Melissa McCarthy candidata come non protagonista per Le amiche della sposa.

Jonah Hill candidato come non protagonista per L’arte di vincere.

Woody Allen candidato come miglior regista per Midnight in Paris.

Michael Fassbender, Nicolas Winding Refn (vincitore della Palma a Cannes come miglior regista) e il suo Drive completamente snobbati.

Basterebbero questi pochi esempi per farvi capire come spesso, per agguantare o perdere una nomination, sia decisivo il successo o l’insuccesso di un film al botteghino. Allen, la cui nomination per la sceneggiatura originale può anche essere accettata, come regista non è mai stato nulla di che. Il rivoluzionario Refn doveva essere almeno nella cinquina.

Nove i titoli candidati a “Miglior film”. Scopriteli qui insieme a tutte le altre nomination.

Segnalo la candidatura come miglior attore dello sconosciuto Demian Bichir (l’Esteban Reyes di Weeds) per A Better Life di Chris Weitz, qualche riconoscimento a La talpa (Gary Oldman alla sua prima nomination della carriera, più colonna sonora e sceneggiatura) che dai Golden Globes era stato dimenticato, ben 10 nomination per The Artist che potrebbe rivelarsi il vero outsider dell’anno assieme a Paradiso amaro (5 candidature) e 11 per Hugo Cabret di Scorsese, mentre Eastwood viene completamente snobbato per il suo J. Edgar e David Fincher riceve un paio di contentini per il suo remake di Uomini che odiano le donne. L’arte di vincere arriva ad un totale di 6 nomine (il film sportivo in USA tira sempre) alla pari con War Horse di Spielberg, mentre The Help si ferma a quota 4.

The Tree of Life e Terrence Malick agguantano tre nomination. Grazie a Dio la Pixar quest’anno non ha la nomination per il suo film d’animazione (Cars 2) ma a sorpresa manca anche lo spielberghiano Tintin (che pochi giorni fa ha invece vinto proprio come miglior cartoon ai Golden Globes: tanto per dire…)

Infine fa sorridere, ma per la “Miglior canzone” sono candidati solo due film: I Muppet e Rio.

A presto per i miei inutili pronostici.

UPDATE: CON I VINCITORI E I MIEI COMMENTI! Beccàti 13 su 19, purtroppo risultati molto scontati (tranne il premio per la regia), quindi i miei tentativi di immaginare che qualcosa non sarebbe andato come previsto sono andati a vuoto.

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Come ogni anno non mi posso certo esimere dal fare la mia consueta figuraccia. Rieccomi quindi a pronosticare vincitori e sconfitti della Notte degli Oscar, che avrà luogo nella notte tra domenica e lunedì a Los Angeles, in una cerimonia che si preannuncia divertentissima ad opera degli spigliati James Franco ed Anne Hathaway. Vediamo quante ne azzeccherò (di solito pochissime, anche perché non ho neppure visto tutti i film nominati…)

Vince “Il discorso del re”, un film che è riuscito a mettere d’accordo tutti. — Miglior film: punto su Il discorso del re. Se fino a un paio di mesi fa The Social Network sembrava non avere rivali, i recenti premi di categoria hanno dimostrato le grandi potenzialità del suo antagonista. E anche il mio gusto personale va verso il film di Tom Hooper, la cui vittoria mi farebbe felice per il secondo anno consecutivo (dopo The Hurt Locker). Utopia?

La sorpresa della serata: il premio va a Tom Hooper per “Il discorso del re”. Francamente esagerato. — Miglior regia: è il premio più combattuto dell’anno e dal risultato più incerto. E’ raro che il film che vince il premio maggiore non si porti a casa anche la statuetta per il regista, che in questo caso, secondo logica, dovrebbe andare a Tom Hooper. Ma siccome metà dei votanti si chiederà “Ma da dove cazzo è saltato fuori ‘sto Hooper?” (giustamente), io punto su David Fincher. E sarebbe meritata: The Social Newtork non mi ha entusiasmato più di tanto, ma dal punto di vista tecnico/stilistico è ineccepibile.

Colin, che discorsi. — Miglior attore protagonista: Colin Firth non ha rivali.

Natalie, ovviamente. — Miglior attrice protagonista: Natalie Portman, stesso motivo di cui sopra.

Bale, come previsto. Banale, ma strameritato. — Miglior attore non protagonista: Christian Bale per The Fighter. E’ l’ipotesi più scontata ma anche la più realizzabile per premiare finalmente un interprete che si sta rovinando (il corpo) con le sue radicali trasformazioni fisiche film dopo film.

Vince Melissa Leo, come da previsione. Ma c’erano prove migliori della sua. Miglior attrice non protagonista: qui, chi fa i pronostici di mestiere, punta su Melissa Leo (The Fighter). Ma queste mie previsioni stanno diventando così banali e scontate da farmi pensare ad un’ipotesi alternativa: la Leo potrebbe pagare il prezzo per essere candidata in questa categoria con un’attrice del suo stesso film (Amy Adams), e se la Jackie Weaver di Animal Kingdom deve già gioire per la candidatura e i bambini (Hailee Steinfeld) hanno sempre poche chance, allora non mi resta che dire Helena Bonham Carter, che si appaierebbe a Colin Firth. Sarebbe una bella doppietta.

Vince “Il discorso del re”, premio importante. — Miglior sceneggiatura originale: Il discorso del re non dovrebbe avere problemi. Anche se mi devono spiegare perché questo film, che si basa su fatti realmente accaduti, è inserito nella categoria “originale”, mentre Toy Story 3, la cui storia è stata ovviamente inventata di sana pianta, è finito in quella dei “non originale” per la sola colpa di essere un sequel con personaggi quindi già esistenti.

Infatti, Sorkin vince. — Miglior sceneggiatura non originale: Aaron Sorkin e il suo script di The Social Network, senza dubbio.

Vince “Toy Story 3″, premio scontato. Miglior film d’animazione: per qualcuno dovrebbe essere anche il miglior film dell’anno in generale (e la nomination ce l’ha anche in quella categoria), ma di sicuro Toy Story 3 almeno questo premio se lo porterà a casa.

Vince “Inception”. — Miglior fotografia:  c’è un tale, di nome Roger Deakins, che ha avuto ben 9 nomination senza mai vincere la statuetta. Probabilmente la vincerà quest’anno, per Il Grinta, lavoro ottimo ma non il suo migliore. Io però, che lo voglio vedere premiato per qualcosa di più tosto l’anno prossimo, dico Danny Cohen, per Il discorso del re. E sono pronto a pentirmene.

Vince “Wolfman”, la scelta era francamente imbarazzante (negativamente). — Miglior make-up: tra i tre discutibili nominati (La versione di Barney, The Way Back e Wolfman) dico Wolfman perché la statuetta andrebbe così a Rick Baker.

Vince “Inception”, il suo premio più meritato. — Migliori effetti visivi: e qui finalmente Inception dovrebbe portarsi a casa il premio della staffa…

Vince “Alice in Wonderland”. Surprise. — Migliori scenografie: se tutto va come dovrebbe andare, Il discorso del re non può certo accontentarsi solo di due premi principali, e dovrebbe quindi portarsi a casa anche questo.

Vince “Alice in Wonderland”, e anche qui l’ho beccata! — Migliori costumi: e se qui Il discorso del re fosse gabbato da Alice in Wonderland? Sì, io dico Alice in Wonderland e me ne assumo le responsabilità!

Vince “The Social Network”, ottima scelta! — Miglior montaggio: deve vincerlo The Social Network, non voglio sentire scuse.

E infatti sorrido. Scelta controcorrente ma eccellente per “The Social Network”. — Miglior colonna sonora: qui la sfida è interessante… Quelle de Il discorso del re sono belle ma molto tradizionali, e Alexandre Desplat è già alla sua quarta nomination senza vittorie. Quindi voto per lui. Anche se sorriderei per un premio a The Social Network.

E vince “Toy Story 3″, che il suo autore ha però massacrato sul palco degli Oscar durante la cerimonia. — Miglior canzone: visto che non può vincere altro se non il suo premio di categoria, diamo almeno quest’altra soddisfazione a Toy Story 3.

Vince “Inception”, meritato anche questo. — Miglior montaggio effetti sonori: qui scendiamo molto sul tecnico, ma dico Tron: Legacy

Bingo! Vince “Inception”. — Miglior sonoro: e qui vado – a cazzo, come titolo del post impone – su Inception.

Tralascio di sparare a caso nelle categoria documentari e film straniero (ne ho visto 1 su 5). Quanti ne azzeccherò? Pochi, come al solito. Appuntamento a lunedì mattina per scoprirlo (o, se volete, seguite con me la diretta della cerimonia su Twitter).

El secreto de sus ojos (Argentina/Spagna, 2009) di Juan José Campanella, con Soledad Villami, Ricardo Darìn, Carla Quevedo, Javier Godino

Il voto di Paolino è… 9

Data di uscita italiana: 4 giugno 2010
Sale: 61
Incasso totale: 1.050.000 euro

Benjamin Esposto per anni è stato l’assistente di un Pubblico Ministero. Ora è in pensione, e cerca un modo per riempire le proprie giornate. Decide così di scrivere un romanzo, ispirandosi a una faccenda a cui aveva lavorato quasi trent’anni prima, il caso di una ragazza stuprata ed uccisa in casa propria. Riviviamo così quelle indagini e il mistero attorno a loro, un mistero rimasto insoluto per tutto questo tempo. Per scrivere il libro Benjamin torna a trovare coloro i quali avevano vissuto con lui quella tragica storia, da Irene, segretaria del Pubblico Ministero amata da sempre, a Ricardo Morales, il vedovo della donna uccisa, ancora desideroso di vendetta.

Quando questo thriller argentino, qualche mese fa, ha vinto il premio Oscar come Miglior film straniero, la curiosità in me si è subito fatta pressante. Perchè com’era possibile che un film dichiaratamente di genere, costretto quindi da confini ben circoscritti e da una trama molto simile a tante altre (chi e perchè ha ucciso?) avesse potuto suscitare tutto questo clamore? Poi ho visto Il segreto dei suoi occhi, e la motivazione è subito stata chiara. Il film di Juan José Campanella è ipnotico ed attanagliante, doloroso ed avvincente, moderno ma classico. Emozioni tangibili, che non riguardano soltanto il caso in sé: si respirano tra le scrivanie degli uffici ministeriali, nei bar nei quali Benjamin è costretto ogni sera ad andare a prelevare il suo amico fraterno e collega Pablo, nella stazione dei treni nella quale ogni giorno il vedovo della vittima si apposta, sofferente, per aspettare quello che lui e la polizia credono essere il colpevole. Un colpevole che ad un certo punto verrà scoperto, ma ciò non sancirà certo la fine del film, anzi. Darà il via ad un moto di avvenimenti e di ripercussioni dolorose ed impreviste.

Cosa affascina de Il segreto dei suoi occhi? Affascina una regia strabiliante (Juan José Campanella è attivo da anni tra gli USA, dove gira svariati episodi di serie tv quali Dr. House, Law & Order, 30 Rock, e l’Argentina dove invece realizza i suoi lungometraggi) che utilizza spazi e colori come se dovesse dipingere il film anzichè filmarlo, concedendosi però a metà dello svolgimento un piano-sequenza magistrale ed incredibile che parte con un volo a planare su uno stracolmo stadio di calcio per poi continuare senza interrompersi tra i suoi corridoi d’accesso. Una sequenza tesissima non soltanto dal punto di vista tecnico ma soprattutto da quello del racconto, visto che segna un importante punto di svolta nel film. Poi le interpretazioni, tutte fenomenali (e molte impegnate su doppio fronte, visto che i medesimi attori interpretano più che credibilmente i personaggi negli anni Settanta e nei giorni nostri) a partire da quella del protagonista, uno straordinario Ricardo Darìn.

Qualche critica si può muovere alla sceneggiatura. Innanzitutto la scoperta di quello che potrebbe essere l’assassino avviene tramite una “prova” che definire risibile è anche gentile. Tra l’altro costui rimane assolutamente l’unico sospettato – senza alcuna prova contro di lui se non il fatto che non si fa trovare – per tutto il film. Poi lo stesso personaggio, nella seconda parte della storia, subisce un destino quantomeno discutibile. Insomma, senza questi difetti il film avrebbe davvero potuto essere perfetto.

Segue il trailer.

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marzo 8th, 2010Oscar 2010: e Kathryn fu

01miglior_regiaL’avevo auspicato e così è stato: The Hurt Locker esce nettamente vincitore dagli Oscar 2010 con ben 6 statuette, alcune delle quali importantissime: miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura. Su quest’ultimo premio mi sento di poter essere scettico (avrei dato il contentino a Tarantino e i suoi Bastardi) ma gli altri due sono meritatissimi.  Diventa così il film di minor successo al box-office nella Storia ad aver vinto il premio maggiore, oltre ad essere il primo per cui è stata premiata una donna come regista. Altre tre statuette al film della Bigelow sono arrivate per il montaggio (sacrosanto!), il montaggio del suono e il mixing.

Per Avatar erano già troppe tutte quelle nomination, tramutatesi in tre statuette tecniche in ogni caso molto meritate: effetti speciali, scenografia (digitale, aggiungerei io) e fotografia (perchè se ogni anno almeno uno non ritira un premio gridando “Viva l’Italia!” l’Academy si intristisce).

Per gli attori la questione è tragica: se Jeff Bridges pare abbia davvero impressionato tutti con Crazy Heart - che in Italia è uscito lo scorso weekend in 10 misere copie – la vittoria di Sandra Bullock per The Blind Side è una di quelle per cui l’Academy si pentirà amaramente negli anni a venire (stile Cuba Gooding jr.)

Tra i non protagonisti vittoria per Christoph Waltz (Bastardi senza gloria) che ha vinto tutto il vincibile, e Mo’nique, una nera grassona per cui vale il discorso fatto per la Bullock, con la differenza che mentre la Bullock continuerà bene o male a lavorare, questa sconosciuta ha iniziato e finito qui la sua carriera, tipo Jennifer Hudson con Dreamgirls.

Felicissimo per il premio alla colonna sonora di Up firmata Michael Giacchino (che è il compositore di fiducia di J.J. Abrams, sono sue anche le musiche di Lost). Premi di contorno a Star Trek (make-up) e The Young Victoria (costumi, da noi uscirà direttamente in dvd a breve).

In definitiva, era dalla mattina seguente al trionfo del Ritorno del Re che non ero così soddisfatto dalle scelte dell’Academy. Ciò vuol dire che dovrò aspettare ancora parecchi anni prima di svegliarmi di nuovo contento. Pazienza. Per il momento non posso che consigliarvi di recuperare The Hurt Locker, che Paolino vostro aveva elogiato nel lontano 13 ottobre 2008.

febbraio 2nd, 2010Oscar 2010: le nomination

The_Hurt_LockerInnanzitutto, evito di riportarvi l’infinito elenco di candidature, per il quale vi rimando a questa pagina di Imdb. Un commento però lo faccio volentieri.

Innanzitutto noterete che sono ben dieci i lavori candidati all’Oscar per il miglior film quest’anno, merito della reintegrazione di una regola che era caduta in disuso da secoli. Bello (o triste?) quindi vedere nominati anche titoli che non hanno alcuna speranza di vincere come A Serious Man dei Coen, Up della Pixar o District 9. Personalmente farei i salti di gioia se vincesse The Hurt Locker, film che Italia uscì nell’ottobre del 2008 in assoluta anteprima mondiale dopo la presentazione a Venezia e che fu totalmente snobbato dal pubblico (ma non da me, vi rimando alla mia recensione). Ovviamente dopo la valanga di candidature (9, a pari merito con Avatar) sono sicuro tornerà nelle sale anche se è già disponibile in DVD da parecchi mesi.

4220xtylnoscar2Se vincesse il film di James Cameron sarebbe la sconfitta del Cinema. La sconfitta dei meriti artistici contro le logiche di mercato. Ho evitato di parlarvi dei Golden Globes proprio perchè sono stati una pagliacciata in questo senso (premiati Avatar come film drammatico e Una notte da leoni come miglior commedia…) Come sarebbe anche solo pensabile dare il maggior riconoscimento ad un film che non è neppure stato candidato (Dio sia lodato!) per la sceneggiatura, che di un film è la colonna vertebrale? Il problema è che la stessa cosa era accaduta con Titanic, e sappiamo com’è andata a finire… Terzo incomodo (chi lo avrebbe mai detto fino a pochi mesi fa?) è nientemeno che Mr. Quentin Tarantino, con le sue 8 candidature per Bastardi senza gloria, mentre attenzione a Tra le nuvole (6 nomination) che potrebbe riservare sorprese.

Sul fronte regia Cameron ha più chance per il suo straordinario lavoro tecnico. Come attore protagonista è lotta tra il Jeff Bridges dell’indipendente Crazy Heart e il George Clooney di Tra le nuvole. Mentre per il reparto femminile è quasi certo si consumerà la tragedia: Sandra Bullock vincerà l’Oscar per la sua drammatica interpretazione nel mega-successo The Blind SideSandra Bullock! Presente no? Quella isterica e miracolata delle commediole sentimentali! Pazzesco… A questo punto tifiamo tutti per l’unica che potrebbe scipparle la statuetta, l’esordiente Carey Mulligan di An Education (nelle sale italiane da questo week-end). Il premio per il miglior non protagonista è già assegnato al 100% a Christoph Waltz (Bastardi senza gloria) mentre è lotta per la non protagonista. Sono ansioso di sapere a chi andrà la statuetta per la sceneggiatura originale: non ho visto The Messenger (che pare sorprendente e ha fottuto il posto a 500 giorni insieme) ma gli altri candidati (Hurt Locker – Serious Man – Bastardi – Up) sono tutti di altissimo livello.

Certi sono gli Oscar ad Up come miglior film d’animazione e – forse – a Il nastro bianco per il film straniero. Piuttosto scandalosa la nomination per le mediocri musiche di Avatar firmate James Horner mentre l’Academy non ha dimenticato Parnassus insignito di due nomination tecniche (scenografie e costumi, stesso dicasi per Nine). Infine, i giornali strombazzeranno la presenza tra le nomination di ben quattro italiani: ma se Mauro Fiore (direttore della fotografia di Avatar) e Alessandro Camon (sceneggiatore di The Messenger) sono da considerare nostri compatrioti giusto per nascita visto che hanno avuto da subito la lungimiranza di fuggire all’estero per fare il lavoro dei loro sogni e non hanno mai messo mano a nessun prodotto nostrano, i miei più vivi complimenti al reparto marketing de Il divo di Paolo Sorrentino che è riuscito nell’impresa di far candidare Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per il make-up del film. Non hanno possibilità (si battono con Star Trek) ma è una bella soddisfazione.

Se avrò voglia farò i miei pronostici per portare sfiga a qualcuno (l’anno scorso ne ho beccato più o meno mezzo), ma la grande mole di film che in Italia non sono ancora usciti credo me lo impedirà. Di sicuro la notte degli Oscar (7 marzo) sarà imperdibile per un solo motivo: i suoi due conduttori! Steve Martin e Alec Baldwin, due che potranno dare soddisfazioni!

Dicevamo che è stata un’edizione degli Oscar particolarmente riuscita, piena di esilaranti gag e battute, con presentatori ispirati e soprattutto un conduttore che scopriamo avere un futuro da attore brillante: Hugh Jackman, che prima di indossare i panni di Wolverine dal 30 aprile, si è concesso quattro ore in cui ha dato vita a due straordinari numeri musicali. Il primo, in apertura, rivisitava in chiave “povera” i successi del 2008, mentre il secondo, in modo molto più sfarzoso, celebrava i musical con un numero coreografato da Baz Luhrmann. Jackman canta dal vivo e balla egregiamente. Eccoli:

Quasi tutti se l’aspettavano, anche se il sottoscritto ha pregato fino all’ultimo che Button lo sconfiggesse. The Millionaire e il suo regista Danny Boyle vincono le rispettive statuette dorate per l’anno 2008: un film che ancora non ho pienamente digerito, troppo furbo, compiaciuto e misterioso per poter essere osannato, anche se sicuramente intrigante e fuori dagli schemi.

Per il resto ecco i vincitori (l’elenco completo lo trovate qui): The Millionaire si è portato a casa in totale per 8 statuette su 10 nominations (film, regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, colonna sonora, canzone, sonoro). Il curioso caso di Benjamin Button si è fermato a 3 su 13 candidature (scenografia, make-up ed effetti visivi). Due oscar anche per Il cavaliere oscuro (ovviamente a Heath Ledger per il Joker e agli effetti sonori). Sean Penn vince il suo secondo Oscar per la straordinaria interpretazione in Milk, battendo il favorito Mickey Rourke (il film di Van Sant si è portato a casa anche il premio per la sceneggiatura originale). Kate Winslet è la miglior attrice per The Reader, mentre Penelope Cruz è la miglior non protagonista per Vicky Cristina Barcelona. Resta il miglior film d’animazione (WALL-E of course), i migliori costumi (La duchessa) e il miglior film straniero (il giapponese Departures, che ha battuto lo strafavorito Valzer con Bashir).

I momenti particolarmente emozionanti non sono mancati, ma la serata ha saputo anche essere estremamente brillante grazie alla verve e alla versatilità del conduttore Hugh Jackman. Ve ne parlerò in un apposito post.

gennaio 25th, 2009Oscar: le nomination

Puntuali come un orologio svizzero ecco arrivare le nomination ai prossimi Oscar, che verranno assegnati tra un mesetto in una cerimonia condotta addirittura da Hugh Jackman. La fa da padrona Il curioso caso di Benjamin Button con 13 candidature, seguito da The Millionaire con 10, Milk e Il cavaliere oscuro (ma per quest’ultimo sono quasi tutte tecniche) con 8 e da Wall-E con 6. Non possono lamentarsi neppure Il dubbio, Frost/Nixon e The Reader. Un grande sconfitto però c’è già, e si chiama Revolutionary Road, mentre Robert Downey jr. ha sgraffignato la candidatura per Tropic Thunder e In Bruges l’ha ottenuta per la sceneggiatura. Ecco i dettagli:

  • Miglior Film

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Frost/Nixon
- The Reader
- Milk
- The Millionaire

  • Miglior attore protagonista

- Richard Jenkins per L’ospite inatteso
- Frank Langella per Frost/Nixon
- Sean Penn per Milk
- Brad Pitt per Il curioso caso di Benjamin Button
- Mickey Rourke per The Wrestler

  • Miglior attrice protagonista

- Anne Hathaway per Rachel sta per sposarsi
- Angelina Jolie per Changeling
- Melissa Leo per Frozen River
- Meryl Streep per Il dubbio
- Kate Winslet per The Reader

  • Miglior attore non protagonista

- Josh Brolin per Milk
- Robert Downey jr. per Tropic Thunder
- Philip Seymour Hoffman per Il dubbio
- Heath Ledger per Il cavaliere oscuro
- Michael Shannon per Revolutionary Road

  • Miglior attrice non protagonista

- Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona
- Amy Adams per Il dubbio
- Viola Davis per Il dubbio
- Taraji P. Henson per Il curioso caso di Benjamin Button
- Marisa Tomei per The Wrestler

  • Miglior regia

- Danny Boyle per The Millionaire
- Stephen Daldry per The Reader
- David Fincher per Il curioso caso di Benjamin Button
- Ron Howard per Frost/Nixon
- Gus Van Sant per Milk

  • Miglior sceneggiatura originale

- Frozen River
- La felicità porta fortuna
- In Bruges
- Milk
- WALL-E

  • Miglior sceneggiatura non originale

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il dubbio
- Frost/Nixon
- The Reader
- The Millionaire

  • Miglior fotografia

- Changeling
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- The Reader
- The Millionaire

  • Miglior montaggio

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- Frost/Nixon
- Milk
- The Millionaire

  • Miglior make-up

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- Hellboy II: the golden army

  • Miglior scenografia

- Changeling
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- La duchessa
- Revolutionary Road

  • Migliori costumi

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Australia
- La duchessa
- Milk
- Revolutionary Road

  • Miglior colonna sonora

- Milk: Danny Elfman
- Il curioso caso di Benjamin Button: Alexandre Desplat
- Defiance: James Newton Howard
- Wall-E: Thomas Newman
- The Millionaire: A.R. Rahman

  • Miglior canzone originale

- The Millionaire (“Jai Ho”)
- The Millionaire (“O Saya”)
- WALL-E (“Down to Earth”)

  • Miglior suono

- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Wanted
- WALL-E
- The Millionaire

  • Miglior montaggio del suono

- Il cavaliere oscuro
- Iron Man
- Wanted
- WALL-E
- The Millionaire

  • Migliori effetti speciali

- Il cavaliere oscuro
- Iron Man
- Il curioso caso di Benjamin Button

  • Miglior film d’animazione

- Bolt
- Kung Fu Panda
- WALL-E

  • Miglior film straniero

- La banda Baader Mainhof (Germania)
- Revanche (Austria)
- La classe (Francia)
- Okuribito (Giappone)
- Valzer con Bashir (Israele)

Sono state rese note ieri le nomination ai prossimi Golden Globes, i premi assegnati dalla stampa straniera presente in America e considerati da molti un’affidabile anticamera per gli Oscar. In attesa di sapere chi li vincerà (i premi saranno consegnati l’11 gennaio) andiamo a scorgere i papabili vincitori. Quotatissimi Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher con un irriconoscibile Brad Pitt, e Revolutionary Road di Sam Mendes, che riunirà gli attori di Titanic. Sul fronte più leggero invece Mamma Mia! non dovrebbe avere problemi, con i Coen dietro l’angolo. Buone nomination anche per The Millionaire, di cui vi parlerò nei prossimi giorni, e per Doubt – Il dubbio, una straordinaria piece teatrale su un tema scottante come la pedofilia trasportata sul grande schermo con Meryl Streep. A sorpresa, nomination per Tom Cruise e ben tre candidature per lo straordinario In Bruges.

La parte riguardante i telefilm arriverà nei prossimi giorni.

  • Miglior Film Drammatico:

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Frost/Nixon
- The Reader
- Revolutionary Road
- The Millionaire

  • Miglior Film Commedia o Musical

- Burn After Reading
- La felicità porta fortuna
- In Bruges
- Mamma Mia!
- Vicky Cristina Barcelona

  • Miglior attore drammatico

- Leonardo DiCaprio per Revolutionary Road
- Frank Langella per Frost/Nixon
- Sean Penn per Milk
- Brad Pitt per Il curioso caso di Benjamin Button
- Mickey Rourke per The Wrestler

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E’ tempo di promozione, negli USA, per le nomination ai prossimi Oscar. Le case di distribuzione stanno facendo uscire nei cinema i loro ultimi assi nella manica, e in rete sbarcano filmati per supportare attori e registi su cui Hollywood punta per l’ambita statuetta. Quelli che sono chiamati in gergo i filmati “For Your Consideration” vengono lanciati in tv e nel web direttamente dai produttori dei film, che cercano così di toccare le corde dei migliaia giurati dell’Academy.

Negli ultimi giorni, una di queste campagne riguarda Tropic Thunder e… Kirk Lazarus! Ebbene sì, la Paramount, con una scherzosa e divertente trovata, sta promuovendo la nomination a Robert Downey jr. in modo indiretto e fenomenale. Come Miglior attore non protagonista sarebbe perfetto, anche se dovrà quasi sicuramente vedersela con un certo Joker

Ben Stiller, negli scorsi giorni, ha dichiarato di essere il responsabile dell’idea. Ecco il video:


 


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