aprile 29th, 2013IRON MAN 3 / recensione

CAGED_005D_G_ITA-IT_70x100.inddIron Man 3 (Usa, 2013) di Shane Black, con Robert Downey jr., Gwyneth Paltrow, Guy Pearce, Ben Kingsley, Don Cheadle, James Badge Dale, Rebecca Hall, Jon Favreau

Il voto di Paolino è… 6½

Ormai recensire i film Marvel è diventato noioso come recensire gli ultimi film di Woody Allen, o quelli di Massimo Boldi. Sono diventati tutti dei compitini, scritti così così, con le battutine così così, diretti così così, interpretati così così. Sono così così. Non fa eccezione Iron Man 3 che, dopo la sbornia di The Avengers in cui l’eccesso e il pop hanno toccati maestosi livelli, è un film che fa tornare alle origini del viaggio. Si fatica persino a chiamarlo cine-comic: è più un thriller politico con contaminazioni da buddy-movie alla Arma letale (la coppia Downey jr./Don Cheadle e lo sceneggiatore della saga con Mel Gibson a fare da regista e sceneggiatore). E’ un film con un paio di grandi idee (quella che sta dietro la figura del Mandarino è fenomenale), un Guy Pearce pazzesco e un Robert Downey jr. che riesce persino a ricordarci che è anche un grande attore drammatico. Purtroppo poi è anche un film con idee pessime e terrificanti: l’abbattimento di villa Stark è fatto male e narrativamente incomprensibile, tutta la parte col bambino è di una noia colossale, il ravvedimento del personaggio di Rebecca Hall ha la profondità di un episodio di Beautiful, la scelta di affidare a Gwyneth Paltrow un ruolo più ampio di donzella in pericolo/eroina risulta sciapo e le scene action sono un tantinello deludenti (l’abbiamo capito al minuto 2 che l’armatura si scompone e si ricompone: c’è davvero il bisogno di propinarci questo avvenimento per tutto il film?). Per non parlare della svolta Transformers sul finale: un ammasso di ferraglia di cui si poteva fare a meno.

Iron Man 3 è un film che riazzera la saga dei Vendicatori ma non rilancia nulla. Un film fine a sé stesso in cui persino la classica scena finale dopo i titoli di coda non ha nulla da dire. Forse davvero Tony Stark ha bisogno di essere il leader di un gruppo di supereroi per ritornare il vero “playboy genio miliardario filantropo” che conoscevamo?

aprile 25th, 2012THE AVENGERS / recensione

Marvel’s The Avengers (Usa, 2012) di Joss Whedon, con Robert Downey jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Chris Hemsworth, Jeremy Renner, Tom Hiddleston, Clark Gregg, Cobie Smulders, Stellan Skarsgard, Samuel L. Jackson, Gwyneth Paltrow

Il voto di Paolino è… 7½

E‘ Loki (Tom Hiddleston) il nemico contro cui lo S.H.I.E.L.D. guidato da Nick Fury (Samuel L. Jackson) non può far nulla. Tocca rispolverare l’idea, in un primo momento accantonata per i troppi rischi legati all’instabilità dei personaggi coinvolti, di un team di Vendicatori che possa respingere l’orda di alieni che sta per calcare il suolo terrestre. Iron Man, Thor, Captain America, la Vedova Nera, Occhio di Falco e Hulk sono così per la prima volta insieme e sono l’unica possibilità per la Terra.

MISSION: NOT IMPOSSIBLE. E alla fine il progetto impossibile, l’idea irrealizzabile, la presunzione cinematografica più alta, è sotto i nostri occhi. Dopo aver tessuto una tela che, a posteriori, non si può altro che ammirare (le incongruenze ci sono, certo, ma sono ben offuscate), i Marvel Studios hanno tirato le somme riunendo gli eroi che hanno accompagnato le nostre estati cinematografiche recenti, prendendo da ogni storyline degli elementi piazzati nei film precedenti con cognizione (il Tesseract, il MacGuffin prescelto, ci era stato ben introdotto in Thor e Captain America, ma non mancano riferimenti ai due Iron Man e addirittura all’Incredibile Hulk di Louis Leterrier) e affidando il tutto nelle mani “da fan” di Joss Whedon (il creatore di Buffy ed Angel). Il risultato è uno dei migliori, se non il migliore, tra i film Marvel/Paramount (escludiamo quindi gli Spider-Man/Sony e gli X-Men/Fox).

continua dopo il salto…

Continua a leggere questo post »

Sherlock Holmes: A Game of Shadows (USA, 2011) di Guy Ritchie, con Robert Downey jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Rachel McAdams, Stephen Fry, Kelly Reilly

Il voto di Paolino è… 7

Bombe di anarchici esplodono a Strasburgo e a Vienna. Industriali e uomini potenti vengono trovati morti. Le nazioni europee sono nel caos. Eventi casuali o frutto di un piano ben architettato? Sherlock Holmes (Robert Downey jr.) è convinto della seconda ipotesi e sa benissimo chi si cela dietro una tale macchinazione: il professor Moriarty (Jared Harris). Così strappa alla neomogliettina il suo fidato compagno Watson (Jude Law) e inizia una corsa contro il tempo per smascherare un uomo senza morale che vuole far scoppiare una guerra mondiale soltanto per proprio tornaconto.

Continua a leggere questo post »

gennaio 31st, 2011PARTO COL FOLLE

Due Date (Italia, 2011) di Todd Phillips, con Robert Downey jr., Zach Galifianakis, Michelle Monaghan, Jamie Foxx, Juliette Lewis, Danny McBride, RZA

Il voto di Paolino è… 6

Peter (Robert Downey jr.) sta per diventare padre per la prima volta, e per raggiungere in tempo la moglie (Michelle Monaghan) che si prepara per il parto cesareo deve assolutamente salire sull’aereo che da Atlanta lo riporterà a casa, a Los Angeles. Arrivato in aeroporto si scontra subito con Ethan Tremblay, aspirante attore che punta a Los Angeles per sfondare nel mondo della tv. Saliti sullo stesso aeromobile, i due saranno costretti a scendere subito dopo per degli equivoci (tirati per i capelli, nda) e a rinunciare così a sorvolare l’America in volo. Senza portafogli e senza documenti, Peter è costretto ad accettare un passaggio in auto da Ethan per correre dalla moglie in tempo per vedere nascere suo figlio.

C’è da chiedersi cosa sarebbe stato questo film senza Zach Galifianakis. Se c’è infatti un misero motivo per cui Parto col folle valga in minima parte il tempo sprecato a guardarlo – e vi assicuro, trovarne uno è difficile – è proprio la performance di un attore che piano piano, da buffa e cicciottosa faccia di gomma, sta acquistando anche una credibilità comica e malinconica (quindi malincomica) notevole, e riesce a trasformare quella che in mani altrui poteva essere solo una macchietta stupidotta in un esserino fragile, debole e buono. Resta così in ombra Robert Downey jr., che ad opinione di chi scrive è quasi sempre fastidiosamente troppo sopra le righe, incapace di “abbassarsi” ad un livello umano e realistico (cosa che per esempio gli era perfettamente riuscita ne Il solista). E’ così che anche quando dovrebbe apparire una specie di bastardo senza cuore, Downey jr. non riesce ad essere preso sul serio per quel suo ghigno sornione costante. E il film non aiuta: è girato piuttosto malaccio, con dei tempi comici molto lenti (ehm, Todd Phillips? Toc toc, c’è nessuno?) e nessuna scena memorabile, se non quella del “trip” in auto e un paio di scambi di battute tra gli attori, ad esempio quello con cui si salutano alla fine del film.

Parto col folle merita un 6 generoso, di simpatia. Ma è un 6 che equivale ad una pacchetta sulla spalla, ad un “vabbè dai, ci hai provato”, ad un “anche se non ci provavi stavamo bene lo stesso”. Qualcosa di più si poteva osare.

Segue il trailer.

Continua a leggere questo post »

luglio 22nd, 2010Anteprima: IL SOLISTA

thesoloistThe Soloist (Usa/Gran Bretagna/Francia, 2009) di Joe Wright, con Robert Downey jr., Jamie Foxx, Catherine Keener, Tom Hollander, Lisa Gay Hamilton, Nelsan Ellis

Il voto di Paolino è… 5/6

Pubblicata anche qui su Trailersland.com

2005. Steve Lopez (Robert Downey jr.) tiene una rubrica sul Los Angeles Times nella quale racconta esperienze personali e storie interessanti che scova in giro per la sua città. Un giorno, per strada, attratto da una musica affascinante, si imbatte nel senzatetto Nathaniel Ayers (Jamie Foxx), affetto da qualche disturbo psichico ma perfettamente in grado di tenere una conversazione, e di raccontare la sua storia. Una storia che Lopez comincerà a raccontare puntata dopo puntata sulle colonne del Times, suscitando l’interesse e la commozione dell’intera città, e mettendo a fuoco l’interesse sulle condizioni dei disagiati senza una casa che popolano le strade della metropoli.

Joe Wright, classe 1972, si è fatto notare negli anni scorsi con Orgoglio e pregiudizio ed Espiazione, due film che avevano il loro punto di forza nella straordinaria resa formale, nella classe e nell’eleganza delle immagini. Purtroppo Il solista non riesce ad essere così incisivo, soprattutto perchè balza agli occhi l’incapacità di decidere il tono da dare al racconto, i punti sui quali focalizzarsi, i fatti che meritano più attenzione degli altri. Il film offre moltissimi spunti che potevano delinearne la struttura: il giornalista per esempio è molto combattuto per il fatto che vorrebbe aiutare Nathaniel ed essere per lui un amico per poi rendersi conto che invece in fin dei conti lo sta solo sfruttando. Una delle scene che sarebbero potute essere perfette per mettere in mostra questa diatriba interiore, ovvero la serata di gala nella quale Lopez viene premiato proprio per gli articoli sul musicista, risulta invece sconclusionata e assolutamente non incisiva. I flashback sulla vita di Nathaniel ragazzo poi sono inseriti malissimo nella storyline ed interrompono continuamente la tensione narrativa (se ne poteva fare tranquillamente a meno), così come la comparsa in scena della sorella del ragazzo e l’approfondimento sulle condizioni dei senzatetto. Capitolo a parte per l’aspetto “visionario” del film. Wright si permette una tremenda sequenza animata sulle note di un concerto al quale Lopez e Ayers stanno assistendo al Disney Concert Hall, mentre le voci che continuamente disturbano la mente di Nathaniel sono rese male e danno al film un tono misterioso che rovina l’intimità della storia.

Un film che poteva essere ben altra cosa, soprattutto con due interpreti di questo calibro: Jamie Foxx cammina su un limbo pericoloso come ogni attore che affronti dei personaggi mentalmente disturbati, ma riesce a mantenersi decoroso, mentre la prova migliore è senza dubbio quella di Robert Downey jr., una delle migliori della sua carriera, da non sottovalutare.

Nelle sale da venerdì 23 luglio. Segue il trailer. Continua a leggere questo post »

aprile 29th, 2010Anteprima: IRON MAN 2

ironman2Iron Man 2 (Usa, 2010) di Jon Favreau, con Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Scarlett Johansson, Don Cheadle, Sam Rockwell, Mickey Rourke, Samuel L. Jackson, Clark Gregg, John Slattery, Leslie Bibb, Jon Favreau

Il voto di Paolino è… 6/7

Un sequel rischiosissimo. Questo era Iron Man 2 per la Marvel. Perchè dopo la parentesi del (sottovalutato) Hulk con Ed Norton ora si dà davvero il via alle danze, con Thor e Capitan America ai blocchi di partenza (molto citati insieme al mostro verde in questo stesso film) pronti a riunirsi tutti nel primo capitolo dei Vendicatori, prenotato per l’estate 2012. Bisognava dare il la a tutta la faccenda, e già nel primo episodio era stato presentato Nick Fury (Samuel L. Jackson) che a capo dello S.H.I.E.L.D. farà da collante tra tutti questi supereroi. Iron Man 2 poteva essere rischioso sia per ciò che doveva rappresentare per l’intera futura saga Marvel sia per l’ammasso di nomi e personaggi coinvolti nella trama, un continuo andirivieni di buoni e cattivi, cattivi e buoni, che poteva far fare al progetto la fine “pasticciata” di Spider-Man 3.

E invece il semi-miracolo è avvenuto. La trama regge, i personaggi hanno tutti il giusto spazio (molti hanno lamentato il fatto che l’Ivan Vanko di Mickey Rourke sia presente solo all’inizio per poi eclissarsi, ma credo anche che quel personaggio servisse solo da spinta e avesse ben poco altro da dire) e il cast è in ottima forma. La sceneggiatura firmata stavolta da Justin Theroux (Tropic Thunder) è in effetti piuttosto debole per quanto riguarda la profondità dei protagonisti e la complessità dei loro rapporti, ma dà ritmo al film, lo arricchisce di buone battute e ottimi siparietti comici, e dosa le scene d’azione con parsimonia, anche se molto sa di già visto (come il confronto Stark/Vanko in carcere che non può non rimandare al recente incontro dietro le sbarre tra Batman e il Joker).

La prima parte del film scorre via incredibilmente veloce, grazie soprattutto alla genialità e all’irriverenza scenica di Robert Downey Jr., pericolosamente sul confine del gigionismo ma in grado anche di donare punte di estrema drammaticità al suo Tony Stark. Anzi, quasi intristisce sapere che la prossima volta che lo vedremo al cinema nei panni di Iron Man avrà ormai 50 anni: ci sarebbe piaciuto che l’apice della sua carriera fosse arrivato molto prima. Nel film trova uno straordinario alter ego pronto a rubargli la scena più volte (e che col senno di poi sarebbe stato un altro ottimo potenziale interprete per il ruolo principale al posto di Downey Jr.): Sam Rockwell, scatenato e bravissimo nei panni del magnate delle armi Justin Hammer, che probabilmente rivedremo anche in prossimi capitoli delle avventure Marvel. Dietro di loro la faccenda si assopisce: l’entrata in scena di Mickey Rourke nei panni di Vanko è molto banale e le motivazioni del suo personaggio sono scialbe (il confronto con il pazzesco spessore drammatico di Doc Ock in Spider-Man 2 rimane impietoso). Anche la sua interpretazione ne risente, rendendo lo scienziato russo una macchietta quasi caricaturale. I duetti verbali con Gwyneth Paltrow/Pepper Pots funzionano e la loro alchimia è alle stelle, mentre Scarlett Johansson si scatena verso il finale ma in generale rimane piuttosto nell’ombra (anche lei potrà tornare prossimamente).

In generale ognuno ha il suo momento di gloria, nessuno viene scontentato. Persino il regista Jon Favreau, che è anche un noto attore (L’isola delle coppie, Tutti insieme inevitabilmente) e nel film interpreta la guardia del corpo di Stark, si regala più di un momento spassoso, tra cui uno molto divertente (anche se stra-abusato) in coppia con la Johansson verso il finale. Iron Man 2 non è il miglior cinecomic visto, ma considerando le aspettative e la mole di materiale in ballo si può considerare un compromesso riuscito, al livello – o forse addirittura un pelo sopra – del suo capostipite.

La scena dopo i titoli di coda introduce Thor. Segue il trailer.

Continua a leggere questo post »

gennaio 1st, 2010SHERLOCK HOLMES

sherlockholmesSherlock Holmes (Usa/Gran Bretagna/Australia, 2009) di Guy Ritchie, con Robert Downey jr., Jude Law, Mark Strong, Rachel McAdams, Kelly Reilly

Il voto di Paolino è… 6½

Sherlock Holmes (Robert Downey jr.) e il fido compagno d’avventure Watson (Jude Law) consegnano alla giustizia un pericoloso assassino di nome Lord Blackwood (Mark Strong), accusato dell’omicidio di alcune donne a scopi esoterici. Condannato all’impiccagione, Blackwood viene giustiziato e dichiarato morto, salvo, pochi giorni dopo, resuscitare dalla tomba in cui era stato sepolto! Le indagini, e gli omicidi, ricominciano.

L’Holmes in salsa blockbuster di Guy Ritchie (regista – Snatch, Rocknrolla) e Joel Silver (produttore – Matrix, V per Vendetta) è un prodotto pressochè perfetto per il grande pubblico natalizio che cerca divertimento, suspense, due-brividi-due e un po’ d’azione tra un cenone e l’altro. Per tutti gli altri, resta forte il dispiacere per il film che non è. Ritchie si sente come frenato dal suo primo incarico importante e preferisce limare, smussare il suo stile fuori dall’ordinario, costruendo una semplice trama che prima pone questioni, poi le risolve e poi te le spiega pure, per non lasciare indietro proprio nessuno. Chi in tv segue Psych (di cui vi avevo parlato qui tempo addietro) proverà un senso di profondo deja-vù, visto che il personaggio di Downey jr. pare ricalcato sul protagonista di quella serie. A proposito di Downey jr., quello che sulla carta doveva essere il punto di forza della pellicola si rivela forse uno dei punti più deboli: la sua interpretazione è un po’ troppo compiaciuta (come già in Iron Man). E’ come se per tutto il film fosse lì a farci l’occhiolino dicendoci “guarda qua, so’ io er mejo, c’ho io er nome sopra er titolo, famme un bel primo piano che te faccio la faccetta buffa”. Molto meglio quindi soffermarci sull’ottimo Jude Law, che dona al suo Watson (a proposito, la fatidica frase “Elementare Watson” non viene mai pronunciata) una caratterizzazione straordinaria: pur restando sempre in secondo piano e non tentando mai di sovrastare il compagno, Law si fa notare e conferma la sua poliedricità e la sua bravura. Al solito deboli i ruoli femminili in action di questo tipo: la bella Irene Adler di Rachel McAdams non funge altro che da pedina e serve – come tutte le belle dei supereroi che si rispettino – da esca per il finale. Fa capolino anche il nemico giurato di Holmes, il professor Moriarty (il cui volto rimane nell’ombra per poter consentire, nel prossimo episodio, di ingaggiare un attore famoso che lo possa  interpretare).

Sceneggiatura poco all’altezza e lunghezza eccessiva sono i tasti più dolenti dell’operazione, che il pubblico però ha apprezzato. Auspichiamo un serio balzo in avanti nel prossimo capitolo. Segue il trailer.

Continua a leggere questo post »

dicembre 19th, 2009TOTW: IRON MAN 2

Vi confesso caldamente che se c’è un film di cui non sentivo affatto il bisogno è questo. Ma so che per molti di voi non è così quindi eccovi le prime immagini del secondo capitolo del franchise di Iron Man. I villain sono Mickey Rourke e Scarlett Johansson, confermata Gwyneth Paltrow nel ruolo di Pepper mentre cambio di attore per l’amico (nonché War Machine) James Rhodes, che passa dal Terrence Howard del primo capitolo al Don Cheadle di stavolta.

Uscita italiana: 30 aprile. Una settimana prima che negli Usa, se la volete sapere tutta!

Ormai Robert Downey jr. è tornato, e chi lo ferma più? Da Iron Man ad una (quasi storica) candidatura all’Oscar per lo squinternato Tropic Thunder, il suo talento giovanile dato per disperso per cause ben note ha risalito la china ed è tornato prepotente oggi, sulla soglia dei 50 anni. E prima di ritrovarlo nell’armatura rosso fuoco il prossimo maggio a fare incetta di milioni e a suonarle di santa ragione a Mickey Rourke (!), questo Natale sarà il protagonista del primo vero kolossal di Guy Ritchie nei panni nientemeno che di Sherlock Holmes. Al suo fianco l’immancabile Watson, interpretato dal sempre puntuale Jude Law. Con loro Rachel McAdams (Red Eye, State of Play) e Mark Strong (Nessuna verità, Rocknrolla).

Poco o niente si sa della trama, se non che Holmes non sarà un mero intellettuale alla ricerca della soluzione ad un pericoloso piano diabolico che potrebbe mettere in crisi l’Inghilterra, ma si sporcherà le mani a furia di combattimenti e scazzottate, sempre con una buona dose di ironia. Vedere il fantastico trailer, sottotitolato in italiano dai miei amici di Trailersland, per credere!

gennaio 25th, 2009Oscar: le nomination

Puntuali come un orologio svizzero ecco arrivare le nomination ai prossimi Oscar, che verranno assegnati tra un mesetto in una cerimonia condotta addirittura da Hugh Jackman. La fa da padrona Il curioso caso di Benjamin Button con 13 candidature, seguito da The Millionaire con 10, Milk e Il cavaliere oscuro (ma per quest’ultimo sono quasi tutte tecniche) con 8 e da Wall-E con 6. Non possono lamentarsi neppure Il dubbio, Frost/Nixon e The Reader. Un grande sconfitto però c’è già, e si chiama Revolutionary Road, mentre Robert Downey jr. ha sgraffignato la candidatura per Tropic Thunder e In Bruges l’ha ottenuta per la sceneggiatura. Ecco i dettagli:

  • Miglior Film

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Frost/Nixon
- The Reader
- Milk
- The Millionaire

  • Miglior attore protagonista

- Richard Jenkins per L’ospite inatteso
- Frank Langella per Frost/Nixon
- Sean Penn per Milk
- Brad Pitt per Il curioso caso di Benjamin Button
- Mickey Rourke per The Wrestler

  • Miglior attrice protagonista

- Anne Hathaway per Rachel sta per sposarsi
- Angelina Jolie per Changeling
- Melissa Leo per Frozen River
- Meryl Streep per Il dubbio
- Kate Winslet per The Reader

  • Miglior attore non protagonista

- Josh Brolin per Milk
- Robert Downey jr. per Tropic Thunder
- Philip Seymour Hoffman per Il dubbio
- Heath Ledger per Il cavaliere oscuro
- Michael Shannon per Revolutionary Road

  • Miglior attrice non protagonista

- Penelope Cruz per Vicky Cristina Barcelona
- Amy Adams per Il dubbio
- Viola Davis per Il dubbio
- Taraji P. Henson per Il curioso caso di Benjamin Button
- Marisa Tomei per The Wrestler

  • Miglior regia

- Danny Boyle per The Millionaire
- Stephen Daldry per The Reader
- David Fincher per Il curioso caso di Benjamin Button
- Ron Howard per Frost/Nixon
- Gus Van Sant per Milk

  • Miglior sceneggiatura originale

- Frozen River
- La felicità porta fortuna
- In Bruges
- Milk
- WALL-E

  • Miglior sceneggiatura non originale

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il dubbio
- Frost/Nixon
- The Reader
- The Millionaire

  • Miglior fotografia

- Changeling
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- The Reader
- The Millionaire

  • Miglior montaggio

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- Frost/Nixon
- Milk
- The Millionaire

  • Miglior make-up

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- Hellboy II: the golden army

  • Miglior scenografia

- Changeling
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Il cavaliere oscuro
- La duchessa
- Revolutionary Road

  • Migliori costumi

- Il curioso caso di Benjamin Button
- Australia
- La duchessa
- Milk
- Revolutionary Road

  • Miglior colonna sonora

- Milk: Danny Elfman
- Il curioso caso di Benjamin Button: Alexandre Desplat
- Defiance: James Newton Howard
- Wall-E: Thomas Newman
- The Millionaire: A.R. Rahman

  • Miglior canzone originale

- The Millionaire (“Jai Ho”)
- The Millionaire (“O Saya”)
- WALL-E (“Down to Earth”)

  • Miglior suono

- Il cavaliere oscuro
- Il curioso caso di Benjamin Button
- Wanted
- WALL-E
- The Millionaire

  • Miglior montaggio del suono

- Il cavaliere oscuro
- Iron Man
- Wanted
- WALL-E
- The Millionaire

  • Migliori effetti speciali

- Il cavaliere oscuro
- Iron Man
- Il curioso caso di Benjamin Button

  • Miglior film d’animazione

- Bolt
- Kung Fu Panda
- WALL-E

  • Miglior film straniero

- La banda Baader Mainhof (Germania)
- Revanche (Austria)
- La classe (Francia)
- Okuribito (Giappone)
- Valzer con Bashir (Israele)


© 2007 Paolino's Life | Web Hosting by Shellrent.com | Powered by Wordpress