giugno 3rd, 2010La normalità è solo un’opinione: “Modern Family”
La novità televisiva della stagione appena conclusasi che mi ha convinto più tra tutte quelle che ho visto è sicuramente la strepitosa Modern Family, partita su ABC lo scorso settembre (e in Italia su Fox da febbraio) e già rinnovata per una seconda stagione dopo i risultati più che lusinghieri.
E’ una comedy strutturata in episodi da 20 minuti e, cosa che la rende estremamente vivace e senza pause, è realizzata come fosse un mockumentary, un falso documentario sulle vite di tre famiglie “moderne” legate tra loro da vincoli di parentela. Camera a mano spesso senza stacchi, e intermezzi in stile “confessionale del Grande Fratello” in cui i protagonisti si raccontano ad un ipotetico intervistatore. Più facile a vedersi che a dirsi, vi assicuro.
La famiglia più numerosa del terzetto è quella di Phil, agente immobiliare bambinone ed ingenuo, e Claire, madre iperprotettiva dei loro tre figli. Claire ha un padre, Jay, che dopo essersi divorziato si è risposato con la ben più giovane e colombiana Gloria, la quale aveva già un figlioletto tenerone e svarionato di nome Manny. Il terzo nucleo è composto da due novelli sposi gay, uno dei quali fratello di Claire e figlio di Jay, che hanno appena deciso di adottare la loro prima bambina, una neonata vietnamita.
Il punto di forza di Modern Family sta in una sceneggiatura brillante e sarcastica come non se ne ascoltavano da tempo, che trova sfogo in personaggi irresistibili e talvolta geniali. Il padre di famiglia Phil ad esempio, che spesso si rivela ben più marmocchio dei suoi piccoli, riesce ad essere sempre inopportuno e ad ingaggiare strampalate gare di superiorità con la nevrotica moglie. Alla colombiana Gloria vengono poi messe in bocca battute letteralmente politically uncorrect, molte volte di un fenomenale cinismo che riguarda soprattutto il suo paese d’origine (dove a suo dire le lezioni a scuola vengono interrotte solo quando un bambino è chiamato ad uscire dalla classe per identificare un cadavere).
Camei d’eccezione, tra cui spicca quello di Edward Norton in uno dei primi episodi, seguito da Benjamin Bratt e Minnie Driver nei seguenti. Segue una clip tratta dall’episodio pilota che presenta i personaggi principali.
Voto alla prima stagione: 8








