Sotto le Feste, e il 2011 non ha fatto alcuna eccezione, siamo inondati di colonne sonore natalizie piene di gioiose campanelle e di trillini angelici, cantate e suonate per noi dai Bocelli, dalle Maraie, dai Bublei, dalle Wilmedeangelis… Eppure le alternative ce stanno! Ce stanno eccome! Citofonare ad esempio a casa Jan Terri!
Jan Terri è una simpatica centenaria di Chicago divenuta famosa (nel suo quartiere) negli anni ’90 quando incise due dischi VERY ROCK facendosi notare addirittura da Marylin Manson che la volle come artista d’apertura di uno dei suoi concerti. Da circa 15 anni se ne erano però perse le tracce: chi diceva si fosse reincarnata nella cuoca Spisni della Prova del Cuoco, chi invece era sicuro di averla vista in Downton Abbeynei panni della (sempre cuoca) Mrs. Patmore. E invece il 2011 l’ha vista invece resuscitare e tornare prepotentemente sulla scena musicale con una canzone natalizia (e un video) da adorare e preservare per le generazioni future come le cadute dai tacchi di Simona Ventura! Come sarà cambiata negli anni la budinosa Jan? Curiosi eh?
Intanto conosciamola quando era sulla cresta dell’onda, con due pezzi del 1993/94, “Rock and Roll Santa” e la irresistibile “Losing You”… Mentre se siete curiosi di sapere com’è diventata oggi e come sia cambiato il suo spirito natalizio con l’avvento dell’HD, recatevi di buona lena dopo il saltino!
Il toy-boy va di moda anche in Italia. Prendendo esempio da eminenti colleghe straniere, come Madonna, fidanzata con uno che andava all’asilo mentre lei aveva già la Fidelity Card dal chirurgo estetico, o Demi Moore, costretta a farsi accompagnare dal callista dal quel simpaticone di Ashton Kutcher, varie starlette nostrane si sono date alla pazza gioia scegliendosi compagni più giovani dal catalogo Lele Mora 2010/2011. Ecco quindi la Clerici che giustifica la sua relazione con un bel mulattino nominandolo “autore di Sanremo”, e Lory Del Santo che ormai si ripassa con parsimonia tutti gli amici del figlio.
Ultima in ordine di tempo l’eclettica (nel senso che sa far male tutto, ma tutto tutto) Barbara De Rossi, che a 51 anni, oltre a volere un nuovo figlio, fa coppia fissa con il 30enne piuttosto muflonico ed in evidente sovrappesoAnthony Manfredonia (prego Dio sia solo un nome d’arte). Non spetta certo a questo blog fare del gossip spicciolo, io sono qui solo per offrirvi sempre nuove ed incantevoli panoramiche sullo stato di salute della musica italiana. Si dà il caso infatti che tal Manfredonia sia, a detta della stessa De Rossi, “un artista” a tutto tondo: musicista, cantautore… ma anche poeta, pittore, attore, boss della camorra… E’ infatti uscito in questi giorni il suo nuovo album, “In solitario splendore”, da cui vi propongo il singolo “Giorni d’estate”. Si vede che è roba d’artista no? Pare infatti che versi tipo “Giorni d’estate – resta qui – perché il Sole ha deciso così” siano stati trafugati direttamente dalla scrivania di Franco Battiato. Un tripudio di mandolini e fisarmoniche, in un video prodotto sapete da chi? Magari da un’importante casa di produzione che vede delle ottime potenzialità in Manfredonia? No, dalla stessa Barbara De Rossi, probabilmente in vena di aiuti umanitari.
Prima di lasciarvi al video però, voglio gettare un’ombra di panico su di voi, con una frase estrapolata dalla biografia ufficiale del tipo: “E’ inoltre attualmente impegnato con la compagna Barbara nella scrittura della sceneggiatura per un film autobiografico da realizzarsi nel futuro.” …Siete avvertiti.
Cari amici e cari timorati di Misseri, da oggi e fino a domenica 19 giugno il vostro buon Paolino si troverà in quel di Taormina (che non è in Toscana, né in Lazio, né in Campania, come la maggior parte di voi ha pensato in questi giorni) per il 57esimo Taormina FilmFest. Sarò uno dei 40 ragazzi (sì, c’è ancora qualcuno che mi considera un ragazzo) della cosiddetta Giuria della Gioventù, che sarà chiamata a consegnare i Campus Gioventù Awards esprimendo giudizi su lungo e cortometraggi divisi in tre sezioni e blablabla. Tutte le info qui sul sito ufficiale, mentre potrete seguire le mie scorribande cinefile su Twitter.
Ma non vi preoccupate, ho pensato a voi. Durante gli otto giorni di mia assenza, ogni volta che entrerete in questa home per cercare news, aggiornamenti, nuove recensioni, beh vi accoglierà lui, l’idolo di noi giovani (oh non rompete, sto in Giuria della Gioventù, ergo sono giovane), il trascinatore delle folle, un mix mal riuscito tra Lady Gaga e la nonna di Lady Gaga (allo stato attuale di decomposizione). Osvaldone nostro se ne è infatti uscito col suo ultimo singolo, Like This, di cui vi propongo il video ufficiale.
Ma insieme vi pongo anche un quesito: mi sapete dire perché quando andai per la prima volta a saggiare la nuova hit del Supino, i banner pubblicitari di youtube mi fecero la proposta che potete vedere sotto? Era una specie di richiesta d’aiuto? Del tipo “Diventate operatori sociali per salvare bambini disastrati come quello che sta cantando ora?” …eppure c’è chi lo compra. Allora chi bisogna salvare prima?
Vabbè, non c’è niente da fare. Stefania Orlando ci crede fino in fondo,rompere i bussolotti del Lottole sta stretto: lei vuole fare la poppe-star! Qui in passato si sono tessute le sue lodi, per la mai scordata Marinbabà fino all’anteprima mondiale (!) che aveva concesso a Caterina Balivo… Ma la Orlando mica sta a pettinarsi i peli durante l’anno, è una che ci vede lungo e sa benissimo che ogni estate che si rispetti non è tale senza il temutissimo tormentone!
Così quest’anno ci tocca un brano che la mette addirittura alla prova dinanzi ad un testo in inglese (con una pronuncia alla “Vorrei tanto poter parlare normalmente ma questa anguria in bocca me lo impedisce!”): si intitola Crazy Dancee la Orlandona Furiosa parrebbe essere addirittura in pole position per presentarlo al Gay Pride romano di giugno! Visto però che la sua carriera musicale non ha mai compiuto il balzo sperato, le feste di piazza latitano e l’ultimo matrimonio al quale è stata invitata è finito in un bagno di sangue per colpa di una faida interna capitanata dalla madre della suocera della sposa decisa a farla pagare al nipote che aveva osato dirle “Ma sai che la Orlando ti somiglia?!”, Crazy Dance non ha ancora trovato i fondi per un videoclip ufficiale: quello che vedete qui di seguito è “casalingo”, girato davanti ad un armadio (?!), accompagnato da un messaggio, su Youtube, della regina del maccherone, che scrive:
In un’epoca in cui la televisione italiana è popolata da incapaci, raccomandati e buoni a nulla, va ricordato che questo vizio non esiste proprio dall’altro giorno. Ogni giorno infatti da circa 7000 anni entra nelle case degli italiani un individuo capace di attirare su di sé nello stesso istante sentimenti di ira, ribrezzo, odio, alopecia, costernazione, pena, singhiozzo, frastornamento, irritazione.
Si chiama Fabrizio Bracconeri, divenuto famoso negli anni ’80 per la partecipazione ad alcuni film estivi e soprattutto per le serie di Italia 1 I ragazzi della 3a C e College. Nel 1992 fa il suo capolino a Forum come guardia giurata (!) a fianco dell’indimenticato Pasquale Romano. Dopo alcuni anni di latitanza (ben accetta) dal piccolo schermo, fa il suo ritorno proprio a Forum nel decennio successivo, e ci rimane saldo come una pantegana su una forma di Grana Padano. Le sue esternazioni VAGAMENTE maschiliste, le sue opinioni da era della pietra e l’assurda convinzione che la vita di un uomo valga più di quella di un cane (puoi pensarlo a casa tua, ma di fronte a Rita Dalla Chiesa una simile atrocità non la puoi dire!) lo rendono una delle presenze più fastidiose e anacronistiche della televisione italiana. La bella e giovane Rita però stravede per il suo Bracco e non se ne separerebbe mai, anzi: l’ha anche spinto, nel 2009, a pubblicare un proprio libro di ricette (che ormai non si nega più neppure a un condannato a morte) intitolato Rita consiglia… le ricette di Bracco. Come per dire che se non ci fosse la Dalla Chiesa, oggi la faccia di Bracconeri probabilmente non la troveremmo neanche sui volantini che pubblicizzano la Giornata Mondiale contro i brufoli.
Ma per accompagnare l’uscita nelle librerie di cotanto lavoro editoriale, Bracconeri si superò e diede vita anche ad una canzone fenomenale, La pasta asciutta, con chiare velleità zecchinodorane e un testo impegnato con piccoli momenti di poesia tipo “Le penne all’arrabbiata mi danno l’energia, e poi l’amatriciana è un pieno di follia” o “Non mangio cose strane, non pratico i fast-food, e il ketchup sugli hamburger LO LASCIO A ROBIN HOOD” (ma perchè?!!?!)
Se fossi al Governo, e probabilmente un giorno ci sarò, proporrei una tassa particolarmente ingente a scapito della categoria degli “autori di cd musicali a scopo benefico”, una mania che sta prendendo negli ultimi anni una piega a dir poco inquietante. Con la scusa di raccogliere fondi per alluvionati, senzatetto, terremotati, ammalati o figli della Lecciso vari, gli scaffali dei centri commerciali sono ormai ricolmi di merce ignobile, di pezzi di rara bruttezza, di cantanti improvvisati che incidono brani discutibili trincerandosi dietro la scusa del “tanto è per beneficenza, vale tutto”. Ultimo in ordine di tempo ma non meno deprecabile è questo cd contenente sei brani divisi equamente tra tre artisti del calibro di Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo e, a’rieccola, Valeriona Marini! Dopo l’inascoltabile Volare a cui avevo già dedicato un articolo e che la Marinona aveva generosamente eseguito in onore dei terremotati abruzzesi, la burrosa venere bionda torna con due brani scritti appositamente per lei dal sempre più pelato D’Alessione e che nei mesi scorsi era solita presentare proprio sui palchi dei di lui concerti in giro per l’Italia.
Detto che le intenzioni sono come al solito ottime (in questo caso si volevano aiutare le associazioni Amri, Noi come voi e Doppia Difesa), bisognerebbe anche smetterla di pensare che il “consumatore”, con la scusa della carità cristiana, sia disposto a comprarsi qualsiasi amenità e a riempirsi gli scaffali casalinghi di qualunque oscenità partorita da qualche mente fantasiosa in una notte di Luna piena. Vi propongo qui sotto, per il vostro godimento e per un arricchimento personale, dei brevi assaggi delle canzoni presenti nell’album e, più sotto, un imperdibile live (live?) della Marini che si cimenta in “Seduzione di donna” in una forma smagliante e con un pacato vestitino rosso che le minimizza le sobrie forme.
L’anno scorso c’è stato un terremotino intorno a L’Aquila, non so se sapete, ‘na robettina di quelle che ogni tanto accadono qua e là in Italia a mo’ di pisciatine di cane. S’è mobilitato un paese, si sono moltiplicate le iniziative di beneficenza (almeno fino a quando è arrivata Haiti a rompere i coglioni). Concerti, telethonsss, sms da 1 e 2 e 5 e 6000 euri… e dischi. Dischi. Non c’è stato solo quello delle Amiche per l’Abruzzo (ma Nemiche per tutte le altre regioni). Non c’è stato solo quello con quella nenia insopportabile cantata dagli Artisti Riuniti (e come direbbe il buon Gherarducci, “artista” è una parola che non sarebbe stata da usare).
No. C’è stato pure quello di Valeria Marini. Che in coppia con il Dj Roberto Onofri ha inciso una inascoltabile cover della modugnana Nel blu dipinto di blu. Che ha vinto pure il disco di platino per aver venduto 300.000 copie in una settimana. Senza specificare però che il disco era stato allegato al settimanale ben noto alla questura “DiPiù” targato Sandro Mayer, quindi probabilmente 299.000 di quelle copie sono finite nel tritarifiuti prima ancora di essere scartate.
Ma il peggio del peggio arriva con il video ufficiale, che alterna macerie e famiglie distrutte a immagini della Marini che troieggia sfavillante qua e là. Lo trovate voi il senso?
Esiste un sito ufficiale, se volete farvi del male. Ed ecco a voi il sensazionale singolo, che non può mancare nei peggiori iPod di Caracas.
E’ prodotto da Umberto e Renzo Bossi, patrocinato da Roberto Calderoli e sostenuto da Davide Mengacci il primo album della sempre sfavillante Ramona Badescu, nel cui interno trovano spazio metà brani in rumeno e metà in napoletano. Si chiama Jumi Juma (appunto “Metà metà”) e rappresenta un inno di fratellanza che Donna Ramona ha inciso in collaborazione con l’artista (artista con la a minuscola, sottolineo) partenopeo Gigi Finizio. D’altronde Donna Ramona è stata insignita dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, cioè mica da un cagacazzi qualsiasi, della delega per la comunità rumena romana. Questo probabilmente per fare in modo di provare a fermare le rappresaglie contro i nostri amici balcanici con la sempre opportuna carta della figa (vabbè è un po’ usata, ma in tempo de guera…).
Napoletani e rumeni insieme insomma. Un mix di una leggerezza paragonabile solo ad una pizza con gorgonzola, strutto, polvere di mattoni e uranio impoverito. Ma facciamoci un’idea delle possibilità canore di Donna Ramona con questi due estratti, il primo proveniente proprio dalla presentazione del disco alla stampa. Il secondo invece è in playback, ed è tratto da una trasmissione rumena. Che è in playback lo capirebbe anche un sordo, ma lo si evince pure dalla scritta in sovraimpressione, pratica di disarmante onestà che in Italia non è mai stata adottata manco per sbaglio. Cosa ne evinciamo?
Non scopro nulla, anzi arrivo in colpevole ritardo imboccato dal buon collega Andrea che gioiosamente ringrazio.
Su Facebook vanta già decine di migliaia di fans – mi pare che anche qualcuno dei miei più accaniti lettori lo sia già – e un gruppo che si batte per portarlo in Italia. Nel frattempo lei sue hit (seppure datate visto che non ne risultano di nuove dal 2007, almeno secondo wikipedia) piano piano stanno entrando nel cuore degli italiani e il suo charme ci sta conquistando tutti.
E’ ovviamente il sommo Günther, rigorosamente con umlaut annessa, ex modello tedesco che dal 2004 ha deciso di intraprendere una gloriosa carriera di cantante sfornando meravigliosi – e soprattutto sensuali all’ennesima potenza – pezzi trash/pop con continui rimandi sessuali conditi da video pruriginosi per tutti i gusti. Tramite il suo sito ufficiale, che vi consiglio caldamente di visitare per essere accolti da una home page sfavillante che cela graziose nudità (cliccate sulla figura se ne avete il coraggio) da cui si può scappare solamente assecondando l’invitante link “Enter the Empire”, ci fa sapere che le cose importanti nella sua vita sono Champagne, Glamour, Sex and Respect. In quest’ordine? Non lo sapremo mai.
Tra le sue hit da ricordare, quasi tutte in collaborazione col duo delle Sunshine Girls, svettano Ding Ding Song e il meraviglioso ritornello “You touch my tra-la-la, my ding-ding-dong”, la cover di Touch Me cantata in duetto con la sempreverde Samantha Fox (di recente ritornata in auge con Sabrina Salerno, ma ne riparleremo…), la natalizia Christmas Song per un Natale alternativo e la magnifica Tutti Frutti Summer Love a farle da contraltare estivo.