marzo 15th, 2010Anteprima: E’ COMPLICATO

ecomplicatoIt’s Complicated (Usa, 2009) di Nancy Meyers, con Meryl Streep, Alec Baldwin, Steve Martin, John Krasinski, Lake Bell, Rita Wilson, Mary Kay Place, Hunter Parrish

Il voto di Paolino è… 6

Jane (Meryl Streep) e Jake (Alec Baldwin) sono stati sposati per molti anni, fino a quando lui non si è invaghito di una ragazza ben più giovane e ha lasciato il nucleo familiare. Sono passati due lustri dal divorzio, e la trasferta newyorchese degli ex coniugi per assistere alla laurea di uno dei figli che hanno avuto insieme sarà motivo di un insperato ricongiungimento. Proprio quando Jane si era decisa a rifarsi una vita, magari con l’affascinante (e altrettanto divorziato) architetto Adam (Steve Martin).

Vedere un lavoro di Nancy Meyers sarebbe anche sempre un piacere se non fosse per il brutto vizio della regista di sfornare costantemente film troppo lunghi per quello che in effetti hanno da raccontare: What Women Want e Tutto può succedere sfioravano i 130 minuti, mentre L’amore non va in vacanza addirittura li superava. E’ complicato si ferma a due orette tonde tonde, che sono ancora troppe per una storiella esile e già vista come quella messa in scena. La sceneggiatura alterna siparietti abbastanza divertenti a dialoghi inascoltabili, lasciando il compito di reggere la baracca alle mani esperte dei due protagonisti: e se la Streep è tornata finalmente in forma dopo la stucchevole performance in Julie & Julia (ma lì non era certo colpa sua), Alec Baldwin si guadagna meritatamente, dopo anni di onorate parti cinematografiche secondarie, il ruolo principale (per fortuna nel frattempo ci pensava la tv con 30 Rock a farlo scatenare), non sfigurando affatto. Peccato per il sottosfruttato Steve Martin: ogni volta che compare in scena il livello del film si alza di botto. Dietro ai tre attori principali, però, c’è il vuoto: le scelte di casting effettuate per i tre figli della coppia sono tra le peggiori mai viste al cinema, per non parlare del ruolo di John Krasinski che interpreta il fidanzato mammoletta di uno di loro, semplicemente fastidioso.

E’ complicato è genuinamente femminista e libertino, (ri)dà assoluta dignità ai rapporti e al sesso tra ultracinquantenni e si diverte nel fare in modo che siano i figli a dover star dietro alle scappatelle amorose dei genitori e non viceversa. Niente di nuovo sotto il Sole, in ogni caso. Ma di classe.

Nelle sale da venerdì 19 marzo. Segue il trailer.

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febbraio 7th, 2009IL DUBBIO

Doubt (Usa, 2008) di John Patrick Shanley, con Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis

Il voto di Paolino è… 6½

Dei bravi attori, è vero, non fanno da soli un buon film. Certo che ne Il dubbio, a conti fatti, non dico che siano l’unico motivo di vero interesse ma quasi. Tratto da un’opera teatrale dello stesso regista John Patrick Shanley (che torna dietro la macchina da presa a 18 anni di distanza dal suo debutto con Joe contro il vulcano), il film racconta del sospetto che si insinua nella preside di una scuola cattolica, Sorella Aloysius (Meryl Streep) nei confronti di Padre Flynn (Philip Seymour Hoffman), accusato in poche parole di abusare dell’unico bambino nero presente nell’istituto. Supportata dalle conferme della debole e spaventata insegnante del piccolo, Sorella James (Amy Adams), e sconfortata dalle parole della madre del ragazzo (Viola Davis) che quasi assolvono il reverendo per paura di maggiori ritorsioni contro la sua famiglia (è il 1964), Sorella Aloysius arriverà allo scontro frontale per far valere le proprie convinzioni, che il dubbio alimenta come un fuoco sempre acceso.

Quattro protagonisti, quattro candidature all’Oscar (la quinta è per la sceneggiatura). Interpretazioni maestose e duetti all’ultimo respiro, incalzanti e mai banali, con dialoghi a volte graffianti e a volte sottili ed ironici. La Streep è la migliore in assoluto, c’è poco da fare, capace di passare dagli ABBA a passo di danza ad un’algida sorella conservatrice e puritana nel giro di pochi mesi (e con questa raggiunge il record di 15 candidature all’Oscar). Hoffman è ormai diventato l’icona di un certo tipo di personaggio morboso e disturbante, quasi sempre sul punto di scoppiare in violenti scatti d’ira. Amy Adams (Come d’incanto, La guerra di Charlie Wilson) 25 anni e gia candidata due volte, è una brillantissima promessa in ascesa e l’outsider Viola Davis (Come un uragano) riesce ad incantare grazie ad un’unica ma toccante scena. Il reparto tecnico poi è di prim’ordine e quasi “sprecato” in un tale film di impianto teatrale: musiche di Howard Shore (3 Oscar per Il signore degli anelli), fotografia di Roger Deakins (8 candidature, collaboratore storico dei Coen), costumi di Ann Roth (Il paziente inglese, Mamma Mia!).

Tutto al posto giusto quindi? Non esattamente, perchè Il dubbio è debole proprio nel punto in cui meno te l’aspetti, ovvero nella trama e nello sviluppo della vicenda, finendo per essere ripetitivo in alcuni punti e mai troppo morboso come il plot avrebbe richiesto. A tradirlo è stata proprio la provenienza teatrale, troppo statica e costruita “per atti”, a cui forse avrebbe fatto comodo la mano di un regista più esperto e meno coinvolto dal progetto. Riuscito, quindi, a metà.

Segue il trailer.

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gennaio 25th, 2009Oscar: le nomination

Puntuali come un orologio svizzero ecco arrivare le nomination ai prossimi Oscar, che verranno assegnati tra un mesetto in una cerimonia condotta addirittura da Hugh Jackman. La fa da padrona Il curioso caso di Benjamin Button con 13 candidature, seguito da The Millionaire con 10, Milk e Il cavaliere oscuro (ma per quest’ultimo sono quasi tutte tecniche) con 8 e da Wall-E con 6. Non possono lamentarsi neppure Il dubbio, Frost/Nixon e The Reader. Un grande sconfitto però c’è già, e si chiama Revolutionary Road, mentre Robert Downey jr. ha sgraffignato la candidatura per Tropic Thunder e In Bruges l’ha ottenuta per la sceneggiatura. Ecco i dettagli:

  • Miglior Film

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Frost/Nixon
- The Reader
- Milk
- The Millionaire

  • Miglior attore protagonista

- Richard Jenkins per L’ospite inatteso
- Frank Langella per Frost/Nixon
- Sean Penn per Milk
- Brad Pitt per Il curioso caso di Benjamin Button
- Mickey Rourke per The Wrestler

  • Miglior attrice protagonista

- Anne Hathaway per Rachel sta per sposarsi
- Angelina Jolie per Changeling
- Melissa Leo per Frozen River
- Meryl Streep per Il dubbio
- Kate Winslet per The Reader

  • Miglior attore non protagonista

- Josh Brolin per Milk
- Robert Downey jr. per Tropic Thunder
- Philip Seymour Hoffman per Il dubbio
- Heath Ledger per Il cavaliere oscuro
- Michael Shannon per Revolutionary Road

  • Miglior attrice non protagonista

- Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona
- Amy Adams per Il dubbio
- Viola Davis per Il dubbio
- Taraji P. Henson per Il curioso caso di Benjamin Button
- Marisa Tomei per The Wrestler

  • Miglior regia

- Danny Boyle per The Millionaire
- Stephen Daldry per The Reader
- David Fincher per Il curioso caso di Benjamin Button
- Ron Howard per Frost/Nixon
- Gus Van Sant per Milk

  • Miglior sceneggiatura originale

- Frozen River
- La felicità porta fortuna
- In Bruges
- Milk
- WALL-E

  • Miglior sceneggiatura non originale

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il dubbio
- Frost/Nixon
- The Reader
- The Millionaire

  • Miglior fotografia

- Changeling
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- The Reader
- The Millionaire

  • Miglior montaggio

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- Frost/Nixon
- Milk
- The Millionaire

  • Miglior make-up

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- Hellboy II: the golden army

  • Miglior scenografia

- Changeling
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- La duchessa
- Revolutionary Road

  • Migliori costumi

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Australia
- La duchessa
- Milk
- Revolutionary Road

  • Miglior colonna sonora

- Milk: Danny Elfman
- Il curioso caso di Benjamin Button: Alexandre Desplat
- Defiance: James Newton Howard
- Wall-E: Thomas Newman
- The Millionaire: A.R. Rahman

  • Miglior canzone originale

- The Millionaire (“Jai Ho”)
- The Millionaire (“O Saya”)
- WALL-E (“Down to Earth”)

  • Miglior suono

- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Wanted
- WALL-E
- The Millionaire

  • Miglior montaggio del suono

- Il cavaliere oscuro
- Iron Man
- Wanted
- WALL-E
- The Millionaire

  • Migliori effetti speciali

- Il cavaliere oscuro
- Iron Man
- Il curioso caso di Benjamin Button

  • Miglior film d’animazione

- Bolt
- Kung Fu Panda
- WALL-E

  • Miglior film straniero

- La banda Baader Mainhof (Germania)
- Revanche (Austria)
- La classe (Francia)
- Okuribito (Giappone)
- Valzer con Bashir (Israele)

Sono state rese note ieri le nomination ai prossimi Golden Globes, i premi assegnati dalla stampa straniera presente in America e considerati da molti un’affidabile anticamera per gli Oscar. In attesa di sapere chi li vincerà (i premi saranno consegnati l’11 gennaio) andiamo a scorgere i papabili vincitori. Quotatissimi Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher con un irriconoscibile Brad Pitt, e Revolutionary Road di Sam Mendes, che riunirà gli attori di Titanic. Sul fronte più leggero invece Mamma Mia! non dovrebbe avere problemi, con i Coen dietro l’angolo. Buone nomination anche per The Millionaire, di cui vi parlerò nei prossimi giorni, e per Doubt – Il dubbio, una straordinaria piece teatrale su un tema scottante come la pedofilia trasportata sul grande schermo con Meryl Streep. A sorpresa, nomination per Tom Cruise e ben tre candidature per lo straordinario In Bruges.

La parte riguardante i telefilm arriverà nei prossimi giorni.

  • Miglior Film Drammatico:

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Frost/Nixon
- The Reader
- Revolutionary Road
- The Millionaire

  • Miglior Film Commedia o Musical

- Burn After Reading
- La felicità porta fortuna
- In Bruges
- Mamma Mia!
- Vicky Cristina Barcelona

  • Miglior attore drammatico

- Leonardo DiCaprio per Revolutionary Road
- Frank Langella per Frost/Nixon
- Sean Penn per Milk
- Brad Pitt per Il curioso caso di Benjamin Button
- Mickey Rourke per The Wrestler

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ottobre 4th, 2008MAMMA MIA!

Mamma Mia! (Usa, 2008) di Phyllida Lloyd, con Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Amanda Seyfried, Stellan Skarsgaard, Christine Baranski, Julie Walters

Il voto di Paolino è… 7½

Chi l’avrebbe mai detto: una storia classica e perbene come quella di un matrimonio in grande stile celebrato per innaffiare d’amore i giovani sposini Sophie (Amanda Seyfried) e Sky (Dominic Cooper) si trasforma in un inno gioioso e strampalato all’amore libero, tra coppie di sessantenni che si ritrovano e si riamano, gay neodichiarati e un generale femminismo di fondo provocatorio e doveroso. Mamma Mia!, tratto dall’omonimo musical di Broadway e basato sulle canzoni dei mitici ABBA, racconta di come Sophie, tenuta da sempre all’oscuro dalla madre Donna (Meryl Streep) su chi fosse suo padre, si impossessa del suo vecchio diario e scopre di avere tre possibili candidati: li invita così, di nascosto, al suo matrimonio su un’isoletta greca per trovare finalmente l’uomo che l’accompagnerà all’altare, come da tradizione.

Due i motivi che portano ad amare questa trasposizione cinematografica di Mamma Mia!. Innanzitutto le canzoni, tutte belle, mai noiose e bene interpretate. E poi lei, Meryl Streep, che a 60 anni balla, danza, si agita, si muove, salta e piroetta come e anche meglio di una ragazzina, con uno spirito e una gioia che, se ce ne fosse bisogno, la confermano una delle attrici (se non l’attrice) più brava e versatile attualmente al mondo. Basterebbero le scene che accompagnano i titoli di coda, in cui tutto il cast balla e danza al ritmo di “Dancing in Queen” e “Waterloo”, a farvi capire quello che io vado dicendo da anni: gli attori d’oltreoceano saranno anche strapagati ma (magari non sempre, ma in questo caso sicuramente) se li meritano tutti! Ce lo vedete anche solo un mezzo attorucolo italiano a vestirsi di paillettes e zeppone e a dimenarsi sotto un luccichio di strasse? Ebbene, qui lo fa addirittura uno che ha vestito per anni gli abiti del simbolo macho e maschilista per eccellenza: James Bond!

Veniamo ai tasti più dolenti, che sono comunque poca cosa: la regia è stata affidata, errore madornale, alla stessa regista dello spettacolo teatrale… Ora, se una sa mettere in piedi qualcosa di buono su un palcoscenico, non vuol dire che sappia anche adoperare una macchina da presa e abbia l’inventiva necessaria per trasportare lo spettatore dentro un vortice di musiche e balletti che il genere prevede. Peccato, probabilmente con un vero regista il risultato potrebbe essere stato ancora più lodevole. Alcuni attori poi non brillano troppo: soprattutto Colin Firth è sempre più imbambolato (sia nelle espressioni che nei movimenti), i due giovani protagonisti non sono memorabili e la voce di Pierce Brosnan non è poi quel che si dice melodiosa.

Restano i numeri musicali, tutti piuttosto buoni, con alcuni sopra la media (il ballo di gruppo delle signore ribelli, la straordinaria Christine Baranski nel suo numero di seduzione con i giovani ballerini, il finale liberatorio sotto la pioggia) e, ribadisco, una Meryl Streep che senza un filo di trucco e con le sue rughe in bella vista, scavalca con un balzo tutte le sue colleghe più giovani che invano cercano da anni di eguagliarla.

Segue il trailer.

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Rendition (Usa/Sud Africa, 2008) di Gavin Hood, con Jake Gyllenhaal, Reese Witherspoon, Meryl Streep, Alan Arkin

Il voto di Paolino è… 6½

Per dire com’è fatta Hollywood: questo Gavin Hood, regista africano, vince l’Oscar per il miglior film straniero nel 2006 con Il mio nome è Tsotsi, favoletta dai risvolti sociali. L’America lo chiama e gli affida Rendition, film di denuncia contro i metodi poco ortodossi che gli Stati Uniti pare usino spesso per estorcere informazioni con la tortura. Il film riesce benino, non incassa una minchia (neanche 10 milioni di dollari) ma Hood si ritrova subito dopo catapultato sul set di uno dei blockbuster più attesi del 2009: X-Men Origins: Wolverine. Roba da farci un film.

Tralasciando queste curiosità, Rendition racconta di un vero e proprio sequestro compiuto dai servizi segreti USA ai danni di un chimico di origine egiziana sospettato di complicità con dei terroristi. La moglie, americana (Reese Witherspoon), inizia una battaglia per scoprire che fine ha fatto il padre dei suoi figli. Nel frattempo uno degli agenti CIA impegnati nel sequestro (Jake Gyllenhaal) comincia ad avere seri dubbi sul lavoro che sta svolgendo e sulle vere colpe del malcapitato ostaggio. Il ritmo non è dei migliori, e se il film regge è solo per l’interesse per l’argomento trattato e per un cast di tutto rispetto (condito dai premi Oscar Meryl Streep, poco sfruttata, e Alan Arkin).


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