Valkyrie (Usa/Germania, 2008) di Bryan Singer, con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Terence Stamp, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Bernard Hill
Il voto di Paolino è… 6
A Bryan Singer il nazismo sembra rodere parecchio, ed essendo lui ebreo e gay dichiarato, non fatichiamo a capirne la ragione. Ne L’allievo, Ian McKellen era un ex generale delle SS che riusciva a circuire il giovane studente Brad Renfro, mentre in X-Men Magneto (sempre McKellen, tra l’altro) era un reduce dei campi di concentramento. Ora prende di petto la questione con Operazione Valchiria, storia del complotto (fallito, se per caso non lo sapeste…) che nel 1944 tentò di uccidere Adolf Hitler e di prendere il comando delle forze armate tedesche. Perno centrale della storia è il colonnello Claus von Stauffenberg (Tom Cruise), che, reduce dal Marocco e da gravi lesioni corporee, viene reclutato da un’organizzazione complottista per avvicinare il Fuhrer e tentare di assassinarlo per la rinascita della Santa Germania.
Operazione Valchiria può essere visto da due punti di vista diversi, ognuno portatore di un giudizio differente. Come film storico il film è indifendibile: inverosimile, pompato all’ennesima potenza, portatore sano di amenità varie (Stauffenberg che manca apertamente di rispetto a Hitler, e in più di un’occasione, è una bestemmia). Ma c’è una giustificazione: Singer, conscio del fatto che la realtà così com’era sarebbe stata troppo poco cinematografica e soprattutto che aveva a che fare con una storia di cui tutti sapevano già il finale, ha deciso di dare alla narrazione un tono e un pathos da thriller, alla “senza un attimo di tregua”. Due ore piene di avvenimenti e, in alcuni casi, di reale suspense che portano lo spettatore a dimenticarsi della veridicità storica e persino dell’inizialmente scontato finale.
Un progetto rischioso fin dalla partenza, che alla fine riesce a salvarsi grazie all’abilità registica di Singer e alla sceneggiatura ad orologeria di Christopher McQuarrie, vincitore dell’Oscar nel 1994 per I soliti sospetti. Il problema in Operazione Valchiria semmai è uno e uno solo e si chiama Tom Cruise. Posso affermare senza ombra di dubbio che questa sia la peggiore interpretazione di tutta la sua carriera, un’offesa alla categoria e uno sputo in faccia al clamoroso cast di contorno che recita accanto a lui (Branagh, Nighy, Stamp, Wilkinson: tutti mostri di bravura). Purtroppo, essendo anche il produttore principale, la sua partecipazione era la condicio sine qua non per la realizzazione della storia. Proprio nell’anno che l’ha consacrato straordinario attore brillante in Tropic Thunder, pochi mesi dopo siamo costretti ad affossarlo come interprete drammatico. La risalita sarà ardua.
Segue il trailer.
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