Gennaio 1st, 2010SHERLOCK HOLMES
Sherlock Holmes (Usa/Gran Bretagna/Australia, 2009) di Guy Ritchie, con Robert Downey jr., Jude Law, Mark Strong, Rachel McAdams, Kelly Reilly
Il voto di Paolino è… 6½
Sherlock Holmes (Robert Downey jr.) e il fido compagno d’avventure Watson (Jude Law) consegnano alla giustizia un pericoloso assassino di nome Lord Blackwood (Mark Strong), accusato dell’omicidio di alcune donne a scopi esoterici. Condannato all’impiccagione, Blackwood viene giustiziato e dichiarato morto, salvo, pochi giorni dopo, resuscitare dalla tomba in cui era stato sepolto! Le indagini, e gli omicidi, ricominciano.
L’Holmes in salsa blockbuster di Guy Ritchie (regista – Snatch, Rocknrolla) e Joel Silver (produttore – Matrix, V per Vendetta) è un prodotto pressochè perfetto per il grande pubblico natalizio che cerca divertimento, suspense, due-brividi-due e un po’ d’azione tra un cenone e l’altro. Per tutti gli altri, resta forte il dispiacere per il film che non è. Ritchie si sente come frenato dal suo primo incarico importante e preferisce limare, smussare il suo stile fuori dall’ordinario, costruendo una semplice trama che prima pone questioni, poi le risolve e poi te le spiega pure, per non lasciare indietro proprio nessuno. Chi in tv segue Psych (di cui vi avevo parlato qui tempo addietro) proverà un senso di profondo deja-vù, visto che il personaggio di Downey jr. pare ricalcato sul protagonista di quella serie. A proposito di Downey jr., quello che sulla carta doveva essere il punto di forza della pellicola si rivela forse uno dei punti più deboli: la sua interpretazione è un po’ troppo compiaciuta (come già in Iron Man). E’ come se per tutto il film fosse lì a farci l’occhiolino dicendoci “guarda qua, so’ io er mejo, c’ho io er nome sopra er titolo, famme un bel primo piano che te faccio la faccetta buffa”. Molto meglio quindi soffermarci sull’ottimo Jude Law, che dona al suo Watson (a proposito, la fatidica frase “Elementare Watson” non viene mai pronunciata) una caratterizzazione straordinaria: pur restando sempre in secondo piano e non tentando mai di sovrastare il compagno, Law si fa notare e conferma la sua poliedricità e la sua bravura. Al solito deboli i ruoli femminili in action di questo tipo: la bella Irene Adler di Rachel McAdams non funge altro che da pedina e serve – come tutte le belle dei supereroi che si rispettino – da esca per il finale. Fa capolino anche il nemico giurato di Holmes, il professor Moriarty (il cui volto rimane nell’ombra per poter consentire, nel prossimo episodio, di ingaggiare un attore famoso che lo possa interpretare).
Sceneggiatura poco all’altezza e lunghezza eccessiva sono i tasti più dolenti dell’operazione, che il pubblico però ha apprezzato. Auspichiamo un serio balzo in avanti nel prossimo capitolo. Segue il trailer.




