immanuelcastoQui siamo a livelli booom! Il nostro padrino Immanuel Casto, di cui vi ricordo anche lo straordinario pamphlet da tenere sempre a portata di mano e soprattutto dopo la parziale delusione di Touché par l’amour è tornato alla carica creando una canzone e un video straordinari su uno degli argomenti più hot della nostra italietta degli ultimi tempi: le escort!

“Perchè imparare ad usare il congiuntivo quando sono così brava ad aprire il culo?”

“Perchè lavorare in un call-center, quando potrei fare pompini in Costa Smeralda?”

Vi basta per decretare “Escort 25″ (ma perchè 25? milaeuro? boh) un capolavoro dei nostri giorni? Immanuel Casto descrive la vita di una escort che si prodiga tra Saint-Moritz e il Pineta, tra champagne e tiri di coca. E il pagamento? Ovviamente in nero, e a 90! Giorni, s’intende… Geniale, è tornato il Casto di Che bella la cappella! Video come sempre di qualità altissssssssima, cento volte superiore a quelli di registi osannati o di artisti coi controcojoni, e una frase finale che giunge impietosa e fottutamente perfetta a fine filmato: Live the Italian Dream.

Prodotto da Extreme Video e Immanuel Casto, con testi del Casto Divo e musica dei Keen, “Escort 25″ vanta la partecipazione nel filmato che vi posto qui sotto anche di Jennifer, Lucy, Jiselle e Consuelo. Dico tanto per dire.

pinoAntefatto: nel mondo della musica neomelodica partenopea esiste un vero e proprio scopritore di talenti che risponde al nome di Rino Chiangiano, una specie di Tony Renis o di Caterina Caselli, solo più ignorante. Una delle sue star è stata l’indimenticato Giuseppe Jr., per dirne una, e oggi vi accompagno alla scoperta di un nuovo, fenomenale eroe da esportazione che risponde al nome di Pino Giordano.

Bambino prodigio, oggi adolescente brufoloso e pronto ad infilarlo in ogni pertugio, Pino ha esordito proprio come spalla di Rino Chiangiano in un video strappalacrime dal titolo Core ‘e papà in cui scopriva di non essere discendente naturale dei suoi genitori ma di essere stato trovato in un cassonetto (!) e in seguito adottato. Brividi. E proprio i duetti sono il suo forte, come quello con l’irresistibile Cristian in Nun pazzia’, nel quale i due interpretano due fratelli che hanno appena scoperto di aver perso la loro madre. Peccato che inevitabilmente loro e le loro sobrie camicie scadano nel più ridicolo trash involontario, con meravigliosi stralci dal testo del tipo “Caro fratellino dimmi dove è andata, sono già tre giorni non può essere al lavoro” (sic!), “Caro fratellino ti do il mio pallone, te lo regalo ma falla tornare”, fino all’inevitabile richiesta religiosa “Caro Gesù…”

Messi da parte i dispiaceri, Pino scopre la gnocca! E quindi via ad un mucchio di video che faranno felici i nostri più accaniti lettori pedofili, da Una storia esagerata nel quale ancora bambino dichiara amore eterno a una bella ragazzina promettendo di sposarla in un castello in riva al mare, fino ai giorni nostri quando, rinsavito, pensa solo a scopacchiare qua e là Dint’ Ascensore!

54-elaweber-055weberE anche questa me l’ero persa!

E’ datato 2008 il debutto discografico della mitica ed indimenticabile Sellerona Ela Weber, datasi al bel canto con un singolo dal titolo ben più che esplificativo: Voglio Solo Amare.

Oltre al brano in sé, una specie di soft-lounge-chic-horror music con un testo che racchiude ogni qualsivoglia banalità la mente umana abbia mai potuto concepire, stupisce la performance della Weber: un’interpretazione che neppure le prodezze dei computer hanno potuto rendere ascoltabile! Stonata, incomprensibile, tremenda.

Ma è col video che si raggiunge l’apice del trash: la Weber si è lasciata convincere – credo obnubilata da ettolitri di lambrusco – ad atteggiarsi davanti alla videocamera dando vita ad un vero e proprio filmato soft-core probabilmente venduto in seguito alle televisioni bulgare e ucraine per promuovere i numeri telefonici a pagamento per parlare con le mignottone nel cuore della notte! Voi provate solo ad immaginare che sovrapposta a queste immagini ci fosse la solita sfilza di 899 con scrittine invoglianti tipo Casalinghe naziste, Vita da pecore, Porche senza dentiera e via discorrendo… La Weber ad un certo punto sembra anche appendersi ad una specie di corda in stile “Frustami ti prego!”

Impagabile. La confezione del singolo contiene ben tre versioni della canzone: Radio – Extended – Instrumental. Mica cazzi. Produce Marco Colavecchio, un tipo che deve averne tanto di denaro da buttare, visto che aveva prodotto anche Antonio Zequila.

febbraio 9th, 2010La pronuncia non è tutto

Non l’hanno voluta a Ballando con le stelle preferendole la custodia in plastica di Ronn Moss (no davvero non può essere lui quella cosa che balla sul palco… non muove nessun muscolo facciale! E’ di ceramica!)

Non le volevano far fare un provino per Bibi Ballandi ma ora pare che il suo sogno si realizzerà.

Non vogliono farla recitare sebbene abbia già partecipato a fior fiore di cortometraggi.

Una vera e propria congiura contro una ragazza che ha solo voglia di darsi. Da fare. Infatti Noemi Letizia si è rimboccata le maniche dimostrandosi talentuosa performer canora. Purtroppo avevo preso sottogamba le potenzialità della Noemi canterina quando venni a sapere che aveva inciso la sua versione di All I Want for Christmas per Natale. E, mea culpa, non l’ascoltai subito. Peccando. Perchè questa versione è sublime. Eccola per voi, opportunamente ,e gialappianamente, sottotitolata.

Una bagarre senza precedenti ha sconvolto nei mesi scorsi la regione partenopea, da sempre patria di spaziali cantautori da esportazione. Il piccolo Giuseppe Junior, età attuale 12 anni, è uno dei più piccoli guerrieri canori da strada degli ultimi tempi. Sforna video in continuazione, trattando temi scottanti per un’interprete della sua età, dall’omicidio al carcere, dalla criminalità al sesso. Proprio un brano con protagonista la sessualità tra bambini (!) è stato al centro di una polemica che ne ha comportato la rimozione da canali quali Youtube e Dailymotion ad opera della polizia postale su richiesta di alcuni parlamentari e associazioni varie (MOIGE compreso). Peccato che il programma di RaiDue ScorieBellissima Giuseppe Jr l’avesse trasmesso più e più volte nei mesi precedenti…

In effetti il video e la canzone sono piuttosto scioccanti, se pensiamo che stesi su un letto ci sono due undicenni (all’epoca del video, 2008) e lui canta a lei versi del tipo “Non l’hai fatto mai”, “Facciamo l’amore io e te”, “Levati la minigonna”, “E vola via il mio pantalone”, “Voglio rifarlo di nuovo con te”, “Piccoli d’età siamo tutti e due ma l’amore sai non tiene età”. La canzone si intitola “Bellissima” e seppure le forze dell’ordine abbiano tentato di farla sparire dal web, il vostro Paolino l’ha scovata! Potete ascoltarla cliccando sulla foto a lato!

In attesa del ritorno dell’agognata nuova Isola dei Famosi (con le vecchie smandrappone Pamela Prati, Loredana Lecciso e Sandra Milo chiamate a fare i conti con i pericoli che la natura può riservare alle loro operazioni chirurgiche facciali), facciamo un salto nel passato estraendo dal dimenticatoio un personaggio che tanta soddisfazione continua a dare agli amanti del trash moderno: Antonio Zequila, detto er Mutanda.

Fatto risorgere dalla Ventura e accudito dalla D’Urso, il nostro Zequila ha tentato (come cani e porci ormai) anche la via della discografia, con un pezzo sobrio e da camera (da letto) dal titolo inequivocabile: Voglio farmi l’avventura, dove il bizantino virtuosismo grammaticale lascia solo intravedere gli intenti sessuali del nostro eroe. D’altronde versi quali “Io voglio farmi l’av-ventura – Ho tanta voglia di scop-rire – Porto solo una banana – Dai non è così ingombrante” non possono che essere amati e portati nel cuore.

Via dunque alle danze!

mino reitanoStasera ho guardato X-Factor. Gli ascolti colano a picco, e c’è parecchia agitazione nel programma. Tra le solite liti dei giudici (la Mori e la Maionchi si odiano a morte, c’è poco da fare) e l’immancabile ipocrisia da quattro soldi (“Ti elimino perchè sei più brava degli altri e sei già pronta ad un tuo contratto discografico”… Ehm, Mara, vecchietta mia, io ti amo: ma un contratto discografico è proprio il premio finale del programma! Vedi tu che ragionamento del cazzo hai fatto…), è saltata fuori una perla che mi ha spiazzato! Praticamente verso l’alba, quando mi apprestavo a prepararmi la terza cena della serata, un tipetto ha cantato The Show Must Go On in maniera anche dignitosa e Morgan l’ha supportato affermando la difficoltà di quel pezzo e ricordando la “ridicola” (cit.) versione che ne fece… Mino Reitano!!

Cosa cosa cosa cosa? Mino Reitano ha cantato The Show Must Go On e io non ne so nulla???

A parte l’inutile Facchinetti che si è imbizzarrito proclamando la grandezza dell’artista Reitano (con Morgan che giustamente gli ha ricordato che non è che perchè uno muore diventa automaticamente un genio), io sono rimasto a bocca aperta per svariati minuti per la scoperta. Ho smesso di prepararmi da magnà e sono corso sul webbe alla ricerca di questo documento.

Di cui non c’è traccia. Panico. La mia vita non può più avere un senso.

Leggo invero molte fonti on-line che lo citano, in una maniera che non può che farmi salire l’acquolina a livelli spaziali! “Qualcuno di voi conosce la versione di The Show Must Go On cantata da Mino Reitano? Giuro, è da star male per le risate!” – “Commovente quasi come Mino Reitano ai tempi di The Show Must Go On” – “Una roba atroce” – “Se il povero Freddie fosse vivo…”

Allora me ce metto d’impegno e scopro che la performance è stata mandata in onda durante la puntata speciale di Porta a Porta dedicata alla sua morte, e proveniva dal Festival di Castrocaro del 1992. L’intero programma in questione si può visionare solo interamente sul sito della Rai, i cui potenti mezzi però non mi permettono di saltare avanti o indietro nella clip! Quindi dopo 10 minuti ce rinuncio… Ma non demordo! Ed ecco che trovo le paroline magiche su YouTube… E’ bastato sostituire il tag ‘Show Must’ con ‘Queen’ ed ecco spuntare non una, ma ben due testimonianze di come Minone portasse in giro nelle sue serate questa famigerata cover!

Sedetevi, rilassatevi, e buon ascolto! Ciao Mino!

ottobre 19th, 2009Un Paradiso di nome Maurizia

Maurizia_Paradiso_0005C’è un personaggio che popola i sottoboschi televisivi italiani che risponde al nome di Maurizia Paradiso, nata Maurizio nel 1955. Un destino già scritto alla nascita (è figlia di una prostituta) e una carriera che parte con il film Romance (1986) dove divideva la scena con Walter Chiari e Luca Barbareschi, e proseguita nei meandri delle reti locali private con programmi e programmini di dubbia finezza, intervallati ogni tanto da comparsate in pellicole erotiche (I segreti di Maurizia) o da veri e propri porno (Banana meccanica).

Anche le reti generaliste nazionali, complici alcuni anchorman che c’hanno l’occhio lungo (vedi alla voce Chiambretti), non se la sono fatta sfuggire, e ad oggi la Paradiso non si può dire non goda di una discreta popolarità. Inutile dire – e il mistero sul perchè tutti prima o poi ci provino resta fitto – che la nostra eroina abbia tentato di buttarsi anche nel mondo discografico: nel 1992 infatti, a nome Trans Girl, pubblica il singolo “Dai, dai, dai”, un deludentissimo e noioso tentativo di dance da discoteca il cui testo si riduce unicamente al verso “Dai, dai, dai, tu non vieni mai” ripetuto fino all’esasperazione.

La canzone la potete trovare su questa pagina di YouTube. Inutile dire che preferiamo di certo la Paradiso becera e triviale che tanto ci fa impazzire, la cui ultima scenata ha avuto luogo negli studi di Canale Italia dove era ospite in collegamento. Vedere per credere. Tra l’altro sono l’unico che vorrebbe vedere il giornalista che conduce quel programma semplicemente e definitivamente morto? Mi irrita, mi sa di persona falsa, finta e molto furba. Non so neanche come si chiami.

Di fronte a dei bambini diventiamo tutti degli emeriti imbecilli. Tra ciccipupù e biribiribi vari, ci troviamo a dire e parlare anche di argomenti che di solito in conversazioni “adulte” non trovano posto. Tipo la cacca.

In effetti cosa c’è di più naturale? La facciamo tutti. La fa pure Obama. La fa il Papa (lui però deve tirarsi su tutta quella palandrana). La fa Valeria Marini (ma la sua è profumata). Non la fa Osvaldo Supino, perchè non vorrei mai qualcuno si offendesse.

Il cantautore, filastrocchiere e poeta Giovanni Caviezel nel 1992 creò a tal proposito questo meraviglioso brano che veniva suonato in tv durante L’albero azzurro, nel quale parla di quando il bisogno è impellente e non si può proprio più resistere. Per i bambini è divertente, per noi è very trash! Nel primo video la canzone originale, scritta con Roberto Piumini, mentre nel secondo vediamo Caviezel ospite in radio dal Trio Medusa che suona la canzone live.

Scopro grazie al blog spetteguless che venerdì scorso 21 agosto, al GayVillage di Roma, si è tenuta una serata storica che ha riunito sul palco della prestigiosa kermesse due degli artisti più lodati dal web intero, uno di fila all’altro: concertone-fiume di Stefania Orlando seguito da un’esibizione memorabile di Osvaldo Supino con la sua hit estiva “Work that body” (che si è scoperto non essere sua, ma essere il rifacimento/copione/omaggio/scopiazzatura/cover di “Hurt that body” di Donnie Klang, dal quale ha cartacarbonizzato pure le coreografie!)…

Cosa pagherei per un evento simile!! Eccovi un paio di video dei due eventi. Notare la notevole scenografia del palco del GayVillage… Ma sono sacchi neri dell’immondizia quelli?

UPDATE: oddio… mi sento seguito… Osvaldo Supino è diventato mio followers su Twitter… Cioè praticamente si è iscritto ai miei “cinguettii”… Paura… Che mi mandi prossimamente i suoi scagnozzi in casa? Grazie al suo canale scopro però che il quotidiano on-line “Affari italiani” lo definisce “il nuovo Justin Timberlake”… Doppia paura…


© 2007 Paolino's Life | Web Hosting by Shellrent.com | Powered by Wordpress