Chi sentiva la necessità di un re-inizio di Spider-Man dieci anni dopo quello di Sam Raimi (e cinque anni dopo la conclusione della sua trilogia) alzi la mano!

Tu l’hai alzata?

Ne vedo una alzata là in fondo… Mi pare… Ah no, ti stavi solo stiracchiando.

Eppure la Marvel ha fatto l’assurdità. Cacciati a calci Raimi e Tobey Maguire (erano entrambi pronti per Spider-Man 4, John Malkovich era addirittura già stato confermato come il villain Avvoltoio), sono stati scelti Marc Webb come regista (che per quanto io abbia adorato la sua opera prima, 500 giorni insieme, sappiamo tutti cosa significa affidare un film d’azione a uno che non ha mai fatto film d’azione, vedi l’ultimo povero Wolverine dato in mano ad un africanello incapace) e Andrew Garfield come protagonista.

Ma non è neanche questo che ci rode, nel senso che io per primo avevo poca voglia di vedere di nuovo Maguire, che ormai c’ha 40 anni e forse la gotta, in calzamaglia a fare il buffone. Il re-casting può starci. Ma almeno non ricominciare dall’inizio, cazzo! Dai per scontato che sappiamo che Spider-Man esiste perché l’ha morso un ragnetto e siamo a posto no? L’ha fatto Edward Norton nel suo Hulk (un rapido riassuntino nei titoli di testa e via), poteva mica farlo Marc Webb? No, non si poteva.

E sapete perché? Perché questo Spider-Man ha una differenza a dir poco abissale che lo differenzia da quello di prima. Pronti ad essere scioccati? Le ragnatele. Sapete no? Quelle che gli servono per svolazzare. Prima uscivano dal corpo di Maguire che le produceva direttamente al suo interno tipo bile. Ora Garfield c’ha gli spararagnatele. Fatti con Art Attack. Come nel fumetto, tra l’altro. Questa differenza sostanziale ha reso obbligatorio un reboot, il cui primo trailer è arrivato on-line. E pare (lo è) un grande, enorme, inutile deja-vu.

The Amazing Spider-Man uscirà nei cinema a luglio 2012, dopo I Vendicatori e prima di Batman.

 

Sarà lo sfidone cinefumettistico del 2012: da una parte The Avengers, megafilmone di Joss Whedon che riunirà Iron Man, Hulk, Captain America, Occhio di Falco, la Vedova Nera, Thor, Nick Fury, Loki e credo anche la Banda Bassotti. Il primo teaser sarà presentato come easter egg dopo i titoli di coda di Captain America da venerdì al cinema, ma è stato già rubato in versione bootleg. In Italia vedremo il film con il consueto anticipo rispetto al resto del mondo, dal 25 aprile 2012 (negli Usa dal 7 maggio).

Dall’altra la conclusione (le tagline usate non lasciano adito a equivoci in tal senso) della trilogia di Christopher Nolan con The Dark Knight Rises. Batman stavolta se la vede con Bane (Tom Hardy) e Catwoman (Anne Hathaway). Il primo teaser ufficiale, con un Gordon che mi pare non se la stia passando troppo bene, è appena uscito (con lo sponsor prima era l’unico modo per incorporarlo, altrimenti vedetelo qui).


Non è un deja-vu, ma la risposta americana alla trilogia svedese tratta dai libri di Stieg Larsson. E speriamo sia una risposta un pochino più convincente di quei tre, lunghi e soporiferi film che hanno avuto come unico pregio quello di far conoscere al mondo la straordinaria Noomi Rapace.

Si ricomincia quindi, e con un nome alla regia che mette l’acquolina in bocca: David Fincher. Messo da parte il melodramma di Benjamin Button, messo da parte l’affresco sociale di The Social Network, Fincher torna alle sue atmosfere più care (Se7en dice niente? Ma pure Zodiac non scherzava) e mette insieme un cast pazzesco: Daniel Craig, Stellan Skarsgaard, Robin Wright, Christopher Plummer, mentre Lisbeth Salander avrà il volto e i capelli corvini di Rooney Mara (vista nel reboot di Nightmare e nel prologo di The Social Network).

C’è un trailer ufficiale appena uscito, che potete vedere qui sotto, ma in alcuni paesi europei sta girando nei cinema un red-band trailer, ovvero un trailer senza censure con più scene di violenza. Lo potete vedere, registrato da una sala, dopo il saltino.

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Una cosa si può dire di J.J. Abrams, piacciano o non piacciano i suoi film: è uno a cui piace rischiare. Debutta alla regia con un franchise che in molti credevano già sepolto e lo resuscita (Mission: Impossibile 3); riporta al successo una saga fantascientifica che sapeva di vecchio già dal nome (Star Trek); dà vita al fenomeno Cloverfield, e da autore… beh: Lost, ma anche Alias, Fringe, ecc.

Oggi torna sugli schermi con la sua opera terza, di cui è anche unico sceneggiatore, la cui promozione iniziò ben prima del via alle riprese, prima addirittura dell’annuncio del cast, prima addirittura dell’annuncio del progetto stesso: un teaser (LINK) che fece impazzire milioni di fan in tutto il mondo, e un titolo, Super 8, che lasciò tutti nel mistero. Poi le prime informazioni, il casting, le riprese, e ora il film è pronto ad uscire il prossimo giugno e, senza 3D o una forte saga alle spalle, dovrà vedersela con colossi tipo X-Men: l’inizio e Lanterna Verde. Ambientato nell’estate del 1979, racconta di un gruppo di ragazzini dell’Ohio che assiste ad uno spettacolare incidente ferroviario mentre stanno girando un film amatoriale in Super 8. Misteriose sparizioni ed eventi inspiegabili iniziano ad accadere attorno a loro: cosa conteneva quel treno deragliato?

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La più bella serie televisiva italiana comica mai scritta, e ripeto scritta, intendo proprio SCRITTA, e non “alla cazzo di cane” come direbbe il suo protagonista René Ferretti (Francesco Pannofino), sbarca al cinema. La risposta italiana a 30 Rock (se mi sente Tina Fey mi spara alle palle) sarà nelle sale dal 1° aprile, con un cast delle grandi occasioni. Purtroppo il successo non credo sarà così grande (resta pur sempre un prodottino di nicchia da tv satellitare), ma la gioia di vedere Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti), la Cagna (Carolina Crescentini), Biascica, Duccio, Seppia e tutto il cucuzzaro su grande schermo sarà enorme! Con la partecipazione straordinaria di Nando Martellone, ovviamente!

E’ tratto da un comic-book (e nun te poi sbajà), perchè pare che accoppiate del genere possano saltare in testa solo ai fumettari. Del tipo che sta guardando un western con Clintone Eastwood e ad un certo punto il fumettaro pensa “E se mo’ invece di un messicano dal baffo irsuto gli piombassero addosso degli alieni incazzosi??” e si inventa il fumetto. Tanto a lui bastano una matita, un po’ di carta, anche stropicciata, e del buon tempo da perdere. Se poi qualcuno – nel qual caso il regista dei due Iron Man e i creatori di Lost e Transformers - il fumettaro lo prendono pure sul serio e convincono Steven Spielberg a produrre la cagata, non possiamo certo dare la colpa a chi l’idea originale l’ha incautamente avuta una sera dopo che aveva mangiato pesante.

E’ così che la prossima estate ci toccherà Cowboys & Aliens. Considerando che sarà da qualche buon decennio che un film anche vagamente a tema western non incassa più di due pomodori al botteghino, mi chiedo quale possa essere il coniglio nel cilindro di Jon Favreau. Non credo punti su Daniel Craig, che la faccia da beota del West ce l’ha tutta ma non si può dire che porti le masse al cinema; potremmo pensare che punti su Olivia Wilde, la cui figaggine sarà anticipata al cinema da Tron: Legacy tra poche settimane e che quindi per luglio sarà bella che pronta da sfornare (ma Megan Fox nel floppone Jonah Hex deve fare pur far testo in qualche maniera). Invece la vera chicca sarà un’altra: Indiana Jones! Perchè se ci pensate bene, Jones non era altro che un cowboy nell’epoca sbagliata! Quindi lunga vita ad Harrison Ford! Il top sarebbe che facesse fuori un alieno nella stessa maniera in cui fece fuori lo spadaccino arabo nei Predatori (ma voi la sapete la genesi di quella scena? del cagotto di Ford e tutto il resto? E’ storia ragazzi…)

A voi il teaser, sottotitolato dai miei amiconi di TrailersLand.

settembre 5th, 2010Trailer of the week: 127 ORE

A Danny Boyle non va proprio giù l’idea di adagiarsi sugli allori. Dopo una carriera costernata di film che mai hanno messo tutti d’accordo, o che pur lodati dalla critica hanno sempre creato controversie (da Trainspotting a The Beach, da 28 giorni dopo a Sunshine), il buon regista inglese si è portato a casa 8 Oscar (scandalosamente aggiungo io) per The Millionaire. E come sempre le proposte gli sono fioccate numerose. Per il suo lavoro post-premio ha deciso di giocarsi la carta della storia vera, puntando tremendamente a fare il bis. 127 Hours si basa sulla reale vicenda capitata ad Aron Rolston, esperto alpinista statunitense che precipitò in un crepaccio nello sperduto Utah e il cui braccio destro finì incastrato sotto una roccia. L’uomo rimase intrappolato tra le viscere della Terra per 127 ore (cinque giorni e poco più) finendo per, tanto lo leggerete dappertutto, amputarsi il braccio e finalmente uscire dalla sua trappola mortale.

James Franco interpreta l’uomo intrappolato, e il film, in uscita negli USA a novembre, dovrebbe aver avuto la sua anteprima mondiale al Toronto Film Festival la prossima settimana. Invece a sorpresa regista, cast e il vero Ralston si sono presentati ieri al Telluride Film Festival (che aveva già portato fortuna a The Millionaire) per una proiezione non ufficiale. Abbiamo così i primi pareri, tutti ugualmente entusiasti: si parla di una regia sorprendente, con riprese addirittura dall’interno della bottiglia dalla quale Franco beve l’ultima goccia di acqua a sua disposizione. In conferenza stampa si è anche parlato di come si sono svolte le riprese, con l’attore lasciato solo con un cameraman per periodi di tempo lunghissimi, dando vita ad un’interpretazione già definita sorprendente. Molto clamore ha poi suscitato l’altroce scena dell’amputazione: l’Hollywood Reporter scrive “sì, è straziante da guardare, anche se tutti noi sapevamo che si sarebbe amputato il braccio, perché Boyle e Franco l’hanno girata in maniera molto realistica. Il pubblico gemeva e si divincolava. Ma è il design dei suoni a catturare perfettamente la divina agonia della sofferenza di Ralston, quello che ha fatto è una specie di miracolo.”, mentre il Los Angeles Times scrive “La cinepresa penetra il suo braccio, quando il coltello viene fermato dall’osso. Entra nel sacco che mette sulla sua testa per ripararsi dal freddo della notte. Nel fare questo film, Boyle sapeva che se il pubblico avesse chiuso gli occhi nel momento in cui Ralston si spezza le ossa e taglia i tendini, i nervi e i muscoli, 127 Hours sarebbe fallito. Ma pochissimi non hanno voluto guardare.”

Tutto questo, e il trailer qui sotto, fanno di 127 ore uno dei film più attesi della stagione.

Pure un film su Facebook no! potrebbero pensare parecchi di voi… E sebbene l’idea potesse sembrare scocciante anche al sottoscritto, è bastato il nome del regista ingaggiato per farmi tirare un sospiro di sollievo: David Fincher. Quello di Fight Club, di Zodiac, di Benjamin Button.

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In effetti la storia della nascita di Facebook, raccontata e tratta dal libro Miliardari per caso, può tranquillamente prestarsi ad un film ‘adulto’ su grande schermo: Eduardo Saverin e Mark Zuckerberg erano laureandi a Harvard e migliori amici, entrambi brillanti nei voti e goffi con le donne. Edouardo scoprì che la loro carta per essere socialmente (e sessualmente) accettati era quella di essere invitati a unirsi a uno dei Club della scuola. Mark, al quale non interessava nulla di quello che i ragazzi del campus alpha pensavano di lui, diventò un genio con i computer. Il che gli servì a trovare una strada molto più diretta verso il successo: una sera Mark entrò nel sistema informatico della scuola, creando un database con tutti i dati delle studentesse, per poi far saltare tutti i server e farsi quasi espellere. In quel momento, nel suo dormitorio a Harvard, nacque l’idea di Facebook. Da lì prende forma una vera e propria storia vera fatta di azione, intrighi e storie d’amore con donne da favola, innocenza perduta e un grande conflitto tra Edouardo e Mark, le cui idee su Facebook si scontrarono su molti punti. Perchè non puoi farti 500 milioni di amici, senza farti qualche nemico, come recita la tagline del film.

Da tenere d’occhio il cast di giovani promesse: Zuckerberg ha il volto di Jesse Eisenberg, già visto in svariati film indipendenti e nel desaparecido Zombieland, mentre il suo amico/nemico è Andrew Garfield, che avrà così la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico (dopo parti significative in Leoni per agnelli, L’altra donna del re e Parnassus) visto che sarà l’interprete di Peter Parker nella nuova saga di Spider-Man. Con loro Justin Timberlake, Rashida Jones e nientemeno che Joseph Mazzello (lo ricordate? Era il bambinello petulante con sorellina al seguito in Jurassic Park tipo 16 anni fa!)

Negli Usa ad ottobre, da noi a metà novembre. Questo è il trailer italiano. Nei giorni strettamente precedenti la campagna marketing era iniziata con due teaser molto intriganti, li trovate quiqui.

luglio 14th, 2010Fuck You, Julia Roberts!

I fan di The Expendables sono agguerriti più che mai. Ed è per questo che non possono accettare il fatto che il 13 agosto, quando il film uscirà negli Stati Uniti proprio nello stesso weekend della commedia romantica Mangia, prega, ama con Julia Roberts, quest’ultima possa anche solo sognarsi di battere al botteghino il film di Stallone e soci. Ecco preparato ad arte quindi un fan-trailer perfetto e cazzutissimo che deve convincere i maschi americani a scendere – letteralmente – in campo per lottare al fianco dei loro eroi!

luglio 8th, 2010Trailer of the week: SPLICE

Promosso dalla critica, atteso dal popolo di internet. Splice ha fatto parlare di sé per mesi, e si appresta a fare il suo debutto anche nelle sale italiane, dal 13 agosto. Vincenzo Natali, il regista di Cube, che a dispetto del nome non ha nulla di italiano tranne forse origini lontane, dirige Adrien Brody e Sarah Polley in un thriller/horror che narra della creazione di un essere ibrido tra umano e animale, che cresce a vista d’occhio e sfugge al controllo dei due scienziati. Plot già visto (anche in vari episodi di serie tv, da X-Files a Fringe) ma realizzazione tutta da scoprire.


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