luglio 15th, 2008Sensualità stantia: “Gossip Girl”
Josh Schwartz colpisce ancora. Il 32enne autore televisivo americano, dopo aver infastidito le platee di mezzo mondo col gli interminabili e collosi polpettoni di The O.C., giustamente conclusosi nell’indifferenza più totale, ha creato una nuova, patetica serie per il canale americano The CW: Gossip Girl, che dopo l’anteprima sul digitale terrestre arriverà su Italia 1 a settembre. L’idea geniale sfornata dal buon Josh? Far raccontare le vite di un gruppo di giovani ragazzi dell’Upper East Side di Manhattan ad una fantomatica voce fuori campo che altri non sarebbe che una segreta blogger spettegolatrice che sa tutto di tutti. Capirai…
Tutto parte dal ritorno in città della giovane e bionda Serena Van Der Woodsen (sic!), assentatasi per misteriosi motivi un anno prima. La sua ex migliore amica Blair Waldorf cercherà di scoprire di più riguardo alla sua misteriosa sparizione, ma dovrà fare i conti con alcune scoperte che riguardano anche il suo eterno fidanzato Nate Archibald. A sparigliare le carte in tavola, il ricchissimo e fastidiosamente dandy migliore amico di Nate, Chuck Bass, la cui vita è basata solo sul passaggio da una donna all’altra notte dopo notte e sulle cattiverie da infliggere ai più deboli. Sola e isolata, Serena troverà un appoggio in Dan Humphrey, segretamente innamorato di lei da molti anni ma condannato ad essere un outsider per la sua famiglia non proprio “nobile”, formata da un padre ex rock star senza il becco di un quattrino e da una sorella quattrodicenne in cerca di popolarità.
Un tripudio di personaggi imbecilli, fastidiosi, finti e antipatici al confronto con i quali l’ameba Ryan Atwood di The O.C. assurge a figura shakesperiana. Una trama le cui uniche emozioni dovrebbero arrivare da dialoghi del tipo “Io una volta ero tua amica, ma adesso non lo sono più… Ma forse potremmo ancora esserlo!” e la cui pochezza fa rimpiangere le almeno godibili e più realistiche storie di Beverly Hills. Un teen drama lontano dalla realtà, che vorrebbe rendere partecipi noi abitanti di un mondo sempre più allo scatafascio delle agiate e inutili vite di una decina di tremendi e noiosi personaggi. C’è da scommettere che le ragazzine impazziranno per le fiabesche storie d’amore che il teen drama in questione presenta, immaginandosi anche loro, un giorno, al posto dei loro idoli televisivi.
Non smetterò mai di ripeterlo: nulla di male ad affezionarsi ad un teen drama, se è un prodotto intelligente e appassionante (come per esempio One Tree Hill, giunto non a caso alla sesta stagione!). Ma appassionarsi ad un tale disastro, è masochistico.
Unico punto a favore di Gossip Girl, una riuscitissima campagna promozionale. Ve ne parlo dopo il saltino.

Malgrado gli errorini storici di cui sono venuto a conoscenza, e soprattutto passando sopra al fatto che Enrico VIII fosse tutt’altro che il giovane fustacchione che vediamo sullo schermo (il ritratto di Holbein sulla sinistra è lì a ricordarcelo),