente nel settore, Adolfo Pirelli (Sacha Baron Cohen, sì proprio Borat…)

Ormai parlare bene dell’accoppiata Burton/Depp è diventato più comune che dire che “non ci sono più le mezze stagioni”. In effetti i due insieme hanno fatto faville in passato, ed intorno al loro operato viene sempre a crearsi un’attesa sempre più spasmodica. Con Sweeney Todd, Tim Burton sembrava davvero avere per le mani il suo progetto-tipo: londra vittoriana, violenza e sangue, personaggi eccentrici e, per la prima volta, un musical. Cosa, dunque, a mio parere non ha funzionato?

Innanzitutto non si può proprio dire che Burton si sia particolarmente sprecato per creare, a livello visivo, il film. Anzi, Sweeney Todd finisce per l’essere una specie di riassuntone della carriera del regista: il personaggio di Depp richiama per molti aspetti Edward mani di forbice, quello della Carter è identico alla protagonista in plastilina de La sposa cadavere, la figlia di Depp è identica alla Christina Ricci di Sleepy Hollow, il giudice Turpin sembra il Max Shreck di Batman: il ritorno e le atmosfere colorate e sognanti dei sogni di Mrs. Lovett arrivano dritte dritte da Big Fish.

Poi, cosa più importante, Burton è frenato dal fattore musicale. Non esagero se dico che più o meno il 90% del film è cantato, più di un qualsiasi altro musical, e se ci aggiungete che sono canzoni senza coreografie, ma semplicemente ‘dialoghi in musica’, capirete che la pellicola soffre di una troppo ferrea staticità che non giova per nulla al talento visionario del suo autore.

Punti di forza ce ne sono eccome: in generale la qualità rimane comunque tecnicamente ottima, le interpretazioni sono tutte buone (eccellente quella della Carter) e una giusta dose di macabra ironia fa capolino qua e là. Mi aspettavo, però, molto di più.

Il mio consiglio? Non fatevi ingannare dall’allettante promozione e dall’appeal di Johnny Depp. Se non soffrite i musical, non sforzatevi di farvelo piacere. Sennò farete la fine di quelle persone che ieri sera sono arrivate alla proiezione tutte gioiose, e se ne sono andate a metà film annoiate a morte…


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