TheGhostwriterlocandinaDopo le tristi vicende che l’hanno riguardato negli ultimi mesi, c’è molta attesa per il lavoro che Roman Polanski stava ultimando quando è stato arrestato per l’ormai famoso stupro risalente a secoli fa. Malgrado tutto comunque il film è pronto, sbarcherà in concorso tra pochi giorni al Festival di Berlino e ad aprile uscirà sugli schermi italiani con il titolo L’uomo nell’ombra. Il thriller riguarda un ghost writer (Ewan McGregor) ingaggiato dal Primo Ministro inglese (Pierce Brosnan) per redigere in sua vece un’autobiografia. Durante la stesura del testo però lo scrittore viene a conoscenza di particolari scottanti e di segreti di stato, e sarà costretto a scegliere se restare fedele all’uomo che l’ha ingaggiato o se far conoscere a tutti la verità mettendo a rischio la propria vita. Completano il cast Kim Cattrall (stile “mo’ ve faccio vede’ che esisto pure se non faccio sex & the city”), Olivia Williams, Jim Belushi (!!!), Tom Wilkinson e Timothy Hutton.

Le prime immagini paiono estremamente convincenti.

Aprile 26th, 2009ROCKNROLLA

Rocknrolla (Gran Bretagna, 2008) di Guy Ritchie, con Gerald Butler, Tom Wilkinson, Mark Strong, Thandie Newton, Idris Elba, Jeremy Piven, Toby Keppell

Il voto di Paolino è… 7

L’amore, o qualcosa che gli somiglia, fa male! Credo la pensi così anche Guy Ritchie, che liberatosi finalmente della zavorra Madonna (che oltre ad aver affossato lui come persona ha affossato anche lui come regista, vedi Travolti dal destino) torna al cinema pazzoide e sopra le righe che più ama e che lo ha reso celebre con Snatch e Lock & Stock. In Rocknrolla tutto ruota attorno al magnate dell’edilizia londinese Lenny Cole (l’onnipresente e straordinario Tom Wilkinson), un uomo che tiene in pugno politici, aziende e criminali della città. Per degli affari legati a nuove costruzioni entra in rapporti con uno stralunato russo, aspettandosi da lui una mazzetta di 7 milioni di euro che però tarda ad essere consegnata. Il motivo? Ogni volta i soldi vengono rubati dal Mucchio selvaggio, un team di teppistelli guidati dal saggio One-Two (Gerald Butler). A complicare le cose si aggiunge una contabile doppiogiochista (Thandie Newton), il figliastro rockettaro di Cole creduto morto (Toby Keppell) e un dipinto misterioso da ritrovare assolutamente!

Un tale affollamento di personaggi e situazioni sarebbe potuto diventare confusionario ma grazie all’abilissima regia di Ritchie si trasforma in un più che godibile gangster movie a sprazzi demenziale, a sprazzi adrenalinico, a sprazzi semplicemente comico. Se nella prima parte può risultare difficile da seguire per la caterva di intrecci messa a punto (tutta mano del regista), pian piano che il film prosegue lo spettatore finisce per lasciarsi agguantare e con l’appassionarsi totalmente alle bizzarre avventure del sottobosco criminale di Londra, ai loro conflitti interni e al modo in cui se la cavano sempre anche nelle situazioni più pericolose. Per non parlare di un paio di sequenze, come quella di una scena di ballo strepitosa tra Butler e la Newton, in cui quello che si dicono viene scritto sullo schermo per poter essere letto dallo spettatore mentre loro si muovono in un modo davvero cult! Ogni protagonista della storia, dai principali ai secondari, può dirsi ben caratterizzato e scritto, e uno dei punti di forza di Rocknrolla è proprio il fatto di immergere i suoi eroi in situazioni talmente estreme tra loro dal farli passare repentinamente da un atteggiamento minaccioso e torvo ad un altro buffo se non ridicolo.

Si può forse criticare a Ritchie il fatto di ricreare sempre bene o male lo stesso tipo di storia, ma forse anche per questo ha deciso di puntare decisamente più in alto con il blockbuster natalizio su Sherlock Holmes che, con protagonisti Robert Downey jr. e Jude Law, potrebbe finalmente aprirgli le porte di Hollywood.

Il trailer era già stato pubblicato in questo post.

Aprile 19th, 2009DUPLICITY

Duplicity (Usa/Germania, 2009) di Tony Gilroy, con Julia Roberts, Clive Owen, Paul Giamatti, Tom Wilkinson

Il voto di Paolino è… 7+

Claire Stenwick e Ray Koval sono due spie. Lei lavora per la CIA, lui per l’MI6. I due si incontrano ad un party, si piacciono, vanno a letto insieme. Peccato fosse tutto nei piani di lei, che nella notte lo deruba e gli fa perdere il lavoro. Cinque anni dopo si ritroveranno di nuovo faccia a faccia per tentare di rubare un rivoluzionario brevetto da 40 milioni di dollari conteso da due enormi multinazionali. Amore, tradimenti e tanto, tanto alcol tra Dubai, Miami, Roma, Londra e Cleveland.

Se c’è un autore hollywoodiano che negli ultimi anni ha fatto davvero centro quello è Tony Gilroy. Sceneggiatore della trilogia di Bourne e del prossimo State of play, nonché regista e autore dell’acclamato Michael Clayton, che ha fruttato l’Oscar a Tilda Swinton, oggi è una delle figure più richieste del cinema americano, dato per papabile anche per il prossimo Bond. La sua maestria nello scrivere copioni avvincenti e mai noiosi lo ha portato a trasformare quella che in altre mani sarebbe potuta essere una semplicissima buffonata per far recitare assieme due divi fascinosi (leggi Mr. & Mrs. Smith, per dirne una) in un’avvincente spy comedy che non lascia un attimo di tregua e costringe perfino lo spettatore ad usare il cervello per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle che si compone dinnanzi ai suoi occhi, tra andirivieni temporali infiniti e doppi, tripli, quadrupli giochi di potere.

I primi quaranta minuti del film sono semplicemente incalzanti, con una sequenza da urlo che accompagna i titoli di testa, in cui Paul Giamatti e Tom Wilkinson se le danno di santa ragione in un ralenti strepitoso: comicità e classe in una scena memorabile. Subito dopo veniamo calati nel mezzo dell’azione e scopriamo poco a poco i piani di ogni personaggio, ognuno di loro scritto e caratterizzato a dovere come meglio non si potrebbe chiedere. Clive Owen si conferma più che passabile solo se ben diretto, e a Julia Roberts (che non ha mai goduto della mia personale simpatia) va dato atto di essere sempre in formissima. Una piacevole conferma consigliabile ad un pubblico che si voglia divertire intelligentemente.

Segue il trailer.

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Finalmente in arrivo anche sugli schermi italiani dal 24 aprile giusto con quei sette mesi di ritardo, Rocknrolla promette scintille! Diretto dal redivivo e scatenato Guy Ritchie, che ora libero da vincoli madonneschi (che lo hanno costretto a dirigere l’orrore Travolti dal destino), può tornare al cinema eccessivo e demenziale che lo ha fatto conoscere al grande pubblico (Lock & Stock: pazzi scatenati, Snatch – Lo strappo) prima di cimentarsi col suo primo blockbuster (Sherlock Holmes, in uscita a Natale con Robert Downey jr. e Jude Law).

Nei bassifondi della Londra contemporanea, dove il mercato immobiliare è il business più importante, vive una selezionata rete di gangster spietati e chiunque voglia entrare in affari nel loro stesso settore si trova la vita piuttosto complicata. Il piccolo malvivente One Two (Gerald Butler) e il suo Mucchio Selvaggio ci proveranno, ma dovranno vedersela con Lenny Cole (Tom Wilkinson), criminale di vecchio pelo.

Umorismo, violenza e stupidità. Rocknrolla pare avere le carte in regole per essere lo Shootem’up del 2009. Ecco il trailer italiano:

Febbraio 8th, 2009OPERAZIONE VALCHIRIA

Valkyrie (Usa/Germania, 2008) di Bryan Singer, con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Terence Stamp, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Bernard Hill

Il voto di Paolino è… 6

A Bryan Singer il nazismo sembra rodere parecchio, ed essendo lui ebreo e gay dichiarato, non fatichiamo a capirne la ragione. Ne L’allievo, Ian McKellen era un ex generale delle SS che riusciva a circuire il giovane studente Brad Renfro, mentre in X-Men Magneto (sempre McKellen, tra l’altro) era un reduce dei campi di concentramento. Ora prende di petto la questione con Operazione Valchiria, storia del complotto (fallito, se per caso non lo sapeste…) che nel 1944 tentò di uccidere Adolf Hitler e di prendere il comando delle forze armate tedesche. Perno centrale della storia è il colonnello Claus von Stauffenberg (Tom Cruise), che, reduce dal Marocco e da gravi lesioni corporee, viene reclutato da un’organizzazione complottista per avvicinare il Fuhrer e tentare di assassinarlo per la rinascita della Santa Germania.

Operazione Valchiria può essere visto da due punti di vista diversi, ognuno portatore di un giudizio differente. Come film storico il film è indifendibile: inverosimile, pompato all’ennesima potenza, portatore sano di amenità varie (Stauffenberg che manca apertamente di rispetto a Hitler, e in più di un’occasione, è una bestemmia). Ma c’è una giustificazione: Singer, conscio del fatto che la realtà così com’era sarebbe stata troppo poco cinematografica e soprattutto che aveva a che fare con una storia di cui tutti sapevano già il finale, ha deciso di dare alla narrazione un tono e un pathos da thriller, alla “senza un attimo di tregua”. Due ore piene di avvenimenti e, in alcuni casi, di reale suspense che portano lo spettatore a dimenticarsi della veridicità storica e persino dell’inizialmente scontato finale.

Un progetto rischioso fin dalla partenza, che alla fine riesce a salvarsi grazie all’abilità registica di Singer e alla sceneggiatura ad orologeria di Christopher McQuarrie, vincitore dell’Oscar nel 1994 per I soliti sospetti. Il problema in Operazione Valchiria semmai è uno e uno solo e si chiama Tom Cruise. Posso affermare senza ombra di dubbio che questa sia la peggiore interpretazione di tutta la sua carriera, un’offesa alla categoria e uno sputo in faccia al clamoroso cast di contorno che recita accanto a lui  (Branagh, Nighy, Stamp, Wilkinson: tutti mostri di bravura). Purtroppo, essendo anche il produttore principale, la sua partecipazione era la condicio sine qua non per la realizzazione della storia. Proprio nell’anno che l’ha consacrato straordinario attore brillante in Tropic Thunder, pochi mesi dopo siamo costretti ad affossarlo come interprete drammatico. La risalita sarà ardua.

Segue il trailer.

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Andiamo a vedere insieme chi ha ricevuto le nomination ai Golden Globe per le categorie telefilmiche. Buoni riscontri per Dexter, House, Mad Men, The Office, In Treatment e True Blood. Poche le novità: dal fatto che gli americani continuino a premiare e seguire Entourage si capiscono molte cose…

  • Miglior serie drammatica

- Dexter
- Dr. House
- In Treatment
- Mad Men
- True Blood

  • Miglior serie commedia o musical

- Californication
- Entourage
- The Office
- 30 Rock
- Weeds

  • Miglior attore in una serie commedia o musical

- Alec Baldwin in 30 Rock
- Steve Carell in The Office
- Kevin Connolly in Entourage
- David Duchovny in Californication
- Tony Shalhoub in Monk

  • Miglior attrice in una serie commedia o musical

- Christina Applegate in Samantha Chi?
- America Ferrera in Ugly Betty
- Tina Fey in 30 Rock
- Debra Messing in The Starter Wife
- Mary-Louise Parker in Weeds

  • Miglior attore in una serie drammatica

- Gabriel Byrne in In Treatment
- Michael C. Hall in Dexter
- Jon Hamm in Mad Men
- Hugh Laurie in Dr. House
- Jonathan Rhys Meyers in The Tudors

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Gennaio 1st, 2008SOGNI E DELITTI

Cassandra’s Dream (Usa/UK, 2007) di Woody Allen, con Ewan McGregor, Colin Farrell, Tom Wilkinson, Hayley Atwell

Il voto di Paolino è… 6½

Woody Allen, dopo il bellissimo Match Point e il poco riuscito Scoop, torna per la terza volta a Londra ambientandoci Sogni e delitti, un thriller sul rimorso e il senso di colpa che rimanda – anche troppo – direttamente al primo capitolo della trilogia londinese.

Qui due fratelli, Terry e Ian (gli ottimi e affiatatissimi Colin Farrell e Ewan McGregor, si ritrovano al verde: il primo, meccanico squattrinato e in procinto di sposarsi, si indebita fino al collo perdendo a poker, mentre il secondo, desideroso di andarsene in California per investire in una catena di alberghi, ha bisogno di liquidità. Proprio al caso loro sembra fare il ricco e potente zio Howard (Tom Wilkinson), al quale i due fratelli si sono sempre affidati. Lui è disposto ad aiutarli, ma in cambio di un pesante favore: dovranno eliminare un testimone scomodo che potrebbe essere la sua rovina. Inizia qui un lungo e articolato percorso che porterà Terry sull’orlo del delirio, mentre Ian, più lucido e freddo, sarà costretto a prendere decisioni che mai avrebbe pensato anche solo di immaginare.

La scrittura di Allen si sente tutta, ed è sempre un piacere: tira in ballo il fato, i miti greci (la Cassandra’s Dream del titolo originale è la barca a vela che Ian e Terry comprano ad inizio film) ed il personaggio di Colin Farrell prende via via un aspetto sempre più fanciullesco e ingenuo giusto per far sorridere qua e là lo spettatore. Inoltre, caso raro nella filmografia alleniana, in Sogni e delitti l’autore rinuncia, per la colonna sonora, a pezzi di repertorio classico o jazz per affidarsi al glaciale score di Philip Glass.

A lasciare perplessi, purtroppo, è il finale: affrettato e buttato via, come se davvero Allen fosse arrivato ad un punto morto da cui non sapeva più come procedere con la storia. Un peccato. La tanto strombazzata seconda giovinezza dell’autore newyorkese sembra iniziata, e finita, con Match Point


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