Ebbene sì, la notizia è fresca fresca… Su RaiDue sta per tornare un programma che pensavamo fosse morto e sepolto dopo anni di pensionamento: Il lotto alle otto! Da lunedì 8 febbraio tornano le estrazioni in diretta, condotte da Tiberio Timperi, uno dei personaggi più odiosi e incapaci della tv dopo Adalberto Scanchirli e Floriano Stramurti, e da lei, la regina del Lotto, che segnerà così il suo importantissimi ritorno al piccolo schermo dopo anni passati a suonare e ballare fenomenali hit da combattimento in giro per locali fatiscenti, feste della birra, compleanni pluricentenari e giornate degli anziani: Stefania Orlando! Ecco le sue dichiarazioni alla vigilia del debutto:
“Sono la donna dei numeri, torno dopo alcuni anni ad una trasmissione richiesta proprio dai giocatori che volevano vedere le estrazioni in tv. Ho lasciato le estrazioni con il bambino bendato e ora trovo quelle automatizzate. La garanzia e la sicurezza i principi base della trasmissione. Il nostro percorso si muove tra innovazione e tradizione”.
Sembrerebbe quasi una cosa seria. E invece stiamo a parlare del Lotto! Io ho solo una richiesta: la sigla del programma deve essere affidata ad uno dei suoi pezzi! Sarebbe la sua consacrazione! Una cosa come questa, per dire…
Una bagarre senza precedenti ha sconvolto nei mesi scorsi la regione partenopea, da sempre patria di spaziali cantautori da esportazione. Il piccolo Giuseppe Junior, età attuale 12 anni, è uno dei più piccoli guerrieri canori da strada degli ultimi tempi. Sforna video in continuazione, trattando temi scottanti per un’interprete della sua età, dall’omicidio al carcere, dalla criminalità al sesso. Proprio un brano con protagonista la sessualità tra bambini (!) è stato al centro di una polemica che ne ha comportato la rimozione da canali quali Youtube e Dailymotion ad opera della polizia postale su richiesta di alcuni parlamentari e associazioni varie (MOIGE compreso). Peccato che il programma di RaiDue Scorie l’avesse trasmesso più e più volte nei mesi precedenti…
In effetti il video e la canzone sono piuttosto scioccanti, se pensiamo che stesi su un letto ci sono due undicenni (all’epoca del video, 2008) e lui canta a lei versi del tipo “Non l’hai fatto mai”, “Facciamo l’amore io e te”, “Levati la minigonna”, “E vola via il mio pantalone”, “Voglio rifarlo di nuovo con te”, “Piccoli d’età siamo tutti e due ma l’amore sai non tiene età”. La canzone si intitola “Bellissima” e seppure le forze dell’ordine abbiano tentato di farla sparire dal web, il vostro Paolino l’ha scovata! Potete ascoltarla cliccando sulla foto a lato!
Lo pensavate vero? E invece Luca Sardella, il suo inimitabile cappellino (nessuno, e dico nessuno, è mai riuscito a paparazzarlo senza!) e la fida amante?collega?amica?badante?hair stylist? Janira Maiello sono vivi e lottano insieme alle loro occhiaie! E siccome la tv non li caga più (se non la Ventura che tanto ama prenderli per il culo), si affidano al web per la promozione della loro ultima fatica: l’agenda 2010!
Io li amo… Poi quando cantavano erano ancora più straordinari! Ricordiamoci che Sardella è autore e interprete dell’inno dell UDC! Mica cazzi…
In attesa del ritorno dell’agognata nuova Isola dei Famosi (con le vecchie smandrappone Pamela Prati, Loredana Lecciso e Sandra Milo chiamate a fare i conti con i pericoli che la natura può riservare alle loro operazioni chirurgiche facciali), facciamo un salto nel passato estraendo dal dimenticatoio un personaggio che tanta soddisfazione continua a dare agli amanti del trash moderno: Antonio Zequila, detto er Mutanda.
Fatto risorgere dalla Ventura e accudito dalla D’Urso, il nostro Zequila ha tentato (come cani e porci ormai) anche la via della discografia, con un pezzo sobrio e da camera (da letto) dal titolo inequivocabile: Voglio farmi l’avventura, dove il bizantino virtuosismo grammaticale lascia solo intravedere gli intenti sessuali del nostro eroe. D’altronde versi quali “Io voglio farmi l’av-ventura – Ho tanta voglia di scop-rire – Porto solo una banana – Dai non è così ingombrante” non possono che essere amati e portati nel cuore.
Stasera ho guardato X-Factor. Gli ascolti colano a picco, e c’è parecchia agitazione nel programma. Tra le solite liti dei giudici (la Mori e la Maionchi si odiano a morte, c’è poco da fare) e l’immancabile ipocrisia da quattro soldi (“Ti elimino perchè sei più brava degli altri e sei già pronta ad un tuo contratto discografico”… Ehm, Mara, vecchietta mia, io ti amo: ma un contratto discografico è proprio il premio finale del programma! Vedi tu che ragionamento del cazzo hai fatto…), è saltata fuori una perla che mi ha spiazzato! Praticamente verso l’alba, quando mi apprestavo a prepararmi la terza cena della serata, un tipetto ha cantato The Show Must Go On in maniera anche dignitosa e Morgan l’ha supportato affermando la difficoltà di quel pezzo e ricordando la “ridicola” (cit.) versione che ne fece… Mino Reitano!!
Cosa cosa cosa cosa? Mino Reitano ha cantato The Show Must Go On e io non ne so nulla???
A parte l’inutile Facchinetti che si è imbizzarrito proclamando la grandezza dell’artista Reitano (con Morgan che giustamente gli ha ricordato che non è che perchè uno muore diventa automaticamente un genio), io sono rimasto a bocca aperta per svariati minuti per la scoperta. Ho smesso di prepararmi da magnà e sono corso sul webbe alla ricerca di questo documento.
Di cui non c’è traccia. Panico. La mia vita non può più avere un senso.
Leggo invero molte fonti on-line che lo citano, in una maniera che non può che farmi salire l’acquolina a livelli spaziali! “Qualcuno di voi conosce la versione di The Show Must Go On cantata da Mino Reitano? Giuro, è da star male per le risate!” – “Commovente quasi come Mino Reitano ai tempi di The Show Must Go On” – “Una roba atroce” – “Se il povero Freddie fosse vivo…”
Allora me ce metto d’impegno e scopro che la performance è stata mandata in onda durante la puntata speciale di Porta a Porta dedicata alla sua morte, e proveniva dal Festival di Castrocaro del 1992. L’intero programma in questione si può visionare solo interamente sul sito della Rai, i cui potenti mezzi però non mi permettono di saltare avanti o indietro nella clip! Quindi dopo 10 minuti ce rinuncio… Ma non demordo! Ed ecco che trovo le paroline magiche su YouTube… E’ bastato sostituire il tag ‘Show Must’ con ‘Queen’ ed ecco spuntare non una, ma ben due testimonianze di come Minone portasse in giro nelle sue serate questa famigerata cover!
C’è un personaggio che popola i sottoboschi televisivi italiani che risponde al nome di Maurizia Paradiso, nata Maurizio nel 1955. Un destino già scritto alla nascita (è figlia di una prostituta) e una carriera che parte con il film Romance (1986) dove divideva la scena con Walter Chiari e Luca Barbareschi, e proseguita nei meandri delle reti locali private con programmi e programmini di dubbia finezza, intervallati ogni tanto da comparsate in pellicole erotiche (I segreti di Maurizia) o da veri e propri porno (Banana meccanica).
Anche le reti generaliste nazionali, complici alcuni anchorman che c’hanno l’occhio lungo (vedi alla voce Chiambretti), non se la sono fatta sfuggire, e ad oggi la Paradiso non si può dire non goda di una discreta popolarità. Inutile dire – e il mistero sul perchè tutti prima o poi ci provino resta fitto – che la nostra eroina abbia tentato di buttarsi anche nel mondo discografico: nel 1992 infatti, a nome Trans Girl, pubblica il singolo “Dai, dai, dai”, un deludentissimo e noioso tentativo di dance da discoteca il cui testo si riduce unicamente al verso “Dai, dai, dai, tu non vieni mai” ripetuto fino all’esasperazione.
La canzone la potete trovare su questa pagina di YouTube. Inutile dire che preferiamo di certo la Paradiso becera e triviale che tanto ci fa impazzire, la cui ultima scenata ha avuto luogo negli studi di Canale Italia dove era ospite in collegamento. Vedere per credere. Tra l’altro sono l’unico che vorrebbe vedere il giornalista che conduce quel programma semplicemente e definitivamente morto? Mi irrita, mi sa di persona falsa, finta e molto furba. Non so neanche come si chiami.
C’è un limite alla decenza. Innanzitutto questo post non vuole essere ironico, ma soltanto riportare fatti. Osvaldo Supino, grazie al web (e nel mio piccolo a blog come questo) potrebbe rischiare davvero di diventare un fenomeno più che di nicchia. L’avvisaglia è data dal mezzo articoletto che gli ha dedicato Vanity Fair (qui la scansione della pagina), qualche domanda per portare alla luce lo sconosciuto più famoso d’Italia in una pagina che ospita anche un editoriale di Luca Sofri sui cori degli alpini (!). Anche se la chicca migliore è il pezzo che si trova sotto la sua intervista, firmato dallo stesso giornalista che gliel’ha fatta, intitolato “Chris, il ragazzo che pianse per Britney” (Crocker, rimembrate?) che inizia così: “Osvaldo Supino vi ha ricordato qualcuno? Aspetto effemminato, foto ammiccanti e capelli biondi sono gli stessi di un’altra web celebrity, il ragazzino che raccolse 4 milioni di clic in due giorni urlando su YouTube «Leave Britney Alone»”. Praticamente Vanity Fair prima lo accoglie con un’intervista vagamente elogiativa, e poi con un colpo gobbo, alle sue spalle,lo paragona alla checca isterica più famosa del mondo!
In ogni caso si sa come vanno queste cose, i cinque minuti di notorietà oggigiorno non si negano a nessuno. Il problema è un altro. Osvaldo ha fatto il CALENDARIO. Ebbene sì, potete gustarvi la copertina a lato, mentre per tutti gli scatti bisognerà aspettare un altro po’… Ora la domanda che mi sorge spontanea è: a che pro? ce n’era davvero bisogno?
E soprattutto: a chi sarebbe destinato? Alle ragazze? Non credo, nel senso che Supino non mi pare l’uomo più virile che esista. Ai ragazzi? Oddio, sarebbe squallido ma può essere… Semmai ai pedofili, visto che Osvaldo ha 25 anni ma ne dimostra 7. Di sicuro poteva farne tranquillamente a meno se vuole farsi conoscere per la sua musica, ma lodiamone il coraggio!
Di fronte a dei bambini diventiamo tutti degli emeriti imbecilli. Tra ciccipupù e biribiribi vari, ci troviamo a dire e parlare anche di argomenti che di solito in conversazioni “adulte” non trovano posto. Tipo la cacca.
In effetti cosa c’è di più naturale? La facciamo tutti. La fa pure Obama. La fa il Papa (lui però deve tirarsi su tutta quella palandrana). La fa Valeria Marini (ma la sua è profumata). Non la fa Osvaldo Supino, perchè non vorrei mai qualcuno si offendesse.
Il cantautore, filastrocchiere e poeta Giovanni Caviezel nel 1992 creò a tal proposito questo meraviglioso brano che veniva suonato in tv durante L’albero azzurro, nel quale parla di quando il bisogno è impellente e non si può proprio più resistere. Per i bambini è divertente, per noi è very trash! Nel primo video la canzone originale, scritta con Roberto Piumini, mentre nel secondo vediamo Caviezel ospite in radio dal Trio Medusa che suona la canzone live.
Non la sentite la fibrillazione nell’aria? Come perchè? Perchè il 9 ottobre sbarcherà nelle sale italiane l’orgoglio padano con il tanto vituperato kolossal italiano Barbarossa! Costato qualcosa come 30 milioni di euro (e pronto ad incassarne, se tutto va bene, giusto il 5%), Barbarossa è stato voluto e girato da Renzo Martinelli, un tale che si ostina a sfornare megaproduzioni che costano un sacco di soldi e non incassano una cippa (Vajont, Il mercante di pietre, Carnera). E’ e resterà per sempre uno dei più grandi misteri registici italiani.
Nel 1158 Federico il Barbarossa ha già assoggettato a sé quasi tutto il Nord Italia, ma per poter espandersi al centro e al sud ha bisogno per prima cosa di conquistare Milano. Il giovane Alberto Da Giussano, figlio di un fabbro, si proclamerà capo della resistenza.
Il cast è da paura: Rutger Hauer (già, quello di Blade Runner), F. Murray Abraham (attore feticcio di Martinelli), Raz Degan e Kasia Smutniak. Ragazzi godetevi gli otto minuti di film che vi propongo qui sotto. Sono quelli che hanno fatto piangere Umbertone Bossi a Pontida.