Marzo 6th, 2010SHUTTER ISLAND
Shutter Island (Usa, 2010) di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Max von Sydow, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Jackie Earle Haley, Ted Levine, John Carrol Lynch, Elias Koteas
Il voto di Paolino è… 7
Teddy Daniels (Leonardo DiCaprio), giovane e rampante detective federale costantemente attanagliato da incessanti visioni riguardanti la moglie defunta in un tragico incendio e gli omicidi che fu costretto a compiere nei campi di concentramento nazisti ai danni di ufficiali tedeschi, viene mandato a Shutter Island nel 1954 per investigare sulla misteriosa sparizione di una pericolosa assassina dall’istituto (carcere) per malati mentali che ha sede all’interno di quelle coste frastagliate. Lo accompagna per la prima volta il collega Chuck Aule (Mark Ruffalo). Giunto sull’isola e accolto dal capo dell’istituto, il dottor Cawley (Ben Kingsley), Daniels comincia ad accorgersi fin da subito che qualcosa non torna. Un uragano costringe i detective a soggiornare in loco più del dovuto, e per Daniels le indagini cominceranno ad essere una tale ossessione da arrivare a non distinguere più la realtà dalla fantasia.
E’ incantevole il desiderio di un grande maestro del cinema – ma prima di tutto onniscente cinefilo – come Martin Scorsese di continuare a sfornare film dichiaratamente di genere che guardano sempre e malinconicamente al passato. Nell’era del 3D e della fantascienza, il regista di Casinò e The Departed sforna una pellicola (e sottolineo pellicola) che riporta indietro nel tempo di 50 anni regalandoci non tanto una storia quanto uno spettacolo visivo davvero straordinario. Se il plot è il classico gioco di scatole cinesi che sappiamo benissimo porterà ad un colpo di scena finale che sovvertirà tutto ciò che era stato dato da conoscere al pubblico, la totale attenzione va rivolta all’aspetto tecnico: alla martellante colonna sonora, agli inquietanti set (firmati ancora una volta Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), alla fotografia, alle atmosfere. La scena in cui DiCaprio e Ruffalo per esempio vengono sorpresi dall’uragano nel bosco è talmente “esagerata” da risultare incantevole.
Perchè stare qui a perdere tempo disquisendo di come Scorsese abbia affrontato in Shutter Island tematiche importanti come la follia, la redenzione dell’uomo, l’espiazione delle proprie colpe… Tutto vero, ma anche tutto inutile quando a farla da padrona è lo spettacolo puro. Shutter Island è cinema d’altri tempi, nero e pessimista, violento e senza speranza. Difetti ne ha tanti, a partire dall’eccessiva lunghezza, da qualche scivolatina narrativa fino ad una prova recitativa di Leonardo DiCaprio che francamente mi ha fatto storcere leggermente il naso. Ma vivaddio! Avercene!
Segue il trailer.




