Gli anni passano, ma la gente di tutto il mondo non smette mai di stupirmi con le sue amenità.

Persino un cinico bastardo come me è leggermente basito e scioccato davanti all’idea di una deficiente famiglia portoricana che ha deciso di esporre la salma di un ragazzo di 22 anni ucciso in una sparatoria in una maniera molto poco convenzionale: sulla sua amata moto. La foto non rende un granché l’idea, quindi beccatevi il video con tanto di particolari!

morto

Mi chiedo come abbiano saputo quelli delle pompe funebri preparare il cadavere per via del rigor mortis. E pensandoci su la mia mente non ha potuto che fiondarsi su…

Ci piace ricordarlo così…

settembre 12th, 2009Nonno Mike

ciao_mikeHo aspettato qualche giorno prima di dare il mio doveroso saluto a Mike Bongiorno perchè non volevo risultare banale e scontato. E invece è proprio quello che sarò, perchè in certi casi essere originali non serve a niente.

Lo faccio oggi nel giorno dei suoi funerali. Dal giorno della sua morte, non so se è solo un’impressione mia, ho avuto davvero l’impressione che l’evento abbia toccato i cuori di tutti, grandi e piccoli, amanti e non della tv. Molto più di altre morti celebri recenti come quella di Papa Woytila o di Michael Jackson. Leggevo su Facebook commenti commossi di ragazzini adolescenti che salutavano il “padre della tv” anche se per loro praticamente Mike è stato soltanto il nonnetto che faceva le televendite dei materassi su Retequattro e la spalla di un Fiorello che si divertiva a prenderlo per i fondelli. Era davvero uno di quelli di cui si dice “la fama lo precede”. In radio, sui giornali, nei salotti televisivi tutti hanno avuto un aneddoto su di lui, spesso per metterne in luce un carattere deciso e più irascibile di quanto si potesse pensare. Una mente lucida, sempre presente a sé stessa, che non si lamentava mai e andava dritta per la sua strada, anche se il successo di pubblico non c’era più come una volta. Per lui vendere pentole o condurre Miss Italia (magari sfuriando con Loretta Goggi) aveva la stessa pari dignità. Questo si chiama essere professionisti.

E’ stata mia nonna a passarmi la passione per tutto ciò che è spettacolo, facendomi restare alzato fino a tardi da piccolo per guardare con lei i quiz di Mike. D’altronde ho imparato a leggere a cinque anni per poter decifrare i testi di Tv Sorrisi e Canzoni! Non avrei mai pensato che potesse morire. Questo succede solo per le icone. L’Italia ha perso un nonno, un nonno comune, il nonno di tutti. Credo passerà del tempo prima che un intero popolo possa commuoversi così unanimemente per una figura pubblica. Ce ne ricorderemo a lungo.

Allegria, Mike!

febbraio 21st, 2009Ciao Oreste, e grazie!

Da un’intervista a Pierfrancesco Pingitore sulla morte di Oreste Lionello, tratta da Il giornale del 20/02.

D. Ora che Lionello è scomparso, lo spettacolo al Bagaglino andrà avanti?

R. Ancora non so niente… Ma non credo, no. Senza Oreste non si può.

Oreste mio, eri un bravo attore ed un ottimo doppiatore. Woody Allen non sarà più lo stesso per noi, ma oltre a lui ti ringrazio anche per Gene Wilder (Frankenstein Junior) e Peter Sellers (Il dottor Stranamore). il fatto è, amico mio, che devi essere felice per noi. La tua morte non è stata vana… Perchè se il fatto che tu non ci sia più metterà fine a quello scempio del Bagaglino e manderà definitivamente in pensione gente come Pingitore e Pippo Franco, beh allora… GRAZIE DIO DI ESSERTELO PRESO!!!

gennaio 30th, 2009Viva Mino!!

Un mito, un uomo maltrattato da tutti, deriso dai comici, ma di grande spirito e venerato come un Dio dal suo pubblico. “Italia” la conoscono anche i bambini, e quindi per salutarlo ho scelto una delle sue tante autoironiche partecipazioni televisive, qui maltrattato alle Iene da Luca e Paolo.

Viva Mino!!

agosto 13th, 2008Morti #2: scioperi riusciti

Quante volte, in Italia e nel mondo, sentiamo parlare del temibilissimo SCIOPERO DELLA FAME? Appena uno ha qualcosa contro cui protestare, ecco che si inventa di metterlo in atto: quelli di Pannella ormai non si contano più.

Ma quanti di questi personaggi che cercano di impietosirci si rendono conto che in realtà non è un semplice scherzo, ma di fame si può realmente morire? Credo nessuno, pensano tutti che un paio di giorni di digiuno possano bastare per ottenere quello che vogliono.

Per questo la notizia di ieri risulta quasi simpatica: un iracheno detenuto nel carcere de L’Aquila riteneva ingiusta la condanna di 1 anno per tentata rapina, e aveva iniziato uno sciopero della fame per protesta. Ebbene, il tizio è morto per la debilitazione del corpo, anche se ovviamente in fin di vita era tornato sulla sua decisione e guardacaso non voleva più morire.

Peccato non mi possa più sentire, perchè gli avrei volentieri rivolto un paio di paroline… CAZZI TUOI!

agosto 12th, 2008Orsù, parliamo di morti!

Questo 2008 si sta rivelando davvero una mannaia per il mondo del cinema, e dello spettacolo in generale. Da gennaio ad oggi sono davvero tante le scomparse eccellenti, premature e non. Oggi voglio rallegrarvi la giornata elencandovi le più degne di nota, per il sottoscritto.

Il 15 gennaio muore a Los Angeles Brad Renfro (foto), a 25 anni, per overdose da eroina. Renfro era stata una precocissima promessa, esordendo a 12 anni ne Il cliente con Tommy Lee Jones e Susan Sarandon. Altri suoi film erano stati Sleepers, L’allievo e The Jacket. Sta per uscire nei cinema americani il suo ultimo film, The Informers, in cui ha recitato con Winona Ryder, Kim Basinger e Billy Bob Thornton.

Il 23 gennaio tocca a Heath Ledger, per accidentale overdose di farmaci. Immagino non debba spiegarvi chi è. Il suo ultimo film, The Imaginarium of Doctor Parnassus di Terry Gilliam, sarà nelle sale prossimamente. Dato che non è riuscito a concludere le sue riprese, sarà sostituito, tramite un espediente, da ben tre attori diversi che reciteranno in sua memoria: Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell.

L’11 febbraio è morto in Arkansas a 75 anni per un mieloma multiplo Roy Scheider. Tutti lo ricordiamo come il protagonista de Lo squalo di Spielberg, ma era stato anche nominato all’Oscar due volte, per Il braccio violento della legge e per All That Jazz.

Il 18 marzo un’altra morte scioccante: a 55 anni si spegne Anthony Minghella, uno dei più famosi registi inglesi, per un’emorragia in seguito ad un’operazione per rimuovere un cancro dalle tonsille. Suoi Il paziente inglese (Oscar per la miglior regia), Il talento di Mr. Ripley, Ritorno a Cold Mountain.

Il 5 aprile, a 84 anni, si è spenta una leggenda: Charlton Heston. Ben Hur, I dieci comandamenti, Il pianeta delle scimmie… e Bowling a Columbine, in cui Michael Moore lo attaccava perchè era un convinto sostenitore dell’uso libero delle armi negli Stati Uniti.

A 73 anni se n’è andato Sidney Pollack (foto), sempre per un cancro. Regista premio Oscar per La mia Africa, ma realizzatore anche di Tootsie, Il socio, The Interpreter. Era anche attore, soprattutto brillante: era il padre di Will nella sitcom Will & Grace, ed era recentemente apparso anche in Michael Clayton e Un amore di testimone.

Il 15 giugno, per un mieloma multiplo, si spegne a 62 anni il re degli effetti speciali Stan Winston. Quattro volte premio Oscar, ha creato gli effetti visivi di Terminator 2, Jurassic Park, Aliens, Edward mani di forbice. Sua anche l’armatura di Iron Man. Stava lavorando al prossimo Terminator.

L’ultima morte inaspettata avviene solo l’altro giorno: muore a 50 anni, per una polmonite, Bernie Mac (foto), uno dei più famosi comici e attori americani. Oltre ai suoi spettacoli televisivi e teatrali, Mac era conosciutissimo per essere uno della banda di Clooney nella trilogia di Ocean’s Eleven e seguenti, ma si era visto anche in Babbo Bastardo, Charlie’s Angels 2 e Indovina chi. In Transformers, lo scorso anno, era il rivenditore di auto da cui si reca Shia LaBeouf col padre.


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