Eagle Eye (Usa/Germania, 2008) di D.J. Caruso, con Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton, Michael Chiklis
Il voto di Paolino è… 5
Attenzione: questa recensione anticipa risvolti importanti e finale del film (quanno ce vo’ ce vo’!)
Jerry Shaw (Shia LaBeouf) ha lasciato la famiglia e gli studi per un futuro incerto e senza brillanti prospettive. Vive in un appartamento fatiscente e lavora come uomo delle fotocopie al Copy Cabana. Un giorno viene richiamato a casa per il funerale del fratello gemello, uomo dell’esercito morto improvvisamente per un incidente automobilistico. Nel frattempo Rachel Holloman (Michelle Monaghan), madre single, lascia partire il figlioletto di 8 anni per un viaggio a Washington dove si esibirà con la sua banda musicale dinnanzi nientemeno che al Presidente. Entrambi, più o meno nello stesso momento, riceveranno una telefonata da una misteriosa voce femminile che li trasformerà in poche ore in due dei più ricercati fuggiaschi del Paese.
Dopo l’inaspettato successo di Disturbia, il terzetto D.J. Caruso (regista), Steven Spielberg (produttore nonché autore del soggetto) e Shia LaBeouf si riforma per lo spy-action Eagle Eye, che arriva finalmente sui nostri schermi cinque mesi dopo la release americana. Affrontando il pluriabusato tema dell’inarrestabile controllo telematico a cui ogni persona, ogni conversazione, ogni gesto che noi compiamo è sottoposto, il film vorrebbe essere l’ennesima angosciante riflessione in salsa thriller sulla privacy che non abbiamo più e sui computer che un giorno o l’altro prenderanno il sopravvento sull’uomo. Purtroppo la storia arriva fuori tempo massimo (non a caso l’idea originaria di Spielberg risale a quasi vent’anni fa, in tutt’altro contesto…) e se nella prima ora il film riesce ad essere appassionante e coinvolgente, con una fuga alla cieca dei due malcapitati fatta di straordinari inseguimenti automobilistici e di pericolose acrobazie, è quando scopriamo chi è (anzi, cos’è) a muovere i fili del racconto che l’interesse scema. Insomma, ciò che Kubrick ci aveva già raccontato in ben altro modo esattamente 40 anni fa in 2001: odissea nello spazio, non può essere spacciato oggi per una novità. E il finale poi rasenta i limiti del ridicolo (e chi non vuole rovinarselo non legga ulteriormente): perchè non è possibile che io cerchi per ore un metodo per spegnere un cervellone elettronico (“togliamogli i blocchi di memoria”, “prosciughiamo l’azoto liquido che lo refrigera, così friggerà”…) per poi scoprire che basta una ben assestata mazzata all’ “occhio” principale per spedirlo al rottamaio! E Shia LaBeouf che indisturbato e con una pistola in mano si aggira in un edificio in cui è presente l’intero governo americano? Insomma, ci sono cose che non si può far finta di non aver visto…
Cast di livello, con Billy Bob Thornton e Rosario Dawson a far da spalla ai protagonisti. Sarà per la prossima volta…
Il film sarà nelle sale italiane da venerdì 20 febbraio. Segue il trailer.
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