marzo 8th, 2012JOHN CARTER / recensione

John Carter (Usa, 2012) di Andrew Stanton, con Taylor Kitsch, Lynn Collins, Mark Strong, Ciaran Hinds, James Purefoy, Bryan Cranston

Il voto di Paolino è… 5

John Carter (Taylor Kitsch), ex soldato sudista della guerra civile americana datosi all’avventura in cerca dell’oro e che sopravvive come può briganteggiando qua e là braccato dagli sceriffi, si ritrova improvvisamente su Marte. Sul Pianeta Rosso incontra subito creature che parlano in idiomi sconosciuti e capisce che sta avendo luogo una guerra. Finito prigioniero dei Thark, creature verdi alte il doppio di lui, John Carter scopre che su quel suolo è dotato di incredibili qualità fisiche e atletiche, che gli serviranno per diventare baluardo della lotta contro il rivale clan di umani.

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gennaio 18th, 2012LA TALPA / recensione

Tinker, Tailor, Soldier, Spy (Gran Bretagna/Francia/Germania, 2011) di Tomas Alfredson, con Gary Oldman, Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Kathy Burke, Stephen Graham, Tom Hardy, Ciaran Hinds, Toby Jones, Mark Strong, Jared Harris

Il voto di Paolino è… 7½

Londra, 1973. In seguito all’insuccesso di una missione in terra ungherese, il capo dell‘intelligence britannica (John Hurt) è costretto alle dimissioni. Con lui lascia il gabinetto anche George Smiley (Gary Oldman), il quale però poco dopo viene convocato dal sottosegretario governativo per una missione delicata e importante: scoprire l’identità di un infiltrato filosovietico che siede proprio attorno al maggior tavolo del Circus.

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Green Lantern (Usa, 2011) di Martin Campbell, con Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Tim Robbins, Angela Bassett, Mark Strong

Il voto di Paolino è… 5+

In sala da mercoledì 31 agosto

Pubblicata anche su Trailersland.com

Hal Jordan è la copia esatta di suo padre. O almeno così dicono. E’ un pilota spericolato che di lavoro collauda aerei per l’esercito, facendosi idolatrare per il suo coraggio senza limiti ma anche detestare quando le sue bravate fanno scoppiare contratti miliardari. La totale mancanza di paura nell’animo di Hal Jordan viene notata dall’Anello di Abin Sur, una morente Lanterna Verde appena schiantatasi sul pianeta Terra e in cerca del proprio erede. Le Lanterne Verdi, scoprirà Jordan, sono un gruppo di migliaia guerrieri galattici che hanno il compito di difendere l’universo dalle forze del Male. In questo momento la minaccia più oscura è Parallax, una creatura che si nutre di paura e inghiotte ogni galassia si presenti sul suo cammino. Hal avrà bisogno di un addestramento intensivo per sconfiggere Parallax, mentre una minaccia molto più “terrestre” sta prendendo forma proprio accanto a lui…

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aprile 11th, 2011KICK-ASS

Kick-Ass (Usa, 2010) di Matthew Vaughn, con Aaron Johnson, Clark Duke, Evan Peters, Nicolas Cage, Chloe Moretz, Christopher Mintz-Plasse, Mark Strong

Il voto di Paolino è… 8

Stavolta arrivo decisamente tardi, perché non solo questo film è nelle sale italiane già da quasi due settimane, ma anche – e soprattutto – perché la sua uscita nei mercati internazionali risale a più di un anno fa, e quindi chi voleva vederselo nella comodità della sua camerette ha avuto tutto il tempo (e i modi) per farlo. E ha fatto bene, in ogni caso, visto che Kick-Ass è – insieme a Scott Pilgrim vs. the world – il più tenero – e al tempo stesso cazzuto – film d’azione della stagione! Dave è uno sfigato qualunque, creduto gay mentre in realtà muore dalla voglia di avere una ragazza, che decide di comprarsi una tutina impresentabile su Ebay e di diventare un supereroe. Scopre di non essere l’unico: una pazzesca coppia di padre (Nicolas Cage, in uno dei ruoli più brillanti e riusciti della sua carriera) e figlia (Chloe Moretz, da standing ovation) sorvegliano sempre, armi e cazzotti in pugno, le strade della città per farla pagare una volta per tutte al boss locale, Frank D’Amico (Mark Strong). Kick-Ass si unisce a loro.

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maggio 13th, 2010ROBIN HOOD

robinRobin Hood (Usa/UK, 2010) di Ridley Scott, con Russell Crowe, Cate Blanchett, Mark Strong, Max von Sydow, William Hurt, Mard Addy, Kevin Durand, Oscar Isaac, Danny Huston, Eileen Atkins, Matthew Macfayden, Scott Grimes

Il voto di Paolino è… 6-

Robert Longstride (Russell Crowe) è un coraggioso e spavaldo arciere che sta combattendo a fianco di un ormai stanco Re Riccardo Cuor di Leone (Danny Huston) durante le Crociate. Sulla strada di ritorno verso l’Inghilterra Riccardo viene ucciso in battaglia (sé, e io sono Sbirulino) e il suo esercito si sparpaglia andando ognuno per la sua strada. Longstride e i suoi compari si imbattono per strada nel nugolo di soldati incaricati di riportare al castello la corona del re defunto e appena sorpresi da un’imboscata. E’ qui che Longstride concede una promessa solenne ad un uomo in punto di morte di nome Sir Loxley: quella di riportare a Nottingham, dal suo amato padre, la preziosa spada con cui ha combattuto. Robert mantiene la promessa e una volta giunto a Nottingham, su esplicita richiesta del padre di Loxley (Max von Sydow) assume l’identità del figlio morto per tentare di risanare i conti di un paese sull’orlo del declino per colpa del nuovo re, Giovanni (Oscar Isaac). La vedova del vero Loxley, Marion (Cate Blanchett), da subito contraria all’idea di dividere la sua casa con un estraneo, alla fine dovrà riconoscerne il valore. E Longstride, ora noto con il soprannome di Robin Hood, non si accontenterà di riportare speranza a Nottingham ma si impegnerà per ridarla a tutta l’Inghilterra.

La domanda è una e una sola: ma perchè? Perchè rifare Robin Hood quando quello con Kevin Costner poteva bastare per altri sette o otto lustri? Perchè farlo fare a Russell Crowe che più che all’inizio di una vita da fuorilegge (il film narra le origini del personaggio) pare piuttosto al capolinea? E soprattutto perchè Ridley Scott si sta così adagiando sugli allori e ha messo da parte la creatività e l’inventiva che l’hanno fatto grande? Robin Hood è un filmone per l’imponenza della realizzazione, per la durata, per il budget (230 milioni su per giù), per il cast: ma sotto sotto è un filmetto, che non ha nulla da dire e che non si prende alcun rischio, neanche il benché minimo.

Ci sono tutti: c’è fra Tuck (Mark Addy), c’è Little John (Kevin Durand), c’è lo sceriffo di Nottingham (Matthew Macfayden). Ciò che manca è un’idea precisa che valesse lo sforzo di riportarli tutti su grande schermo. Oltre e più che al Gladiatore, al quale tanti giornalisti banalmente l’hanno paragonato, Robin Hood assomiglia ad un altro recente film di Ridley Scott, Le crociate, e non solo per il periodo storico in cui è ambientato ma soprattutto per il tentativo di contestualizzare (stravolgendo anche la verità storica) miti e leggende rendendole veritiere. Troppo poco, stavolta. Il film è girato bene (vorrei anche vedere…), supportato da attori più e meno convinti, piuttosto scricchiolante in sede di sceneggiatura (con qualche doppio senso da oratorio davvero penoso) e ha solo due/tre scene davvero belle. Ma in generale si trascina piuttosto a rilento e non stupisce mai una sola volta.

Segue il trailer. Continua a leggere questo post »

gennaio 1st, 2010SHERLOCK HOLMES

sherlockholmesSherlock Holmes (Usa/Gran Bretagna/Australia, 2009) di Guy Ritchie, con Robert Downey jr., Jude Law, Mark Strong, Rachel McAdams, Kelly Reilly

Il voto di Paolino è… 6½

Sherlock Holmes (Robert Downey jr.) e il fido compagno d’avventure Watson (Jude Law) consegnano alla giustizia un pericoloso assassino di nome Lord Blackwood (Mark Strong), accusato dell’omicidio di alcune donne a scopi esoterici. Condannato all’impiccagione, Blackwood viene giustiziato e dichiarato morto, salvo, pochi giorni dopo, resuscitare dalla tomba in cui era stato sepolto! Le indagini, e gli omicidi, ricominciano.

L’Holmes in salsa blockbuster di Guy Ritchie (regista – Snatch, Rocknrolla) e Joel Silver (produttore – Matrix, V per Vendetta) è un prodotto pressochè perfetto per il grande pubblico natalizio che cerca divertimento, suspense, due-brividi-due e un po’ d’azione tra un cenone e l’altro. Per tutti gli altri, resta forte il dispiacere per il film che non è. Ritchie si sente come frenato dal suo primo incarico importante e preferisce limare, smussare il suo stile fuori dall’ordinario, costruendo una semplice trama che prima pone questioni, poi le risolve e poi te le spiega pure, per non lasciare indietro proprio nessuno. Chi in tv segue Psych (di cui vi avevo parlato qui tempo addietro) proverà un senso di profondo deja-vù, visto che il personaggio di Downey jr. pare ricalcato sul protagonista di quella serie. A proposito di Downey jr., quello che sulla carta doveva essere il punto di forza della pellicola si rivela forse uno dei punti più deboli: la sua interpretazione è un po’ troppo compiaciuta (come già in Iron Man). E’ come se per tutto il film fosse lì a farci l’occhiolino dicendoci “guarda qua, so’ io er mejo, c’ho io er nome sopra er titolo, famme un bel primo piano che te faccio la faccetta buffa”. Molto meglio quindi soffermarci sull’ottimo Jude Law, che dona al suo Watson (a proposito, la fatidica frase “Elementare Watson” non viene mai pronunciata) una caratterizzazione straordinaria: pur restando sempre in secondo piano e non tentando mai di sovrastare il compagno, Law si fa notare e conferma la sua poliedricità e la sua bravura. Al solito deboli i ruoli femminili in action di questo tipo: la bella Irene Adler di Rachel McAdams non funge altro che da pedina e serve – come tutte le belle dei supereroi che si rispettino – da esca per il finale. Fa capolino anche il nemico giurato di Holmes, il professor Moriarty (il cui volto rimane nell’ombra per poter consentire, nel prossimo episodio, di ingaggiare un attore famoso che lo possa  interpretare).

Sceneggiatura poco all’altezza e lunghezza eccessiva sono i tasti più dolenti dell’operazione, che il pubblico però ha apprezzato. Auspichiamo un serio balzo in avanti nel prossimo capitolo. Segue il trailer.

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Ormai Robert Downey jr. è tornato, e chi lo ferma più? Da Iron Man ad una (quasi storica) candidatura all’Oscar per lo squinternato Tropic Thunder, il suo talento giovanile dato per disperso per cause ben note ha risalito la china ed è tornato prepotente oggi, sulla soglia dei 50 anni. E prima di ritrovarlo nell’armatura rosso fuoco il prossimo maggio a fare incetta di milioni e a suonarle di santa ragione a Mickey Rourke (!), questo Natale sarà il protagonista del primo vero kolossal di Guy Ritchie nei panni nientemeno che di Sherlock Holmes. Al suo fianco l’immancabile Watson, interpretato dal sempre puntuale Jude Law. Con loro Rachel McAdams (Red Eye, State of Play) e Mark Strong (Nessuna verità, Rocknrolla).

Poco o niente si sa della trama, se non che Holmes non sarà un mero intellettuale alla ricerca della soluzione ad un pericoloso piano diabolico che potrebbe mettere in crisi l’Inghilterra, ma si sporcherà le mani a furia di combattimenti e scazzottate, sempre con una buona dose di ironia. Vedere il fantastico trailer, sottotitolato in italiano dai miei amici di Trailersland, per credere!

aprile 26th, 2009ROCKNROLLA

Rocknrolla (Gran Bretagna, 2008) di Guy Ritchie, con Gerald Butler, Tom Wilkinson, Mark Strong, Thandie Newton, Idris Elba, Jeremy Piven, Toby Keppell

Il voto di Paolino è… 7

L’amore, o qualcosa che gli somiglia, fa male! Credo la pensi così anche Guy Ritchie, che liberatosi finalmente della zavorra Madonna (che oltre ad aver affossato lui come persona ha affossato anche lui come regista, vedi Travolti dal destino) torna al cinema pazzoide e sopra le righe che più ama e che lo ha reso celebre con Snatch e Lock & Stock. In Rocknrolla tutto ruota attorno al magnate dell’edilizia londinese Lenny Cole (l’onnipresente e straordinario Tom Wilkinson), un uomo che tiene in pugno politici, aziende e criminali della città. Per degli affari legati a nuove costruzioni entra in rapporti con uno stralunato russo, aspettandosi da lui una mazzetta di 7 milioni di euro che però tarda ad essere consegnata. Il motivo? Ogni volta i soldi vengono rubati dal Mucchio selvaggio, un team di teppistelli guidati dal saggio One-Two (Gerald Butler). A complicare le cose si aggiunge una contabile doppiogiochista (Thandie Newton), il figliastro rockettaro di Cole creduto morto (Toby Keppell) e un dipinto misterioso da ritrovare assolutamente!

Un tale affollamento di personaggi e situazioni sarebbe potuto diventare confusionario ma grazie all’abilissima regia di Ritchie si trasforma in un più che godibile gangster movie a sprazzi demenziale, a sprazzi adrenalinico, a sprazzi semplicemente comico. Se nella prima parte può risultare difficile da seguire per la caterva di intrecci messa a punto (tutta mano del regista), pian piano che il film prosegue lo spettatore finisce per lasciarsi agguantare e con l’appassionarsi totalmente alle bizzarre avventure del sottobosco criminale di Londra, ai loro conflitti interni e al modo in cui se la cavano sempre anche nelle situazioni più pericolose. Per non parlare di un paio di sequenze, come quella di una scena di ballo strepitosa tra Butler e la Newton, in cui quello che si dicono viene scritto sullo schermo per poter essere letto dallo spettatore mentre loro si muovono in un modo davvero cult! Ogni protagonista della storia, dai principali ai secondari, può dirsi ben caratterizzato e scritto, e uno dei punti di forza di Rocknrolla è proprio il fatto di immergere i suoi eroi in situazioni talmente estreme tra loro dal farli passare repentinamente da un atteggiamento minaccioso e torvo ad un altro buffo se non ridicolo.

Si può forse criticare a Ritchie il fatto di ricreare sempre bene o male lo stesso tipo di storia, ma forse anche per questo ha deciso di puntare decisamente più in alto con il blockbuster natalizio su Sherlock Holmes che, con protagonisti Robert Downey jr. e Jude Law, potrebbe finalmente aprirgli le porte di Hollywood.

Il trailer era già stato pubblicato in questo post.

novembre 21st, 2008Anteprima: NESSUNA VERITA’

Body of Lies (Usa, 2008) di Ridley Scott, con Leonardo DiCaprio, Russell Crowe, Mark Strong, Golshifteh Farahani

Il voto di Paolino è… 7

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Roger Ferris (Leonardo DiCaprio) è l’uomo migliore di cui dispongono i servizi segreti americani, in luoghi dove la vita umana non vale più delle informazioni che può dare. In situazioni che lo portano a girare tutto il mondo, la sopravvivenza stessa di Ferris spesso dipende dalla voce che si trova all’altra estremità di un telefono segreto: il veterano della CIA Ed Hoffman (Russell Crowe). Creando le sue strategie tramite un computer portatile nei quartieri periferici, Hoffman è sulle tracce di un importante terrorista che ha organizzato una serie di bombardamenti eludendo la più sofisticata rete di servizi segreti del mondo. Per attirare allo scoperto il cattivo, Ferris dovrà insinuarsi nel suo mondo tenebroso, ma più Ferris si avvicinerà al suo obiettivo più scoprirà che la fiducia è sia un bene pericolo sia l’unica cosa che lo farà uscire vivo da quella situazione.

Quante facce si possono celare dietro un nome, un volto, una promessa… Nel mondo dei servizi segreti nessuno ormai si fida più neppure del proprio migliore amico, e a farne le spese sono quasi sempre degli innocenti cittadini. Tutti inseguono tutti in Nessuna verità, e con ogni mezzo possibile: intercettazioni a tappeto, satelliti capaci di captare ogni sussulto umano, database oramai straripanti di informazioni: è la modernità a mandare avanti questi giochi tra gatti e topi. “Se volti le spalle alla tecnologia”, dice un obeso e sornione Russell Crowe al giovane e rampante Leonardo DiCaprio, “sparisci nella folla”.

Ridley Scott (Alien, Il gladiatore, American Gangster) forte di una sceneggiatura calibrata col contagocce firmata William Monahan (Le crociate, The Departed) che cerca di accontentare tutti tra scene di tortura, corse emozionanti e una storia d’amore inserita nella trama un po’ a forza, imbastisce un prodotto tosto e serrato, alternando momenti d’azione, sparatorie ed inseguimenti ad altri più pacati ma non meno avvincenti: perché le parole, ci mostra il film, sono spesso più taglienti di una lama affilata. Esemplare in questo senso il primo incontro a tre tra Ferris, Hoffman e il capo dei servizi segreti giordani Hani (l’ottimo Mark Strong): ognuno mette sul tavolo le proprie carte, come in ogni partita che si rispetti. E il vincitore, se c’è, non si scoprirà se non all’ultimo istante, sul filo del rasoio…

Tra mille location diverse (Dubai, la Giordania, Manchester, Langley, la Turchia e molte altre), tutte amalgamate in maniera ottima dal montatore due volte premio Oscar Pietro Scalia (JFK, Black Hawk Down), Nessuna verità, sorretto da un convintissimo DiCaprio, di cui Crowe sembra più il nonno che il mentore, e aiutato da una regia al solito più che convincente di Ridley Scott e dalle ottime musiche di Marc Streitenfeld, ormai partner fisso del regista inglese, è un thriller corposo e riuscito, seppur non esente da una certa furbizia di fondo (lo stratagemma della dolce donzella in pericolo non è certo un fatto nuovo…) e da un non preciso collocamento sul piano politico. Trattasi pur sempre di un blockbuster da 70 milioni di dollari, creato apposta per piacere ad un pubblico più vasto possibile, e quindi costretto a non affondare troppo il colpo in alcuna occasione e a non prendere posizioni ben precise.

Un lavoro adulto e ben realizzato, che non spiega nulla sulla situazione mondiale attuale ma che semplicemente ci immerge in – ovviamente – esagerati spionaggi su larga scala, spettacolarizzandoli al punto giusto come è lecito aspettarsi quando in ballo ci sono nomi come quelli che compongo il cast del film. Riuscito, ma lontano dallo Scott dei vecchi tempi.

Segue il trailer.

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novembre 9th, 2008BABYLON A.D.

Babylon A.D. (Usa/Francia, 2008) di Mathieu Kassovitz, con Vin Diesel, Michelle Yeoh, Mélanie Thierry, Gerard Depardieu, Charlotte Rampling, Mark Strong, Lambert Wilson

Il voto di Paolino è… 5

Toorop (Vin Diesel) è un mercenario che ha alle spalle molte battaglie ed è sopravvissuto alle guerre che devastano il mondo fin dall’inizio del 21° secolo. La mafia che controlla l’Europa dell’est gli affida un incarico molto rischioso: scortare una misteriosa giovane donna di nome Aurora (Mélanie Thierry) da un monastero in Mongolia fino al cuore di Manhattan. La ragazza, appena 18enne, nata e cresciuta in quel luogo sperduto, perennemente sorvegliata a vista dalla sua tutrice Suor Rebecca (Michelle Yeoh), nasconde inquietanti segreti: già a 2 anni per esempio sapeva parlare 19 lingue diverse e ora ha poteri di preveggenza. Per assicurarsi che la ragazza arrivi a New York sana e salva, Toorop dovrà far sì che abbia il minor numero di contatti possibili con il mondo esterno, ma ci sono persone che hanno buoni motivi affinché Aurora non raggiunga in vita gli Stati Uniti.

Quando un film è rinnegato dallo stesso regista, non è un gran segno. La produzione di Babylon A.D. è stata travagliatissima fin dall’inizio, ma l’epilogo è stato ancor più drammatico. Ecco le parole del regista Mathieu Kassovitz (I fiumi di porpora, Gothika): “Non ho mai avuto la possibilità di girare una scena così com’era scritta sul copione o come la volevo io. La sceneggiatura non è stata rispettata. Pessimi produttori, pessimi partner. E’ stata una terribile esperienza. (…) La trama è sorprendente, l’autore conosce bene la geopolitica e ha una chiara idea sulla direzione in cui il mondo si sta evolvendo. A causa della libertà di cui godiamo su internet i confini reali tra le società si stanno chiudendo. Il film tuttavia è pura violenza e stupidità, le scena d’azione avevano l’obiettivo di essere il metafisico punto di vista dei personaggi, invece alcune parti sembrano un brutto episodio di 24.”

E via dicendo… Persino Vin Diesel ha avuto da ridire sui pesanti tagli imposti dalla produzione, dicendo: “Dopo tutti questi tagli non so neanche se sono ancora nel film!” Insomma, non delle gran belle premesse. Ma com’è in fin dei conti questo Babylon A.D.? In effetti è stata una grossa occasione mancata: alcune scene visionarie sono interessanti, la trama poteva prestarsi a divagazioni appassionanti ma la forte sensazione è appunto quella che manchino dei veri e propri tronconi di storia. Ancora una volta a Hollywood i soldi vincono sulla creatività. Per fortuna il pubblico se n’è accorto e ha snobbato il film, che è stato un flop dappertutto.

Segue il trailer.

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