dicembre 22nd, 2010NATALE IN SUDAFRICA

(Italia, 2010) di Neri Parenti, con Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Max Tortora, Belen Rodriguez, Serena Autieri, Barbara Tabita, Laura Esquivel, Brenno Placido, Alessandro Cacelli

Il voto di Paolino è… 5

E arriva come ogni anno, puntuale come il cinepanettone, l’appuntamento più difficile per un critico che si rispetti come me: recensire, appunto, il cinepanettone! Perchè bene o male i difetti sono sempre quelli, come anche i pregi (se pregi si possono definire, sono più che altro meriti acquisiti), e soprattutto i problemi. Posto il fatto che io, del partito pro-DeSica, ho riso (e di gusto) ad ogni sua battuta, da un “Sarà che sei un po’ troia” vomitato in faccia alla ragazzina del Mondo di Patty (Dio quanto ho goduto!), all’immancabile “Ammazza quanto sei brutta” che c’è in ogni film che fa Christian da 30 anni ma a me fa sempre sbellicare, quello che mi fa soffrire maggiormente è che negli ultimi anni il cinepanettone si è assestato su un livello puramente caricaturale, è diventato una sorta di fumetto con personaggi talmente finti da risultare infinitamente irreali (il chirurgo che si chiama Massimo Rischio? il macellaio Ligabue?). Dov’è finita la sana cattiveria che fece grande il genere, il cinismo imperante dei vari Vacanze di Natale di inizio ’90? Proprio oggi che l’Italia avrebbe bisogno di ridere di sé stessa e delle sue inutili manie, il film che dovrebbe rappresentarle al meglio sceglie un universo parallelo: quello in cui un’entomologa ha il culo di Belen Rodriguez, quello in cui ancora ci si scambiano valigette di diamanti (sic!) e borsoni pieni di banconote. A questo punto ridateci tutta la vita Checco Zalone che in solo film (e il secondo arriva tra pochi giorni) è riuscito a scoperchiare luoghi comuni e a sbeffeggiare razze e generi di ogni tipo.

Io capisco anche che sia difficile, pur per un team di sceneggiatori numerosi, portare a casa un film dichiaratamente comico ogni 12 mesi: non ci riuscirebbe neanche Mel Brooks, non ci riuscirebbe neanche David Zucker, non ci riuscirebbero i Farrelly. Quindi il buon DeLaurentiis deve correre ai ripari (visti anche gli incassi in calo da un paio d’anni): o cercare assolutamente nuovi sceneggiatori, possibilmente giovani e dalla mente fresca, o dare una sferzata d’energia ad un format che sta veramente tirando la corda più che mai. Ad esempio, per un anno, perchè non lasciare a casa DeSica & company? Perchè non far passare loro le vacanze sotto sfratto nella periferia Brianzola? Le carte in tavola vanno mischiate, perchè il pubblico piano piano si sta accorgendo che le alternative natalizie cinematografiche non sono poi così da buttare via…

Passando al cast, Massimo Ghini quest’anno non fa più coppia con De Sica, che negli ultimi anni tendeva sempre più a imitare, e viene affiancato per la prima volta da Panariello, che praticamente rifà Fantozzi con tanto di smorfie e mugugni di fronte alle chiappe di una Rodriguez messa lì in maniera spudorata. Max Tortora è stata la scelta giusta per il ruolo di fratello di De Sica e i due se la sono intesa, mentre l’episodio con Laura “Patty” Esquivel e i suoi due spasimanti è veramente una tortura infinita, e probabilmente non piacerà neanche ai ragazzini a cui è rivolto. Peccato anche per molte scene che potevano dare qualcosa in più ma sono state letteralmente buttate via, penso ad esempio a quella in cui Ghini e Panariello si ritrovano a letto insieme, un momento che muore letteralmente sul nascere.

Segue il trailer.

Continua a leggere questo post »

dicembre 25th, 2009NATALE A BEVERLY HILLS

nataleabeverlyhills(Italia, 2009) di Neri Parenti, con Christian DeSica, Michelle Hunziker, Sabrina Ferilli, Gianmarco Tognazzi, Paolo Conticini, Alessandro Gassman, Massimo Ghini, Michela Quattrociocche, Emanuele Propizio

Il voto di Paolino è… 5½

Avete presente quel video che circola da qualche mese nei meandri del web in cui viene palesemente mostrato come nei vecchi cartoon Disney alcune scene fossero straordinariamente ed incredibilmente ricalcate tra loro cambiando solo i personaggi? (lo trovate qui). Ecco, la situazione coi vari Natali a… è pressochè la medesima. Non soltanto le somiglianze si sprecano nei plot di base (tradimenti, mascalzonate, sotterfugi, equivoci vari) ma anche e soprattutto nella ripetizione di situazioni pressochè rituali, come l’immancabile componente scatologica (leggi: la merda) presente stavolta grazie ad un treno di passaggio e ad un signore leggermente in sovrappeso che al suo interno è preda a fenomenali deliri intestinali. La risposta migliore a chi da anni si lamenta del fatto che i cinepanettoni siano sempre uguali a se stessi l’ha data lo stesso loro regista storico, Neri Parenti, alla conferenza stampa di presentazione di Natale a Beverly Hills: “Non ci devono mai essere novità! Se ci fossero saremmo rovinati…”

Ancora una volta la divisione in due episodi è deleteria per l’intero film, perchè se da un lato i duetti tra Christian DeSica e Massimo Ghini danno vita a delle godibilissime scenette giocate su doppi sensi goderecci e giochi di parole spesso arditi ma funzionanti, il triangolo Hunziker/Gassman/Tognazzi deve unicamente fare ricorso a qualche parolaccia qui e là per strappare il sorriso tra il tedio infinito. Capisco che trovare il materiale per un’unica storia che possa racchiudere tutti è pressochè impossibile, come è impossibile rinunciare ad una buona fetta del cast per motivi promozionali e di presa sul pubblico, ma avere un unico, grande DeSica Show ogni Natale (almeno per chi, come me, ne apprezza le doti da mattatore) sarebbe un bel sogno. Se poi volessimo arrampicarci sugli specchi ci starebbe anche un bel discorso su quanto una storia come quella di Ghini e DeSica dipinga un ritratto sconfortante ma purtroppo sempre più reale della popolazione maschile che deve sparare gli ultimi colpi di mortaio prima di piombare nell’età da casa di riposo. Quella che fino a qualche anno fa, in questi film, era vista soltanto come la figura di un mascalzone fedifrago “di quelli che se ne vedono solo al cinema”, oggi rischia di diventare una fotografia più che realistica di un segmento demografico che abbandona mogli incinte e rimorchia escort nei bar più in. E se, tra qualche anno, i cinepanettoni venissero rivalutati anche per questo?

Questa recensione non ha volutamente proposto la trama del film, perchè, come direbbe il sommo Christian, “e ‘sticazzi!!”. Ma vi regala il trailer, dopo il saltino!

Continua a leggere questo post »

dicembre 23rd, 2008NATALE A RIO

Natale a Rio (Italia, 2008) di Neri Parenti, con Christian DeSica, Michelle Hunziker, Fabio De Luigi, Massimo Ghini, Vittorio Emanuele Propizio, Ludovico Fremont, Paolo Conticini

Il voto di Paolino è… 5+

E rieccoci pure quest’anno a cercare di salvare il salvabile nel cinepanettone natalizio. E mi tocca ripetermi: basterebbe davvero poco a questi film, da qualche anno a questa parte, per raggiungere la sufficienza. Qualcosa però, sempre le solite cose, va storto.

Anche quest’anno due storie distinte. Fabio  (De Luigi) e Linda (Michelle Hunziker) sono due colleghi che lavorano nella redazione di SKY: lui da anni è innamorato di lei, che sembra però non accorgersi minimamente della sua esistenza. Linda inoltre è l’amante del caporedattore (Paolo Conticini), con cui sta progettando una settimana a Rio. Il caso del destino vuole che anche Fabio li segua, pensando di essere ospite gradito. Nel frattempo il palazzinaro Christian DeSica, divorziato con moglie all’estero, riceve la visita del figlio, che insieme ad un amico è di stanza in un’accademia militare. I due giovani, spacciandolo per un viaggio culturale a Madrid, si sono organizzati un last minute a Rio, non sapendo che pure i rispettivi padri (l’altro è Massimo Ghini) saranno nella città brasiliana insieme a loro.

Insomma, la solita commedia degli equivoci piena di gag triviali e fraintendimenti di bassa scuola: proprio quelli che fanno ridere di più. La cosa più riuscita, questa volta, è il contrasto tra il ricco e ignorantello borgataro DeSica e l’illustre professore di etica Ghini, che lo circuisce con espressioni latine e riferimenti aulici che provocano ilarità spontanee (la crasi!…) Meno divertente e francamente esagerato l’episodio sentimentale di De Luigi e Hunziker, anche se con un paio di scene particolarmente riuscite (la commemorazione funeraria, ad esempio). La regia continua ad avere alti e bassi, in particolar modo si nota questa volta come molte scene comiche vengano chiuse in maniera sbagliata, troppo lenta e senza ritmo. La durata non aiuta (quasi 1h e 50′, quando un quarto d’ora in meno gioverebbe molto a tutta la baracca) ma la gigioneria di DeSica, a cui il povero Ghini proprio non riesce a star dietro, non può lasciare indifferenti. Negli ultimi anni, con l’abbandono dei comicucoli di bassa lega alla Fichi d’India e delle starlette scosciate della tv, i cinepanettoni sembrano andare sempre nel verso più giusto, diventando film che divertono molto più di altri loro parenti vicini o lontani (guardatevi Ti stramo e poi giudicate!). Probabilmente la gente che affolla queste sale ogni Natale non è poi così stupida come i benpensanti vogliono farci credere. E il finale, con quell’incursione nella realtà, è lì a ricordarci che soltanto di un grande gioco si tratta.

Segue il trailer.

Continua a leggere questo post »


© 2007 Paolino's Life | Web Hosting by Shellrent.com | Powered by Wordpress